Il morso della reclusa

Voto medio di 541
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Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell'Anticrimine al tredicesimo arrondissement parigino.Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze ...Continua
Silvia Marcaurelio
Ha scritto il 16/07/18
La Vargas non delude mai!
Nuovo romanzo della serie del Commissario Adamsberg, lo “spalatore di nuvole”, come di solito viene chiamato. Jean-Baptiste rimasto in Islanda dal precedente episodio, non ha nessuna voglia di tornare a casa. Si trova benissimo in quell’isola piena d...Continua
* Silvia
Ha scritto il 13/07/18
Non me n'ero accorta, ma mi mancava
Prendere finalmente in mano questo libro dopo un'attesa estenuante mi ha dato (in modo del tutto imprevisto) la sensazione di star tornando a casa, come il commissario Adamsberg che, dalle nebbie islandesi, torna a Parigi dove Danglard lo aspetta pre...Continua
61PAT
Ha scritto il 05/07/18

http://www.sensazionidilettura.wordpress.com/

Stefano Napoli
Ha scritto il 04/07/18
La Vargas non delude, e produce un altro ottimo romanzo di Adamsberg (ma con citazione di Evangelista, gustosa). Come sempre l'evoluzione dell'indagine segue l'evanescente "spalamento di nuvole" di Adamsberg (qui in verità si parla di bolle di pensie...Continua
Zeudi
Ha scritto il 01/07/18

Inizialmente un po’ lento ... ma poi la reclusa ti avvinghia e Adamsberg esce dalla nebbia . Grandiosa Vargas come sempre


federico
Ha scritto il Apr 15, 2018, 18:56
- [...] a furia di non fare niente, si finisce per non fare niente. - Devo scrivermelo. Adamsberg scosse la testa. Veyrenc era riuscito a distrarlo. - Assolutamente no. Si scrive solo quello che non si capisce.
Pag. 430
24Voices
Ha scritto il Mar 31, 2018, 18:11
A furia di non fare niente si finisce per non fare niente
Giu
Ha scritto il Feb 12, 2018, 11:23
- dicono che è gente con la testa dura, per colpa della montagna. Come i bretoni, per colpa del mare. Un solo piccolo errore e la montagna ti molla, e il mare ti cattura. Sono elementi troppo grandi per l'uomo, perciò bisogna indurirsi la testa, qual...Continua
Pag. 87
Giu
Ha scritto il Feb 12, 2018, 11:22
- Ma sessant'anni dopo non aveva senso, no? - È stata lei a dirlo: di un inferno, ne parli tutti i giorni. Questo significa che ci pensi tutti i giorni. Anche per sessant'anni.
Pag. 91
Luigi De Rosa
Ha scritto il Feb 07, 2018, 18:59
Era il ritorno, l'aggressione di Parigi, la grande città di pietra.
Pag. 4

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