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Il mondo di Jonas

By Lois Lowry

(15)

| Paperback | 9788804399025

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Book Description

E' un mondo perfetto, quello di Jonas: un mondo dove i bambini sono educati alla discrezione con mano ferma e gentile; dove i vecchi sono rispettati da tutti e ricevono le cure appropriate; dove ogni unità familiare costituisce un piccolo nucleo dal Continue

E' un mondo perfetto, quello di Jonas: un mondo dove i bambini sono educati alla discrezione con mano ferma e gentile; dove i vecchi sono rispettati da tutti e ricevono le cure appropriate; dove ogni unità familiare costituisce un piccolo nucleo dall'equilibrio esemplare; dove sofferenza, imprevisti e pensieri sgradevoli sono stati messi al bando tanto e tanto e tanto tempo fa. Un mondo perfetto, dunque... Ma sotto la superficie scivolano silenziose correnti d'inquietudine che parlano di un Altrove forse imperfetto e pericoloso, ma palpitante di vita. E toccherà a Jonas, con l'aiuto di un vecchio ormai stanco e disilluso, immergersi nelle profonde acque del tempo per poter restituire alla sua gente il diritto di conoscere, finalmente, il dolore e la memoria.

391 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Se tu, consumatore medio, adori Meryl Streep e scopri che la suddetta recita nel film tratto da un libro insignificante, per arrivare al cinema preparato ti ritrovi a leggere il sopracitato libro insignificante.

    Sono onesta, questo primo volume mi h ...(continue)

    Se tu, consumatore medio, adori Meryl Streep e scopri che la suddetta recita nel film tratto da un libro insignificante, per arrivare al cinema preparato ti ritrovi a leggere il sopracitato libro insignificante.

    Sono onesta, questo primo volume mi ha lasciata con un gran punto di domanda in testa. Ora sono al terzo, e gli interrogativi non si sono spenti. Non tanto riguardo le incognite della storia, della trama, al livello di come ha fatto Harry a sopravvivere all'Avada Kedavra?, invece si tratta di una sensazione sottopelle che il lettore percepisce durante la lettura; per me, in sintesi, l'autrice non sa dove diavolo sta andando a parare.
    Oltretutto, se si deve essere proprio fiscali, ultimamente i romanzi distopici sembrano abbondare come i persevativi ad una festa di Playboy e io, avendone letti un discreto numero, posso tranquillamente sostenere che questo è inutile, insignificante, non dice assolutamente nulla.

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    MissCupofCoffe said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Non me l'aspettavo :)

    Non intendo fare spoiler o comunque non esplicitamente ma preferisco che le persone che non l'hanno letto non leggano il mio piccolo sproloquio.
    E' un distopico per ragazzi senza troppe pretese, secondo me, però lancia spunti di riflessione che anch ...(continue)

    Non intendo fare spoiler o comunque non esplicitamente ma preferisco che le persone che non l'hanno letto non leggano il mio piccolo sproloquio.
    E' un distopico per ragazzi senza troppe pretese, secondo me, però lancia spunti di riflessione che anche un ragazzo più giovane può facilmente cogliere. Ha un ritmo narrativo inizialmente lento, sembra quasi che voglia "conversare" con noi. Ci pone di fronte a diversi interrogativi e ci sbatte in faccia una verità del nostro mondo che certe volte diamo per scontato: la possibilità di fare una scelta, giusta o sbagliata che sia. Ci fa scoprire il mondo di Jonas (il bambino protagonista) piano piano, facendo sprofondare sempre più nell'angoscia che, lo stesso protagonista, prova. Se il mondo che conosciamo d'un tratto venisse privato delle scelte, cosa accadrebbe? Se si creasse un mondo in cui non esiste la memoria del dolore? Niente più colori né ricordo del passato, dove tutto è condizionato e controllato e perfino la famiglia è fittizia senza un legame reale. Se perdessimo il ricordo dell'esistenza dell'amore... che va oltre il significato della parola? Sarebbe davvero così "facile" vivere? Ma sarebbe da considerarsi ancora vivere ciò che compieremmo meccanicamente ogni giorno?

