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Il mosaico di Parsifal

Di

Editore: Rizzoli

3.6
(140)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 609 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000016447 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Mystery & Thrillers , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
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  • 1

    Invecchiato malissimo, sono certo che libri del genere mi piacessero, anche solo una quindicina di anni fa.. Forse una volta ero meno pignolo su certi aspetti, ma in particolare questo Mosaico di Parsifal è un libro pieno di imprecisioni e brutture, dai personaggi orribili e finti, alle azioni ch ...continua

    Invecchiato malissimo, sono certo che libri del genere mi piacessero, anche solo una quindicina di anni fa.. Forse una volta ero meno pignolo su certi aspetti, ma in particolare questo Mosaico di Parsifal è un libro pieno di imprecisioni e brutture, dai personaggi orribili e finti, alle azioni che si sussuegono senza granché costrutto.
    Il nucleo della vicenda non sarebbe neanche tanto male, sebbene la glorificazione del personaggio di Matthias appare decisamente posticcia, ma la conclusione è anti-climatica e senza nerbo.
    La storia d'amore, a corollario, rappresenza sistematicamente un calo di ritmo imbarazzante.

    ha scritto il 

  • 1

    C'è una cosa nei libri, soprattutto nei thriller e nelle spy story (anche perchè è soprattutto lì che la si riscontra), che non sopporto.

    Da pag. 281:
    Havelock fissò l'arma: rimase sbalordito. Si trattava di un Graz-Burya. Il russo si piegò in avanti...
    Ora! Michael l ...continua

    C'è una cosa nei libri, soprattutto nei thriller e nelle spy story (anche perchè è soprattutto lì che la si riscontra), che non sopporto.

    Da pag. 281:
    Havelock fissò l'arma: rimase sbalordito. Si trattava di un Graz-Burya. Il russo si piegò in avanti...
    Ora! Michael lanciò la giacca arrotolata sopra la parete del gabinetto alla sua destra; il rumore fece sobbalzare il russo [...]

    Ecco. Al di là dell'idiozia di identificare la nazionalità di un personaggio in base all'arma che porta ("Ehi, ma quello è un Graz-Burya! Allora è un russo!!1!1). Al di là dello sbalordimento provato dal protagonista, che è l'unico a stupirsi al pensiero che il cattivone sia russo: in una spy story scritta nel 1982? No, ma davvero? Non ce lo saremmo mai aspettato! Al di là anche del fatto che la scena si svolge in un gabinetto pubblico, ambientazione che l'autore riesce a far risultare interessante quanto la ricetta del cavolo bollito...

    La parte incriminata è quella non in corsivo. Proprio così, quella piccola parolina.
    Dunque, tu autore hai appena occupato una pagina o più a descrivere un ambiente e una scena che hanno creato la giusta tensione nel lettore (o avrebbero dovuto...), il quale sa che il nostro eroe sta per fare qualcosa per tentare di salvarsi le chiappe (qui l'allusione con il gabinetto pubblico è non voluta...), e tu che fai?
    Rovini tutto con un espediente stupido, una roba degna di un tema da prima media.

    Che vuol dire: "ora"? Perché?

    È un pensiero dell'eroe? Ma è ridicolo! Nessuno in una situazione del genere penserebbe in modo così "fumettistico"! Né perderebbe tempo a formulare mentalmente un "ora" prima di agire, rischiando di perdere l'occasione. Non sta giocando a freccette o a flipper, sta rischiando la pelle, perdio!

    Se a tutto questo aggiungiamo anche il fatto che il libro è di una noia mortale, ecco che finisce subito sul nido del cuculo.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando era ancora in vita...

