Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il mondo in cucina

Storia, identità, scambi

Di

Editore: Editori Laterza

3.4
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8842081604 | Isbn-13: 9788842081609 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Massimo Montanari

Disponibile anche come: Altri

Genere: Cooking, Food & Wine , History , Social Science

Ti piace Il mondo in cucina?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Più ancora della parola, il cibo si presta a mediare fra culture diverse, aprendosi a ogni sorta di invenzioni, incorci e contaminazioni. In questo volume, storici, antropologi, sociologi raccontano il ruolo della cucina come strumento di identità e come veicolo e prodotto dello scambio culturale.
Ordina per
  • 4

    Con grande originalità osserva il processo di ibridazione di identità socio-culturali di nazioni e stati nel periodo dell’intensa attività di scambio che fa seguito all’età medioevale fino alla (post) coloniale con l’idea che l’interesse economico abbia capeggiato come criterio guida di questi di ...continua

    Con grande originalità osserva il processo di ibridazione di identità socio-culturali di nazioni e stati nel periodo dell’intensa attività di scambio che fa seguito all’età medioevale fino alla (post) coloniale con l’idea che l’interesse economico abbia capeggiato come criterio guida di questi dinamismi. Si analizza questo processo entro l’arte gastronomica dei paesi e la scelta nonché disponibilità di risorse cibarie da cui essa dipende: il cibo diviene veicolo ora di comunione ora di fratture etniche, sancisce gerarchizzazioni di status sociale e di potere interclasse, esprime la caratterizzazione culturale della civiltà ed offre l’opportunità di crescita attraverso sincretismi culinari quando apre le porte al cosmopolitismo del gusto.
    Vengono analizzati i casi delle maggiori influenze nelle società europee di Francia, Italia, e Inghilterra nonchè la Spagna andalusa-musulmana e catalana-cristiana, la cultura ebraica ed il rapporto con le prescrizioni ed i divieti alimentari del Pentateuco, la convivenza problematica tra popolazioni coloniali e autoctone sia africane che latino-americane dopo l’arrivo dei conquistadores il tutto filtrato attraverso i lasciti dell’invasione araba e la conseguente diffusione di elementi basici dell’alimentazione (con lo zucchero, gli agrumi e le spezie quali elementi principe). Gli autori precisano che le trattative per la ri-definizione dell’identità di un popolo sono volte spesso in conflitti più o meno espliciti soprattutto quando, paradossalmente, sono andate a minacciare la solidità etnica della civiltà vincitrice su quella oppressa che non viceversa. All'opposto, le seconde hanno dovuto sottostare a regimi alimentari degli europei vedendo screditate le loro cucine e al culmine dell’ingiustizia vedendosi espropriate dei loro stessi prodotti che venivano esportati piuttosto che costituire una risorsa fruibile. Ancora, i soprusi insiti nella mistificante logica civilizzatrice dei conquistadores hanno creato asti con le popolazioni indigene per la pratica del "sacrificio culinario" di uomini rendendo alla storia la prospettiva del popolo demone e la legittima giustificazione della sua eliminazione.

    ha scritto il 

  • 3

    8,8 kg di sale a testa all'anno

    Rigoroso, ben documentato e ricco di note. Tanti pregi che non controbilanciano la fretta con cui talvolta sono trattati alcuni argomenti. Probabilmente avrei dovuto comprare un libro meno divulgativo.

    ha scritto il 

  • 2

    Una raccolta di brevi saggi dei maggiori esperti di storia dell'alimentazione, e quindi un libro discontinuo, a tratti più interessante, a tratti meno. Tra tutti ne scelgo due: la cucina alla corte dell'imperatore mongolo, e la storia dello champagne.

    ha scritto il