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Il mondo deve sapere

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.6
(1156)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876381929 | Isbn-13: 9788876381928 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Social Science

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Descrizione del libro
REPRINTS

Con una postfazione inedita dell’autrice.

Michela Murgia nel gennaio 2006 viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del «mostro», l’oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, «brevettato dalla nasa». Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del «telemarchètting» e della persuasione occulta della casalinga ignara, l’autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Quella della Murgia è stata una delle prime voci a raccontare il precariato in Italia, riuscendo a far riflettere, incazzare e, miracolosamente, a far ridere. Fino alle lacrime.
Dopo Il mondo deve sapere, che ha ispirato il fortunato film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Michela Murgia ha pubblicato per Einaudi Viaggio in Sardegna e il romanzo Accabadora (premio Dessì, SuperMondello e finalista al Campiello).
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  • 5

    Tutta la vita davanti

    Nato come blog, questo testo è presto divenuto un cult, in quanto uno dei primi a rivelare ciò che si cela dietro e dentro i call centre, luoghi esemplari (su questo aspetto ci sarebbe da approfondire ...continua

    Nato come blog, questo testo è presto divenuto un cult, in quanto uno dei primi a rivelare ciò che si cela dietro e dentro i call centre, luoghi esemplari (su questo aspetto ci sarebbe da approfondire, ma per ora non lo faccio) del lavoro postfordista, ossia di quel lavoro che caratterizza la società odierna e che, a differenza di quello fordista, fatto di una divisione abbastanza netta fra tempo di lavoro e di non lavoro, oltre che di un contratto nazionale che garantiva dei diritti, scardina e mescola la divisione di cui sopra e azzera la questione dei diritti con contratti che fanno acqua da tutte le parti. È scritto benissimo e con ironia al vetriolo.

    È un testo autobiografico dove la protagonista dal nome fittizio di Camilla racconta la sua vita all'interno del call centre della Kirby, un'azienda statunitense che promuove la vendita porta a porta di un aspirapolvere supertecnologico. Vi sono le telefoniste (tutte rigorosametne donne) che devono convincere le casalinghe a prendere un appuntamento in modo che gli addetti (quasi tutti uomini) alla vendita possano mostrare di persona l'aggeggio. L'organizzazione funziona secondo regole di marketing estremizzato e surreale dove riunioni motivazionali vengono affiancate da un training che insegna come parlare, "mai porre una frase in modo negativo. La parola no non deve mai comparire in nessuna delle sue varianti", a sorridere (perché al di là della cornetta si vede e si sente se uno sorride oppure no) e a gestire ogni tipo di obiezione: "quando la signora espone un suo dubbio o problema, dichiarate esplicitamente di condividerlo, perché vivere le stesse situazioni avvicina le persone e la signora deve vedere in voi un'amica che la capisce".

    Ricalcando il blog, il libro è composto da brevi articoli titolati in modo significativo e sempre, sempre con un sarcasmo azzeccatissimo. I nomi dei personaggi rendono perfettamente l'atmosfera, BillGheiz è il capo, Hermann l'addetta alla supervisione delle telefoniste, gli Shark gli addetti alla vendita e così via. Agghiacciante è la descrizione di come venga fatta pressione sulle telefoniste per far aumentare la loro produttività: si esalta la più brava non tanto per ripagarla del lavoro fatto, quanto per far sentire le altre delle persone insignificanti e per licenziare quelle che proprio non riescono a migliorare il loro rendimento, "a nessuno di questi cosiddetti perdenti viene dato modo di salutare i colleghi, per timore che abbiano a svelare le loro demotivanti motivazioni al gregge delle 'persone di successo'. Così spariscono venditori e spariscono telefoniste".

    Come sottolinea Murgia stessa, il contratto a progetto permette la "manipolazione delle relazioni" e la possibilità di ricattare i lavoratori senza che essi possano ribattere, cosa che avviene anche in professioni considerate 'più nobili' come quella dei giornalisti. Da questo libro è stato tratto il film di Paolo Virzì, Tutta la vita davanti.

    Pubblicata inizialmente qui: http://www.theps09.blogspot.it/2014/06/il-mondo-deve-sapere.html

    ha scritto il 

  • 3

    Michela Murgia scrive molto bene, anche in questo inizio tratto da un suo blog. Ironica e pungente. Una bella denuncia che, purtoppo, nessuno ha veramente tenuto in considerazione...
    Forse qualche lu ...continua

    Michela Murgia scrive molto bene, anche in questo inizio tratto da un suo blog. Ironica e pungente. Una bella denuncia che, purtoppo, nessuno ha veramente tenuto in considerazione...
    Forse qualche luogo comune e qualche difficoltà nell'uso del termine casalinga. Infatti chi lavora fuori casa non è propriamente una casalinga, anche se fa i lavori di casa...

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo...

    Libro d'esordio di Michela Murgia che inonda di ironia e sarcasmo il lettore con questo saggio dissacrante sul mondo del lavoro precario, un campionario di situazioni e luoghi comuni che tutti quelli ...continua

    Libro d'esordio di Michela Murgia che inonda di ironia e sarcasmo il lettore con questo saggio dissacrante sul mondo del lavoro precario, un campionario di situazioni e luoghi comuni che tutti quelli che si ritrovano a dibattersi in questo angoscioso mondo non faranno fatica a riconoscere. Interessante anche la postfazione inclusa in questa nuova edizione.

    ha scritto il 

  • 4

    sarà anche un libro del 2006 ma potrebbe essere stato scritto tipo l'altroieri.
    o anche ieri.

    o probabilmente pure domani.

    e niente.
    non sarà un capolavoro ma renzi dovrebbe leggerselo, tipo.

    (e comun ...continua

    sarà anche un libro del 2006 ma potrebbe essere stato scritto tipo l'altroieri.
    o anche ieri.

    o probabilmente pure domani.

    e niente.
    non sarà un capolavoro ma renzi dovrebbe leggerselo, tipo.

    (e comunque io ho fatto la telefonista all'università tipo per un mese e dopo volevo morire)

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente e ben scritto. Un umorismo intelligente, ma assolutamente spietato tanto da diventare fastidioso. La Murgia spara a zero su telefoniste, casalinghe, piazzisti e mi pare che per un certo sen ...continua

    Divertente e ben scritto. Un umorismo intelligente, ma assolutamente spietato tanto da diventare fastidioso. La Murgia spara a zero su telefoniste, casalinghe, piazzisti e mi pare che per un certo senso del pudore forse qualcosa si poteva tacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Allegorico

    Sì, come un carro di carnevale. Ho dovuto leggerlo questo libro. Perchè in queste poche pagine ho rivissuto una delle mie prime esperienze di lavoro. E' stato davvero uno spasso, anche se rattrista pe ...continua

    Sì, come un carro di carnevale. Ho dovuto leggerlo questo libro. Perchè in queste poche pagine ho rivissuto una delle mie prime esperienze di lavoro. E' stato davvero uno spasso, anche se rattrista pensare che ci sono dei posti di lavoro come questi. La tristezza del nostro belpaese.

    ha scritto il 

  • 4

    Se non sbaglio si tratta del libro di esordio della Murgia. Carino, divertente, dissacrante.... Se qualcuno è interessato all'acquisto di un Kirby, dopo aver letto questo libro ne fuggirà a gambe leva ...continua

    Se non sbaglio si tratta del libro di esordio della Murgia. Carino, divertente, dissacrante.... Se qualcuno è interessato all'acquisto di un Kirby, dopo aver letto questo libro ne fuggirà a gambe levate!!

    ha scritto il 

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