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Il mondo dopo la fine del mondo

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Strade blu)

3.9
(293)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 558 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804594837 | Isbn-13: 9788804594833 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Annamaria Biavasco , Valentina Guani

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrizione del libro
Questo esordio narrativo abbatte a spallate i confini tra i generi letterari: è al contempo una favola politica sull'assurdità della guerra, un'opera sarcastica di fantascienza sui pro e i contro dell'Apocalisse, un thriller imbottito di cospirazioni, guerrieri ninja e cani cannibali, un horror alla Lovecraft sul nostro futuro mica tanto remoto. La trama in soldoni: le Bombe Svuotanti hanno cancellato intere zone della realtà dalla faccia della terra. Un soldato senza nome e il suo eroico amicone Gonzo Lubitsch devono affrontare l'inimmaginabile minaccia che viene dall'esterno della Zona Abitabile: un assortimento da incubo di mutanti e mutazioni. Non contenti di avere fra le mani il destino dell'umanità, i due finiscono per trovarsi coinvolti in un triangolo amoroso potenzialmente catastrofico. Accompagnati da una ciurma di guerrieri male assortita e rotta a ogni esperienza, i nostri eroi riusciranno a salvare questo caoticissimo mondo postapocalittico? E soprattutto: ne vale la pena? Salutata dalla stampa internazionale come un'opera esilarante e profonda, erede di Comma 22 e del miglior Kurt Vonnegut, questa avventurosa odissea comica in 3D dotata di effetti sonori speciali, rappresenta l'irruzione sulla scena letteraria mondiale di un autore pieno di un talento.
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  • 5

    Molto interessante, riesce a trattare argomenti diversi tra loro mantenendo un sottile filo di collegamento. L'idea della reificazione è originale e affascinante, anche se un po difficile da padroneggiare, si corre il rischio di perdersi nelle storie semiparallele, ma ci sono molte parti meravigl ...continua

    Molto interessante, riesce a trattare argomenti diversi tra loro mantenendo un sottile filo di collegamento. L'idea della reificazione è originale e affascinante, anche se un po difficile da padroneggiare, si corre il rischio di perdersi nelle storie semiparallele, ma ci sono molte parti meravigliose e coinvolgenti, il finale poi...vale come l'oro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' prolisso, ma carino. Qualche battuta ben riuscita, trama densa, personaggi ben delineati. A volte ho avuto l'impressione che l'autore avesse volutamente lasciato gli appunti lì, incapace di scegliere la parola giusta... Non so decidere se la cosa mi piaccia o no. In ogni caso un libro che ...continua

    Un po' prolisso, ma carino. Qualche battuta ben riuscita, trama densa, personaggi ben delineati. A volte ho avuto l'impressione che l'autore avesse volutamente lasciato gli appunti lì, incapace di scegliere la parola giusta... Non so decidere se la cosa mi piaccia o no. In ogni caso un libro che ho letto molto volentieri.

    ha scritto il 

  • 2

    tremendo

    leggere questo libro è stata un'agonia. L'ho trovato dispersivo ed inconcludente. La trama sarebbe anche carina, ma ci sono duecento pagine di troppo.

    ha scritto il 

  • 2

    giudizio difficile

    Dalla lettura della trama mi ero preparato a catapultarmi in un universo assurdo. Il primo capitolo inizia bene. Con i nostri eroi seduti in un bar sperso in mezzo al nulla (nel vero senso del termine).
    Ecco che vengono reclutati per una missione e
    ...
    BAM
    ...
    per circa 150 pagine facciamo u ...continua

