Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo

Di

Editore: Mondadori

4.1
(4874)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8804094079 | Isbn-13: 9788804094074 | Data di pubblicazione:  | Edizione 8

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 5

    Romanzo distopico per eccellenza descrive un futuro in cui gli uomini fin dalla nascita sono destinati ad avere ruoli prestabiliti all'interno di una società fortemente controllata dal Governo. L'uom ...continua

    Romanzo distopico per eccellenza descrive un futuro in cui gli uomini fin dalla nascita sono destinati ad avere ruoli prestabiliti all'interno di una società fortemente controllata dal Governo. L'uomo non ha nemmeno più bisogno di Dio in quanto la sua esistenza è priva di tormenti e insicurezze, la sua fede è la fiducia nel collettivismo, nella soppressione di ogni emozione che possa attivare l'istinto, l'inconscio. Un romanzo attualissimo che pone di fronte e questioni mai risolte sulla nostra esistenza.
    Un must read di sicuro.

    ha scritto il 

  • 5

    Grandioso! Una storia eccellente, scritto in maniera non esattamente scorrevole, ma ne recupera la qualità del contenuto, coinvolgente al massimo!
    Ritorno al mondo nuovo presenta riflessioni che ora s ...continua

    Grandioso! Una storia eccellente, scritto in maniera non esattamente scorrevole, ma ne recupera la qualità del contenuto, coinvolgente al massimo!
    Ritorno al mondo nuovo presenta riflessioni che ora sono già sentite, ma non mi stupirei di scoprire derivassero tutte da qui

    ha scritto il 

  • 3

    L'esposizione di una realtà paralizzante

    Ho fatto molta fatica a leggere questo libro, non perché brutto, ma perché l'ho affrontato come l'esposizione di una realtà paralizzante. Huxley ci mostra una realtà in cui il progresso e il desiderio ...continua

    Ho fatto molta fatica a leggere questo libro, non perché brutto, ma perché l'ho affrontato come l'esposizione di una realtà paralizzante. Huxley ci mostra una realtà in cui il progresso e il desiderio di stabilità sociale hanno eliminato qualsiasi sentimento umano, qualsiasi passione e affetto, tutto ciò di cui l'arte si nutre. Vediamo un mondo freddo in cui nessuno è se stesso, ma tutti sono uguali (nonostante la distinzione nelle cinque differenti caste). Il pensiero umano è annullato dal condizionamento e non c'è più libertà, perché nessuno, in fondo, si ricorda che cosa sia.
    «Il mondo nuovo» è stata una lettura che mi ha fatto riflettere molto, ma non credo di consigliarla a tutti, è certamente un libro che va letto da chi ama i classici moderni e le distopie, ma credo che possa anche risultare vuoto per alcuni. Huxley utilizza la scrittura per provocare una forte riflessione, ma non c'è una vera e propria storia, questo libro è più paragonabile all'esposizione di una serie di eventi che coinvolgono i personaggi che incontriamo, ma questi non divengono mai i protagonisti, non riusciamo a provare empatia per loro e a comprenderli pienamente, perché le loro azioni non sono mai condivise dal lettore in quanto nella nostra società (ed è giusto che continui ad essere così) sono, per la maggior parte, condannate.
    Per quanto riguarda «Ritorno al mondo nuovo» ho letto con piacere i "saggi" che contiene, ma non mi hanno lasciato nulla di particolare. Credo sia una lettura più interessante per chi conosce e apprezza già la bibliografia di Huxley nel completo.
    Questa è in sintesi la mia opinione sul libro di Huxley, ma ci sarebbe da dire molto altro, di sicuro è una lettura che fa molto riflettere e "arrabbiare" sotto molti punti di vista.

    ha scritto il 

  • 5

    “Non si può avere nulla per nulla. La felicità bisogna pagarla”

    “Il mondo nuovo”

    Ultimo letto della citatissima trilogia distopica, di cui fanno parte “1984” e “Fahrenheit 451”, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley se ne differenzia in maniera sostanziale, se non nei ...continua

    “Il mondo nuovo”

    Ultimo letto della citatissima trilogia distopica, di cui fanno parte “1984” e “Fahrenheit 451”, “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley se ne differenzia in maniera sostanziale, se non nei risultati raggiunti, sicuramente nei metodi.
    A differenza di “1984”, dove viene mantenuto un controllo totale sui soggetti, anche con metodi punitivi e rieducazioni forzate, chiara allusione ai totalitarismi, e di “Fahrenheit 451”, dove il controllo viene soprattutto attuato cercando di distruggere i libri, intesi come supporto principale di un risveglio collettivo delle coscienze - e notando pure come questo dei libri pericolosi per il risveglio della libertà individuale sia un argomento, non marginale, sul quale indugiano tutti e tre i romanzi - “Il mondo nuovo” prefigura una società nella quale è stato raggiunto l’equilibrio perfetto: non ci sono più guerre, la morte non è un problema, tutti sono felici.
    Il prezzo di questa felicità è la manipolazione genetica, che crea individui già predestinati al loro compito nella comunità, e il condizionamento postnatale che porta le persone ad accettare il loro ruolo nella società senza remore.
    E se questo non basta c’è la droga di stato a dissipare i residui dubbi.
    In un sistema del genere non serve avere un controllo totale sui componenti della comunità: è un sistema che si difende da solo perché impermeabile alle aggressioni esterne, tutti hanno tutto e non hanno rivendicazioni, qualsiasi profeta sobillatore farebbe un buco nell’acqua…
    Se non più realistico degli altri, “Il mondo nuovo” è sicuramente più agghiacciante, per via della sistemicità con la quale gli argomenti usati per favorire questo tipo di società si sono poi rivelati profetici ancora ai giorni nostri; e per questo mi limiterò a citare soltanto la droga di stato, lasciando perdere di parlare del lavaggio del cervello a cui ci sottopongono giornalmente i media a cominciare dalla televisione.
    Dopo una partenza sorniona, il romanzo, di cui mi è molto piaciuto l’intercalare di citazioni delle opere shakespeariane nei dialoghi, cresce in emotività e pathos fino a giungere ad un finale che lascia molto amaro in bocca e profondamente da pensare per il nostro futuro, se nulla cambierà in generale nell’approccio degli uomini agli eterni problemi dell’umanità.

