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Il mondo di Jonas

Di

Editore: Mondadori

4.0
(1856)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Coreano , Chi tradizionale

Isbn-10: 8804399023 | Isbn-13: 9788804399025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angela Ragusa

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
E' un mondo perfetto, quello di Jonas: un mondo dove i bambini sono educati alla discrezione con mano ferma e gentile; dove i vecchi sono rispettati da tutti e ricevono le cure appropriate; dove ogni unità familiare costituisce un piccolo nucleo dall'equilibrio esemplare; dove sofferenza, imprevisti e pensieri sgradevoli sono stati messi al bando tanto e tanto e tanto tempo fa. Un mondo perfetto, dunque... Ma sotto la superficie scivolano silenziose correnti d'inquietudine che parlano di un Altrove forse imperfetto e pericoloso, ma palpitante di vita. E toccherà a Jonas, con l'aiuto di un vecchio ormai stanco e disilluso, immergersi nelle profonde acque del tempo per poter restituire alla sua gente il diritto di conoscere, finalmente, il dolore e la memoria.
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  • 5

    El dador de recuerdos es un libro extraño para leer en 2015. La trama es sencilla.

    Jonás siempre ha visto, brevemente, cosas que los demás no. Pequeños destellos de los que las normas de la Comunidad ...continua

    El dador de recuerdos es un libro extraño para leer en 2015. La trama es sencilla.

    Jonás siempre ha visto, brevemente, cosas que los demás no. Pequeños destellos de los que las normas de la Comunidad no le permiten hablar. En este Comunidad "perfecta" una serie de evaluadores eligen la profesión que sus habitantes desempañarán por el resto de su vida. La de Jonás es una profesión única, mucho más significativa que las otras. Su talento es lo que hace que lo asignen a ella.

    Volvamos a lo nuestro. Este es un libro centrado en sí mismo, sin muchas florituras ni elementos de acción externos o sacados de la manga para mantener un ritmo, es tal vez, si no fuera por su corta extensión, difícil de leer de un tirón. Es más reflexivo que la producción literaria actual y, escrita en 1993, no debería ser una sorpresa. Escrito en tercera persona lleva un tono ameno y discreto, bastante accesible literariamente hablando. The Giver es, ante todo, una distopía pura y dura. Hagamos una breve comparación con su más parecido contemporáneo: Los Juegos del Hambre. (...)

    Puedes seguir leyendo en: http://lectorpromedio.blogspot.mx/2015/06/resena-giver-libro-1-el-dador-de.html

    Lectura Recomendada.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L’ho trovato lacunoso in più punti e troppo breve.

    Il libro è di appena 170 pagine. Il ruolo di Jonas viene assegnato a pagina 69, vale a dire quasi a metà romanzo. Significa che la storia comincia do ...continua

    L’ho trovato lacunoso in più punti e troppo breve.

    Il libro è di appena 170 pagine. Il ruolo di Jonas viene assegnato a pagina 69, vale a dire quasi a metà romanzo. Significa che la storia comincia dopo un’introduzione di circa una settantina di pagine. Troppe.

    Di certo il romanzo si legge tutto d’un fiato, sia per brevità del testo che per fluidità di scrittura, ma non sono elementi sufficienti per coinvolgere il lettore a trecentosessanta gradi.

    La società descritta dalla Lowry, per esempio, non è chiara.

    L’autrice parla di Uniformità, vale a dire di regole accettate dalla Comunità per il bene comune. Va benissimo. Ma in quale periodo storico si sono rese necessarie queste regole? Storicamente, io lettore dove mi colloco?

    La società fittizia rappresentata dal genere distopico è spesso ambientata nel futuro. Siamo tutti d’accordo. Ma il lettore necessita di punti fermi. Soprattutto se all’interno del romanzo di parla di un Altrove in cui l’Uniformità non c’è (esiste quindi anche il mondo come noi lo conosciamo). Per cui non è il mondo intero ad aver sottoscritto le norme dell’Uniformità, ma solo una parte di esso. Quale parte di mondo, però, al lettore non è dato sapere.

    Altro punto poco chiaro è il ruolo dei cosiddetti genetisti. Essendo il mondo di questa Comunità privo di colori e sentimenti, sono i genetisti che lavorano affinché l’essere umano veda in bianco e nero, non possa provare emozioni né sensazioni. Però il modo in cui questi lavorano è off limits per il lettore. Viene fatto appena un accenno sul ruolo di questi genetisti, poi non li vediamo né sentiamo più per tutto il romanzo.