    Dalla lettura della trama mi ero preparato a catapultarmi in un universo assurdo. Il primo capitolo inizia bene. Con i nostri eroi seduti in un bar sperso in mezzo al nulla (nel vero senso del termine). Ecco che vengono reclutati per una missione e ... BAM ... per circa 150 pagine facciamo un salto indietro di una trentina d'anni per seguire gli antefatti. Se si trattasse solo degli antefatti della guerra del Nulla potrei anche capirlo (ma non per 150 pagine) ma ripercorrere tutta la vita dei due fratelli (NON AGGIUNGO ALTRO PER NON ROVINARE la sorpresa) è veramente stancante. Certo alla 3/4 del libro si capisce il perchè di questo salto ma ... francamente ... sarebbero bastate 40 pagine. Una volta rientrati nel filone principale della storia devo dire che la trama non mantiene le promesse. C'era talmente tanto materiale che un Jack Vance ci avrebbe costruito un universo immaginifico. Invece qui mi sono francamente annoiato. 4 stelle per l'idea. 1 stella e 1/2 per come è stata sviluppata.

    p.s. la prossima volta che leggo in copertina che giornali e riviste inglesi hanno definito il libro come hilarious ... beh ... cambio scaffale.

    ha scritto il 

  • 3

    hipster lit

    Scoppietta alla partenza, promette scintille e saliscendi e poi ti devia a tradimento sul binario di un flashback lutulento che si trascina per capitoli e capitoli, per mezzo libro e oltre. Un'unica gigantesca ripresa con macchina fissa nella soggettiva del protagonista, a ritmo costante e monoco ...continua

    Scoppietta alla partenza, promette scintille e saliscendi e poi ti devia a tradimento sul binario di un flashback lutulento che si trascina per capitoli e capitoli, per mezzo libro e oltre. Un'unica gigantesca ripresa con macchina fissa nella soggettiva del protagonista, a ritmo costante e monocorde, monotòno. Sì, ok, quando più avanti giunge la svolta, la rivelazione di cos'è-successo-veramente si capisce che forse il meccanismo non consentiva alternative alla soggettiva fissa. Peccato che tirata così per 500 pp. tenda a stancare. E stanca per lo stile ineguale: a più riprese eccellente & infiorettato e poi disperso in lunghi passaggi asettici tipo intanto-butto-giù-appunti-per-la-trama-come-vengono-ché-poi-li-risistemo-quando-il-libro-lo-scrivo-per-davvero. Non è tanto la verbosità incontrollata, e i voluti inserti di infodump inessenziale, ché quelli io li benaccolgo. Sono i lunghi corridoî con materiale edile sparso affianco di sale dagli infissi cesellati, che un po' lasciano perplessi. Harkaway discepolo stilistico di David Foster Wallace? Sì, condivido, ma il maestro supera ancora di parecchie lunghezze (ma parecchie parecchie... parecchie!) l'allievo. E non è l'unico, degli altri nomi cui Harkaway è riconducibile, l'ho visto ricondotto. Sembra Wallace. Sembra Vonnegut. Questo l'hanno già notato altri. Sembra Landsale: questo non lo so (non l'ho letto). Sembra Lovecraft? No, non direi. Piuttosto sembra Lovecraft per tramite di China Miéville. In Harkaway c'è tantissimo Miéville. Ma tanto tanto. E poi scopro che come Miéville pure Harkaway è inglese, nel senso di britannico. Magari si conoscono di persona. Scopro che è inglese a fine volume. Convintissimo che fosse americano. Perché Il mondo dopo la fine del mondo come stile è terribilmente americano. Lo stile smargiasso che vuol dar mostra di non prender nulla sul serio, di voler essere colloquiale e informale a più non posso, un po' film sul Vietnam, un po' dialoghi tra supereroi dei comics, un po' l'adolescente che scopre che con le parolacce forse sembra adulto. Forse. Sembra. Harkaway sembra tanti altri autori, e non so fino a che punto questa sia una buona notizia, per uno scrittore. Miéville, dicevo. Come Miéville, neanche Harkaway cammuffa la sua affiliazione politica. Il mondo dopo la fine del mondo parla con una certa convinzione l'ideologia noglobal (o newglobal, chiamatela come volete). Niente di male. Peccato che. Peccato che, sì, lo fa in maniera meditata, ne (ri)conosce i limiti, sa la velleità parolaia e autoreferenziale del sinistrismo universitario (e da salotto in genere), lo parodizza pure, sa come sia cosa che si rompe il muso contro il muro duro della realtà. Ma dài e dài, la storia pende decisamente per una retorica un po' manichea stile la-vostra-crisi-non-la-paghiamo, tutta-colpa-delle-multinazionali-disumanizzanti, il-capitale-ci-ruba-l'anima, su cui, in vista del finale, scendono pure consistenti spruzzate di complottismo. Tanto che ti aspetti che da un momento all'altro salti fuori l'Agente Smith (sì, quello di Matrix). E ci starebbe anche bene tra tutti gli scontri a suon d'arti marziali che affollano il libro. Perché in mezzo al resto (il resto: motori a energia suina; megacittà mobili su cingoli; compagnie di mimi combattenti... e altro ancora) ci sono i ninja. E qui ho visto molti lettori che s'esaltano: uh, ci sono i ninja! figata. Mah, posso dirlo? A me 'sta cosa sa un po' da fan service per il consumatore indie snob di cultura pop. Quello a cui bastano i ninja per alzare il voto al libro. E mi stupisce Harkaway non ci abbia messo pure gli zombie...