    Ludlum costruisce vicende sull'idea che a prendere le decisioni fondamentali che muovono il mondo sia un gruppo assai ristretto e nascosto di potenti. A me i libri di Ludlum "originale" (l'autore è morto nql 2001 e pochi dei libri scritti dai suoi ghost writers sono convincenti) piacciono. Certo, ...continua

    Ludlum costruisce vicende sull'idea che a prendere le decisioni fondamentali che muovono il mondo sia un gruppo assai ristretto e nascosto di potenti. A me i libri di Ludlum "originale" (l'autore è morto nql 2001 e pochi dei libri scritti dai suoi ghost writers sono convincenti) piacciono. Certo, è uno stile di scrittura che può risultare alquanto pesante e le trame sono molto complicate.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Ludlum d'annata, direi che questa è la definizione più azzeccata. Dopo aver letto un paio di suoi romanzi scritti dopo la sua morte (!) da altri sotto il suo nome e che non mi convinsero più di tanto, con questo suo prorpio libro del 1982 ho ritrovato il Ludlum che tanto mi impressionò in posi ...continua

    Un Ludlum d'annata, direi che questa è la definizione più azzeccata. Dopo aver letto un paio di suoi romanzi scritti dopo la sua morte (!) da altri sotto il suo nome e che non mi convinsero più di tanto, con questo suo prorpio libro del 1982 ho ritrovato il Ludlum che tanto mi impressionò in positivo ne "L'inganno di Prometeo". <br />Il "Mosaico" ha sicuramente una trama complessa e da seguire con attenzione, ma alla fine regala grandi soddisfazioni agli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Lungo, noioso e non ben scritto

    Contiene spoiler "light", secondo me non così rivelatori da rovinare la lettura del libro. Non che ci sia molto da rovinare... Comunque siete avvisati.


    Il libro mi è parso prolisso, noioso, poco interessante e coinvolgente, non particolarmente ben scritto (e la traduzione mediocre non aiut ...continua

    Contiene spoiler "light", secondo me non così rivelatori da rovinare la lettura del libro. Non che ci sia molto da rovinare... Comunque siete avvisati.

    Il libro mi è parso prolisso, noioso, poco interessante e coinvolgente, non particolarmente ben scritto (e la traduzione mediocre non aiuta di certo).

    Tutti i personaggi sono monodimensionali e stereotipati; particolarmente insulsa la protagonista femminile. Dovrebbe trattarsi di un agente operativo di prim'ordine, ma a parte portare il caffè al protagonista e andarci a letto, non fa granché.

    Il racconto spesso è fatto per inquadrature, come se l'autore non raccontasse la storia, ma il film della storia. La scelta secondo me non è per niente azzeccata, e rovina alcuni passaggi che potevano risultare più interessanti se raccontati in modo più tradizionale.

    Ad esempio, si scopre piuttosto presto l'identità del "cattivo", molto prima del protagonista. Perché? Forse per divertirci col percorso investigativo che porta alla sua scoperta, tipo indagini del tenente Colombo? Direi di no, visto che viene scoperto in modo quasi casuale e assolutamente poco credibile.

    Oppure, proprio all'inizio, il protagonista crede di vedere una persona che dovrebbe essere morta. Quelli a cui riferisce questo incontro lo prendono per matto, e inizia a crederlo anche lui. Poteva essere interessante per il lettore rimanere nel dubbio, e scoprire la verità insieme al protagonista. Invece no, l'autore ci svela quasi subito il mistero. Anche qui, fatico a capire il motivo.

    Un'altra cosa che mi ha infastidito sono i frequenti, lunghissimi passaggi in cui alcuni personaggi secondari discutono quello che sta succedendo, avendo cura di ripetere due o tre volte quello che l'autore ha già raccontato. Certo, il punto di vista è differente, ma rimangono secondo me passaggi superflui per l'economia della storia - scritti più per fare volume che altro.

    Deludente anche il finale - una storia montata in modo così complicato che finisce in modo così banale.

    Si salvano alcuni passaggi di azione, questi scritti abbastanza bene, con un buon ritmo sostenuto, anche se a tratti poco verosimili.

    In sostanza, molto deludente. Sconsigliato.

    ha scritto il