    Un punto ancora che mi ha lasciato perplessa è la faccenda delle Pulsioni.

    Nella Comunità sono stati annullati gli impulsi sessuali attraverso una speciale pillola che va mandata giù ogni mattina, dal giorno in cui si presenta la prima Pulsione (cioè comincia a farsi strada il desiderio, l’attrazione fisica verso l’altro sesso). Mano a mano che Jonas accoglie le memorie del donatore, si rende conto di quanto sia sbagliato assumere questa pillola, fino a prendere la decisione di non ingerirla più.

    A questo punto mi aspettavo un qualche cambiamento nell’animo di Jonas, in seguito a questa scelta. Essendosi presentata la prima Pulsione nei confronti della sua amica Fiona, l’idea che il protagonista approfondisse il sentimento, l’affetto e il concetto di amore, ci sta tutta. Forse no, a quanto pare.

    Dulcis in fundo, il finale.

    Altra delusione.

    Climax e discesa si risolvono l’una a ridosso dell’altro nelle ultimissime pagine.

    Jonas e Gabriel (un neobimbo che Jonas salva da morte certa) raggiungono l’Altrove dove “li stavano aspettando”. Qualcuno sta aspettando Jonas e Gabriel nell’Altrove. Chi? Non si sa.

    Cosa succede alla Comunità che Jonas si è lasciato alle spalle? Niente.

    Dov’è il rovesciamento del sistema che ci si aspetta dal finale di un distopico? Non c’è.

    Il seguito del romanzo? Non esiste. La quadrilogia è formata da quattro romanzi autoconclusivi che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro.

    Buona l’idea di questo romanzo, ottime le premesse, ma manca la sostanza.

    Recensione completa:

    http://librisenzarete.altervista.org/the-giver-di-lois-lowry-giunti-y/

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo distopico orientato principalmente ai ragazzi.

    Piacevole da leggere, (tranquillamente in un giorno) non può ovviamente raggiungere il livello di profondità di un Orwell o di un Huxley ma riesc ...continua

    Romanzo distopico orientato principalmente ai ragazzi.

    Piacevole da leggere, (tranquillamente in un giorno) non può ovviamente raggiungere il livello di profondità di un Orwell o di un Huxley ma riesce a non essere scontato nei contenuti.

    ha scritto il 

  • 5

    FORTI SPOILER!!!

    Come libro mi è piaciuto tantissimo. Scorrevole nella lettura e anche se breve, insegna. Capisco che l'ha scritto per un pubblico giovane, ma appunto per quello che ha scritto che Jonas dovrebbe avere ...continua

    Come libro mi è piaciuto tantissimo. Scorrevole nella lettura e anche se breve, insegna. Capisco che l'ha scritto per un pubblico giovane, ma appunto per quello che ha scritto che Jonas dovrebbe avere più di 12 anni secondo me. Almeno 16. Che libro, mamma mia. Io non oso neanche immaginare a vivere così, anzì, non ci voglio neanche pensare. Quella non è vita. Se secondo loro la perfezione di un mondo nuovo e senza dolore è quello. Preferisco tenermi il dolore ma avere anche tutto il resto. I colori, la felicità vera, la gioia, l'allegria, l'amore e poter scegliere da sola tutto quello che riguarda me, soprattutto!!! Provare sentimenti, emozioni e tutto. Invece nel mondo descritto qui, non sono esseri umani, ma solamente gusci vuoti che vengono comandati come burattini da altri gusci vuoti. Fanno cose gravi, come l'omicidio, perchè quello è il congedo e neanche si rendono conto di quello che fanno. E mamma mia, quella scena, che sia scritta o nel film, è davvero terribile. Quella di quando il padre di Jonas "congeda" quel bambino perchè gemello del fratello. Santo cielo. Quella scena è terribile.
    Voglio i seguiti per sapere cosa succede!!!
    Lo consiglio!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Distopia

    Ma alla fine cosa sarebbe giusto? Lasciare le cose come nella comunità, votata all'uniformità, oppure riportare tutto alla nostra normalità? Chiunque darebbe come risposta la seconda. Ma siamo sicuri ...continua

    Ma alla fine cosa sarebbe giusto? Lasciare le cose come nella comunità, votata all'uniformità, oppure riportare tutto alla nostra normalità? Chiunque darebbe come risposta la seconda. Ma siamo sicuri che lo direbbe "chiunque"? Cosa direbbe un bambino del terzo mondo che realmente muore di fame? Cosa direbbe un orfano abbandonato per la strada? E' giusto sacrificare il bene comune per un'omogeneità che annulli il libero arbitrio e livelli le situazioni? Non ho la giusta risposta. Penso che nessuno ce l'abbia.

