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Il mulino del Po

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar classici moderni, 140)

4.3
(122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 2113 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8804420952 | Isbn-13: 9788804420958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Comprende:
1: Dio ti salvi
2: La miseria viene in barca
3: Mondo vecchio sempre nuovo

Tre generazioni di una famiglia di mugnai fluviali sulle acque e nelle terre intorno a Ferrara, in un secolo di storia d'Italia, dalla ritirata di Napoleone in Russia alla prima guerra mondiale. Il capolavoro del grande scrittore bolognese.
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  • 5

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costruire da un bravo calafato il mulino S. Michele. Quattro generazioni di Scacerni si al ...continua

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costruire da un bravo calafato il mulino S. Michele. Quattro generazioni di Scacerni si alternano al lavoro sul mulino ancorato sulla riva ferrarese del Po. Passano più di cent'anni e la storia si conclude nel 1918 ancora su un fiume, il Piave, dove il bisnipote di Lazzaro muore durante la battaglia finale della prima guerra mondiale.

    ha scritto il 

  • 4

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è lezioso; per esempio invece del verbo litigare, viene usato "leticare", briaco invece di ubriaco, ...continua

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è lezioso; per esempio invece del verbo litigare, viene usato "leticare", briaco invece di ubriaco, ecc..
    La sintassi è non raramente contorta, specie quando l'autore fa le sue chiose e i suoi commenti: in questi casi è necessario rileggere il periodo una seconda volta, a meno che io non mi sia rincoglionito improvvisamente.
    Dei tre volumi, il terzo è il meno riuscito sia per i difetti suddetti che per le considerazioni di carattere politico cha appesantiscono la lettura.
    Sembrerebbe questa una recensione negativa, ma in realtà il romanzo merita assolutamente di essere letto per tante cose per esempio lo scandaglio psicologico, la descrizione degli ambienti. Mentre lo si legge è nettissima la sensazione che si è di fronte a un romanzo di serie A.

    ha scritto il 

  • 5

    A chi consiglierei Il mulino del Po? Sicuramente a chi legge molto e veloce. In secondo luogo a chi s’appassiona alle lunghe saghe familiari. In terzo a chi ha amato I vicere’ e Le confessioni di un italiano. Per me Bacchelli e’ stato una bellissima scoperta. Di seguito in sintesi la trama dei si ...continua

    A chi consiglierei Il mulino del Po? Sicuramente a chi legge molto e veloce. In secondo luogo a chi s’appassiona alle lunghe saghe familiari. In terzo a chi ha amato I vicere’ e Le confessioni di un italiano. Per me Bacchelli e’ stato una bellissima scoperta. Di seguito in sintesi la trama dei singoli volumi da seicento e passa pagine di cui si compone il romanzo. Primo: Ferrara, la campagna, Lazzaro Scarceni, il protagonista, che dalla Russia delle guerre napoleoniche torna in Italia deciso a farsi valere, il mulino costruito con il ricavato di un bottino sacrilego, una moglie sposata tardi, bella e appassionata, un figlio nato nelle circostanze peggiori (la piena del Po, doglie lunghissime), la delusione di vederlo crescere avido e molle (tanto da meritarsi il nomignolo di Coniglio mannaro). E poi i contrabbandieri, gli austriaci, il papa, le prime voci sull’Italia unita, il coraggio, la viltà, l’ignoranza. Secondo: il figlio di Lazzaro, Coniglio mannaro, convince con l’inganno la bella mugnaia Cecilia (grandissimo personaggio femminile) a sposarlo. Nascono sette figli e il primo di loro finisce male nel tentativo di riscattare il nome paterno dalla fama di vigliaccheria. Sullo sfondo l'unificazione d'Italia e la piena del Po. Terzo: dopo l’epopea e la farsa, siamo alla tragedia. Una Giulietta e un Romeo, lei mugnaia, lui contadino, il loro grande amore contrastato dalle famiglie, un tempo amiche, ora divise dall’attitudine verso lo sciopero e la lotta di classe. Forse qui i pipponi politici abbondano piu’ che nei precedenti volumi bacchelliani, ma la parte romanzesca e’ cosi avvincente che l’epilogo strazia. Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 5

    Risciacquatura nel Po

    Elevato, profondo, immenso. Questo romanzo rivela l'altezza delle più grandi opere delle letteratura che nascono solo quando uno scrittore si eleva alle cime più maestose; la profondità dell'indagine dei sentimenti umani, in ogni loro sfumatura, senza cadere nel banale; immenso perché dalla stori ...continua

