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Il mulino sulla Floss

By George Eliot

(660)

| Mass Market Paperback | 9788804375692

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Book Description

Cresciuti insieme e legati da un tenace affetto i due figli del mugnaio Tulliver vedono le loro strade dividersi drammaticamente quando l'impetuosa Maggie scopre che la società, e il suo stesso fratello, non le lasciano spazio per vivere e amare. Uno Continue

Cresciuti insieme e legati da un tenace affetto i due figli del mugnaio Tulliver vedono le loro strade dividersi drammaticamente quando l'impetuosa Maggie scopre che la società, e il suo stesso fratello, non le lasciano spazio per vivere e amare. Uno dei più vigorosi e sferzanti romanzi dell'epoca vittoriana, caratterizzato da una coraggiosa presa di posizione femminista di chiara matrice autobiografica.

90 Reviews

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    Lesson of the evil

    Are you lost in your lies?
    Do you tell yourself I don't realize
    Your crusade's a disguise?
    Replaced freedom with fear
    You trade money for lives
    I'm aware of what you've done

    No, no more sorrrow
    I've paid for your mistakes
    Your ...(continue)

    Lesson of the evil

    Are you lost in your lies?
    Do you tell yourself I don't realize
    Your crusade's a disguise?
    Replaced freedom with fear
    You trade money for lives
    I'm aware of what you've done

    No, no more sorrrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    I see pain, I see need
    I see liars and thieves
    Abuse power with greed
    I had hope, I believed
    But I'm beginning to think that I've been deceived
    You will pay for what you've done!

    No, no more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced!

    Thieves and hypocrites!
    Thieves and hypocrites!
    Thieves and hypocrites!

    No, no more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    No more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    Your time has come to be replaced
    Your time has come to be erased!

    Read more: Linkin Park - No More Sorrow Lyrics | MetroLyrics

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    jonnybegood said on Nov 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans , è stata una scrittrice britannica, una delle più importanti dell'epoca vittoriana. I suoi romanzi sono ambientati prevalentemente nella provincia inglese e sono famosi per il loro stile realista e la lor ...(continue)

    George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans , è stata una scrittrice britannica, una delle più importanti dell'epoca vittoriana. I suoi romanzi sono ambientati prevalentemente nella provincia inglese e sono famosi per il loro stile realista e la loro perspicacia psicologica.
    Mary Anne usa uno pseudonimo a partire dalla sua prima opera narrativa, "Scenes of Clerical Life"; a differenza di altre scrittrici a lei contemporanee o precedenti (per esempio, le sorelle Bronte), la Evans utilizza un pen-name non tanto per ragioni sociali, quanto per vezzo.
    Vera protagonista di tutto il romanzo è Maggie al quale ruotano attorno tutti gli altri personaggi: i genitori spregevoli, il fratello Tom che sarà anche l’amato, e a cui le si prostrerà devotamente, c’è Philip, l’amico sfortunato, Stephen, l’amante invasivo, e infine la deliziosa cugina Lucy.
    L’amore è a fondamento di tutto il libro, un amore torrenziale, che vince su tutto, che è maestro e direzione di destini, che scioglie da vincoli e dalle consuetudini del tempo, l’amore di Maggie per Tom.
    Maggie è una ragazza fuori dal comune, spontanea, vivace, sensibile, ma anche smossa dal caos, che la farà diventare una ragazza diversa, o meglio intraprendente per i dettami del tempo; perché amare il figlio del nemico del padre? E’ accettabile una cosa del genere, può mai essere appoggiata?
    Entrambi bambini per colpa del padre e del suo decadimento fisico dedico di involvere questa iniziale felicità, per il nulla.
    Mentre Tom sembra riprendersi da questo avvenimento, Maggie sembra un’anima senza una destinazione, sempre in eterna discussione, come se la vita per le non gli avesse riserbato niente di bello, neanche un uomo.
    Dopo svariati approcci amorosi, anche forzati, il libro si conclude con la tragedia, con la catarsi, con quella forza e speranza che oltre la morte forse il loro amore è possibile.

