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Il monte del cattivo consiglio

By Amos Oz, Elena Loewenthal (Translator)

(19)

| Paperback | 9788807018695

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Book Description

Gerusalemme alla vigilia di quel fatidico 1948 che segnò la nascita dello stato ebraico è la vera protagonista di queste tre novelle racchiuse sotto il titolo de "Il monte del cattivo consiglio" e unite da un sapiente filo conduttore. Oz evoca qui, infatti, l'atmosfera tutta particolare che animava Continue

Gerusalemme alla vigilia di quel fatidico 1948 che segnò la nascita dello stato ebraico è la vera protagonista di queste tre novelle racchiuse sotto il titolo de "Il monte del cattivo consiglio" e unite da un sapiente filo conduttore. Oz evoca qui, infatti, l'atmosfera tutta particolare che animava la città ebraica in quel periodo, e la narra attraverso lo sguardo di sé bambino, incarnato in diversi personaggi. La prima novella, che dà il titolo al libro, è un testo molto caro all'autore, che egli considera come una prima stesura di "Una storia di amore e di tenebra". C'è una piccola famiglia gerosolimitana, con un bambino timido, un padre veterinario, una madre enigmatica che alla fine abbandonerà tutti e tutto. Uri, il protagonista de "Il signor Levi", si guarda intorno nel suo piccolo quartiere popolato di personaggi strani, a volte misteriosi. La guerra d'indipendenza è alle porte. Questo lo sa anche il dottor Emanuel, che in "Nostalgia" scrive lunghe lettere a Mina, una donna che ha amato. Lui è molto malato, sa che vedrà solo una piccola porzione di futuro. Per intanto le racconta il presente convulso, trepidante e pure carico di malinconia, che Gerusalemme viveva in quei giorni.

Critics

  • Il monte del Cattivo Consiglio

    La presentazione e le recensioni di Il monte del Cattivo Consiglio, racconti di Amos Oz editi da Feltrinelli. Gerusalemme alla vigilia di quel fatidico 1948 che segnò la nascita dello stato ebraico è la vera protagonista di queste tre novelle racchiu ... (read full critics)

    Qlibri published on Thu, 13 Oct 2011

5 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Il Monte del Cattivo Consiglio si compone di tre racconti in cui l’autore, assumendo la forma letteraria di vari personaggi, narra le vicende di quegli anni convulsi che portarono alla nascita dello Stato di Israele nel 1948. Sono proprio Oz e i suoi ricordi di quei giorni il filo rosso che collega ... (continue)

    Il Monte del Cattivo Consiglio si compone di tre racconti in cui l’autore, assumendo la forma letteraria di vari personaggi, narra le vicende di quegli anni convulsi che portarono alla nascita dello Stato di Israele nel 1948. Sono proprio Oz e i suoi ricordi di quei giorni il filo rosso che collega queste tre storie.

    La prima novella, che dà il titolo al volume, vede l’autore nei panni del piccolo e goffo Hillel, un bambino molto più saggio e maturo rispetto alla sua età che vive a Gerusalemme. Egli ascolta, osserva, registra nella sua mente e comprende in modo sorprendentemente profondo i gesti e le parole degli adulti che lo circondano: suo padre Hans Hanan Kipnis, un veterinario pieno di sogni, arrivato in Palestina con il forte desiderio di avere una fattoria tutta sua e magari diventare scrittore, la madre Ruth, ricca ragazza di Varsavia giunta in Palestina per studiare Storia, lo strano Mitia, l’affittuario che vive in una stanza della casa dei Kipnis. Questi sono i tre personaggi principali che ruotano attorno ad Hillel. I suoi genitori sembrano felici, sicuramente all’inizio lo sono stati, ma poi, inesorabilmente, le dure condizioni di vita, da pionieri forti solo delle loro braccia e della loro fatica, con un futuro incerto davanti, devono aver minato la pazienza e i sogni di Ruth, che spesso dà forti segni di disagio. Mitia è il personaggio più ambiguo del racconto. Non si sa nulla del suo passato, ha un atteggiamento che evidenzia una certa instabilità psicologica e fa discorsi strani e sconnessi. Ciò che lo caratterizza di più, oltre i suoi bizzarri tic nervosi, è il fatto di emanare un odore forte quasi nauseante, nonostante lo stesso Mitia abbia una cura maniacale verso la pulizia. Potrebbe essere un comunista o una spia, nessuno sa dirlo con certezza. Uno dei segni particolari di quest’uomo è la sua perfetta conoscenza dell’arabo classico, che denota un buon livello culturale, ma lascia aperte molte ipotesi sulla sua identità.

