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Il mondo di ieri

Ricordi di un europeo

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici moderni, 88)

4.3
(377)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata , Spagnolo , Catalano , Francese

Isbn-10: 8804381124 | Isbn-13: 9788804381129 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lavinia Mazzucchetti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Non narrerò tanto il destino di me solo, quanto quello di tutta una generazione, della nostra inconfondibile generazione, la quale forse più di ogni altra nel corso della storia è stata gravata di eventi." Molto di più di una semplice autobiografia, II mondo di ieri, del celebre novelliere e drammaturgo austriaco Stefan Zweig, è il ritratto incantato di un'epoca definitivamente scomparsa, la suprema epopea di quella "Felix Austria" che tanto condizionò l'intera cultura europea, un mondo nel quale "ognuno sapeva quanto possedeva e quanto gli era dovuto, quel che era permesso e quel che era proibito: in cui tutto aveva una sua norma, un peso e una misura precisi". E al centro di tutto la Vienna imperiale, "metropoli supernazionale bimillenaria", simbolo di un'epoca indimenticabile descritta da Zweig in tutto il suo splendore e in tutte le sue contraddizioni. Tuttavia, al di là della sua straordinaria capacità di rievocazione, Il mondo di ieri, pubblicato postumo nel 1944, due anni dopo il suicidio dell'autore, è segnato dalla consapevolezza della definitiva scomparsa degli antichi valori e dall'imponente rassegnazione di fronte all'irreversibilità degli eventi, un'atmosfera autunnale che imprime all'intera opera il severo suggello della modernità.
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  • 4

    Un'autobiografia come testimone di un'epoca storica più che come persona.
    Zweig non ci racconta praticamente nulla di se stesso come privato cittadino: non una parola per raccontare l'incontro con la donna che poi ha sposato in prime nozze (solo un'unico, improvviso, fuggevole accenno a un viaggi ...continua

    Un'autobiografia come testimone di un'epoca storica più che come persona. Zweig non ci racconta praticamente nulla di se stesso come privato cittadino: non una parola per raccontare l'incontro con la donna che poi ha sposato in prime nozze (solo un'unico, improvviso, fuggevole accenno a un viaggio fatto insieme alla moglie, come se fosse sortita dal nulla per ritornarvi un istante dopo), nessun reale dettaglio della sua vita privata. Ogni episodio di vita narrato in questo libro serve a ricostruire i vari momenti della Storia che ha conosciuto in prima persona: l'impero asburgico e le sue tradizioni, la Grande Guerra, la crisi economica, i fermenti intellettuali di primo novecento, i totalitarismi, le persecuzioni anti-ebraiche... Leggendolo ho capito perché in alcuni lettori (pochi in verità) Zweig susciti fastidio: non da confidenza al lettore, gli parla con la discrezione di un gentiluomo vecchio stampo per il quale è sottinteso che certe faccende private non possono essere rese di dominio pubblico, quindi neppure le accenna. La grandezza di questa autobiografia sta nel suo valore come documento storico: aiuta a capire come si viveva nei primi turbolenti decenni del XX secolo meglio di un saggio (e d'altronde, nessuno può negare che Zweig quegli anni li abbia vissuti in prima persona). Consigliato più come spiegazione di un'epoca che come racconto di un individuo (che in realtà, come detto, mantiene sempre un certo riserbo).

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quantomai da riflettere a chi vive nella contemporaneità. Un'opera eccezionale che rivela magistralment ...continua

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quantomai da riflettere a chi vive nella contemporaneità. Un'opera eccezionale che rivela magistralmente la veridicità del concetto di Storia quale magistra vitae.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli Stati Uniti d' Europa un sogno che, a inizio 900, pareva a portata di mano e invece, ancora oggi, ...continua

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli Stati Uniti d' Europa un sogno che, a inizio 900, pareva a portata di mano e invece, ancora oggi, è ben lontano da l'avverarsi.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha suscitato nessuna simpatia sul piano umano. Certe stucchevolezze nel rievocare i tempi della sua giovi ...continua

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha suscitato nessuna simpatia sul piano umano. Certe stucchevolezze nel rievocare i tempi della sua giovinezza mi hanno un po' infastidita, come pure una certa aria paternalistica verso tutti coloro non appartenenti al mondo culturale ... non so, forse avrei dovuto contestualizzare di più durante la lettura, o magari sarebbe bastata una traduzione più attuale.

    ha scritto il 

  • 0

    Sembra quasi inconcepibile per la nostra generazione nata così lontana da quegli avvenimenti , che drastico cambiamento fu il passaggio dalla belle epoque al primo dopoguerra.
    Dall’ età d’ oro della sicurezza dove si sapeva quanto si doveva dare e quanto si poteva ricevere, come dice l’ autore. ...continua

