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Il mondo di ieri

Ricordi di un europeo

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici moderni, 88)

4.3
(412)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8804381124 | Isbn-13: 9788804381129 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lavinia Mazzucchetti

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Non narrerò tanto il destino di me solo, quanto quello di tutta una generazione, della nostra inconfondibile generazione, la quale forse più di ogni altra nel corso della storia è stata gravata di eventi." Molto di più di una semplice autobiografia, II mondo di ieri, del celebre novelliere e drammaturgo austriaco Stefan Zweig, è il ritratto incantato di un'epoca definitivamente scomparsa, la suprema epopea di quella "Felix Austria" che tanto condizionò l'intera cultura europea, un mondo nel quale "ognuno sapeva quanto possedeva e quanto gli era dovuto, quel che era permesso e quel che era proibito: in cui tutto aveva una sua norma, un peso e una misura precisi". E al centro di tutto la Vienna imperiale, "metropoli supernazionale bimillenaria", simbolo di un'epoca indimenticabile descritta da Zweig in tutto il suo splendore e in tutte le sue contraddizioni. Tuttavia, al di là della sua straordinaria capacità di rievocazione, Il mondo di ieri, pubblicato postumo nel 1944, due anni dopo il suicidio dell'autore, è segnato dalla consapevolezza della definitiva scomparsa degli antichi valori e dall'imponente rassegnazione di fronte all'irreversibilità degli eventi, un'atmosfera autunnale che imprime all'intera opera il severo suggello della modernità.
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  • 4

    Ogni volta che a scuola si affrontavano i primi anni del '900, si liquidiavano in fretta bollandoli con l'espressione Belle Époque , senza soffermarvisi più di tanto. La cosa mi ha sempre incuriosito ...continua

    Ogni volta che a scuola si affrontavano i primi anni del '900, si liquidiavano in fretta bollandoli con l'espressione Belle Époque , senza soffermarvisi più di tanto. La cosa mi ha sempre incuriosito e grazie a Stefan Zweig ho finalmente capito la profondità di quel breve ma alto periodo storico. Ottimo testimone, egli offre il suo punto di vista dagli ultimi anni del secolo XIX a Seconda Guerra Mondiale iniziata, senza fronzoli patriottici o inutili prese di posizione, riuscendo quasi a rendere il soggettivo di un'autobiografia l'oggettivo di un'analisi storica.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo di ieri è una biografia collettiva, nella quale l'autore non è che uno dei protagonisti che in sé raccoglie le esperienze comuni a molti dei suoi contemporanei. Fra le sue pagine scorrono es ...continua

    Il mondo di ieri è una biografia collettiva, nella quale l'autore non è che uno dei protagonisti che in sé raccoglie le esperienze comuni a molti dei suoi contemporanei. Fra le sue pagine scorrono esperienze di ogni genere, da quelle fra i banchi di scuola a quelle della brillante vita culturale viennese, passando per i tumulti della guerra e le discriminazioni razziali: la vita personale e culturale di Stefan Zweig si intreccia alla Storia, in un caleidoscopio di incontri,scontri, speranze e delusioni.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/03/il-mondo-di-ieri-zweig.html

    ha scritto il 

  • 5

    l'edizione garzanti 2014 ha una traduzione molto scorrevole e ben fatta, ma non con una quantità impressionante di refusi. dà l'impressione che non sia neppure stata fatta una correzione di bozze. med ...continua

    l'edizione garzanti 2014 ha una traduzione molto scorrevole e ben fatta, ma non con una quantità impressionante di refusi. dà l'impressione che non sia neppure stata fatta una correzione di bozze. media di due errori a pagina!

    ha scritto il 

  • 4

    Un'autobiografia come testimone di un'epoca storica più che come persona.
    Zweig non ci racconta praticamente nulla di se stesso come privato cittadino: non una parola per raccontare l'incontro con la ...continua

    Un'autobiografia come testimone di un'epoca storica più che come persona.
    Zweig non ci racconta praticamente nulla di se stesso come privato cittadino: non una parola per raccontare l'incontro con la donna che poi ha sposato in prime nozze (solo un'unico, improvviso, fuggevole accenno a un viaggio fatto insieme alla moglie, come se fosse sortita dal nulla per ritornarvi un istante dopo), nessun reale dettaglio della sua vita privata.
    Ogni episodio di vita narrato in questo libro serve a ricostruire i vari momenti della Storia che ha conosciuto in prima persona: l'impero asburgico e le sue tradizioni, la Grande Guerra, la crisi economica, i fermenti intellettuali di primo novecento, i totalitarismi, le persecuzioni anti-ebraiche...
    Leggendolo ho capito perché in alcuni lettori (pochi in verità) Zweig susciti fastidio: non da confidenza al lettore, gli parla con la discrezione di un gentiluomo vecchio stampo per il quale è sottinteso che certe faccende private non possono essere rese di dominio pubblico, quindi neppure le accenna.
    La grandezza di questa autobiografia sta nel suo valore come documento storico: aiuta a capire come si viveva nei primi turbolenti decenni del XX secolo meglio di un saggio (e d'altronde, nessuno può negare che Zweig quegli anni li abbia vissuti in prima persona).
    Consigliato più come spiegazione di un'epoca che come racconto di un individuo (che in realtà, come detto, mantiene sempre un certo riserbo).

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quanto ...continua

    Leggere questa autobiografia getta una luce rivelatrice sulla Storia della prima metà del '900, portando a galla altresì una serie di incredibili somiglianze socio-economico-culturali che danno quantomai da riflettere a chi vive nella contemporaneità. Un'opera eccezionale che rivela magistralmente la veridicità del concetto di Storia quale magistra vitae.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli ...continua

    Un libro bellissimo. Attraverso la sua esperienza, Zweig, ci fa capire cosa vuol dire sentirsi cittadini Europei e di come i vari nazionalismi, e le conseguenti guerre, hanno distrutto il sogno degli Stati Uniti d' Europa un sogno che, a inizio 900, pareva a portata di mano e invece, ancora oggi, è ben lontano da l'avverarsi.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha susci ...continua

    Sono contenta di averlo letto, l'avevo in libreria da molto tempo, ma non posso dire che mi abbia convinto del tutto: sarà che Zweig, che pure ho apprezzato come autore in altri libri, non mi ha suscitato nessuna simpatia sul piano umano. Certe stucchevolezze nel rievocare i tempi della sua giovinezza mi hanno un po' infastidita, come pure una certa aria paternalistica verso tutti coloro non appartenenti al mondo culturale ... non so, forse avrei dovuto contestualizzare di più durante la lettura, o magari sarebbe bastata una traduzione più attuale.

    ha scritto il 

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