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Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo

By Aldous Huxley, Luciano Bianciardi (Translator), Lorenzo Gigli (Translator)

(3348)

| Paperback | 9788804487807

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Book Description

Romanzo del 1932, Il mondo nuovo è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico, dove tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi dalla guerra né dalle malattie e pContinue

Romanzo del 1932, Il mondo nuovo è ambientato in un immaginario stato totalitario del futuro, pianificato nel nome del razionalismo produttivistico, dove tutto è sacrificabile a un malinteso mito del progresso. I cittadini di questa società non sono oppressi dalla guerra né dalle malattie e possono accedere liberamente a ogni piacere materiale. Affinché si mantenga questo equilibrio, però, gli abitanti, concepiti e prodotti industrialmente in provetta sotto il costante controllo di ingegneri genetici, durante l'infanzia vengono condizionati con la tecnologia e con le droghe e da adulti occupano ruoli sociali prestabiliti secondo il livello di nascita. In cambio del mero benessere fisico, i cittadini devono insomma rinunciare a ogni emozione, a ogni sentimento e a ogni difesa della propria individualità. I pilastri ideologici che fanno da sfondo al fortunato romanzo vengono ripresi, nel 1958, nella raccolta di saggi intitolata Ritorno al mondo nuovo, in cui Aldous Huxley riesamina singolarmente le sue profezie alla luce degli avvenimenti degli ultimi anni, arrivando alla conclusione che molte delle sue più catastrofiche previsioni di quasi trent'anni prima si sono avverate anzitempo e fanno già parte del presente. Un documento inquietante che costringe a riflettere sul prezzo che quotidianamente siamo chiamati a pagare per costruire il futuro.

12 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Il nostro diritto alla poesia ci condanna all'infelicità

    Un sistema costruito sul modello fantascientifico di Huxley sradica il problema dell'insoddisfazione alla radice. L'umanità si è abituata lentamente a sbarazzarsi di tutte le questioni sgradite e la nostra forma di società avanza verso questo proposito.
    Diversamente da quanto succede in 1984, Huxley ... (continue)

    Un sistema costruito sul modello fantascientifico di Huxley sradica il problema dell'insoddisfazione alla radice. L'umanità si è abituata lentamente a sbarazzarsi di tutte le questioni sgradite e la nostra forma di società avanza verso questo proposito.
    Diversamente da quanto succede in 1984, Huxley non propone una via preferibile e alternativa. Anche gli "antagonisti" dell'ordine costituito fanno parte di un sistema inefficiente e obsoleto.
    Annichilisce ogni speranza di riscatto.

    Se, anche il nostro sistema di idee viene suggestionato fin dalla sua essenza primordiale, come ci è possibile scegliere? Cos'è un individuo senza scelta? Un infelice.
    Ma ancora peggio, cos'è un individuo senza necessità di scelta? Non è un individuo.

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    Elisewin said on Jan 14, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Va bene, sarò un fissato, ma con che faccia la maggiore casa editrice italiana mi può presentare nel 2012 un romanzo con la traduzione risalente al 1933? Anche ammettendo (e non concedendo) che questa versione sia un capolavoro, possibile che negli ultimi ottant’anni circa non sia apparso in Italia ... (continue)

