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Il mondo deve sapere

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.6
(1146)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8876381929 | Isbn-13: 9788876381928 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Social Science

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Descrizione del libro
REPRINTS

Con una postfazione inedita dell’autrice.

Michela Murgia nel gennaio 2006 viene assunta nel call center della multinazionale americana Kirby, produttrice del «mostro», l’oggetto di culto e devozione di una squadra di centinaia di telefoniste e venditori: un aspirapolvere da tremila euro, «brevettato dalla nasa». Mentre, per trenta interminabili giorni, si specializza nelle tecniche del «telemarchètting» e della persuasione occulta della casalinga ignara, l’autrice apre un blog dove riporta quel che succede nel call center: metodi motivazionali, raggiri psicologici, castighi aziendali, dando vita alla grottesca rappresentazione di un modello lavorativo a metà tra berlusconismo e Scientology. Quella della Murgia è stata una delle prime voci a raccontare il precariato in Italia, riuscendo a far riflettere, incazzare e, miracolosamente, a far ridere. Fino alle lacrime.
Dopo Il mondo deve sapere, che ha ispirato il fortunato film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, Michela Murgia ha pubblicato per Einaudi Viaggio in Sardegna e il romanzo Accabadora (premio Dessì, SuperMondello e finalista al Campiello).
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  • 4

    sarà anche un libro del 2006 ma potrebbe essere stato scritto tipo l'altroieri.
    o anche ieri.

    o probabilmente pure domani.

    e niente.
    non sarà un capolavoro ma renzi dovrebbe leggerselo, tipo.

    (e comunque io ho fatto la telefonista all'università tipo per un mese e ...continua

    sarà anche un libro del 2006 ma potrebbe essere stato scritto tipo l'altroieri.
    o anche ieri.

    o probabilmente pure domani.

    e niente.
    non sarà un capolavoro ma renzi dovrebbe leggerselo, tipo.

    (e comunque io ho fatto la telefonista all'università tipo per un mese e dopo volevo morire)

    ha scritto il 

  • 3

    Divertente e ben scritto. Un umorismo intelligente, ma assolutamente spietato tanto da diventare fastidioso. La Murgia spara a zero su telefoniste, casalinghe, piazzisti e mi pare che per un certo senso del pudore forse qualcosa si poteva tacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Allegorico

    Sì, come un carro di carnevale. Ho dovuto leggerlo questo libro. Perchè in queste poche pagine ho rivissuto una delle mie prime esperienze di lavoro. E' stato davvero uno spasso, anche se rattrista pensare che ci sono dei posti di lavoro come questi. La tristezza del nostro belpaese.

    ha scritto il 

  • 4

    Se non sbaglio si tratta del libro di esordio della Murgia. Carino, divertente, dissacrante.... Se qualcuno è interessato all'acquisto di un Kirby, dopo aver letto questo libro ne fuggirà a gambe levate!!

    ha scritto il 

  • 3

    Il punto di forza del libro è la grandissima ironia e forza d'animo della protagonista, con cui essa affronta l'esperienza seppur traumatica che racconta nelle pagine di questo blog-diario e la narrazione stessa. L'ironia del racconto cela dietro un apparente distacco quella che è la soggettività ...continua

    Il punto di forza del libro è la grandissima ironia e forza d'animo della protagonista, con cui essa affronta l'esperienza seppur traumatica che racconta nelle pagine di questo blog-diario e la narrazione stessa. L'ironia del racconto cela dietro un apparente distacco quella che è la soggettività di chi porta avanti il racconto. Si tratta di un espediente non da poco in quanto universalizza l'esperienza personale e il racconto, che chi non ha vissuto direttamente il recruiting kirby può apparire a prima vista estraneo e surreale. In realtà in larghe zone d'Italia ben pochi non hanno avuto a che fare con la capillare macchina kirby, o da venditori o da potenziali acquirenti. A costoro appare chiarissimo quanto tutto il racconto corrisponda a verità, e quanto il riportato sia frutto dell'alienzazione, della tristezza dei tempi, della durezza di un contesto lavorativo e sociale di cui questo testo si erge a emblematico esempio.
    La narrazione, a mò di diario, è scorrevole e coerente, tocca vari punti della questione affrontata con la sistematicità del soggetto che li scopre piano piano e li sciorina al suo lettore come grani di un rosario. Il tutto conferisce chiarezza e efficacia al racconto. La prosa è lineare, facile, fluida e sufficientemente vivace, ben in linea col contenuto, il tema trattato, e l'ironia che pervade tutto il testo. I personaggi, pur con pochi tratti, sono essenzialmente connotati e seppur solo tratteggiati sono funzionali nella loro sufficienza ed essere al servizio di una narrazione che vede nelle figure umane degli ingrannaggi spersonalizzati di un "sistema", non delle persone.
    Unico neo, la pretesa artistico-letteraria della trasformazioine del blog in testo letterario viene tradita nel finale, troppo abbozzato e rapidamente concluso per apparire efficace a livello letterario, troppo approssimativo per conferire una giusta dimensione al libro e alla sua putroppo non pienamente raggiunta dignità letteraria.

    ha scritto il 

  • 0

    Simpatico e ironico. Molto tagliente e sicuramente coraggioso.
    In diversi punti, però, l'autrice pecca di superbia a mio avviso.
    Un po' arrabbattato il finale.

    In ogni caso da leggere per farsi un'idea di come funzionino un po' tutti i call center... E soprattutto se alm ...continua

    Simpatico e ironico. Molto tagliente e sicuramente coraggioso.
    In diversi punti, però, l'autrice pecca di superbia a mio avviso.
    Un po' arrabbattato il finale.

    In ogni caso da leggere per farsi un'idea di come funzionino un po' tutti i call center... E soprattutto se almeno una volta nella vita abbiamo avuto anche solo mezzo rimorso ad essere stati inflessibili a fronte di qualche chiamata insistente ;)

    ha scritto il 

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