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    Jack said on Nov 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il modo di scrivere della Evans ha tutto quello che detesto dello stile ottocentesco: brodo allungato allo sproposito, con concetti ripetuti fino allo sfinimento, digressioni didascaliche e moraleggianti, personaggi che usano lo stesso tono solenne s ...(continue)

    Il modo di scrivere della Evans ha tutto quello che detesto dello stile ottocentesco: brodo allungato allo sproposito, con concetti ripetuti fino allo sfinimento, digressioni didascaliche e moraleggianti, personaggi che usano lo stesso tono solenne sia che si parli di corredi e biancheria sia che di drammatiche questioni.
    ...E allora, perché quattro stelle? Perché "Il mulino sulla Floss" è antiquato nello stile, ma non nel contenuto. A differenza di una brava, ma inflazionata Jane Austen, Evans/Eliot racconta una storia verosimile: una ragazza troppo povera e troppo intelligente per trovare un suo posto nel mondo, il cui spirito viene progressivamente spento dagli avvenimenti, dalle persone che la circondano e, non ultima, da lei medesima. Più attuale e crudele, se permettete, di una tipica protagonista di Jane Austen, povera ma allo stesso tempo ricca quanto basta per permettersi balli, villeggiature ed un matrimonio meraviglioso. Purtroppo un messaggio così potente viene annacquato da questo stile pomposo e questa voglia di drammatico a tutti i costi - vedi il capitolo finale, davvero esagerato - ma ciò non toglie che "Il mulino..." sia un romanzo con diverse corde al suo arco. Non è perfetto, ma è da leggere.

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    Surymae (ora su Goodreads) said on Nov 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    3 stelle e mezzo

    Un romanzo indubbiamente bello ma troppo pessimista: solo eventi tragici dall'inizio alla fine. Mille disgrazie che si abbattono sulle vite di Maggie e Tom senza mai un episodio positivo che cambi il loro destino ineluttabile.

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    Alice ◕‿◕ said on Sep 17, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    4 stelline e 1/2

    "Le donne intelligenti sono come pecore dalla coda lunga: non vengono pagate ad un prezzo maggiore per questo."

    ...Così la pensa il signor Tulliver, proprietario del mulino di Dorlcote, sulle rive del fiume Floss, a St. Ogg's, quando s ...(continue)

    "Le donne intelligenti sono come pecore dalla coda lunga: non vengono pagate ad un prezzo maggiore per questo."

