Il mondo deve sapere

Romanzo tragicomico di una telefonista precaria

Di

Editore: ISBN Edizioni

3.6
(1232)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: eBook

Isbn-10: 8876382402 | Isbn-13: 9788876382406 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Questo libro è il diario in presa diretta di un mese vissuto nell'inferno del telemarketing. Per trenta interminabili giorni, l'autrice ha venduto al telefono aspirapolveri a migliaia di casalinghe per conto della Kirby, una grande multinazionale americana. Intanto annotava, apprendeva e soffriva in prima persona le tecniche di condizionamento e le riunioni motivazionali, le premiazioni e le umiliazioni pubbliche, orari, salari e punizioni aziendali... "Il mondo deve sapere" racconta la precarietà, riuscendo miracolosamente a fare ridere. Fino alle lacrime. Michela Murgia è nata a Cabras, Oristano, nel 1972. Dopo gli studi teologici è stata webmaster, manager, operatrice in un call center. Questo è il suo primo romanzo.
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  • 4

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomes ...continua

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomessi e precari, un lessico da tele-fottitrice fatto di parole magiche e rituali (gratis, occasione, dimostrazione).
    Consigliato: a chi vuol mettere a nudo il corpo repellente delle tele-vendite, a chi usa intelligenza e ironia per sopravvivere ai lavori più umilianti.

    ha scritto il 

  • 3

    Irrisolto

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di artico ...continua

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di articoli di blog, peraltro divertenti. La fine arriva improvvisa e priva di qualsiasi riflessione ex post.

    ha scritto il 

  • 2

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro? ...continua

    Il mondo l'ha saputo e purtroppo l'ha imitato. Ora qualsiasi azienda, anche non di telemarketing adotta questo metodo.... e poi... ma si può parlare così liberamente di un ex datore di lavoro?

    ha scritto il 

  • 3

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia c ...continua

    Camilla è stata assunta da un call center di una grossa azienda americana. Il suo compito è quello di proporre ad ignare casalinghe un appuntamento per visionare le funzioni di un sistema di pulizia con brevetto NASA.

    Camilla ci racconta delle sue giornate al call center, delle telefonate con le signore, delle colleghe e del capo, ma anche delle tecniche persuasive e persino delle risposte previste per le eventuali obiezioni di casalinghe meno ingenue.

    Tutto questo fino a quando decide che ne ha abbastanza…

    Il libro è divertentissimo e il tutto è raccontato in modo frizzante, ma è anche “istruttivo”…Sì, infatti, l’autrice ci catapulta dentro un ambiente di lavoro in cui le parole chiavi sono inganno e mobbing, permettendoci di capire meglio il lavoro precario e poco retribuito di chi ci chiama di continuo al telefono scocciandoci non poco.

    E per finire, ci fornisce pure qualche informazione sulle tecniche da adottare per gelare l’entusiasmo delle telefoniste

    ha scritto il 

  • 4

    Ora il mondo sa e se ne frega

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione dell ...continua

    Ok, ora, a distanza di anni, il mondo sa...e se ne frega.

    E' tutto tristemente ancora vero, anche in altri contesti.

    Lo stile acuto, pungente e disilluso veicola perfettamente la rappresentazione della realtà vissuta dall'autrice.
    Una realtà di per se stessa amara, che diventa, alla lunga, quasi insostenibile, se non è vissuta con quella punta d'ironia, sconfinante a volte nel sarcasmo, che permette però di controbilanciare l'aggressività, soprattutto psicologica, sottesa ai sistemi che perseguono l'obiettivo del profitto ad ogni costo.

    "Mi sconcerta l’alto numero di persone che pensa che io stia facendo allenamento di cabaret a tempo perso inventandomi tutto.” - p. 39

    "Quando un’azienda ha un obiettivo commerciale e lo persegue con tecniche efficaci non casuali impiegando tutti i fattori produttivi al meglio, allora sta davvero organizzando e gestendo. Ma attenzione questa capacità non basta a distinguere un’azienda onesta da una criminale. Il criterio per giudicare la capacità non può essere l’efficienza, l’obiettivo e basta. C’è anche il modo. E il modo in cui questa gente insegna a organizzare e a gestire è quello di non considerare in alcun modo il fattore umano, a meno che, ovviamente, non sia funzionale allo scopo…Io imparo che gli altri mi servono fintanto che mi permettono di raggiungere l’obiettivo nei tempi che mi sono prefissati…se non è così…via l’uomo, via il problema." - p. 71

    "… per quanto ne sanno loro, io ho la vita sociale di una disadattata , praticamente non ho nulla di nulla da perdere se perdo questo lavoro… ho la ricattabilità emotiva di un poggiapentole. Immagino si siano convinti che faccio la telefonista perché non saprei con chi altri parlare. Il telefono, la mia voce. E va bene così” - p. 88
    "Ma il tuo scopo di capo commerciale non è farmi sentire una merda. E' ottimizzare la mia produttività in modo intelligente, rendendomi collaborativo. Obiettivo mancato, ahilui." - p. 122
    .

    ha scritto il 

  • 0

    Molto veloce, molto giovane, molto vero...contemporaneo e reale. Davvero nato d'impulso, come un diario, nella interessante postfazione l'autrice commenta se stessa e la sua consapevolezza di essere g ...continua

    Molto veloce, molto giovane, molto vero...contemporaneo e reale. Davvero nato d'impulso, come un diario, nella interessante postfazione l'autrice commenta se stessa e la sua consapevolezza di essere giovane e precaria...e come lei migliaia. Fortunatamente il talento e l'ironia non sono mai a tempo determinato.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo d'esordio della scrittrice sarda. Il mondo che descrive è quello del telemarketing e dei lavori precari e sottopagati. I giovani costretti a subire ricatti ed umiliazioni pur di avere un quals ...continua

    Romanzo d'esordio della scrittrice sarda. Il mondo che descrive è quello del telemarketing e dei lavori precari e sottopagati. I giovani costretti a subire ricatti ed umiliazioni pur di avere un qualsiasi contratto di lavoro sono molti, quindi il tema è sempre attuale ed interessante.
    Leggendo si avverte ogni tanto come un'aria di superiorità, il che rende il breve romanzo non sempre simpatico e gradito.

    ha scritto il 

  • 2

    Superficiale

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato fazioso e superficiale. L'aria di superiorità con cui l'autrice si approccia al me l'ha fatta trovare subito antipatica. Era così impegnata a sembrare più intelligente ...continua

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato fazioso e superficiale. L'aria di superiorità con cui l'autrice si approccia al me l'ha fatta trovare subito antipatica. Era così impegnata a sembrare più intelligente che ha perso l'occasione per scrivere un buon libro.

    ha scritto il 

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