    Va bene, sarò un fissato, ma con che faccia la maggiore casa editrice italiana mi può presentare nel 2012 un romanzo con la traduzione risalente al 1933? Anche ammettendo (e non concedendo) che questa versione sia un capolavoro, possibile che negli ultimi ottant’anni circa non sia apparso in Italia nessuno degno di provare a restituirci questo libro con un linguaggio un po’ più fresco? Qui, tanto per fare un esempio, siamo ancora ai tempi in cui Bernard diventa Bernardo, George Giorgio, e via di seguito.
    Per quanto riguarda il romanzo vero e proprio dirò che, malgrado la fama, non mi ha convinto pienamente. Farei però una distinzione tra la prima parte della storia e la seconda. La prima mi è sembrata incredibilmente ingenua dal punto di vista narrativo, soprattutto per un autore come Huxley che non era certo alla prima prova. L’ansia di presentarci questo nuovo ordine mondiale fa si che ci rifili nelle prime pagine due infodump al prezzo di uno: prima facendoci partecipare alla visita di un gruppo di neoassunti a un centro di incubazione (dove in pratica vengono “creati” i nuovi cittadini), il cui funzionamento viene spiegato loro dal direttore e poi, guarda che coincidenza!, dal momento che proprio quel giorno si trova a passare di lì uno dei dieci Governatori Mondiali, questi concede loro una breve conferenza sull’ordinamento sociale mondiale e sulle sue origini. Si tratta in pratica di una società suddivisa in caste dove ogni individuo è programmato geneticamente e condizionato con ogni metodo a disposizione della scienza a inserirsi in una precisa nicchia della società e a svolgere un compito predeterminato. Al di fuori dell’istruzione indispensabile per il lavoro che dovrà svolgere all’individuo non è concesso altro approfondimento culturale, mentre sono ampiamente disponibili e incentivate le attività sportive, la danza, le pellicole sensoriali, e la promiscuità sessuale, così come l’acquisto di beni superflui e l’uso di droghe in grado di procurare benessere senza conseguenze per la salute. E’ evidente che Huxley, come del resto dichiara, vuole fondere le caratteristiche negative che vedeva nascere e affermarsi all’epoca: il condizionamento politico dei regimi totalitaristici e quello pubblicitario della società dei consumi, anche se ai miei occhi di sprovveduto sembra una sintesi abbastanza improbabile: perché un regime che detiene i mezzi di produzione e non ha l’assillo della concorrenza o degli utili dovrebbe incentivare i consumi?
    Ma se la prima parte appare decisamente troppo didascalica, il romanzo diventa più interessante con l’entrata in scena di John, il Selvaggio, figlio di una abitatrice del Mondo nuovo che, per una serie di coincidenze, l’ha partorito in una delle poche riserve dove ancora vivono piccole tribù dedite a usi, tradizioni, religioni e superstizioni ormai cancellate dal nuovo ordine mondiale (en passant nel Mondo Nuovo nessuno viene partorito: gli embrioni vengono sviluppati in vitro e poi messi in incubatrici: di conseguenza nessuno ha un padre o una madre). A questo punto ci si aspetterebbe che John, da classico bon sauvage con la propria naturalezza, il candore, la spontaneità , mettesse in crisi le convinzioni conculcate agli abitanti del Mondo Nuovo, ma così non è. John vede, comprende e condanna gli aspetti disumanizzanti di questa società, e dà scandalo dimostrando affetto per la madre, sentimento indecente per chi non riesce nemmeno a capire il concetto di genitore. E’ però a sua volta condizionato dagli insegnamenti violenti e superstiziosi appresi nella piccola comunità dove è cresciuto ed è sessualmente represso, incapace quindi di apprezzare e accettare l’amore della bella Lenina perché ai suoi occhi troppo disinibita. E anche se grazie a un vecchio libro è riuscito a imparare a memoria le opere di Shakespeare, bandite nel mondo civile, la sua mente tormentata ed eccitabile finisce per distorcerne il senso.
    La rinuncia al comodo cliché della contrapposizione tra civiltà alienante e innaturale e natura liberatrice e redentrice riscatta il romanzo dallo schematismo iniziale e gli vale ai miei occhi le quattro stelle.

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    Giorgio Nesossi said on Jan 8, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Genio.
    Ammorbidito dal periodo storico e dalle conoscenze mancanti all'epoca.
    Non voglio immaginare l'equivalente di un libro così scritto ai giorni nostri.
    Leggete, cani.

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    Buzzming said on Jan 13, 2012 | Add your feedback

  • Non si può consumare molto se si resta seduti a legger libri

    Commento all'edizione italiana (1961 - tradotto da Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi).

    Era d'obbligo la rilettura di questo classico della distopia (normalmente associato a 1984 di Orwell e anche a Fahrenheit 451 di Bradbury - spero infatti di riuscire a rileggere entrambi quest'anno ... (continue)

    Commento all'edizione italiana (1961 - tradotto da Lorenzo Gigli e Luciano Bianciardi).