    ...Così la pensa il signor Tulliver, proprietario del mulino di Dorlcote, sulle rive del fiume Floss, a St. Ogg's, quando si tratta della figlioletta Maggie: una bambina di nove anni, vivace, intelligente e dotata di una sensibilità fuori dal comune; una bimba curiosa, che ama leggere, fantasticare, ed abbandonarsi alla più fervida immaginazione.
    Maggie non è una bambina come le altre, e questo non solo per le sue particolari doti intellettuali e per il suo carattere impulsivo (che le procura non pochi guai!), ma anche perché, a differenza della cuginetta Lucy (emblema di perfezione vittoriana), ha la carnagione scura, grandi occhi nerissimi, ed una folta chioma corvina che rifiuta di arricciarsi... Una diversità che la madre, e le sdegnose sorelle di lei, non riescono proprio a perdonarle! A dispetto delle critiche, però, Maggie trova conforto nell'affettuosa protezione del padre (che malgrado le proprie considerazioni è sinceramente orgoglioso di lei) e, specialmente, nello sconfinato amore per Tom, il fratello maggiore: il suo idolo, l'eroe della sua vita e l'unico che, coi suoi rimproveri, riesca a ferirla profondamente. Tom vuole bene alla sorellina, ma ha un carattere duro, severo ed intransigente, e quando lei sbaglia, non si pone alcuno scrupolo nel punirla duramente. Sono questi i primi dolori di Maggie, le prime ferite ch'ella deve affrontare quando, ancora troppo piccola per razionalizzare la sofferenza, non trova altro modo di sfogarsi che chiudersi in soffitta e maltrattare una vecchia bambola di legno.
    Le pene di Maggie, le sue inquietudini, la rabbia e i piccoli grandi drammi che caratterizzano buona parte della sua vita di bambina, sono raccontati dalla Eliot con una sensibilità ed una lucidità che fanno di lei, accanto a Charles Dickens, una degli autori che meglio hanno saputo descrivere e comprendere il mondo dell'infanzia, evitando stereotipi e banalità.
    Sostenuta da un insaziabile desiderio di sapere e da un'intima coscienza della propria superiorità intellettuale, che la spinge ad imparare e a compiacersi dei propri successi, Maggie attraversa la fanciullezza piena di desideri e speranze, ma proprio quando la vita sembra offrirle ogni possibilità, ecco che il destino crudele, nelle vesti del fallimento paterno, si accanisce sulla famiglia, trascinando i Tulliver nella povertà, nel dolore e nell'umiliazione, spogliandoli non solo dei loro averi e del loro status sociale, ma soprattutto della serenità. Privato dell'amatissimo mulino dallo scaltro avvocato Wakem, contro cui aveva intentato una causa, Tulliver nutrirà per lui un odio malsano, che trasmetterà, con intensità forse addirittura maggiore, al giovane Tom.
    Maggie si affaccia quindi alla prima giovinezza, già provata da sofferenze più grandi di lei. L'immaginazione che l'aveva confortata non le basta più e così cerca un appiglio nella fede, ma, inesperta e priva di una guida, crederà che l'unica via per la pace sia quella di votarsi ad una vita di sole rinunce e sacrifici.
    Animata da un costante bisogno d'amare e di essere amata (quell' "insaziabile fame del cuore" così ben descritta dall'autrice), ella finirà per legarsi a Philip Wakem, un ragazzo storpio che l'adora e la venera sopra ogni cosa, ma che, sfortunatamente, è proprio il figlio di quello stesso avvocato responsabile delle disgrazie di famiglia. Maggie, lottando contro la sua coscienza, è quindi costretta alla clandestinità, e quando il suo segreto verrà scoperto, ripiomberà nell'ostinata ed innaturale rassegnazione a cui si era precedentemente aggrappata.
    Ma, come giustamente dirà il buon Philip: "La gioia e la pace non sono rassegnazione: rassegnazione è l'accettare volontariamente una pena che non si allevia. L'insensibilità non è rassegnazione, ed è insensibilità il rimanere nell'ignoranza, il bloccare tutte le strade per cui la vita dei vostri simili può giungere a vostra conoscenza (...) Non è che codardia cercare la salvezza in una negazione. Nessun carattere diventa forte in questa maniera. Un giorno voi sarete buttata nel mondo, e allora tutte quelle ragionevoli soddisfazioni dell'istinto che ora vi rifiutate, v'assaliranno come un appetito selvaggio".
    ... e quelle ragionevoli soddisfazioni dell'istinto, ahimè, prenderanno le forme di un uomo: Stephen Guest, giovane ed affascinante rampollo della famiglia più importante di St. Ogg's, nonché pretendente e "quasi-fidanzato" di Lucy, l'amatissima cugina di Maggie.
    Le pagine in cui George Eliot racconta il nascente sentimento di Maggie e Stephen, sono tra le più belle della letteratura: gli sguardi rubati, i silenzi, la paura di trovarsi assieme e, contemporaneamente, la brama di essere l'uno accanto all'altra... Un'attrazione irresistibile ed una tensione palpabile, che l'autrice descrive meravigliosamente senza scivolare mai nel sentimentalismo o nella stucchevolezza.
    L'amore autentico, il trasporto e la passione, forze violente e ricche di fascino, che Maggie non solo aveva bandito da sè, ma che neppure immaginava, divoreranno l'animo della ragazza; e lei, disperatamente combattuta tra l'amore per Stephen e la fedeltà verso i propri cari, dovrà fare la scelta più difficile: quella tra sè stessa e gli altri.

    Il Mulino sulla Floss è un'opera molto complessa in cui si intrecciano romanzo di formazione, storia familiare, amore (inteso in senso lato) e, soprattutto, uno sferzante atto di denuncia contro il perbenismo, la superficialità, e l'ipocrisia di una società che si professa cristiana ma che, all'atto pratico, rinnega quei princìpi che tanto ostenta, ergendosi a giudice implacabile e condannando il prossimo senza pietà né onestà.
    Il Mulino sulla Floss è letto da molti come un romanzo femminista, e sicuramente in parte lo è: è femminista in quanto si focalizza sulla condizione della donna; non della tipica donna vittoriana, angelica, sottomessa, fragile e asessuata, impersonata da Lucy Deane, (ideale che non è altro che un prodotto della società maschilista); bensì della donna vera: quella dotata di volontà, conscia del proprio valore, amante dell'indipendenza, capace di provare passioni e desideri. Maggie incarna esattamente questa tipologia femminile. Nella media borghesia di campagna, però, non c'è spazio per una donna come lei, e così tutte le qualità che fanno di Maggie una persona speciale, vengono vissute da lei stessa come colpe, come un qualcosa di troppo grande che genera aspirazioni e che, quindi, la spingerebbe a volere più di quel che ha; qualità a cui, pertanto, è doveroso rinunciare. Maggie si auto condanna ad un arido ascetismo, credendo di trovarvi sollievo, ma come le dirà Philip, il suo è solo un vano tentativo di ridursi all'insensibilità alienandosi tutto ciò che di piacevole vi è in questo mondo.

