Il mondo deve sapere

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.6
(1223)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876381929 | Isbn-13: 9788876381928 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
REPRINTS

Con una postfazione inedita dell’autrice.

Michela Murgia nel gennaio 2006 viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del «mostro», l’oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, «brevettato dalla nasa». Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del «telemarchètting» e della persuasione occulta della casalinga ignara, l’autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Quella della Murgia è stata una delle prime voci a raccontare il precariato in Italia, riuscendo a far riflettere, incazzare e, miracolosamente, a far ridere. Fino alle lacrime.
Dopo Il mondo deve sapere, che ha ispirato il fortunato film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Michela Murgia ha pubblicato per Einaudi Viaggio in Sardegna e il romanzo Accabadora (premio Dessì, SuperMondello e finalista al Campiello).
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  • 1

    Leggere "Il mondo deve sapere" nel 2006, quando fu pubblicato per la prima volta, sarebbe stato interessante, come aprire una finestra su un mondo ancora da scoprire e di cui ancora si sa poco e nient ...continua

    Leggere "Il mondo deve sapere" nel 2006, quando fu pubblicato per la prima volta, sarebbe stato interessante, come aprire una finestra su un mondo ancora da scoprire e di cui ancora si sa poco e niente. Purtroppo l'ho letto più di 10 anni dopo e non mi ha rivelato nulla che non sapessi già sul mondo del telemarketing, anzi. Inoltre ho trovato molto irritante l'atteggiamento della Murgia, incredibilmente presuntuosa e prevenuta. Un vero peccato.

    ha scritto il 

  • 2

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro? ...continua

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro?

    ha scritto il 

  • 3

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia c ...continua

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia con brevetto NASA.

    Camilla ci racconta delle sue giornate al call center, delle telefonate con le signore, delle colleghe e del capo, ma anche delle tecniche persuasive e persino delle risposte previste per le eventuali obiezioni di casalinghe meno ingenue.

    Tutto questo fino a quando decide che ne ha abbastanza…

    Il libro è divertentissimo e il tutto è raccontato in modo frizzante, ma è anche “istruttivo”…Sì, infatti, l’autrice ci catapulta dentro un ambiente di lavoro in cui le parole chiavi sono inganno e mobbing, permettendoci di capire meglio il lavoro precario e poco retribuito di chi ci chiama di continuo al telefono scocciandoci non poco.

    E per finire, ci fornisce pure qualche informazione sulle tecniche da adottare per gelare l’entusiasmo delle telefoniste

    ha scritto il 

  • 4

    Ora il mondo sa e se ne frega

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione dell ...continua

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione della realtà vissuta dall'autrice.
    Una realtà di per se stessa amara, che diventa, alla lunga, quasi insostenibile, se non è vissuta con quella punta d'ironia, sconfinante a volte nel sarcasmo, che permette però di controbilanciare l'aggressività, soprattutto psicologica, sottesa ai sistemi che perseguono l'obiettivo del profitto ad ogni costo.

    "Mi sconcerta l’alto numero di persone che pensa che io stia facendo allenamento di cabaret a tempo perso inventandomi tutto.” - p. 39

    "Quando un’azienda ha un obiettivo commerciale e lo persegue con tecniche efficaci non casuali impiegando tutti i fattori produttivi al meglio, allora sta davvero organizzando e gestendo. Ma attenzione questa capacità non basta a distinguere un’azienda onesta da una criminale. Il criterio per giudicare la capacità non può essere l’efficienza, l’obiettivo e basta. C’è anche il modo. E il modo in cui questa gente insegna a organizzare e a gestire è quello di non considerare in alcun modo il fattore umano, a meno che, ovviamente, non sia funzionale allo scopo…Io imparo che gli altri mi servono fintanto che mi permettono di raggiungere l’obiettivo nei tempi che mi sono prefissati…se non è così…via l’uomo, via il problema." - p. 71

    "… per quanto ne sanno loro, io ho la vita sociale di una disadattata , praticamente non ho nulla di nulla da perdere se perdo questo lavoro… ho la ricattabilità emotiva di un poggiapentole. Immagino si siano convinti che faccio la telefonista perché non saprei con chi altri parlare. Il telefono, la mia voce. E va bene così” - p. 88
    "Ma il tuo scopo di capo commerciale non è farmi sentire una merda. E' ottimizzare la mia produttività in modo intelligente, rendendomi collaborativo. Obiettivo mancato, ahilui." - p. 122
    .

    ha scritto il 

  • 0

    Molto veloce, molto giovane, molto vero...contemporaneo e reale. Davvero nato d'impulso, come un diario, nella interessante postfazione l'autrice commenta se stessa e la sua consapevolezza di essere g ...continua

    Molto veloce, molto giovane, molto vero...contemporaneo e reale. Davvero nato d'impulso, come un diario, nella interessante postfazione l'autrice commenta se stessa e la sua consapevolezza di essere giovane e precaria...e come lei migliaia. Fortunatamente il talento e l'ironia non sono mai a tempo determinato.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo d'esordio della scrittrice sarda. Il mondo che descrive è quello del telemarketing e dei lavori precari e sottopagati. I giovani costretti a subire ricatti ed umiliazioni pur di avere un quals ...continua

    Romanzo d'esordio della scrittrice sarda. Il mondo che descrive è quello del telemarketing e dei lavori precari e sottopagati. I giovani costretti a subire ricatti ed umiliazioni pur di avere un qualsiasi contratto di lavoro sono molti, quindi il tema è sempre attuale ed interessante.
    Leggendo si avverte ogni tanto come un'aria di superiorità, il che rende il breve romanzo non sempre simpatico e gradito.

    ha scritto il 

  • 2

    Superficiale

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato fazioso e superficiale. L'aria di superiorità con cui l'autrice si approccia al me l'ha fatta trovare subito antipatica. Era così impegnata a sembrare più intelligente ...continua

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato fazioso e superficiale. L'aria di superiorità con cui l'autrice si approccia al me l'ha fatta trovare subito antipatica. Era così impegnata a sembrare più intelligente che ha perso l'occasione per scrivere un buon libro.

    ha scritto il 

  • 4

    "Si può inchiappettare qualcuno in ogni posizione,nel kamasutra del marketing"

    Ho amato questo libro dalla prima pagina fino all'ultima; non ho smesso di ridere neanche un secondo. Probabilmente se non avessi lavorato né come operatrice telefonica né come venditrice Kirby, non l ...continua

    Ho amato questo libro dalla prima pagina fino all'ultima; non ho smesso di ridere neanche un secondo. Probabilmente se non avessi lavorato né come operatrice telefonica né come venditrice Kirby, non lo avrei apprezzato e "capito" così tanto. Invece avendo avuto esperienza diretta con il mondo che narra la Murgia, ho potuto immedesimarmi in ogni riga e posso garantire che sia così che funzioni questo mercato (poi ovviamente le singole persone fanno la differenza).
    E' un libricino scorrevole e semplice, lo si legge tutto d'un fiato.
    Lo consiglio a chiunque voglia farsi una bella risata!

    ha scritto il 

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