Il mondo perduto: la valle dei dinosauri

Di

Editore: Newton & Compton

3.8
(1035)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese

Isbn-10: 887983245X | Isbn-13: 9788879832458 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Sebastiano Fusco , Gianni Pilo

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Scienza & Natura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Il geniale Professor Challenger si trova impegnato in un'impresa ai limiti delle possibilità umane, in compagnia di un altro scienziato, di un giornalista e di un nobile sportsman. Prigionieri in un mondo davvero perduto, un'isola geologica sopravvissuta misteriosamente nel cuore della giungla amazzonica, i protagonisti si imbatteranno in fantastiche avventure tra dinosauri, pterodattili, iguanodonti e uomini scimmia.
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  • 3

    Arthur Conan Doyle, oltre alla sua famosa produzione giallistica di Sherlock Holmes, ha prodotto anche una serie di interessantissimi romanzi e racconti di genere fantastico che hanno per primi esplor ...continua

    Arthur Conan Doyle, oltre alla sua famosa produzione giallistica di Sherlock Holmes, ha prodotto anche una serie di interessantissimi romanzi e racconti di genere fantastico che hanno per primi esplorato alcuni campi della fantascienza che, con gli anni, sarebbero diventati autentici cliché, ripresi innumerevoli volte e declinati in mille modi dai più diversi autori (un pò quello che è successo con i romanzi di Wells). Questo romanzo è un esempio del grande contributo di Doyle alla fantascienza, introducendo per primo il concetto di terra perduta dove il tempo si è fermato e dove i dinosauri regnano ancora sovrani. Una spedizione composta da quattro eroici personaggi (i professori Challenger e Summerlee, il giornalista Edward Malone, che narra in prima persona la vicenda, e il nobile avventuriero Roxton) si reca in Amazzonia alla ricerca di un fantomatico altipiano dove il tempo si è fermato al Giurassico. Non aggiungerò altro per non spoilerare troppo una trama che già (essendo in seguito stata copiata milioni di volte!) di sorprendente ha poco. Noto solo lo stile di scrittura, davvero (purtroppo) troppo "antico" rispetto al modo di scrivere odierno e la mentalità fortemente colonialista (e anche un pò razzista) che è però figlia dei tempi in cui fu scritto il racconto. In generale una lettura un pò demodè (da cui le tre stelle) ma fondamentale per chi ama la fantascienza e il fantastico in generale e vuole conoscerne le radici.

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo libro fantascientifico

    Il mondo perduto è un libro che non può mancare nelle proprie case, perchè:
    - Merita di essere letto almeno una volta!
    - I personaggi sono tutti fantastici
    - Mi ha colpito il coraggio di Edward Malone ...continua

    Il mondo perduto è un libro che non può mancare nelle proprie case, perchè:
    - Merita di essere letto almeno una volta!
    - I personaggi sono tutti fantastici
    - Mi ha colpito il coraggio di Edward Malone che per amore della sua Gladys ha rischiato la vita affrontando un viaggio pericoloso per poi beccarsi un due di picche dalla ragazza.
    Il romanzo è uscito per la prima volta nel 1912 dallo stesso autore che creò il famosissimo "Sherlock Holmes".
    All'epoca il libro fu molto popolare sopratutto per il tema centrale -Mai utilizzato- da nessun altro scrittore , infatti pensandoci, chi mai ha parlato di Dinosauri nel secolo scorso? Solo Conan Doyle, che ispirandosi ad una scoperta veramente accaduta in quel periodo, decise di creare su carta questo mondo perduto che era ancora dominato da animali preistorici.
    La storia del libro , ci viene raccontata dal giornalista inglese Edward Malone che racconterà nel suo diario tutte le avventure che lui, assieme al professor Challenger, il professor Summerlee e il cacciatore John Roxton vivranno nel mondo dimenticato.
    Il professor Challenger inizialmente sarà restio a portarsi dietro nella sua grande spedizione un giornalista, anche perchè per chi non lo sapesse, il professore ha una nota fama di picchiare tutti i giornalisti che gli capitano a tiro.
    Dopo che i nostri eroi raggiungeranno l'altopiano, accadranno degli imprevisti che gli impediranno di ritornare a Londra . Esatto, avete capito bene, il team diretto al mondo perduto rimarrà bloccato sull'altura e non ci sarà nessuna via di ritorno a casa. La cosa positiva è che George Challenger dimostrerà l'esistenza dei dinosauri e forme evolute di uomini scimmia, al suo rivale che l'aveva screditato davanti a tutta la comunità scientifica, il professor Summerlee.
    Nel tentativo di sopravvivere in questo mondo dimenticato dall'uomo, i nostri eroi faranno alleanza con piccoli e docili animali non del tutto intelligenti , che, gli aiuteranno ad abbandonare quella terra preistorica per far ritorno con le prove del loro lungo viaggio a Londra.