    La prima parte del romanzo risulta un po' lenta (appesantita specialmente dalla pessima traduzione Mondadori di oltre sessant'anni fa), mentre nella seconda metà il ritmo si fa più incalzante e anche la trama diviene più avvincente.
    Il Mulino sulla Floss, comunque, deve gran parte della sua bellezza soprattutto ai suoi meravigliosi personaggi, caratterizzati meticolosamente, e splendidamente approfonditi sotto il profilo psicologico.
    Al di là della stupenda protagonista, ho apprezzato moltissimo Philip Wakem: esempio di rara sensibilità, amore incondizionato, abnegazione ed autentica signorilità; un personaggio che, pur nella sua bontà, sfugge agli stereotipi, delineandosi non come un emblema di mitezza e perfezione, ma come un ragazzo con le sue proprie debolezze, gelosie, rancori... Difetti che egli riconosce e che, con fatica e dedizione, riesce a combattere e superare. Philip, a dispetto della propria fragilità fisica, possiede una grande forza interiore e, tra tutti, si dimostra colui che vede più chiaramente nel cuore del prossimo. Dopo decine e decine di romanzi vittoriani imperniati sulla sentimentale e, a tratti, sdolcinata, devozione dei figli verso i genitori, mi è piaciuto moltissimo l'atteggiamento di Philip che, nonostante la riconoscenza nei confronti del padre, non si sente affatto in debito verso di lui e non è disposto a rinunciare al proprio diritto di essere felice per compiacere gli egoistici desideri paterni.
    Bello anche il personaggio di Stephen: non il classico dongiovanni pronto a correre dietro alla prima bella ragazza, bensì un giovane forse un po'frivolo e impulsivo, ma con un grande cuore e, soprattutto, una coscienza. In Stephen la passione assume, di tanto in tanto, il volto dell'egoismo, ma anche i vari errori che egli compie, sono in realtà dettati dall'amore più sincero.
    Ne Il Mulino sulla Floss non vi sono "cattivi" veri e propri, anzi, paradossalmente, il vero male e la vera cattiveria, provengono proprio da coloro che mostrano la più perfetta integrità e il più completo senso del decoro e dell'onore, come Tom: un ragazzo fondamentalmente buono, ma accecato dai suoi rigorosi princìpi che, in lui, si rivelano perfino più forti dell'amore.
    Divertentissimi i personaggi degli zii, le cui conversazioni, sebbene si protraggano spesso per parecchie pagine, non appesantiscono il romanzo, anzi lo impreziosiscono aggiungendo un piacevole tocco di umorismo.

    Un ultimo aspetto che non si può tralasciare quando si parla de Il Mulino sulla Floss, è l'elemento autobiografico: Mary Anne Evans, infatti, sperimentò sulla propria pelle ciò che vuol dire essere una bambina diversa, e vide deteriorarsi il proprio legame col fratello, proprio perché, a dispetto della società, scelse di vivere la propria storia d'amore con G.H. Lewes, celebre scrittore e critico inglese, che non potè mai sposarla in quanto già legato ad una donna che aveva avuto figli da diverse relazioni extra-coniugali (figli che lui non aveva disconosciuto, perdendo quindi la facoltà di divorziare da lei).
    A Mary Anne, tuttavia, andò meglio che alla sua Maggie: la sua posizione illegittima, infatti, non le impedì (caso quasi eccezionale) di essere ricevuta ufficialmente dalla Regina Vittoria che, insieme alle sue figlie, era un'appassionata lettrice dei romanzi di George Eliot. Anche la società finì con l'accettarla, condannandone invece la scelta, ch'ella fece anni dopo la morte di Lewes, di sposarsi regolarmente con un uomo di vent'anni più giovane.
    Proprio la società e la sua ipocrisia sono il bersaglio contro cui si scaglia la Eliot ne Il Mulino sulla Floss: per la società Maggie merita una condanna, non per aver tradito i propri cari, ma per non aver regolarizzato la propria posizione agli occhi della Società. Maggie rifiuta il compromesso che salverebbe la sua reputazione, e lo fa perché quel compromesso sarebbe contrario ai suoi princìpi; rifiuta di allontanarsi da St. Ogg's perché sa di non aver commesso il male, e pretende di camminare a testa alta perché riconosce come false le accuse che le vengono mosse. Maggie rinuncia a sè stessa in nome della propria coscienza: per anni ha sofferto senza che altri si dessero pena per lei, ma non infliggerà al prossimo quella stessa sofferenza che ha sperimentato sulla propria pelle. Per Maggie non vi può essere alcuna felicità che sia costruita sulle sofferenze altrui: ogni gioia sarebbe avvelenata perché resa possibile da un male perpetrato ad altri.
    L'elevato senso morale di Maggie, la sua generosità e la sua onestà, vengono fraintesi, rifiutati e messi in dubbio da coloro che, come dice la scrittrice, non sarebbero neppure in grado di porsi simili dubbi morali, e che, pertanto, non giudicano che in base a stereotipi.
    Per Maggie non c'è un lieto fine: non potrebbe essercene, perché il momento in cui ella prende la decisione definitiva, corrisponde non alla rinuncia all'amore, bensì alla rinuncia alla vita in tutti i suoi aspetti; e questa rinuncia le è imposta dalla società, quella stessa società che condanna senza appello la condotta della donna e che, nello stesso tempo, giustifica tranquillamente i peccatucci maschili; e le è imposta dal moralismo delle persone che riconoscono in lei una colpa che ella non ha commesso, ma di cui, agli occhi della gente (e del suo stesso fratello) deve essersi necessariamente macchiata.