    Elevato, profondo, immenso. Questo romanzo rivela l'altezza delle più grandi opere delle letteratura che nascono solo quando uno scrittore si eleva alle cime più maestose; la profondità dell'indagine dei sentimenti umani, in ogni loro sfumatura, senza cadere nel banale; immenso perché dalla storia di una famiglia Bacchelli racconta un secolo di storia italiana. E l'Italiano si mostra con tutti i suoi pregi e i difetti che non sono solo dei padani, degli abitanti del fiume. I suoi personaggi sono volitivi, combattivi, testardi, passionali, intelligenti, devoti, creativi, sopravvissuti.
    Le storie individuali, poi, sono cammei sull'amore e sulla vita.
    La grandezza dei personaggi principali è evidente (Lazzaro il capostipite, Cecilia, Coniglio Mannaro), ma cosa dire di quelli secondari Berta, Orbino, l'Argia, il Raguseo, solo per citarne alcuni?
    Come non parlare poi dell'uso perfetto della lingua italiana? una lingua molto più moderna di quella di Manzoni, trasmessa come modello. L'Italiano di Bacchelli è completo con sfumature incredibili che vanno dal dialetto ferrarese, al gergo del fiume, all'italiano aulico, quello caro al colto autore.
    Per me questo libro ha segnato una svolta, nel senso di un rinnovato amore per la mia Patria, la cui grandezza è troppo sovente dimenticata, i cui pregi sono nei nostri tempi bistrattati. Bacchelli ci racconta come siamo e non ci illude sulla fine. La vita va come deve e il lieto fine non è scontato e non è nemmeno atteso, questo è evidente dall'inizio del libro.
    Mi chiedo perché questo libro non sia obbligatorio nei programmi scolastici di letteratura italiana o di storia. Insegna, insegna molto e insegna bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro come non ne fanno (quasi) piu'

    Ci ho messo quasi due mesi per questi 3 volumi, da 650 pagine l'uno. Doveroso prendere in considerazione la lunghezza prima di intraprenderne la lettura. E sarebbe sacrilego leggere i tre volumi non in rapida successione, un insulto a questa opera fiume e del fiume, storia della storia (famigliar ...continua

    Ci ho messo quasi due mesi per questi 3 volumi, da 650 pagine l'uno. Doveroso prendere in considerazione la lunghezza prima di intraprenderne la lettura. E sarebbe sacrilego leggere i tre volumi non in rapida successione, un insulto a questa opera fiume e del fiume, storia della storia (famigliare) e della Storia (italiana) che scorre via, a tratti un poco torbida e limacciosa, che si incaglia nelle secche delle lunghe digressioni dell'autore che sale in cattedra; a tratti rapida e tumultuosa come le rapide delle temutissime piene del Po.
    Impagabili alcuni personaggi maschili, che lasciano intravedere la simpatia con cui l'autore li ha resi vivi su carta: Lazzaro Scacerni, il capostipite della famiglia dei molinari; Coniglio Mannaro, un soprannome che lascia intravedere le profondita' e le bassezze del personaggio; Schiavetto, sempre dimesso ma che si fa immenso alla fine del secondo volume...; coraggiose le donne, testarde, pietose: Cecilia domina quasi piu' di Lazzaro la storia della famiglia Scacerni, lei Scacerni di adozione, ma vera e propria figlia del fiume perche' nata sul fiume e ripescata dal fiume.
    Da rileggere.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il mulino del Po" di Bacchelli, un po' lunghino (2113 pagine) ma una vera lezione di storia sull'Italia contadina e molinaresca del secolo XIX. Coinvolgente la saga della famiglia Scacerni raccontata nell'arco di 3 generazioni. Romanzo con tematiche socio-politiche in parte molto attuali. Un cap ...continua

    "Il mulino del Po" di Bacchelli, un po' lunghino (2113 pagine) ma una vera lezione di storia sull'Italia contadina e molinaresca del secolo XIX. Coinvolgente la saga della famiglia Scacerni raccontata nell'arco di 3 generazioni. Romanzo con tematiche socio-politiche in parte molto attuali. Un capolavoro sottovalutato. Lo consiglio. Voto : 5/5

    ha scritto il 

  • 4

    O del romanzo storico

    Oggi Riccardo Bacchelli (nato a Bologna nel 1891 e morto a Milano


    nel 1985) è conosciuto soprattutto per la legge che da lui prende il nome. Legge che prevede un vitalizio dello Stato a favore “dei cittadini che hanno illustrato la patria e che versino in stato di particolare necessità”. N ...continua

    Oggi Riccardo Bacchelli (nato a Bologna nel 1891 e morto a Milano

    nel 1985) è conosciuto soprattutto per la legge che da lui prende il nome. Legge che prevede un vitalizio dello Stato a favore “dei cittadini che hanno illustrato la patria e che versino in stato di particolare necessità”. Negli ultimi anni ne hanno fatta richiesta, ma non sempre sono riusciti ad ottenerlo, attori, poeti e cantanti.

    Alla fine degli anni settanta Bacchelli era un famoso e prolifico scrittore. Aveva pubblicato oltre una ventina di romanzi tradotti in molte lingue, saggi, racconti, biografie, raccolte di poesia, drammi, traduzioni di autori francesi, aveva sceneggiato un film di Lattuada ispirato alla sua opera più famosa, “Il mulino del Po”, dal quale era stato tratto anche un popolare sceneggiato televisivo negli anni Settanta, con Raf Vallone e Gastone Moschin, ed aveva sceneggiato anche l’altrettanto popolare sceneggiato in bianco e nero di Sandro Bolchi, “I promessi sposi”, caro a tutti i telespettatori cinquantenni come me.

    Per continuare a leggere questa recensione: http://gruppo_lettura.blog.tiscali.it/2011/03/08/%e2%80%9cil-mulino-del-po%e2%80%9d-di-riccardo-bacchelli-o-del-romanzo-storico/

    ha scritto il 

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