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Il nipote del Negus

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 810)

4.0
(1537)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924538 | Isbn-13: 9788838924538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: CD audio , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

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Descrizione del libro
Il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, "Il nipote del Negus", prende spunto da un fatto realmente accaduto: negli anni Trenta il nipote del Negus, personaggio interessante e originale, venne a studiare nella scuola mineraria di Caltanissetta. Nell'agosto del 1929 il nipote del Negus Ailè Selassiè si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigata. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all'altezza del suo rango; questo è l'argomento dell'esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigata, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto. Con "Il nipote del Negus" - costruito in una trama fatta di missive, telegrammi, articoli e proclami, dispacci governativi, conversazioni - Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica che fa pensare al "Birraio di Preston". E lo fa con quell'intelligente e contagioso divertimento, con quella mescolanza tra storia e fantasia che i suoi lettori conoscono.
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  • 0

    Romanzo breve in forma epistolare a più voci in pieno stile camilleriano extramontalbano. Formula già adottata, per quel che ho letto io, ne La Concessione del telefono. E formula molto congeniale all’autore. Che dell’intreccio simpatico - con leggera sorpresa finale - si serve per un impietoso e ...continua

    Romanzo breve in forma epistolare a più voci in pieno stile camilleriano extramontalbano. Formula già adottata, per quel che ho letto io, ne La Concessione del telefono. E formula molto congeniale all’autore. Che dell’intreccio simpatico - con leggera sorpresa finale - si serve per un impietoso e farsesco affresco del nostrano regime dittatoriale e dei suoi ridicoli eccessi. Ascoltato in audio libro. Meglio della lettura forse, visto che il lettore d’eccezione, cioè lo stesso Camilleri (peraltro non nuovo all’esperienza), riesce a dare le giuste intonazioni ed inflessioni dialettiali regalando un perfetto ritmo narrativo. E tanti saluti fascisti. Stop.

    ha scritto il 

  • 5

    IL NIPOTE DEL NEGUS

    Come sempre Camilleri prende spunto da fatti realmente accaduti per imbastire una storia nel suo stile inconfondibile e sapiente, ricco di intelligente ironia. “ Il nipote del Negus” è ispirato al Principe Brhanè Sillassiè, nipote del Negus Ailè Selassiè, che nel 1929 venne effettivamente a studi ...continua

    Come sempre Camilleri prende spunto da fatti realmente accaduti per imbastire una storia nel suo stile inconfondibile e sapiente, ricco di intelligente ironia. “ Il nipote del Negus” è ispirato al Principe Brhanè Sillassiè, nipote del Negus Ailè Selassiè, che nel 1929 venne effettivamente a studiare a Caltanisetta presso la Regia Scuola Mineraria dove prese il diploma di perito nel 1932. Tornato in patria dopo la conclusione dei suoi studi, finì in miseria per aver dilapidato il suo patrimonio, forse a causa di un’avvenente signora francese. Incarcerato per l’attentato a Graziani in Etiopia, fu aiutato dall’amico Giovanni Curcuruto che lavorava presso l’Ispettorato Minerario dell’Impero e quando arrivarono gli inglesi ebbe modo di ricambiare il favore tentando di salvarlo dalla prigionia. Nel libro scritto da Camilleri e strutturato come “La concessione del telefono” e “La scomparsa di Patò”, con un insieme di missive ufficiali e confidenziali, documenti, articoli di giornale alternati a dialoghi e frammenti di discorsi, punta il dito sul regime fascista e sulla stupidità dei suoi gerarchi nel farsi gabbare da questo principe “negro” ma sicuramente molto più intelligente e furbo di tutti loro. Ministro degli Esteri, Questore, Prefetto, Commissario, Direttore della Scuola tutti all’erta per preparare terreno favorevole all’ospitare il giovane principe etiope e poi a cercare di mitigare i danni delle sue birbanterie, delle sue truffe, dei suoi raggiri, ma in definitiva tutti a cercare di mantenere stretta la loro poltrona che un errore, anche madornale, avrebbe potuto far facilmente saltare. Bello, giovane, dotato in ogni senso, spendaccione e “femminiere”, il principe è una macchina succhia soldi sia per le casse etiopi che per quelle siciliane. Furbissimo, trova la maniera di estorcere denaro con mille espedienti. Il Duce stesso, impegnato in azioni diplomatiche con l’Etiopia onde definire i confini della Somalia, si interessa a lui e vorrebbe che il ragazzo mandasse una lettera allo zio Negus nella quale il regime fascista fosse esaltato come fonte del vivere florido e soddisfacente degli Italiani tutti. Ma questa lettera sarà difficile da ottenere perché le pretese del principino punteranno sempre più in alto fino a lasciare un intero Paese, compreso il suo Duce, a bocca asciutta e con il portafoglio alleggerito. Divertentissimo, ironico, brillante, il racconto esplode in una grande farsa che purtroppo, come sappiamo, la Storia farà sfociare in tragedia. Massimo dei voti per il Maestro Camilleri per la stupefacente capacità di coniugare Storia e inventiva articolando in maniera egregia ogni tipo di comunicazione fino alla corale raffigurazione di una società e di un tempo che purtroppo è riuscito ad allungare certe sue corrotte propaggini di potere anche nell’era odierna.

