Il mondo deve sapere

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.6
(1240)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876381929 | Isbn-13: 9788876381928 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

Ti piace Il mondo deve sapere?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
REPRINTS

Con una postfazione inedita dell’autrice.

Michela Murgia nel gennaio 2006 viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del «mostro», l’oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, «brevettato dalla nasa». Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del «telemarchètting» e della persuasione occulta della casalinga ignara, l’autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Quella della Murgia è stata una delle prime voci a raccontare il precariato in Italia, riuscendo a far riflettere, incazzare e, miracolosamente, a far ridere. Fino alle lacrime.
Dopo Il mondo deve sapere, che ha ispirato il fortunato film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Michela Murgia ha pubblicato per Einaudi Viaggio in Sardegna e il romanzo Accabadora (premio Dessì, SuperMondello e finalista al Campiello).
Ordina per
  • 4

    Il mondo deve reagire

    Sono passati un po' di anni da quando Michela Murgia scrisse questo libro denunciando, col suo tipico sarcasmo e la sua pungente ironia, un modello lavorativo che ha reso molti giovani che si affaccia ...continua

    Sono passati un po' di anni da quando Michela Murgia scrisse questo libro denunciando, col suo tipico sarcasmo e la sua pungente ironia, un modello lavorativo che ha reso molti giovani che si affacciavano per la prima volta nel mondo del lavoro, gli schiavi del XXI secolo.
    Oggi ancora è così rendendo, come la stessa Murgia dice, la vita umana un accessorio per la produzione.
    Il mondo deve sapere... ma non basta... deve anche reagire.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mondo deve sapere. Beh, il mondo l'ha saputo, ha fatto finta di niente e ora, a distanza di dieci anni dall'uscita di questo libro, il mondo se ne è anche approfittato alla grande. Divertentissimo, ...continua

    Il mondo deve sapere. Beh, il mondo l'ha saputo, ha fatto finta di niente e ora, a distanza di dieci anni dall'uscita di questo libro, il mondo se ne è anche approfittato alla grande. Divertentissimo, ma tragico allo stesso tempo, il racconto che Camilla fa del suo lavoro di telefonista; i cognomi inventati poi sono geniali! Divorato in un pomeriggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomes ...continua

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomessi e precari, un lessico da tele-fottitrice fatto di parole magiche e rituali (gratis, occasione, dimostrazione).
    Consigliato: a chi vuol mettere a nudo il corpo repellente delle tele-vendite, a chi usa intelligenza e ironia per sopravvivere ai lavori più umilianti.

    ha scritto il 

  • 3

    Irrisolto

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di artico ...continua

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di articoli di blog, peraltro divertenti. La fine arriva improvvisa e priva di qualsiasi riflessione ex post.

    ha scritto il 

  • 2

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro? ...continua

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro?

    ha scritto il 

  • 3

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia c ...continua

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia con brevetto NASA.

    Camilla ci racconta delle sue giornate al call center, delle telefonate con le signore, delle colleghe e del capo, ma anche delle tecniche persuasive e persino delle risposte previste per le eventuali obiezioni di casalinghe meno ingenue.

    Tutto questo fino a quando decide che ne ha abbastanza…

    Il libro è divertentissimo e il tutto è raccontato in modo frizzante, ma è anche “istruttivo”…Sì, infatti, l’autrice ci catapulta dentro un ambiente di lavoro in cui le parole chiavi sono inganno e mobbing, permettendoci di capire meglio il lavoro precario e poco retribuito di chi ci chiama di continuo al telefono scocciandoci non poco.

    E per finire, ci fornisce pure qualche informazione sulle tecniche da adottare per gelare l’entusiasmo delle telefoniste

    ha scritto il 

  • 4

    Ora il mondo sa e se ne frega

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione dell ...continua

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione della realtà vissuta dall'autrice.
    Una realtà di per se stessa amara, che diventa, alla lunga, quasi insostenibile, se non è vissuta con quella punta d'ironia, sconfinante a volte nel sarcasmo, che permette però di controbilanciare l'aggressività, soprattutto psicologica, sottesa ai sistemi che perseguono l'obiettivo del profitto ad ogni costo.

    "Mi sconcerta l’alto numero di persone che pensa che io stia facendo allenamento di cabaret a tempo perso inventandomi tutto.” - p. 39

    "Quando un’azienda ha un obiettivo commerciale e lo persegue con tecniche efficaci non casuali impiegando tutti i fattori produttivi al meglio, allora sta davvero organizzando e gestendo. Ma attenzione questa capacità non basta a distinguere un’azienda onesta da una criminale. Il criterio per giudicare la capacità non può essere l’efficienza, l’obiettivo e basta. C’è anche il modo. E il modo in cui questa gente insegna a organizzare e a gestire è quello di non considerare in alcun modo il fattore umano, a meno che, ovviamente, non sia funzionale allo scopo…Io imparo che gli altri mi servono fintanto che mi permettono di raggiungere l’obiettivo nei tempi che mi sono prefissati…se non è così…via l’uomo, via il problema." - p. 71

    "… per quanto ne sanno loro, io ho la vita sociale di una disadattata , praticamente non ho nulla di nulla da perdere se perdo questo lavoro… ho la ricattabilità emotiva di un poggiapentole. Immagino si siano convinti che faccio la telefonista perché non saprei con chi altri parlare. Il telefono, la mia voce. E va bene così” - p. 88
    "Ma il tuo scopo di capo commerciale non è farmi sentire una merda. E' ottimizzare la mia produttività in modo intelligente, rendendomi collaborativo. Obiettivo mancato, ahilui." - p. 122
    .

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per