    ha scritto il 

  • 2

    Lo avevo decisamente sopravvalutato

    Questo libro mi ha ricordato molto un altro classico, Robinson Crusoe, anche se la storia del naufgrago è stata molto più avvincente. Il mondo perduto invece l'ho ritenuto molto moscio nel raccontare ...continua

    Questo libro mi ha ricordato molto un altro classico, Robinson Crusoe, anche se la storia del naufgrago è stata molto più avvincente. Il mondo perduto invece l'ho ritenuto molto moscio nel raccontare gli eventi, non intrattiene il lettore come dovrebbe, o per lo meno, per me è stato così.

    ha scritto il 

  • 3

    Oggi che la televisione e il cinema ci hanno mostrato il mondo dei dinosauri in tutte le salse, trovo difficile che questo libro possa appassionare un lettore moderno. Possiede comunque un suo valore ...continua

    Oggi che la televisione e il cinema ci hanno mostrato il mondo dei dinosauri in tutte le salse, trovo difficile che questo libro possa appassionare un lettore moderno. Possiede comunque un suo valore "storico". Insomma un classico d'avventura piacevole anche se un pò datato.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ha ricordato molto Verne, ma Verne è meglio; quando c'è da spararne almeno il francese le sparava più grosse. Anche la gestione dei personaggi è un po' deficitaria e manca di brio e dinamicità. La ...continua

    Mi ha ricordato molto Verne, ma Verne è meglio; quando c'è da spararne almeno il francese le sparava più grosse. Anche la gestione dei personaggi è un po' deficitaria e manca di brio e dinamicità. La lettura comunque è scorrevolee piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Non solo Holmes

    In questo libro Conan Doyle dimostra di essere un ottimo scrittore anche affrontando altri generi letterari. A metà strada tra l'avventura ed il fantastico, questo libro risulta gradevole ai lettori p ...continua

    In questo libro Conan Doyle dimostra di essere un ottimo scrittore anche affrontando altri generi letterari. A metà strada tra l'avventura ed il fantastico, questo libro risulta gradevole ai lettori più esperti ma anche interessante ed istruttivo per i più giovani.
    Conan Doyle ha anticipato Michael Crichton e il suo Jurassic Park di ben 80 anni! Consiglio di leggerlo? Elementare, Watson!

    ha scritto il 

  • 4

    El mundo perdido

    Como, imagino, la mayoría de los lectores, nunca había leído nada de Arthur Conan Doyle que no fueran las historias de Sherlock Holmes, el mítico personaje que se vio obligado a perpetuar durante su c ...continua

    Como, imagino, la mayoría de los lectores, nunca había leído nada de Arthur Conan Doyle que no fueran las historias de Sherlock Holmes, el mítico personaje que se vio obligado a perpetuar durante su carrera literaria. Por ello, cuando vi la elogiosa reseña que de Un mundo perdido hacía Fernando Savater en Misterio, emoción y riesgo , pensé que era una buena oportunidad.