    “Ritorno al mondo nuovo”

    Questo saggio, scritto da Aldous Huxley ventisette anni dopo “Il mondo nuovo”, voleva, nelle intenzioni dell’autore, fare il punto sulle cose da lui scritte nel romanzo e sulla loro, probabile o meno, attuazione. È un saggio straordinario per lucidità e, come si usa dire, per modernità, scritto alla fine degli anni 50 e incredibilmente attuale per quel che riguarda le tematiche odierne.
    Anche se scritta come opera fine a se stessa, è naturalmente un ottimo compendio da leggere alla fine del romanzo per avere un quadro complessivo di quello che è stato il prima e il dopo, di questo libro, nella mente dello scrittore, nonché per capirne qualche significato più recondito.

    Aggiungo questo link a un pezzo musicale di un fine cantautore, ispirato chiaramente al libro in questione...

    https://www.youtube.com/watch?v=-qmlHwsxsA0

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo distopico molto bello. Il mondo descritto è interessante e lo stile in cui è descritto è attuale, nonostante il libro sia uscito nel 1932. Da leggere anche assolutamente il saggio Ritorno al m ...continua

    Romanzo distopico molto bello. Il mondo descritto è interessante e lo stile in cui è descritto è attuale, nonostante il libro sia uscito nel 1932. Da leggere anche assolutamente il saggio Ritorno al mondo nuovo, scritto dall'autore nel 1959 in cui commenta il suo romanzo e riflette sulla possibilità che un mondo del genere possa davvero esistere o meno nel futuro. Le suo osservazioni sono molto attuali ed è molto interessante vedere la società con gli occhi di un uomo di più di 50 anni fa.

    ha scritto il 

  • 5

    Più che un romanzo di fantascienza questo libro sembra un sinistro presagio di come potrebbe essere il nostro prossimo futuro.
    il "mondo nuovo" è una società divisa in classi. la divisone viene da un ...continua

    Più che un romanzo di fantascienza questo libro sembra un sinistro presagio di come potrebbe essere il nostro prossimo futuro.
    il "mondo nuovo" è una società divisa in classi. la divisone viene da un processo di selezione genetica e fecondazione in vitro che ha abolito la partenogenesi,per cui non esistono genitori,nè il parto. Tutti hanno l'obbligo di essere felici per questo sono vietati i rapporti di coppia,il sesso è libero e obbligatorio,come anche una droga di stato (detto soma),ci si muove con aerei velocissimi,
    tutti hanno sistemazioni confortevoli,ci si diverte con il cinema odoroso . Non esistono conflitti perchè le classi inferiori sono condizionate,con una sorta di lavaggio del cervello praticata sin dalla
    nascita,a servire con dedizione quelle superiori senza protestare.
    I libri e la lettura sono vietati perchè stimolano la sensibilità e il pensiero critico. Questo tipo di società non tollera gli individui intelligenti perchè possono trascinare gli altri all'instabilità e all'insoddisfazione.
    la cosa più preoccupante è la fine che fa il protagonista,Bernardo,una voce fuori dal coro,una mentalità critica che non ama questo stato rigido e totalitaristico.
    splendidamente angosciante.
    comunque lettura obbligatoria per tutti...

    ha scritto il 

  • 3

    1932. Invenzione geniale di un mondo che ha ceduto la propria libertà in cambio della felicità. Huxley, scrittore sensibile ai cambiamenti della società che lo circondava riesce a intuire le possibili ...continua

    1932. Invenzione geniale di un mondo che ha ceduto la propria libertà in cambio della felicità. Huxley, scrittore sensibile ai cambiamenti della società che lo circondava riesce a intuire le possibili conseguenze di tali cambiamenti, spesso esperimenti mostruosi celati dalla maschera di 'progresso'. Sono rimasta soddisfatta della lettura, amando particolarmente i romanzi che trattano di distopia. Tuttavia, a volte trovavo faticosa la lettura, come se non si capisse in maniera definita, chiara e concisa quale personaggio stesse parlando e a cosa si riferisse esattamente. Per capire i lineamenti della società in seguito alla Guerra dei Nove Anni ho dovuto fare una ricerca su internet è solo dopo questa ricerca sono riuscita a ricollegare tutti i pezzi del 'puzzle'. Comunque sia, un libro che fa riflettere è indubbiamente da leggere.

    ha scritto il 

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