Il muro

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar 73)

4.2
(1875)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Finlandese , Svedese , Spagnolo , Galego , Olandese , Tedesco

Isbn-10: A000033774 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Prefazione: Paolo Caruso

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Il muro?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
I famosi cinque racconti de "Il muro".
Ordina per
  • 0

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ...continua

    "bisognerebbe che si potesse amare tutto d'una persona, l'esofago e il fegato e gl'intestini. forse non li amiamo per mancanza d'abitudine, se li vedessimo come si vedono le mani e le braccia forse li ameremmo"

    ha scritto il 

  • 1

    Per citare lo stesso autore: una nausea

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimast ...continua

    Non so se perché lo abbia letto dopo aver concluso "La Montagna Incantata" di Mann, ma non sono riuscito ad arrivare in fondo a questa raccolta di scipiti racconti. Delle vicende lette non mi è rimasto nulla, se non irritazione per tanta pretenziositá. Forse l'autore credeva di toccare corde profonde dell'animo umano semplicemente inscenando situazioni angosciose e cruciali, come per il condannato a morte nel racconto Il muro? Non basta se ci passa sopra col suo bidimensionale e sterile stile realista senza andare un po' più sotto la superficie. I racconti vorrebbero forse scioccare il lettore per i temi trattati? Ciò era forse possibile nel lontano 39, data di pubblicazione, quando la letteratura era ancora oberata dalla censura e dalla bigotta morale coeva. Il fatto che mi sia annoiato al punto da non concluderlo dopo averlo letto la lunga e sublime opera di Mann - che pure mette il lettore a dura prova - la dice lunga.

    ha scritto il 

  • 4

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è l ...continua

    "Sul balcone d'un sesto piano: è qui che avrei dovuto passare tutta la vita. Bisogna puntellare le superiorità morali mediante simboli materiali, se no quelle si afflosciano. Ora, di preciso, qual è la mia superiorità sugli uomini? Nient'altro che una superiorità di posizione: io mi sono piazzato al disopra dell'umano che è in me e lo contemplo."

    da "Erostato"

    ha scritto il 

  • 5

    Le statue volanti

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, anco ...continua

    Trovo eccezionale il modo in cui ciascun racconto si sviluppa, soprattutto "Infanzia di un capo" che lascia trascorrere gli anni con transizioni di una leggerezza incredibile. E ciascun racconto, ancora, ha la capacità di lasciare un segno indelebile, potente quanto quello de La nausea.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino ...continua

    Racconti di modi diversi di affrontare nodi cruciali della vita: un anarchico che nella Guerra di Spagna affronta con coraggio il plotone d'esecuzione franchista, salvo poi la beffa finale del destino (opera dell'assurdo, il vero "dominus" dell'esistenza umana), una donna che deve lasciare definitivamente il marito per l'amante, ma che non riesce a dare un taglio netto alla situazione, un potenziale omicida seriale, odiatore della società, che deve decidersi a mettere in atto il suo piano criminoso, un giovane rampollo di famiglia benestante che, passando attraverso esperienze contraddittorie e frustranti, alla fine arriva a capire che ciò che lui vuole essere nella vita. Sartre non delude, consegnando al lettore una galleria di personaggi tipici del Novecento, il secolo dell'incertezza, che rimangono impressi nella memoria grazie a un'introspezione di eccezionale acume e profondità.

    ha scritto il 

  • 0

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si ...continua

    "(voleva continuamente andare a letto con lui, era seccante, le loro carni confuse sprigionavano nel calore torrido di quel principio di primavera un odore d'arrosto un po' attaccato)"
    "Quando lei si spogliava, la sera, con piccoli gesti rituali, era come un olocausto."

    ha scritto il 

  • 0

    "Il libro in cui Sartre rivela l'uomo in tutta la nudità dei suoi artifici"

    Penso che la descrizione presente sulla copertina della mia edizione sintetizzi perfettamente l'intento dell'autore francese che ne "Il muro", più che in ogni altra sua opera, mostra l'intimità dei pe ...continua

    Penso che la descrizione presente sulla copertina della mia edizione sintetizzi perfettamente l'intento dell'autore francese che ne "Il muro", più che in ogni altra sua opera, mostra l'intimità dei pensieri più reconditi dell'uomo, tra il disturbo e il disagio.
    Sartre genera le stesse sensazioni della sua precedente opera, di cui prende il nome: la nausea.
    Infatti, il modo in cui riesce a scavare, a sviscerare l'essenza umana, avviene con disarmante naturalezza, indiscretamente, anche per il lettore, che può rimaner turbato dalla violazione di una intimità dell'Io che non si pensava potesse esser estrapolata.
    Sartre è conciso, diretto, esplicito. Non si perde in ciance. Evidenzia le convenzionalità, i limiti - muri invisibili imposti dalla società e da altri -, e ci si sente soffocare: situazioni squallide e denigranti per chi le affronta; persone assoggettate e sottomesse, condannate al proprio destino o chi ha scelto tristemente il proprio.
    Una lettura dunque impegnativa emotivamente e anche fisicamente. E ognivolta, ne esco distrutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Casi eclatanti di borghesia clinica francese (il più equilibrato è l’anarchico spagnolo che riesce a non farsela sotto).

