Il muro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar 73)

4.2
(1926)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Finlandese , Svedese , Spagnolo , Galego , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000033774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Paolo Caruso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
I famosi cinque racconti de "Il muro".
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  • 4

    la terribile casualità

    Cinque racconti molto efficaci con grande stile. In tutti traspare un'inquietudine esistenziale di fondo, un pessimismo cinico nel raccontare le vite dei personaggi che riescono sempre a fare la cosa ...continua

    Cinque racconti molto efficaci con grande stile. In tutti traspare un'inquietudine esistenziale di fondo, un pessimismo cinico nel raccontare le vite dei personaggi che riescono sempre a fare la cosa sbagliata, ma se la cavano, perchè il mondo è fatto così, terribilmente a caso. Molto consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo trattatello esistenzialista

    La recente lettura de Al caffè degli esistenzialisti mi ha fatto venir voglia di riprendere alcuni testi della mia giovinezza, primi tra tutti quelli “narrativi” di Sartre, un autore sul quale posso b ...continua

    La recente lettura de Al caffè degli esistenzialisti mi ha fatto venir voglia di riprendere alcuni testi della mia giovinezza, primi tra tutti quelli “narrativi” di Sartre, un autore sul quale posso ben affermare di essermi formato. E quale inizio migliore se non Il muro che – guarda caso – fu proprio il primo, quello con cui iniziai, tanti anni fa, il mio percorso con gli esistenzialisti. Con una differenza, però, di supporto: allora fu un libro cartaceo, credo proprio una delle prime edizioni, rinvenuta nella biblioteca di casa; oggi un e-book, formato cui recentemente e sporadicamente mi piego per motivi di spazio.
    Devo subito affermare che, malgrado il notevole lasso di tempo trascorso, il libro non ha perso la sua capacità di emozionarmi e posso ben immaginare la forte impressione che quelle pagine suscitarono nei contemporanei (fu pubblicato nel 1939). Oggi mi ha colpito, forte, un sentimento di angoscia che emana da ognuno dei cinque racconti che compongono il volume, a partire dal primo, che dà il titolo a tutta la raccolta, dove il muro è quello contro il quale i fascisti spagnoli dovranno fucilare, all’alba, tre repubblicani catturati. Ed è ancora un muro, quello della stanza in cui il folle Pietro vive rinchiuso, a ben rappresentare l’essenza del secondo racconto, sospeso tra sesso, morte e follia. E più in generale, si può affermare che quello che rinchiude tutti i suoi personaggi è un muro di conformismo e di indifferenza.
    Appare chiaro, anche ad un lettore poco avvertito, che una forte componente sessuale è ben presente in tutti i racconti, particolarmente negli ultimi due, ma è un sesso malsano, sporco, che non produce gioia e appagamento, ma tensione e disgusto. Così come angoscia ed alienazione producono gli oggetti, che sono soffocanti, pesanti, portatori di mistero, quasi capaci di possedere l’uomo, piuttosto che esserne posseduti (Kafka?).
    Una rete di costrizione li avviluppa tutti. Penso al giovane Lucien Fleurier, protagonista dell’ultimo racconto, Infanzia di un capo, di cui si seguono le vicende, dalla fanciullezza all’età adulta: anche qui, tutto sembra predestinato, finanche l’esperienza omosessuale e l’approdo al fascismo e all’antisemitismo, gli esiti cui giungerà per essere un “vero capo”.
    Nessuno è libero, nessuno è capace di un vero riscatto, nessuno riesce a sottrarsi a quell’ “orrore di esistere” che, per Sartre, riguardava tutti i viventi.
    Rileggendolo adesso, capisco quando profondamente questo libro influenzò il giovane quindicenne che ero allora, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di un senso e la pratica di un pensiero (forse non tenacemente perseguito) secondo cui si è soltanto ciò che si vuole essere e per cui si opera concretamente.
    Un libro ancora attuale e “utile”, a mio giudizio, soprattutto in un’epoca quale quella attuale in cui si sbandiera ad ogni piè sospinto la morte dell’ideologia, quando Sartre dalle ideologie (almeno in questa fase di costruzione del suo pensiero filosofico) si teneva accuratamente lontano. Torna attuale l’invito a costruirsi un proprio modo di vivere (e ritorna il concetto di libertà). Come si definisce l’uomo rispetto agli altri nell’epoca dei social?

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è sconcertante!

