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Il mondo salvato dai ragazzini e altri poemi

By Elsa Morante

(79)

| Others | 9788806181697

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Book Description

A chi voglia ad ogni costo sapere a quale "genere letterario" appartenga questo libro, non si può rispondere che così: "E' un romanzo d'avventure e d'amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protag Continue

A chi voglia ad ogni costo sapere a quale "genere letterario" appartenga questo libro, non si può rispondere che così: "E' un romanzo d'avventure e d'amore (regolarmente diviso in parti e capitoli dove i personaggi protagonisti riappaiono sotto diversi travestimenti). E' un poema epico-lirico-didascalico in versi sciolti e rimati, regolari e irregolari. E' un'autobiografia. E' un memoriale. E' un manifesto. E' un balletto. E' una tragedia. E' una commedia. E' un madrigale. E' un documentario a colori. E' un fumetto. E' una chiave magica. E' un sistema filosofico-sociale... Insomma, è un libro".

21 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La Poesia è sovversione senza storia e senza futuro e per questo ancora più forte: raramente mi è sembrato così chiaro.

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    ivresse said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    È un libro diverso, assai difficile anche solo da presentare, descrivere o commentare. A fine lettura mi è rimasto un senso di gioia misto a malinconia: il trionfo dei bambini, dell'infanzia, dei ragazzini e dell'adolescenza si scontra con la resist ...(continue)

    È un libro diverso, assai difficile anche solo da presentare, descrivere o commentare. A fine lettura mi è rimasto un senso di gioia misto a malinconia: il trionfo dei bambini, dell'infanzia, dei ragazzini e dell'adolescenza si scontra con la resistenza inutile e fallimentare dei grandi, degli affermati, dei maturi e degli pseudo-dotti.
    È un libro divertente, ma anche amaro. È magistrale l'uso di immagini e ambienti surreali (che si riflettono anche nel linguaggio usato e nella poesia visiva) che rimandano sempre a fatti e riferimenti reali e concreti.
    Segnalo, in particolar modo, "La serata a Colono" (unica opera teatrale della Morante), "La canzone degli F.P. e degli I.M." e "La canzone finale della stella gialla".
    Unica e soggettiva pecca: spesso l'opera rimanda a fatti di cronaca o ad eventi biografici della Morante di cui ero (e, in parte, sono ancora) ignorante.

    Apprezzatissimo. Consigliato. Da rileggere.

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    Mìchele said on Oct 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    "O pudore d'una infanzia uccisa | perdonami questa indecenza di sopravvivere"

    Gennaio 2013: per la prima volta si rappresenta 'La serata a Colono' (qui contenuta nella parte seconda, 'La commedia chimica'). Grande Carlo Cecchi, al teatro Carignano d ...(continue)

    "O pudore d'una infanzia uccisa | perdonami questa indecenza di sopravvivere"

    Gennaio 2013: per la prima volta si rappresenta 'La serata a Colono' (qui contenuta nella parte seconda, 'La commedia chimica'). Grande Carlo Cecchi, al teatro Carignano di Torino, con la regia di Mario Martone (con Antonia Truppo, Antigone e Angelica Ippolito, la suora).
    Parodia, dice il sottotitolo; e in alcuni momenti lo è anche nel senso più facile, come quando il «piccolo proprietario benestante vedovo» che si crede – ed è – Edipo è raggiunto dalla suora che porta la medicina e la riconosce come la figlia Ismene: «Che notizie ci porti?» «Tutte buone notizie! In famiglia tutti bene!» (nell’Edipo a Colono di Sofocle Ismene arriva portando la notizia della lotta fratricida a Tebe tra i figli di Edipo, Eteocle e Polinice). Scena che segna anche il punto dove la “tragedia” del padre dialoga davvero – in modo allucinato e ironico – con la pietosa “commedia” della figlia; dove si toccano l’alta lingua «magniloquente» fatta di «manierismi» di Edipo e lo stile colloquiale e dialettale di Antigone.
    Perché, in fondo, tutti monologhi sono. Deliri, voci individuali perse nella loro dura impossibilità di dialogo: sia l’allucinazione mitica del padre, sia l’accudimento fedele della figlia (siamo «in un corridoio attiguo al reparto Neuro-deliri»). E naturalmente deliri, voci individuali sono quelle dello straordinario Coro dei ricoverati, che nasce dalla negazione stessa della coralità, da un insieme di voci «tutte monologanti contemporaneamente» (e che Martone fa diventare corpi che si muovono nello spazio del teatro: disturbo, fisicità, condivisione elementare, nel dolore, nel lamento naturale comune).
    Morante, in questa tragedia-poema-delirio-parodia si misura con il più proverbiale pessimismo greco: «non nascere, ecco la cosa migliore, e se si nasce tornare presto là da dove si è giunti. E quando passa la giovinezza con le sue lievi follie, quale mai pena manca? Invidie, lotte, battglie, contese, sangue, e infine, spregiata e odiosa a tutti, la vecchiezza» (Edipo a Colono, appunto). Attraverso le ere, le civiltà, i cicli naturali, sale la protesta (che è anche, nello stesso tempo, assurda appassionata preghiera) contro la maledizione di LUI, il Sole, «Febo – o Ra – o Iaveh – o Coatl – o qualsiasi altro voglia essere quel nome». La vita.

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    Davide e Giacomo said on Jan 23, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Come scrive Fofi nella prefazione "progetto morantiano di poesia come politica e religione. pochi scrittori hanno osato assumersi un compito così arduo, scomodo, pesante, e pochi hanno chiesto così tanto alla poesia".
    E se il progetto è così chiaro, ...(continue)

    Come scrive Fofi nella prefazione "progetto morantiano di poesia come politica e religione. pochi scrittori hanno osato assumersi un compito così arduo, scomodo, pesante, e pochi hanno chiesto così tanto alla poesia".
    E se il progetto è così chiaro, affascinante e giusto, non è riuscito in pieno. La lettura fatica, è impegnativa.
    Da innamorato pazzo di Arturo e della Storia, posso dire che non sono compiute proprio quella magia ragazzina un po' sognatrice e ingenua, e quella precisione commovente del racconto dei piccoli che subiscono i grandi crimini.

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    Pirex said on Sep 14, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    a pulire i pavimenti, ma seriamente

    Vado in edicola a prendere repubblica - su commissione, io leggo il manifesto (senza vanto). infatti chiedo il manifesto e la ragazza mi fa oggi è lunedì. ah, ho detto. gli aztechi pendevano le navi spagnole per montagne, io confondo i giorni del ...(continue)

    Vado in edicola a prendere repubblica - su commissione, io leggo il manifesto (senza vanto). infatti chiedo il manifesto e la ragazza mi fa oggi è lunedì. ah, ho detto. gli aztechi pendevano le navi spagnole per montagne, io confondo i giorni della settimana. ma prima di me c'è un bimbo ha delle monete in mano (5 anni) e chiede dove sono i giochi e la ragazza sono qui, tu guardi il prezzo e decidi, va bene? e lui: sì.
    poi la ragazza serve me, io faccio la bella figura di chiedere il manifesto quando il manifesto non esce, poi pago e intanto la ragazza va dal bimbo e gli fa hai fatto? mentre io sto uscendo sento la risposta del bambino: "non so leggere".

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    [radek] said on Aug 20, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (79)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Others 242 Pages
  • ISBN-10: 8806181696
  • ISBN-13: 9788806181697
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2006-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover
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