Il morso della reclusa

Voto medio di 666
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Nebbioso, beccheggiante, indolente. Sempre perso nelle sue vaghezze. È il commissario Adamsberg, capo dell'Anticrimine al tredicesimo arrondissement parigino.Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg è costretto a rientrare prima del tempo dalle vacanze ...Continua
Ghinelli Giorgio
Ha scritto il 08/10/18
senz'altro il più bel libro della Vargas. Amaro al punto giusto, la Vargas maneggia il testo con una maestria unica, spiazzando continuamente il lettore, seguendo il cammino di Adamsberg, il nostro commissario svagato come sempre e sempre più impegna...Continua
Betty Flanagan
Ha scritto il 06/10/18
Una Vargas in ottima forma che fila col vento in poppa e il commissario spalanuvole e la sua improbabile squadra. Stavolta scrittura più solida e compatta, sicura e dritta al traguardo, senza tentennamenti e improbabili intrecci e/o digressioni. Fred...Continua
Tea C.
Ha scritto il 18/09/18
Perche la Vargas è la Vargas
La vargas è sempre la Vargas, non delude mai. Anche questo libro, con una bella storia avvincente, riesce a tenerti incollato al libro finche non lo hai finito. La storia è interessante, adamsberg e i suo colleghi sono come sempre, umani. Hanno il la...Continua
Redeghierialessio
Ha scritto il 18/09/18
Seguo la Vargas da almeno 10 anni, adoro il suo modo di raccontare, la sua ironia, la psicologia di ogni personaggio che lo rende unico: la onniscienza di Danglard, il rigore di Retancourt, l’ingenuità di Estalère. Adoro le frequenti digressioni stor...Continua
AdrianaT.
Ha scritto il 18/09/18
Lo spalatore di bolle
Delle indagini mi annoiano riunioni, resoconti, indizi, ipotesi, congetture e false piste; insomma mi annoiano le indagini, e non è che mi prude più di tanto sapere chi ha ucciso chi. Allora perché leggere ancora gialli? Uno ogni tanto me lo concedo...Continua

Giulia Macchi
Ha scritto il Aug 04, 2018, 10:09
Adamsberg si stava rendendo conto che a confondergli le idee non era un unico «proto-pensiero» ma un’intera banda di bolle – certo che esistevano –, alcune cosí piccole da essere appena visibili. Le sentiva agitarsi in direzioni diverse e le loro tra...Continua
Giulia Macchi
Ha scritto il Aug 04, 2018, 10:08
A quanto pareva lo psichiatra dimenticava che con i cellulari non era piú possibile dormire. Né vagabondare, sorvegliare i gabbiani sopra i pesci morti, lasciare che le bolle si incrociassero.
Giulia Macchi
Ha scritto il Aug 04, 2018, 10:07
I sobbalzi della deambulazione mettono in moto le microbolle che gironzolano nel cervello. Si muovono, si incrociano, si scontrano. E quando si cercano dei pensieri è una delle cose da fare.
Giulia Macchi
Ha scritto il Aug 04, 2018, 10:05
" il modo di agire del commissario sembrava sempre erratico e si contrapponeva frontalmente alle loro pulsioni cartesiane"
federico
Ha scritto il Apr 15, 2018, 18:56
- [...] a furia di non fare niente, si finisce per non fare niente. - Devo scrivermelo. Adamsberg scosse la testa. Veyrenc era riuscito a distrarlo. - Assolutamente no. Si scrive solo quello che non si capisce.
Pag. 430

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Franco Socrate
Ha scritto il Sep 11, 2018, 14:32
scrittura sempre coinvolgente, argomento di attualità e sempre la tristezza di un colpevole giustificato

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