    Ma questa non vuole essere una stroncatura. Tiriamo le somme. Il mondo alla fine del mondo è un po' un giocattolone. Ricorda tante altre cose, senza riuscire a eguagliarle. Volete una corrosiva satira politica e sul militarismo? C'è Vonnegut. Volete dei romanzi fantastici scritti da un comunistaccio dichiarato (gustabile per giunta anche da chi la pensa all'opposto, o da chi di politica non pensa affatto)? C'è China Miéville. Volete un'orgia di piacere letterario che più contemporaneo e schizofrenico non si può? C'è David Foster Wallace. Però!, un giocattolone resta un giocattolone. Da non prendere troppo sul serio. Ma ci si può giocare. Leggere Il mondo alla fine del mondo permette di giocare parecchio. È piacevole. Diverte. Dà soddisfazione. Facendo le varie tare, è ben scritto. C'è un sacco di fantasia. E poi, è un'opera prima. E allora, mica male. Aspettiamo la prossima. La voglia di leggerla io ce l'ho.

    PS. Molto buona la traduzione italiana.

    ha scritto il 

  • 5

    Porca vacca, non ho capito da dove sono partito né dove sono arrivato ma di certo mi sono goduto il viaggio ALLA GRANDE. Harkaway tratteggia un'epopea che definire variegata è un eufemismo: centauri, psicologia, forze speciali, ninja, esplosivi, mimi, dissidenti... e potrei andare avanti per una ...continua

    Porca vacca, non ho capito da dove sono partito né dove sono arrivato ma di certo mi sono goduto il viaggio ALLA GRANDE. Harkaway tratteggia un'epopea che definire variegata è un eufemismo: centauri, psicologia, forze speciali, ninja, esplosivi, mimi, dissidenti... e potrei andare avanti per una decina di righe; il tutto descritto con uno stile piacevole e leggero, valido sia nelle scene di azione sia nelle parti descrittive. Se avete anche solo un pizzico di gusto weird non potrete che apprezzare questo stupendo romanzo. Cinque stelline meritatissime per un esordio stratosferico.

    ha scritto il 

  • 5

    Sconvolgente. Surreale. Esilarante. Eccezionale.
    All'inizio ti chiedi in quale genere possa rientrare questa storia, ma il dubbio dura poco, perché presto decici che appartiene ad una moltitudine di questi: fantascienza, fantapolitica, azione con pesanti tinte di rosa.
    E in ognuno dice la sua ad ...continua