    Le diverse storie sono tutte un pò angoscianti e soprattutto le prime due hanno finali inaspettati e assurdi. In ogni racconto i protagonisti soffrono molto. Mi fa pensare a quante persone stanno male ...continua

    Le diverse storie sono tutte un pò angoscianti e soprattutto le prime due hanno finali inaspettati e assurdi. In ogni racconto i protagonisti soffrono molto. Mi fa pensare a quante persone stanno male dentro, interiormente, anche se magari non si manifesta e sembra che tutto proceda così normalmente.
    Ogni storia porta ad un percorso diverso, a volte determinato dalla casualità, come il condannato a morte che non poteva certo immaginare la decisione del compagno di cambiare nascondiglio e andare al cimitero!

    Studentessa di classe V NLA, a. s. 2016_2017

    ha scritto il 

  • 3

    Il muro: emblema della presa di coscienza dell’insensatezza e inconsistenza della vita. Nichilista e assurdo. Esistenziale. Oltre al lato filosofico devo dire che ho trovato lo scritto in sé per sé mo ...continua

    Il muro: emblema della presa di coscienza dell’insensatezza e inconsistenza della vita. Nichilista e assurdo. Esistenziale. Oltre al lato filosofico devo dire che ho trovato lo scritto in sé per sé molto potente, leggendolo tutto di un fiato pare di essere travolti ed abbattuti dalle stesse fatali riflessioni del protagonista. Ci si sente addosso il fiato della morte che il protagonista vede avvicinarsi pagina dopo pagina.

    La camera: Surreale, anticonvenzionale. Pone un punto di vista della malattia mentale decisamente moderno. Estraniante perché si arriva a fine racconto non riuscendo più a rintracciare dove sta la “sanità” tra i personaggi.

    Erostato: Interessante racconto. Amaro e con delle verità, ma il più debole della raccolta.

    Intimità: Da lodare per il tema anticonvenzionale all’epoca della scrittura. Molto valido dal punto di vista storico, meno interessante se lo si legge al giorno d’oggi.

    Infanzia di un capo: lo scritto che mi ha coinvolto e convinto di più. Qui filosofia, esistenzialismo si mescolano all’esperienza umana. Sartre traccia delle macro tappe nelle sviluppo del protagonista in cui, seppur semplificativamente, ci si può riconoscere ogni lettore. E’ l’individuo che si confronta con la vacuità dell’esistenza e prova a darsi un posto al mondo nei principali modi che l’essere umano ha. E infine come egli lo trova, fa riflettere su quale possa essere l’origine del male nel mondo.

    ha scritto il 

  • 0

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ...continua

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ameremmo"

    ha scritto il 

  • 1

    Per citare lo stesso autore: una nausea

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimast ...continua

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimasto nulla, se non irritazione per tanta pretenziositá. Forse l'autore credeva di toccare corde profonde dell'animo umano semplicemente inscenando situazioni angosciose e cruciali, come per il condannato a morte nel racconto Il muro? Non basta se ci passa sopra col suo bidimensionale e sterile stile realista senza andare un po' più sotto la superficie. I racconti vorrebbero forse scioccare il lettore per i temi trattati? Ciò era forse possibile nel lontano 39, data di pubblicazione, quando la letteratura era ancora oberata dalla censura e dalla bigotta morale coeva. Il fatto che mi sia annoiato al punto da non concluderlo dopo averlo letto la lunga e sublime opera di Mann - che pure mette il lettore a dura prova - la dice lunga.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è l ...continua

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è la mia superiorità sugli uomini? Nient'altro che una superiorità di posizione: io mi sono piazzato al disopra dell'umano che è in me e lo contemplo."

    da "Erostato"

    ha scritto il 

  • 5

    Le statue volanti

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, anco ...continua

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, ancora, ha la capacità di lasciare un segno indelebile, potente quanto quello de La nausea.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino ...continua

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino (opera dell'assurdo, il vero "dominus" dell'esistenza umana), una donna che deve lasciare definitivamente il marito per l'amante, ma che non riesce a dare un taglio netto alla situazione, un potenziale omicida seriale, odiatore della società, che deve decidersi a mettere in atto il suo piano criminoso, un giovane rampollo di famiglia benestante che, passando attraverso esperienze contraddittorie e frustranti, alla fine arriva a capire che ciò che lui vuole essere nella vita. Sartre non delude, consegnando al lettore una galleria di personaggi tipici del Novecento, il secolo dell'incertezza, che rimangono impressi nella memoria grazie a un'introspezione di eccezionale acume e profondità.

    ha scritto il 

  • 0

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si ...continua

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si spogliava, la sera, con piccoli gesti rituali, era come un olocausto."

    ha scritto il 

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