    Il tutto visto con gli occhi del protagonista, inizialmente uniformato e plagiato dalla società stessa, fin quanto non diviene "Accoglitore della memoria" compito difficile che gli fa scoprire come la sua società non sia poi così perfetta e dove persino i suoi cari non sono altro che pedine della società.

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    Kaihla said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una piccola perla da avere in libreria, adatto agli amanti della fantascienza e della tematica delle società distopiche. Le esperienze vengono narrate dal punto di vista di un bambino, la cui innocenza e fiducia nel mondo verrano fortemente compromes ...(continue)

    Una piccola perla da avere in libreria, adatto agli amanti della fantascienza e della tematica delle società distopiche. Le esperienze vengono narrate dal punto di vista di un bambino, la cui innocenza e fiducia nel mondo verrano fortemente compromesse dalla scoperta di una verità da sempre negata. Considero magistrale il modo in cui la scrittrice sia riuscita a declinare riga dopo riga l'acquisizione della consapevolezza, ad opera del piccolo Jonas, della profonda ingiustizia della società in cui si sentiva protetto e rassicurato. Ciò che colpisce è la forza d'animo di Jonas nell'impegnarsi, nonostante la giovane età, a rinnegare gli ideali che gli erano stati inculcati, in favore di un mondo più giusto in cui avere il diritto di scegliere anche di sbagliare. Non riesco a comprendere come questo romanzo possa essere stato eclissato in Italia da bestseller, a mio avviso, meno di rilevo. L'unico mio rammarico è non averlo letto prima. Un altro aspetto positivo è la durata del romanzo; la scrittrice riesce a condensare tutte le vicende in un'opera non prolissa che però preserva la sua intensità.

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    Samy said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

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    Identificato come uno dei primi esempi di YA anche se uscì quando ancora esisteva solo la "letteratura per ragazzi" (anno 1993), per me "The Giver" è l'ulteriore riprova che mettendo un po' di anni tra se e la giovinezza di questo particolare periodo ...(continue)

    Identificato come uno dei primi esempi di YA anche se uscì quando ancora esisteva solo la "letteratura per ragazzi" (anno 1993), per me "The Giver" è l'ulteriore riprova che mettendo un po' di anni tra se e la giovinezza di questo particolare periodo si scrive ancora meglio.

    Accettando il suo grosso limite - il porre un mondo distopico dai tratti piuttosto marcati senza curarsi minimamente di spiegare come certe imposizioni si siano radicate, quasi fosse avvenuto tutto per magia - la lettura di "The Giver" si rivela davvero potente, capace di approcciare tematiche adulte con la delicatezza che merita il suo giovane pubblico.

    Lois Lowry era quasi sessantenne quando scrisse di questa utopia da incubo in cui vive il suo giovane protagonista; nelle parole del suo maestro si sente tutta la saggezza di chi una vita l'ha vissuta, al di là di certe banali ingenuità che costellano la YA attuale. Se oggi si tende a gettarsi a capofitto su tematiche difficili salvo poi tirarsi indietro "perché è un libro per giovani", "The Giver" non rinuncia ad un'oncia di crudeltà o violenza, mantenendo sempre un tocco lieve e a tratti visionario. Quando però c'è da ghiacciare il sangue nelle vene, lo fa con straordinaria efficenza, vedi la scena del "piccoletto".

    Davvero bello, forse come "Il gioco di Ender" un po' ridimensionato nell'impatto da quanti ci hanno marciato sopra nei decenni successivi.

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    Gardy said on Jun 13, 2014 | Add your feedback

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    Love it, the rebellion against the rules of the government. Thank you Louis.

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    itsale27 said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

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    molto molto bello...anche se e' un libro per ragazzi e' stata una lettura veramente piacevole...consigliato a tutti!

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    Giox said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

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