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Il nazista & il barbiere

By Edgar Hilsenrath

(95)

| Softcover | 9788871684956

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Book Description

Ecco a voi Max Schulz: poveraccio ariano, occhi da rospo e naso a becco, figlio di padre ignoto. Il suo migliore amico: Itzig Finkelstein, biondo, occhi azzurri, ebreo, figlio di un ricco barbiere. Nel terzo Reich, Max Schulz fa carriera: SS, brigate Continue

Ecco a voi Max Schulz: poveraccio ariano, occhi da rospo e naso a becco, figlio di padre ignoto. Il suo migliore amico: Itzig Finkelstein, biondo, occhi azzurri, ebreo, figlio di un ricco barbiere. Nel terzo Reich, Max Schulz fa carriera: SS, brigate nere, specialista sterminatore in Polonia. In Polonia, nel terzo Reich, Itzig Finkelstein e famiglia vengono sterminati. A guerra finita, Max Schulz dribbla magistralmente russi e partigiani e torna a Berlino. Ricercato dal nuovo governo come criminale di guerra, decide di cambiare identità. Si fa tatuare un codice di Auschwitz sul polso, si fa circoncidere. D'ora in avanti, sarà Itzig Finkelstein, barbiere ebreo. Riceverà gli aiuti destinati alle vittime dell'olocausto, si avvicinerà al movimento sionista...
Un romanzo provocatorio, pronto a disintegrare convenzioni e tabù. Un intruglio magico di umorismo nero, grottesco, fiabe capovolte, pura poesia.

45 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Irriverente

    E' un libro originale e irriverente con una storia molto originale e ben scritta. A tratti un po' lento. Personaggio antipatico, ma ci sta...

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    pingu said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ero indecisa fra le tre e le quattro stelline, ma alla fine ho deciso di premiarlo per l'originalità con cui tratta il tema della causa ebraica. La mia perplessità sta nell'uso troppo abbondante di puntini di sospensione e punti esclamativi, che alla ...(continue)

    Ero indecisa fra le tre e le quattro stelline, ma alla fine ho deciso di premiarlo per l'originalità con cui tratta il tema della causa ebraica. La mia perplessità sta nell'uso troppo abbondante di puntini di sospensione e punti esclamativi, che alla lunga mi irritano un po', anche se capisco che l'autore abbia scelto questo stile "propagandistico" per dare al libro un taglio ben preciso.
    Il problema è che la prima metà mi ha completamente stregata, affascinata, terrorizzata, ma la seconda mi ha un po' annoiata. Eppure questo personaggio così irriverente, opportunista, menefreghista ha tutte le qualità per rendersi indimenticabile. Max Schulz, tedesco ariano dagli occhi di rospo, naso storto, basso con i capelli castani, da bambino è molto amico di Itzig Finkelstein, ebreo suo coetaneo ma biondo con gli occhi azzurri. Dopo essere diventato una SS e aver sterminato migliaia di ebrei, per Max è facile farsi passare lui stesso per ebreo, assumendo l'identità del suo vecchio amico ormai morto in un campo di concentramento. Perché secondo Max - Itzig - sono gli ebrei ad aver vinto la guerra. E così il suo opportunismo lo porta ancora una volta a seguire la corrente, arrivando persino in Israele per combattere per la causa sionista.
    I deliri di questo personaggio così assurdo e senza compromessi lasciano pietrificati. La naturalezza con cui ammette di aver semplicemente fatto quello che gli veniva spontaneo fare, senza alcun riguardo per la famiglia, l'amicizia, la pietà umana, è davvero agghiacciante. Mi ha lasciato una sensazione amara che non se ne andrà tanto presto.

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    Thais said on Sep 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Carnefici o vittime ?

    Un modo diverso di raccontare lo sterminio degli ebrei.
    Visto dalla parte di un nazista e di un ebreo, due anime opposte rinchiuse dentro la stessa persona. Un libro a volte brillante, a volte noioso, a volte inquietante, sicuramente originale. Alla ...(continue)

    Un modo diverso di raccontare lo sterminio degli ebrei.
    Visto dalla parte di un nazista e di un ebreo, due anime opposte rinchiuse dentro la stessa persona. Un libro a volte brillante, a volte noioso, a volte inquietante, sicuramente originale. Alla fine, tutti siamo un po' carnefici e un po' vittime, nel nostro piccolo.

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    Aivlis Otte said on Jan 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'ULTIMO DEGLI ULTIMI

    Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scritt ...(continue)

    Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass".
    E in effetti posso concordare, visto il bellissimo stile con cui scrive. Eppure io, in quasi dieci anni di studio della letteratura tedesca, non l'avevo mai sentito nominare! Nessun docente, sia al liceo che all'università, ha mai citato il nome di quest'autore, nemmeno di sfuggita! Già, come se la letteratura tedesca si fosse fermata a Bertolt Brecht...