    Continua su: http://www.diariodipensieripersi.com/2012/01/recensione…

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    Diario di pensieri persi said on Jan 11, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Gerusalemme poetica

    Con Amos Oz ho sempre questa sensazione: di essere lì con lui e i suoi personaggi, proprio negli anni della nascita dello stato di Israele. Di respirare l'aria torrida e sabbiosa del deserto. Di sentire la speranza e la paura per il futuro, la pesante mole di un passato di diaspora. Sento gli odori, ... (continue)

    Con Amos Oz ho sempre questa sensazione: di essere lì con lui e i suoi personaggi, proprio negli anni della nascita dello stato di Israele. Di respirare l'aria torrida e sabbiosa del deserto. Di sentire la speranza e la paura per il futuro, la pesante mole di un passato di diaspora. Sento gli odori, respiro le miserie di queste persone. Vedo in ogni figura di donna sua madre, come lui la vedeva da bambino. La stessa madre sofferente e amatissima, che lo ha abbandonato per suicidarsi.
    E' una storia continuamente nuova eppure antica: di rancori e ricordi, di esuli dall'est Europa, di rapporti difficili con gli inglesi e con gli arabi, ma soprattutto di delicati legami familiari, in cui c'è sempre un bambino intelligente e sensibile, un padre sognatore e una madre lontana.

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    ElenaElle said on Dec 23, 2011 | Add your feedback

  • Premessa: non è il mio genere di libro. E forse per questo non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo. Mi ha però fatto rivivere e rivedere i panorami di Gerusalemme che ho visto coi miei occhi anni fa e che ancora ho nel cuore. I tre racconti inoltre fanno un bel ritratto di come si viveva in q ... (continue)

    Premessa: non è il mio genere di libro. E forse per questo non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo. Mi ha però fatto rivivere e rivedere i panorami di Gerusalemme che ho visto coi miei occhi anni fa e che ancora ho nel cuore. I tre racconti inoltre fanno un bel ritratto di come si viveva in quello che non era ancora lo stato di Israele alla vigilia della guerra che poi ne avrebbe determinato l'esistenza: tra l'ansia di vedere realizzato un sogno che dura da 2000 anni, la preoccupazione per i pochi mezzi a disposizione e l'angoscia per un futuro ancora del tutto incerto.

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    Il Kiwi said on Feb 8, 2012 | Add your feedback

  • Tre novelle, intrecciate tra loro in una mirabile unità spazio-temporale, caratterizzate da due figure/mondo legate, a loro volta, l’una all’altra. Per il lettore, una scoperta graduale. Una fiamma di vita che arde, senza mai spegnersi, come nell’immagine di copertina nell’edizione italiana.

    La pri ... (continue)

    Tre novelle, intrecciate tra loro in una mirabile unità spazio-temporale, caratterizzate da due figure/mondo legate, a loro volta, l’una all’altra. Per il lettore, una scoperta graduale. Una fiamma di vita che arde, senza mai spegnersi, come nell’immagine di copertina nell’edizione italiana.

    La prima figura è la Città di Gerusalemme, ritratta nel biennio convulso che precede la (ri)nascita dello Stato di Israele, in un ambiente di forte tensione e di consapevolezza che qualcosa di importante stia per accadere. “Il Monte del Cattivo Consiglio” è il racconto d’apertura -il più ricco di spunti autobiografici- che dà il titolo al volume. Maggio 1946. Nella Città Santa sono in corso i festeggiamenti per il primo anniversario della vittoria alleata.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2012/01/il-monte-d…

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    La Stamberga dei Lettori said on Jan 26, 2012 | Add your feedback

  • Sembra di essere lì

    Bellissima la sensazione di essere lì, nel '48 poco prima che gli inglesi se ne andassero dalla palestina, che venisse dichiarato il nuovo stato e che venisse attaccato dagli eserciti arabi riuniti. Sembra di respirare la stessa aria, ho davanti agli occhi le latte nelle quali venivano coltivate var ... (continue)

    Bellissima la sensazione di essere lì, nel '48 poco prima che gli inglesi se ne andassero dalla palestina, che venisse dichiarato il nuovo stato e che venisse attaccato dagli eserciti arabi riuniti. Sembra di respirare la stessa aria, ho davanti agli occhi le latte nelle quali venivano coltivate varie piante sui terrazzi e l'ambiente già descritto da Oz. Un grande!

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    Stefano Vallin said on Jan 15, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (19)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 240 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8807018691
  • ISBN-13: 9788807018695
  • Publisher: Feltrinelli (I narratori)
  • Pub date: Oct 12, 2011
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