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Il nano-mondo che verrà. Verso la società nanotecnologica

Di

3.3
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Altri

Isbn-10: 8815149295 | Isbn-13: 9788815149299 | Data di pubblicazione: 

Genere: Science & Nature , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    Viaggio incoraggiante

    --- le nanotecnologie rappresentano un caso paradigmatico del modo in cui si sviluppa quell'intricato insieme di processi che siamo soliti chiamare innovazione[...]. Questo libro non propone ...continua

    --- le nanotecnologie rappresentano un caso paradigmatico del modo in cui si sviluppa quell'intricato insieme di processi che siamo soliti chiamare innovazione[...]. Questo libro non propone un'introduzione divulgativa alle nanotecnologie, né una preoccupata o entusiastica descrizione degli sconvolgimenti che ci attendono a causa del loro avvento. Si occuperà anche di tutto questo, è vero, nell'intento di mostrare, però, come le nanotecnologie stiano evolvendo insieme alla società di cui già fanno parte. Quel che intende offrire è piuttosto una prospettiva diversa da cui guardare al problema dell'innovazione in generale, pur parlando, in particolare, di nanotecnologie.

    Avevo quindici o sedici anni quando mi capitò di vedere Salto nel buio al cinema. Era la metà degli ottanta, l'impareggiabile stagione della fanta-tecno-scienza, A to Z movies che cavalcavano l'onda d'ottimismo per la promessa di indefinito progresso.

    Ho pensato subito a quel film (remake di Viaggio Allucinante, che Neresini cita di frequente nel suo testo) non appena mi sono immerso nella lettura di questo notevole saggio. L'immagine di Dennis Quaid impegnato in uno slalom improbabile fra giganteschi globuli rossi s'è appiccicata in qualche sinapsi della mia memoria, ed è tornata alla luce fra le righe di questo affascinante viaggio nella dimensione sociale della nanotecnologia.

    Questo libro merita di essere letto per i numerosi pregi che lo contraddistinguono. E' scritto con rara chiarezza, infrequente non solo fra gli autori di testi scientifici, ma anche fra i divulgatori da quattro soldi che spesso intasano riviste e contenitori pomeridiani della pattumiera televisiva. Affronta un argomento di straordinaria importanza, perché le nanotecnologie rappresentano, a mio avviso, l'unico campo nel quale il genere umano possa attendere sensibili evoluzioni in un futuro ragionevolmente vicino. Espone con grande equilibrio tematiche sulle quali il confronto e, spesso, lo scontro sono ad alta tensione. Soprattutto, è un'opera che riesce a colmare la distanza fra mondi che in genere si evitano come la peste: le discipline umanistiche e le scienze applicate. Il grande dramma della conoscenza nel nostro paese è la irrecuperabile (almeno fino ad oggi) separazione fra lo snobismo degli umanisti e la supponenza degli "scientifici". I science and tech studies, di cui questo volume fa parte, appaiono come un lodevole tentativo di colmare un gap incomprensibile e dannoso.

    Il saggio presenta con organicità ed efficacia l'argomento, disseminando fra le pagine svariati spunti di riflessione che aprono a territori anche molto diversi da quello specificamente scientifico (i riferimenti alla fantascienza nel cinema, ad esempio).

    Rimando alle note a margine per approfondimenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Futuro è già qui

    Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. È vero che si parla di nanotecnologie, con dovizia di particolari sia storici che scientifici, ma l’operazione compiuta da Federico Neresini, sociologo ...continua

    Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. È vero che si parla di nanotecnologie, con dovizia di particolari sia storici che scientifici, ma l’operazione compiuta da Federico Neresini, sociologo dell’Università di Padova, è allo stesso tempo più ampia e più utile rispetto a una pubblicazione specialistica. Più ampia perché il libro Il nano-mondo che verrà fornisce una chiave di lettura non banale di come si costruisce il futuro nella società della conoscenza. Più utile perché si tratta di uno dei pochi testi in italiano, attualmente in circolazione, in grado di disegnare una mappa chiara e accessibile ai risultati dei Science and Technology Studies. Chi non è accecato dai pregiudizi non potrà che riconoscere in questo programma di studi interdisciplinari un contributo fondamentale alla comprensione del ruolo della scienza nella società e alle influenze reciproche tra ricerca, tecnologia, politica, cultura, economia. La domanda a cui vuole rispondere il libro è: perché una determinata innovazone tecnoscientifica si impone mentre altre no e quali sono i processi che ne consentono il consolidamento? Le nanotecnologie sono un caso particolarmente interessante per mostrare la debolezza esplicativa dei modelli lineari su cui si basa tanta retorica riguardo all’ “impatto della scienza”. In realtà, l’innovazione prende forma “durante un processo all’interno del quale si mescolano conoscenza scientifiche, competenze tecniche, oggetti tecnologici, rappresentazioni sociali, coraggio imprenditoriale, disponibilità e convinzione dei suoi potenziali utlizzatori.” In altre parole, scienza e società co-evolvono per dare forma a un futuro spesso molto diverso da quanto prefigurato da aruspici di varia estrazione. Nonostante le apparenze, la scienza non è inesorabilmente “avanti” rispetto alla società e quest’ultima non è costretta a una continua e affannosa rincorsa. Questo non significa affatto negare il cambiamento e l’importanza decisiva della tecnoscienza nelle dinamiche di trasformazione sociale. Si tratta piuttosto di privilegiare una prospettiva che restituisce a tutti noi la speranza e la responsabilità di costruire il migliore dei mondi possibili. Se pur in modo quasi sempre inconsapevole, siamo così coinvolti come partecipanti attivi nel processo di costruzione del futuro socio-tecnico che quando l’innovazione si consolida la diamo per scontata, come se fosse sempre esistita. Non ce ne siamo accorti, ma nel tempo dedicato a discutere, votare, ignorare, leggere, ascoltare quanto ci veniva prefigurato del “nuovo” che ci attendeva, spaventava o entusiasmava siamo cambiati sia noi che l’ “innovazione”, fino al punto da renderla possibile e invisibile. Come conclude Neresini questo sarà anche il destino della società nanotecnologica: qualunque forma assumerà ciascuno ne sarà responsabile, ma nessuno lo sarà mai da solo.

    ha scritto il