    Ho solo una risposta: sì ma è piaciuto anche a me!
    Qual è la domanda? The giver è un libro per ragazzini?

    ha scritto il 

  • 1

    3 stelle sono troppe.. stop

    Come primo libro di una trilogia o comunque di una saga , l'ho trovato veramente molto scarno e povero si può riassumere il tutto in : Jonas ha 12/13 anni , vive in un contesto distopico dove c'è un g ...continua

    Come primo libro di una trilogia o comunque di una saga , l'ho trovato veramente molto scarno e povero si può riassumere il tutto in : Jonas ha 12/13 anni , vive in un contesto distopico dove c'è un governo le sottomette le masse ed è destinato ad intraprendere un arduo compito .. e stop .. mi ha veramente deluso sia per il protagonista principale che ha poco spessore , gli altri personaggi vengono solo annunciati e basta , ambientazioni inesistenti e stop...

    ha scritto il 

  • 4

    Sarò sincera: mi aspettavo di più, ma non sono rimasta del tutto delusa. Ho trovato la prima parte del libro mediocre ma non banale, in alcuni momenti la narrazione è decisamente troppo lenta per un l ...continua

    Sarò sincera: mi aspettavo di più, ma non sono rimasta del tutto delusa. Ho trovato la prima parte del libro mediocre ma non banale, in alcuni momenti la narrazione è decisamente troppo lenta per un libro di sole 170 pagine. Dalla seconda metà in poi il libro migliora, forse perchè tratta argomenti molto più interessanti.
    Una cosa che non mi piace assolutamente, come non mi è piaciuta nel film, è il finale: troppo aperto, che lascia troppi interrogativi.
    Nonostante tutto però è un bel libro, che tratta argomenti duri con una leggerezza studiata nei minimi dettagli.

    ha scritto il 

  • 3

    trama avvincente di genere distopico con personaggi descritti in maniera convincente. La cosa che ho apprezzato meno è stata l'analisi delle emozioni in relazioni ai ricordi donati appunto dal donator ...continua

    trama avvincente di genere distopico con personaggi descritti in maniera convincente. La cosa che ho apprezzato meno è stata l'analisi delle emozioni in relazioni ai ricordi donati appunto dal donatore. Se fossero stati ampliati maggiormente gli stati emotivi e le relazioni con i personaggi principali (come ad esempio gli amici del protagonista) sarebbe stato più esaustivo il racconto, infatti è abbastanza breve. Non mi ha convinta del tutto, ma non mi è nemmeno dispiaciuto. Sicuramente è rivolto ad un pubblico di neo adolescenti, ma può essere letto anche dai più grandi.

    ha scritto il 

  • 2

    sarebbe bello..

    Sarebbe un libro bello se certe tematiche venissero presentate con maggiore approfondimento. Sarebbe un libro bello se piccolissimi passaggi logici non venissero dati per scontati: in certi punti semb ...continua

    Sarebbe un libro bello se certe tematiche venissero presentate con maggiore approfondimento. Sarebbe un libro bello se piccolissimi passaggi logici non venissero dati per scontati: in certi punti sembrano mancare quelle 2-3 righe di raccordo. Invece è un libro americano, nel senso più deleterio del termine. Non mi faccio fautore di un'equazione americanougualeschifezza. Ma ho già visto altri prodotti (al cinema, soprattutto) di stampo americano che sono stati realizzati apposta per l'americano medio. E quindi superficiali nell'esito, perché l'americano medio non riesce ad impegnare il suo cervellino più di tanto. Ed è un peccato perché la storia avrebbe proposto una serie di tematiche importanti, non solo agli adulti, ma anche alle nuove generazioni di oggi...per certi aspetti molto americane...

    ha scritto il 

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