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Il mulino del Po

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar classici moderni, 140)

4.3
(127)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 2113 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8804420952 | Isbn-13: 9788804420958 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Comprende:
1: Dio ti salvi
2: La miseria viene in barca
3: Mondo vecchio sempre nuovo

Tre generazioni di una famiglia di mugnai fluviali sulle acque e nelle terre intorno a Ferrara, in un secolo di storia d'Italia, dalla ritirata di Napoleone in Russia alla prima guerra mondiale. Il capolavoro del grande scrittore bolognese.
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  • 4

    Eccomi giunto alla fine dell'epopea...

    Dopo tre volumi di 700 pagine l'uno, uscire da questo mondo non sará facile, i personaggi, anche se cambiati nel corso del secolo di durata della storia, mi rimarranno dentro come caratteri di un mond ...continua

    Dopo tre volumi di 700 pagine l'uno, uscire da questo mondo non sará facile, i personaggi, anche se cambiati nel corso del secolo di durata della storia, mi rimarranno dentro come caratteri di un mondo che non esiste piú ma che sa di storia, sudore e fatica.

    L'autore ci regala una storia e la storia, alternando i racconti per alleviare la fatica che spesso si incontra durante "la storia" perché oltre ad essere dettagliato e forse anche prolisso, Bacchelli trae piacere nel dilungarsi nei contenuti, senza pensare che il lettore possa essere giá sufficientemente accontentato dagli intrecci con la realtá passata.

    la "una storia" é quella di una famiglia di molinari, gente diversa dal resto del mondo contadino, gente di fiume che vive sul fiume e vive in funzione del suo lavoro, quello di macinare, ma vive anche in dipendenza dello strumento del loro mestiere, il mulino.

    Il racconto é bello ed i caratteri sono vari e ben costruiti, sempre molto precisi, sembrano quasi ripresi da persone che Bacchelli conosceva realmente, tanto sono peculiari.

    Storie positive, principalmente, ma spesso storie di sofferenza, forse la realtá di 200 anni fa era una storia di sofferenza e di poche gratificazioni.

    Comunque il giudizio non é che positivo, e chiunque avrá il coraggio di cominciare questa storia corale, sappia che ne varrá veramente la pena.

    ha scritto il 

  • 4

    Bene arrivato alla seconda metá del secondo volume, piccolo appunto il personaggio Peppino Scacerni é un personaggio molto Moraviano, statico e apatico nei sentimenti, quasi sociopatico. Un carattere ...continua

    Bene arrivato alla seconda metá del secondo volume, piccolo appunto il personaggio Peppino Scacerni é un personaggio molto Moraviano, statico e apatico nei sentimenti, quasi sociopatico. Un carattere molto ben costruito, é in pratica l'opposto del genitore, che se anche all'inizio aveva un carattere paragonabile a Peppino, poi é diventato molto empatico.
    Bravo Bacchelli!

    Eccoci a poche pagine dalla fine di questo secondo volume, diciamo che la frase piú bella é la seguente:

    [...]
    - Ohé quei mulini della Scacerni!
    -Siamo Noi! - rispose lo Slaná. - Che cosa vi bisogna - gridó fra le mani a tromba facetamente - dal figlio di mio padre?
    - Macinare, -rispose colui, -bel matto!
    Non sapeva di portar la vita colui; [...]

    Non vi immaginate quali sensazioni rende, la frase, arrivati fin qui nella storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo volume terminato, bello, i personaggi son positivi, tranne qualcuno.... e sullo sfondo il periodo più complesso dal punto di vista politico della nostra cara Italia.

    ha scritto il 

  • 5

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costr ...continua

    E' una storia straordinaria, avvincente, commovente e molto drammatica.
    Comincia nel 1812 in Russia sul fiume Vop con la ritirata delle truppe napoleoniche; Lazzaro Scacerni
    tornato a casa si fa costruire da un bravo calafato il mulino S. Michele. Quattro generazioni di Scacerni si alternano al lavoro sul mulino ancorato sulla riva ferrarese del Po. Passano più di cent'anni e la storia si conclude nel 1918 ancora su un fiume, il Piave, dove il bisnipote di Lazzaro muore durante la battaglia finale della prima guerra mondiale.