    Sconvolgente. Surreale. Esilarante. Eccezionale. All'inizio ti chiedi in quale genere possa rientrare questa storia, ma il dubbio dura poco, perché presto decici che appartiene ad una moltitudine di questi: fantascienza, fantapolitica, azione con pesanti tinte di rosa. E in ognuno dice la sua ad altissimo livello. E' senza dubbio un raccconto di fantascienza, ma non di quelli che a tutti i costi deve essere verosimile. Anzi non lo è mai e neanche pretende di esserlo. E' una profonda analisi delle aberrazioni della società moderna, degli intrecci politici e di potere alle spalle dei popoli e delle nazioni più deboli. E' un intreccio sentimentale dalle mille ramificazioni temporali. E' proprio una gran bella storia scritta in modo coinvolgente ed originale, di quelle che non vorresti mai finissero. Chi è alla ricerca di qualcosa che sfugge ai classici canoni, legga questo libro... ma lo faccia con cautela, perché il rischio è che poi tutto il resto avrà per sempre questo come riferimento e metro di paragone. Secondo me, è il numero zero di un genere del tutto nuovo.

    ha scritto il 

  • 5

    A volte l'abito fa il monaco

    Ho comprato questo libro attirato dalla bellissima copertina e dal titolo che promette meraviglie che non puoi nemmeno immaginare (quanti di voi si mettono a pensare al mondo dopo la fine del mondo? Magari potremmo immaginare la fine del mondo... difficilmente ci metteremmo a pensare a quello che ...continua

    Ho comprato questo libro attirato dalla bellissima copertina e dal titolo che promette meraviglie che non puoi nemmeno immaginare (quanti di voi si mettono a pensare al mondo dopo la fine del mondo? Magari potremmo immaginare la fine del mondo... difficilmente ci metteremmo a pensare a quello che verrà dopo). Era lì, in uno scaffale di una libreria e l'ho preso. E NON ME NE SONO PENTITO. E' bello comprare un libro così, d'istinto, e scoprire un capolavoro. Innanzitutto ho apprezzato la struttura narrativa (cercherò di limitare gli spoiler al minimo, ma in caso vogliate leggerlo a brevissimo smettete di leggere ora). Possiamo dividere il libro in 3 parti. L'inizio, il presente. Poi subito parte un lungo flashback che ci riaccompagnerà al presente, facendoci amare i personaggi appena accennati all'inizio. Poi il colpo di scena. Da quel momento tutto cambia. E il libro si avvia verso la conclusione. I personaggi. I personaggi sono grandiosi. Non dico altro altrimenti spoilero! Le situazioni sono, invece, grottesche! Beh, cosa ci si poteva aspettare dal mondo dopo la fine del mondo? Guerrieri ninja, Bombe Svuotanti, mutanti e una multinazionale (anche se in questa situazione il nome multinazionale non ha più molto senso, ma rende l'idea a chi non lo ha letto). Una chicca per concludere. Nei ringraziamenti Nick Harkaway cita, tra gli altri, Alexandre Dumas e Sir Arthur Conan Doyle. Devo aggiungere altro? Consigliato a chiunque voglia leggere un ottimo libro di fantascienza che, come dice il quotidiano THE INDEPENDENT in copertina è "Esilarante, scandaloso e profondissimo".

    ha scritto il 

  • 4

    Fantascientifico Tristram Shandy

    La trama c'è, ma non è un filo dritto che parte dall'inizio e arriva alla fine, piuttosto una spirale, che passa attraverso personaggi di contorno, ritorni al passato, spostamenti laterali. E' l'eterno stile affabulatorio e narrativo di Sterne che ha ispirato tanti successori. Facile a dirsi, dif ...continua

    La trama c'è, ma non è un filo dritto che parte dall'inizio e arriva alla fine, piuttosto una spirale, che passa attraverso personaggi di contorno, ritorni al passato, spostamenti laterali. E' l'eterno stile affabulatorio e narrativo di Sterne che ha ispirato tanti successori. Facile a dirsi, difficile a farsi bene perché basta poco per perdersi nell'aria fritta. L'Autore in parte ci riesce, scrive bene e riesce a incuriosire il lettore. In parte, invece, sembra un po' autocompiaciuto e Narciso e alcune pagine paiono di troppo.

    ha scritto il