    Sembra quasi inconcepibile per la nostra generazione nata così lontana da quegli avvenimenti , che drastico cambiamento fu il passaggio dalla belle epoque al primo dopoguerra. Dall’ età d’ oro della sicurezza dove si sapeva quanto si doveva dare e quanto si poteva ricevere, come dice l’ autore. Un periodo dove il progresso in ogni campo del sapere non era mai stato così rapido come in quegli anni dall’ inizio del mondo. Dove il progresso sociale non era mai stato così ampio e benefico , e tutto era al servizio dell ‘uomo, dell’ uomo europeo perché si era indotti a pensare che quel presente luminoso in futuro si sarebbe iradiato dal faro Europeo a tutti gli altri continenti. Il valore primo era l’ esperienza, l’ età avanzata era considerata, le autorità e i governi l’ espressione migliore di ogni paese. Si pensava a una casa comune europea , in quel continente dove i confini si potevano attraversare senza nessun particolare controllo o documento, eppure l’ autore sa scorgere quelle forze , quelle ipocrisie, quegli interessi che porteranno al primo conflitto mondiale , e che dall’ iniziale entusiasmo lascerà macerie e una disillusione totale da parte dei giovani nella generazione e nei governi precedenti, da allora si avrà diffidenza del potere, nel prossimo, nella economia, che non sarà più basata sul risparmio e il morigerato ma sulla speculazione, perché niente è sicuro, perché quel che c’è oggi domani potrebbe scomparire . Anche quella generazione fu ingannata sperando che, riarmo e ideologia , fossero i pilastri per una pace armata ,ci si illuse perché non si aveva più nessuna certezza.

    ha scritto il 

  • 5

    La triste historia de un mundo que no volverá

    "El mundo de ayer" es un vívido fresco de la sociedad europea de la primera mitad del siglo XX. Stefan Zweig, testigo de excepción de una época que, como consecuencia de los grandes acontecimientos que se sucedieron (guerras mundiales, crisis económicas mundiales, auge los movimientos fascistas/c ...continua

    "El mundo de ayer" es un vívido fresco de la sociedad europea de la primera mitad del siglo XX. Stefan Zweig, testigo de excepción de una época que, como consecuencia de los grandes acontecimientos que se sucedieron (guerras mundiales, crisis económicas mundiales, auge los movimientos fascistas/comunistas...), resulta sorprendentemente desconocida en muchos aspectos. Es relevante, sin embargo, aclarar que esta obra se centra en la vida de Stefan Zweig, por lo que su descripción y análisis se limitan principalmente a Centroeuropa y, en muchos momentos, exclusivamente a Austria, de donde era originario el autor, así como a las élites culturales burguesas. Por otra parte, es importante aclarar que "El mundo de ayer" es un híbrido entre unas memorias y un libre de historia social y cultural. Si bien Stefan Zweig toma su vida y sus recuerdos como hilo argumental, quedan excluidos la mayor parte de los temas personales, tales como sus relaciones amorosas y familiares. En este sentido, el autor prefiere centrarse en el ámbito profesional y describir el mundo intelectual y artístico de la época. Por otra parte, Zweig, que, como él mismo reconoce, escribió esta obra exiliado en Brasil, sólo pudo recurrir a su memoria para reconstruir toda su vida, lo cual, es indudable, resta cierta profundidad en la descripción de algunos acontecimientos. Una vez hechas estas advertencias, destinadas a evitar falsas expectativas en algunos lectores, no puedo sino afirmar que "El mundo de ayer" es una gran obra literaria. Con estilo sencillo pero no por ello vulgar, Stefan Zweig pinta una rico fresco de la sociedad en la que vivió, realizando acertados análisis acerca de los cambios que se produjeron durante esas décadas. Sus comentarios resultan oportunos y sus anécdotas, en las cuales aparecen algunas de las mayores figuras de la época, adecuadas. Todo ello está cubierto con un barniz de cierta tristeza y desesperanza, como si añorase un tiempo pasado que, en su caso, fue mejor. En resumen, una obra muy recomendable para cualquier persona interesada en otro punto de vista sobre un periodo de gran relevancia histórica y, en general, para cualquier amante de la buena escritura.

    ha scritto il 

  • 4

    Il testamento spirituale di un grande europeo.

    E' un vero cuore aperto quello che Zweig scrive al termine della sua vita, alla vigilia della sua tragica fine, forse già decisa. E' la testimonianza di un uomo del secolo scorso, che rievoca con nostalgia la Cacania che fu, la libertà intellettuale e fisica delle grandi mente europee prima delle ...continua

    E' un vero cuore aperto quello che Zweig scrive al termine della sua vita, alla vigilia della sua tragica fine, forse già decisa. E' la testimonianza di un uomo del secolo scorso, che rievoca con nostalgia la Cacania che fu, la libertà intellettuale e fisica delle grandi mente europee prima delle immani tragedie del Novecento. Ma tutto è scritto con una onestà, una sincerità assoluta, quasi un candore che commuove e, per certi versi, ci fa rimpiangere la perdita di un tempo che poteva partorire tali uomini. Lo stile di scrittura è agile e piano, rende vivamente il tempo perduto; la visione resta sempre lucida e cosciente, non c'è nessuna deformazione nostalgica della memoria. Il tempo è diviso in tappe precise che scandiscono la storia personale e pubblica. E allora si può perdonare anche qualche eccesso agiografico nei confronti di molti letterati e artisti amici dell'autore, perché non è adulazione falsa e ipocrita. Zweig è anche un osservatore acuto e attento, le sue pagine sulla Russia e sull'arrivo del nazismo sono profonde e nitide.

    alla fine credo che il suo lascito migliore sia questo: appartengo ad un'epoca di libertà e sono cittadino di una utopistica repubblica mondiale

    ha scritto il 

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