    ha scritto il 

  • 4

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è ...continua

    Unico difetto: un linguaggio antiquato e una sintassi ermetica. Se non sapessi il periodo di scrittura del romanzo (ultimi anni 30), penserei che fosse stato composto in pieno Ottocento. Il lessico è lezioso; per esempio invece del verbo litigare, viene usato "leticare", briaco invece di ubriaco, ecc..
    La sintassi è non raramente contorta, specie quando l'autore fa le sue chiose e i suoi commenti: in questi casi è necessario rileggere il periodo una seconda volta, a meno che io non mi sia rincoglionito improvvisamente.
    Dei tre volumi, il terzo è il meno riuscito sia per i difetti suddetti che per le considerazioni di carattere politico cha appesantiscono la lettura.
    Sembrerebbe questa una recensione negativa, ma in realtà il romanzo merita assolutamente di essere letto per tante cose per esempio lo scandaglio psicologico, la descrizione degli ambienti. Mentre lo si legge è nettissima la sensazione che si è di fronte a un romanzo di serie A.

    ha scritto il 

  • 5

    A chi consiglierei Il mulino del Po? Sicuramente a chi legge molto e veloce. In secondo luogo a chi s’appassiona alle lunghe saghe familiari. In terzo a chi ha amato I vicere’ e Le confessioni di un i ...continua

    A chi consiglierei Il mulino del Po? Sicuramente a chi legge molto e veloce. In secondo luogo a chi s’appassiona alle lunghe saghe familiari. In terzo a chi ha amato I vicere’ e Le confessioni di un italiano. Per me Bacchelli e’ stato una bellissima scoperta. Di seguito in sintesi la trama dei singoli volumi da seicento e passa pagine di cui si compone il romanzo. Primo: Ferrara, la campagna, Lazzaro Scarceni, il protagonista, che dalla Russia delle guerre napoleoniche torna in Italia deciso a farsi valere, il mulino costruito con il ricavato di un bottino sacrilego, una moglie sposata tardi, bella e appassionata, un figlio nato nelle circostanze peggiori (la piena del Po, doglie lunghissime), la delusione di vederlo crescere avido e molle (tanto da meritarsi il nomignolo di Coniglio mannaro). E poi i contrabbandieri, gli austriaci, il papa, le prime voci sull’Italia unita, il coraggio, la viltà, l’ignoranza. Secondo: il figlio di Lazzaro, Coniglio mannaro, convince con l’inganno la bella mugnaia Cecilia (grandissimo personaggio femminile) a sposarlo. Nascono sette figli e il primo di loro finisce male nel tentativo di riscattare il nome paterno dalla fama di vigliaccheria. Sullo sfondo l'unificazione d'Italia e la piena del Po. Terzo: dopo l’epopea e la farsa, siamo alla tragedia. Una Giulietta e un Romeo, lei mugnaia, lui contadino, il loro grande amore contrastato dalle famiglie, un tempo amiche, ora divise dall’attitudine verso lo sciopero e la lotta di classe. Forse qui i pipponi politici abbondano piu’ che nei precedenti volumi bacchelliani, ma la parte romanzesca e’ cosi avvincente che l’epilogo strazia. Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 5

    Risciacquatura nel Po

    Elevato, profondo, immenso. Questo romanzo rivela l'altezza delle più grandi opere delle letteratura che nascono solo quando uno scrittore si eleva alle cime più maestose; la profondità dell'indagine ...continua

    Elevato, profondo, immenso. Questo romanzo rivela l'altezza delle più grandi opere delle letteratura che nascono solo quando uno scrittore si eleva alle cime più maestose; la profondità dell'indagine dei sentimenti umani, in ogni loro sfumatura, senza cadere nel banale; immenso perché dalla storia di una famiglia Bacchelli racconta un secolo di storia italiana. E l'Italiano si mostra con tutti i suoi pregi e i difetti che non sono solo dei padani, degli abitanti del fiume. I suoi personaggi sono volitivi, combattivi, testardi, passionali, intelligenti, devoti, creativi, sopravvissuti.
    Le storie individuali, poi, sono cammei sull'amore e sulla vita.
    La grandezza dei personaggi principali è evidente (Lazzaro il capostipite, Cecilia, Coniglio Mannaro), ma cosa dire di quelli secondari Berta, Orbino, l'Argia, il Raguseo, solo per citarne alcuni?
    Come non parlare poi dell'uso perfetto della lingua italiana? una lingua molto più moderna di quella di Manzoni, trasmessa come modello. L'Italiano di Bacchelli è completo con sfumature incredibili che vanno dal dialetto ferrarese, al gergo del fiume, all'italiano aulico, quello caro al colto autore.
    Per me questo libro ha segnato una svolta, nel senso di un rinnovato amore per la mia Patria, la cui grandezza è troppo sovente dimenticata, i cui pregi sono nei nostri tempi bistrattati. Bacchelli ci racconta come siamo e non ci illude sulla fine. La vita va come deve e il lieto fine non è scontato e non è nemmeno atteso, questo è evidente dall'inizio del libro.
    Mi chiedo perché questo libro non sia obbligatorio nei programmi scolastici di letteratura italiana o di storia. Insegna, insegna molto e insegna bene.

    ha scritto il 

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