    Detto questo...passiamo al libro! Come detto, lo stile é molto bello: una prosa che è pura poesia! La narrazione è fluente e coinvolgente. All'autore vanno sicuramente cinque stelline, e sicuramente mi procurerò altre sue opere, per approfondire la sua conoscenza.

    Al protagonista invece di stelline non ne darei neanche una!
    Non sono riuscita assolutamente a entrare in empatia con lui! Non sono riuscita a provare, in nessuna parte del libro, la benchè minima pietà per lui, nè a giustificare il suo comportamento!
    Indubbiamente non ha avuto un'infanzia facile, e ha subito terribili violenze, soprusi e umiliazioni che lo hanno segnato, ciononostante non riesco a considerarlo un "poveraccio" di cui avere pena.

    Quello che Max Schulz fa alla fine della guerra è, a mio parere VERGOGNOSO!
    Max Schulz è una SS, uno sterminatore, come lui stesso sottolinea per tutto il romanzo.
    Max Schulz ha compiuto crimini contro l'umanità, ha ucciso migliaia e migliaia di uomini, e sa che per questo dovrà pagare, se preso dagli Alleati.
    Max Schulz è braccato, e per sfuggire al suo destino si impossessa dell'identità del suo vecchio amico ebreo Itzig Finkelstein e si crea una nuova vita, in Israele addirittura!

    Si impossessa della vita di una persona che lui stesso ha ucciso, alle spalle oltre tutto, da VERO VIGLIACCO! E poco importa che avesse cercato di salvare Itzig dal suo destino di morte mettendolo a lavorare nella cucina del lager. Così come poco importa che la coscienza di Max Schulz a un certo punto si "ribelli" a tal punto da spingerlo a confessare la verità a un vecchio giudice: comodo farlo dopo quasi 25 anni e dopo essersi rifatto una vita!
    Altrettanto comodo cercare di mitigare la propria colpa nascondendosi dietro la patetica scusa: "ero solo un pesce piccolo / seguivo soltanto la corrente, tutti lo facevamo perché a quell'epoca era legale!"
    Non consola il fatto che Max Schulz alla fine dovrà confrontarsi con il giudizio divino: Max Schultz e molti molti altri come lui avrebbero dovuto scontare la loro colpa su questa terra!
    Questo personaggio per me merita un solo aggettivo: gretto!

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    Ste said on Jan 27, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    un delirio, come si conviene in questi casi.
    [un po’ diseguale, ma i delirii sono così].

    dice pasqualino settebellezze che l'importante è sopravvivere.
    se sei nato male, abbellisci la tua ascendenza, fingi con te stesso, cerca di vederla meglio di ...(continue)

    un delirio, come si conviene in questi casi.
    [un po’ diseguale, ma i delirii sono così].

    dice pasqualino settebellezze che l'importante è sopravvivere.
    se sei nato male, abbellisci la tua ascendenza, fingi con te stesso, cerca di vederla meglio di quello che è.
    se sei stato violentato da piccolo, puoi usare la cosa come giustificazione o per dire che non sei tutto centrato.
    se sei brutto come il culo... beh, per questo puoi fare poco. ma fai abbastanza soldi e vedrai che andrà bene lo stesso.
    cosa sai fare? sai parlare? bene. parla, allora.
    fai una scelta.
    se scegli di non essere invidioso di chi è, invece, nato bene, fortunato, bello come un ariano pur essendo ebreo, potrebbe convenirti diventare suo amico. anche imparare le tradizioni ebraiche può servire.
    e, sempre se serve, puoi uccidere il padre del tuo migliore amico, colui che ti ha accolto in casa sua, che ti ha dato un mestiere.
    puoi uccidere sua madre.
    puoi uccidere il tuo stesso amico.
    [basta che non ti guardi negli occhi].
    lascia perdere i sentimenti, pensa solo a sopravvivere.
    eventualmente, se serve, puoi anche uccidere un, diciamo, decimigliaio di persone.
    senza provare piacere, senza provare disgusto.
    lo fai e basta.
    tuttavia.
    c’è un problema.
    non lo avevi considerato, c’è.
    per quanto tu riesca a non pensare ai tuoi sentimenti, tutti i tuoi sentimenti, non solo la pietà, ma anche la rabbia, per quanto tu riesca a nasconderli bene, se anche riesci a convincerti che uccidere altro non è che un modo per spalare la neve.
    beh.
    un rimasuglio di umanità ti resterà appiccicato addosso.
    quello ti fregherà.

    [mi è quasi venuta voglia di leggere il tamburo di latta].

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    flound said on Nov 6, 2012 | 21 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (95)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Softcover 476 Pages
  • ISBN-10: 8871684958
  • ISBN-13: 9788871684956
  • Publisher: Marcos y marcos (minimarcos)
  • Publish date: 2010-01-15
  • Also available as: Others
  • In other languages: other languages Deutsche Bücher
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