    Era d'obbligo la rilettura di questo classico della distopia (normalmente associato a 1984 di Orwell e anche a Fahrenheit 451 di Bradbury - spero infatti di riuscire a rileggere entrambi quest'anno). Il mondo nuovo parla di una società del futuro (ma immaginata negli anni Trenta da Aldous Huxley) in cui un governo totalitario tiene sotto controllo le popolazione attraverso l'eugenetica, il condizionamento mentale, il benessere materiale, il soddisfacimento di ogni desiderio e il soma, una droga estremamente piacevole e priva di sgradevoli conseguenze. Il tutto a favore dell'equilibrio sociale. Un uomo insoddisfatto della sua esistenza, Bernardo Marx porta la 'pneumatica' Lenina in una riserva di 'selvaggi' nel Messico. Qui i due incontrano una donna, Linda, proveniente dal mondo civilizzato. Dopo essersi persa nella riserva durante una tempesta, Linda aveva scoperto di essere incinta, e quindi non aveva osato rientrare nel suo mondo. Nel brave new world di Huxley, infatti, i rapporti personali e familiari sono demonizzati, e in particolar modo il rapporto madre/figlio, che a tutti gli effetti non esiste più. Bernardo decide di portare con loro Linda e il figlio John, ormai adulto, a Londra.

    Il libro di Huxley ha sicuramente un grande valore, dovuto soprattutto alle sue idee, alla sua descrizione di una distopia che per alcuni aspetti è davvero terrificante e fa riflettere (anche se poi devo ammettere che il fatto che la maggior parte degli abitanti del mondo nuovo sia felice, per quanto artificialmente, e che coloro che prendono le distanze da questo mondo sembrano bambini viziati, non depone a favore). Se lo giudico dal punto di vista letterario, però, ed è questo che ho intenzione di fare, è chiaro che devo abbassare di una stellina il mio precedente giudizio (derivato da una lettura delle superiori, e viziato - chissà - dalla soggezione di fronte alla nomea letteraria di Huxley). La storia in sé e per sé non è per nulla affascinante: noiosa, seppur angosciante, la prima parte in cui l'espediente di un giro di visite di nuovi assunti permette di spiegarci per filo e per segno il funzionamento del nuovo mondo. Quando entra in scena Bernardo, è difficile credere che sia lui il nostro eroe: perennemente imbronciato, arrabbiato, piagnucoloso, bugiardo e desideroso di attenzione, pare che i suoi problemi con il mondo nuovo siano dovuti più al fatto che egli non è fisicamente all'altezza del suo ruolo, che ad una obiezione di natura morale.
    Il suo amico è leggermente meglio, ma quando conosciamo John il selvaggio, è chiaro che sarà lui il fulcro della storia. Purtroppo a mio avviso anche affezionarsi a John, così moralista, è alquanto difficile. In quest'ottica, è difficile anche apprezzare o sentirsi emozionati dal finale.

    Nel complesso, decisamente troppo didascalico ed ideologico, Huxley non mostra, ma pontifica. La storia non regge bene, non ha pathos, e i personaggi non muovono il lettore. Ho trovato anche lo stile parecchio arido ma non saprei dire se il difetto è della - datatissima - traduzione.

    La recensione si riferisce solo a Il mondo nuovo. Rimando la lettura dei saggi, forse più interessanti, ad altro momento.

    http://robertabookshelf.blogspot.com/2012/02/recensione…

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    ζ Roberta ζ said on Feb 11, 2012 | Add your feedback

  • la parte de: il mondo nuovo è di una pesantezza devastante...

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    D said on Jan 31, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (3348)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 340 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8804487801
  • ISBN-13: 9788804487807
  • Publisher: Mondadori (Oscar classici moderni, 37)
  • Pub date: Jan 01, 1991
  • Also available as: Hardcover and Others
  • In other languages:
    • Cover of 'Brave New World and Brave New World Revisited'
      Brave New World and Brave New World Revisited
      (English Books)

    Deutsche Bücher, Libros en Español

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