    Sartre non l’avevo mai letto. Se in giro si dice che il tuo romanzo più bello si chiama “La nausea” e tratta dell’esistenzialismo, poi non ti stupire se faccio a meno di te. Hai rifiutato il Nobel del ...continua

    Sartre non l’avevo mai letto. Se in giro si dice che il tuo romanzo più bello si chiama “La nausea” e tratta dell’esistenzialismo, poi non ti stupire se faccio a meno di te. Hai rifiutato il Nobel della letteratura, i miei omaggi, ti sei lasciato un po’ prendere la mano dall’ideologia comunista, capita, e sarebbe potuta finira qua.

    Aldo Busi in “Vacche amiche” però scrive che “Il muro” e “Le parole” sono due capolavori. Allora io vado nella biblioteca civica vicino casa (fin quando si tratta di autori morti c’è qualche possibilità che ne abbiano qualche copia) e chiedo e “Il muro” ce l’hanno, e chiedo “Le parole” che doveva esserci ma non si trova, perciò presi “Gatto e topo” di Grass. Se “Le parole” l’hanno rubato alla biblioteca è un buon segno.

    “Il muro” è una edizione degli Anni Sessanta, muffe della carta a picchiettarlo in tutte le pagine, come confezione rende bene l’idea della malattia-nervosa che placca la psiche ai personaggi dei cinque racconti, separati dalla normalità e per questo meglio indicati a farla risaltare, per contrasto.

    Il primo racconto, dell’anarchico spagnolo, è scritto con una facile felicità che definirei quasi americana più che francese, ma è quando leggo in ‘La camera’ il passaggio “La luce era invecchiata, tendeva al grigio: si era appesantita, come l’acqua in un vaso di fiori, quando non è stata cambiata da due giorni” che la contentezza per aver scelto di leggere questi racconti si manifesta.

    Sono i racconti di un borghese che per criticare i borghesi li deve esasperare, se uno è in vena di trovare pecche nell’opera potrebbe accontentarsi di questa. Ci voleva un anarchico per sopportare, come l’ha sopportata lui, la notte in carcere prima della condanna a morte, per le altre quattro storie (della morbosità sessuale verso un esaurito totale, della mania di persecuzione e di onnipotenza, dell’inappetenza del desiderio, di una formazione al comando) però sarebbe stati più ‘estranianti’ dei personaggi meno estremizzati, quindi meno letterari. La normalità è una condizione eccezionale, tutti la fingono ma a voler onesti nessuno saprebbe dire cos’è o come si fa a viverne una.

    In “Intimità” c’è il biglietto più autentico che una donna potrebbe lasciare un uomo quando ne ha abbastanza, e se toccasse a me un biglietto così non potrei covare nessun rancore, nessun alibi di femminicidio, tale è la sua asciutta esattezza:

    “Le lenticchie sono sul fuoco. Sèrviti e spengi il gas. C’è del prosciutto nella ghiacciaia. Io sono stufa e taglio la corda. Addio.”

    Sartre sa fare un eloquente e affabile utilizzo dell’anticlimax, e di ogni tragedia umana sa suggerire il leggero ridicolo di cui è permeata e che porterà pure all’omicidio o alla pazzia o al fascimo al potere, non per questo è meno leggerao o meno ridicola.

    “Quando gli accadeva di pensare che non aveva la stoffa d’un capo si sentiva romantico e aveva voglia di camminare per ore sotto la luna; ma i genitori non gli davano ancora il permesso d’uscire la sera.”

    ha scritto il 

  • 4

    Le mur

    Come primo libro di Sartre ho letto "Il muro". Si è dimostrato davvero sorprendente, innazitutto è scritto con grande facilità di narrazione, i dialoghi sono pochi e gli avvenimenti, le emozioni, le p ...continua

    Come primo libro di Sartre ho letto "Il muro". Si è dimostrato davvero sorprendente, innazitutto è scritto con grande facilità di narrazione, i dialoghi sono pochi e gli avvenimenti, le emozioni, le parole e i pensieri dei vari personaggi li ritroviamo nelle descrizioni del narratore. I vari racconti sono legati tutti da un filo conduttore, ovvero, i personaggi vivono, in qualche modo, murati, circondati da limiti invalicabili, imprigionati fisicamente o mentalmente. Sartre legge la società e ne descrive le sue finzieni, anche queste parti di mura.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per