    Sin ser un gran fan de Sherlock Holmes, creo que debido sobre todo a su reiteración dramática, siempre he disfrutado en sus relatos su sintaxis portentosamente envolvente, descriptiva y narrativa al mismo tiempo. Ello convierte cualquier texto suyo en un placer para la lectura, incluso aunque la historia no resulte convincente. Un mundo perdido es una obra canónica de la ciencia ficción, subgénero mundos prehistóricos, y una base obvia para el Parque Jurásico de Michael Crichton y Steven Spielberg. En la novela, cuatro aventureros (dos científicos, los profesores Challenger y Summerlee, el periodista E.D. Malone, y el aventurero aristócrata Lord John Roxton) viajan a Sudamérica en misión encomendada por el Instituto Zoológico de Londres para comprobar si las afirmaciones del indómito profesor Challenge sobre la existencia de vida característica del periodo jurásico en un recóndito paraje del continente son ciertas o no. Malone, joven deseoso de destacar profesionalmente y ante la chica que quiere, es el narrador de la novela, en forma de crónicas periodísticas que envía al periódico durante el viaje cuando hay ocasión para ello. por supuesto, tras un viaje largo y cansado, los cuatro hombres alcanzan su objetivo y además de comprobar y observar las maravillas de una vida que ya se creía extinguida, viven una gran aventura de descubrimiento y supervivencia. La novela es breve e intensa, se cierra bien, es una pieza literaria estupenda, nada que objetar al maestro.

    ¿O sí? En mi peculiaridad lectora del año pasado, la que reunió en breves meses la lectura de los ensayos de Savater y Sarrionaindía encuentro la contradicción de la que no he podido librarme durante esta lectura: el hombre blanco, preferentemente sajón, de finales del siglo XIX, dotado de mejores atributos físicos y morales, cumbre de la civilización humana, es quien ejerce el derecho de investigar y colonizar, con el viril paternalismo debido, las lejanas (en el espacio y en el tiempo) tierras de los demás continentes. La aventura, canónica como es, tiene sus momentos morales, porque sin ellos la aventura como tal no existe, según decía el propio Savater. Tenemos algunos ejemplos en determinados momentos,

    Hasta el hombre más vulgar esconde en el alma extraños abismos sanguinarios

    Hacía falta una robusta fe en los fines para justificar medios tan trágicos

    que aparecen cuando nuestros héroes se ven obligados, como mal defensivo menor o como deriva darwinista, a ejercer la violencia. En las novelas de Sherlock Holmes el mal casi siempre proviene de fuera de Inglaterra. Puede ser un inglés al que los años en colonias confundieron, o un oriundo de ultramar, o un objeto valioso de imperio el que desate el crimen en la apacible (pero deseosa de historias) vida británica. Algo así se aprecia también en Un mundo perdido, aunque no diría que Arthur Conan Doyle es impasible ante la huella que Europa dejaba en el mundo. No parecía querer que su expresión en ese sentido fuera más clara, dejando el conflicto en las mentes y personalidades de los cuatro protagonistas, especialmente en el escéptico Sumerlee, que a la vez que el más humanista, resulta siempre el más crítico de los cuatro viajeros ante la presencia del grupo en ese mundo virgen… pero siempre porque la misión encomendada varía de los objetivos iniciales pactados en Londres. En las grietas de ese debate, y en ponerlo a la altura del actual colonialismo económico, encuentro un inesperado interés en alguno de estos libros que fundaron la aventura como la conocemos, y que, bien mirados, en su concepción completa, no sean tan evasivos como parecen. Ni inocentes, aunque esto ya lo sabemos cuando se los damos a nuestros hijos para que los lean…

    http://banquetealatropa.blogspot.com.es/2014/03/el-mundo-perdido.html

    ha scritto il 

  • 5

    Ho trovato questo libro bellissimo, non tanto per l'avventura fantascientifica e l'isola con le sue stranezze, ma per i 4 personaggi principali. Questi li ho trovato estremamente reali e molto approfo ...continua

    Ho trovato questo libro bellissimo, non tanto per l'avventura fantascientifica e l'isola con le sue stranezze, ma per i 4 personaggi principali. Questi li ho trovato estremamente reali e molto approfonditi come solo un eccellente giallista può fare, è inevitabile rimanerne affascinati.

    ha scritto il 

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