    Il Mulino sulla Floss è un romanzo corposo, ricco di digressioni e lunghe riflessioni dell'autrice, che in alcuni frangenti possono risulatare forse un po'faticose, eppure si legge con piacere, senza esserne mai annoiati.
    Sono passati centocinquant'anni dalla pubblicazione di questo romanzo, eppure, le osservazioni della Eliot, le tematiche che tratta e le problematiche su cui pone l'accento, sono ancora tristemente attuali, a dimostrazione del fatto che, nonostante i passi avanti fatti dalla nostra società, abbiamo ancora tanto su cui lavorare...
    "I giudizi morali sono destinati a restar falsi e vuoti, ove non siano controllati e illuminati da un continuo riferimento alle speciali circostanze che caratterizzano il destino individuale" dice George Eliot, e sarebbe bene se tutti, ogni giorno, provassimo a ricordarcene.

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    Camelia said on Jul 1, 2013 | Add your feedback

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    Uno spaccato della vita in famiglia nell'inghilterra del sette-ottocento, dal punto di vista femminile

    Sono sempre stato un amante dei romanzi di genere sette-ottocentesco, come ad esempio quelli di Jane Austen; questo forse perchè ho una mia idea personale di "belle epoque" che punta dritta a quel periodo, insomma è quello che mi sono scelto come mom ...(continue)

    Sono sempre stato un amante dei romanzi di genere sette-ottocentesco, come ad esempio quelli di Jane Austen; questo forse perchè ho una mia idea personale di "belle epoque" che punta dritta a quel periodo, insomma è quello che mi sono scelto come momento ideale nella storia dove sarebbe bello vivere e incontrare persone(per chi vuol capire meglio a cosa alludo, consiglio il film "Midnight in Paris" di Woody Allen dove sono sviluppati questi concetti).
    Questa storia, che prende l'avvio in un modo un po' lento, vede dispiegarsi la vita della protagonista, Maggie Tulliver, attraverso le fasi della sua crescita; dapprima bambina, spensierata e giocosa, e poi ragazzina e poi ragazza e donna (giovane). Il tutto mentre, pian piano, nella sua vita si affacciano le complessità della vita, i rigori etico-morali della società dell'epoca, che rendono difficile a una giovane donna prendere direzioni e costruire relazioni e amori.
    Maggie è sempre alle prese con litigi e incomprensioni coi famigliari, primo tra tutti lo scorbutico quanto amatissimo fratello Tom.
    L'autrice (che all'epoca si presentava come uomo, collo pseudonimo di George Eliot) riesce a mescolare in un modo che ho trovato gradevole elementi di storia e narrazione con la descrizione di scenari e situazioni: la vita di tutti giorni viene alternata alla contemplazione del paesaggio, che assume ogni tanto anche i tratti di una visione mistica. Considero buona (o abbastanza buona) l'introspezione dell'interiorità dei personaggi (anche se immagino che esistano opere molto più incisive e profonde di questa).
    Dicevo prima che la narrazione parte un po' lentamente. Addentrandosi nella lettura l'interesse del lettore viene però catturato man mano che la protagonista prende consapevolezza dei suoi desideri e, ahimè, della sua condizione per certi versi molto problematica. Insomma, si inizia a leggere piano, ma poi il consumo di pagine diventa progressivamente più spedito, come in molti buoni romanzi che ti "sanno prendere".
    Direi quindi che, per chi ama visitare quest'epoca attraverso i romanzi, siamo di fronte a un buon lavoro che tocca anche i sentimenti e l'intelletto, tenendo conto che costituiva, per l'epoca in cui è stato pubblicato la prima volta, una riflessione sulla condizione della donna nella società occidentale, un precursore del genere di letteratura dedicato ai pensieri del femminismo.

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    Crillion said on Jan 25, 2013 | Add your feedback

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