    ha scritto il 

  • 5

    Partendo dalIa figura del principe Brhané Sillassié, nipote del Negus, che negli anni Trenta a Caltanissetta venne realmente a studiare nella scuola mineraria, il genio di Camilleri in verità si serve proprio di questo giovane scavezzacollo, tombeur de femme e un po' naif, per mettere alla berlin ...continua

    Partendo dalIa figura del principe Brhané Sillassié, nipote del Negus, che negli anni Trenta a Caltanissetta venne realmente a studiare nella scuola mineraria, il genio di Camilleri in verità si serve proprio di questo giovane scavezzacollo, tombeur de femme e un po' naif, per mettere alla berlina le dee, le ipocrisie, le usanze, la corruzione e la dabbenaggine (non a caso il principe scriverà che gli italiani - io direi piuttosto i loro capi, di ieri e di oggi - sono stupidi come asini ma si credono delle volpi) del sistema fascista. Avvincente anche la forma narrativa (già usata ne La concessione del telefono) costituita da un insieme di documenti, lettere ufficiali, epistole confidenziali, giornali attraverso cui vengono esposti i fatti e la stessa vicenda del principe, di cui non viene mai riportato direttamente il dialogo o abbozzata la psicologia: potenza del Dio Camilleri! Che rimane l'assoluto eroe del libro. Il grande demistificatore, l'accusatore storico attraverso dialoghi anche esilaranti e gustosamente in vernacolo. Mi piace ricordare: a pag. 48, a proposito del dilemma se il sabato fascista il principe debba usare la camicia nera. - "Dite un po': ha la pelle nera? - Mi dicono di sì. - Ma quanto nera? - Nera come il carbone, camerata Federale. - Allora non c'è problema. Il sabato fatelo venire a scuola a torso nudo." E, a pag. 51, una madre che vorrebbedare in sposa al principe maritare la figlia che "pari 'na negra!": - " E pirchì, iddru non è macari lui negro?"!!! Seriamente, un libro da far leggere agli anziani (come dire, i testimoni del loro tempo) e soprattutto ai più giovani.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto in un paio d'ore il divertentissimo Il nipote del Negus di Andrea Camilleri , svegliando addirittura mio fratello per le risate. E' un gioiellino, ambientato in Sicilia ai tempi del fascimo, ironico, intelligente e con simpaticissime trovate narrative. A dimostrazione che del fascismo s ...continua

    Ho letto in un paio d'ore il divertentissimo Il nipote del Negus di Andrea Camilleri , svegliando addirittura mio fratello per le risate. E' un gioiellino, ambientato in Sicilia ai tempi del fascimo, ironico, intelligente e con simpaticissime trovate narrative. A dimostrazione che del fascismo si può ben ridere. 4/5

    ha scritto il 

  • 4

    Prendi un principe etiope poco principesco, l'ottusità fascista, l'immancabile poliziotto, una sfilza di notabili e qualche popolano, impastali con sicilianità, ironia e linguaggio adeguato, aggiungi un piano del Duce... et voilà, le risate son servite!
    Cammilleri ci racconta tramite lettere conf ...continua

    Prendi un principe etiope poco principesco, l'ottusità fascista, l'immancabile poliziotto, una sfilza di notabili e qualche popolano, impastali con sicilianità, ironia e linguaggio adeguato, aggiungi un piano del Duce... et voilà, le risate son servite! Cammilleri ci racconta tramite lettere confidenziali, documenti e "frammenti di parlate" una divertentissima storia ambientata nell'Italia fascista, unico neo? Finisce subito! Consigliato, quattro stellette piene!

    ha scritto il 

  • 4

    Un Camilleri in piena forma. La storia si svolge durante il ventennio fascista e trae spunto da un fatto realmente accaduto. Descrive la stupidità umana condita con l'imperante burocrazia di quell'epoca. L'impressione è quella che ad oggi poco sia cambiato. La parlata siciliana e la forma utilizz ...continua

    Un Camilleri in piena forma. La storia si svolge durante il ventennio fascista e trae spunto da un fatto realmente accaduto. Descrive la stupidità umana condita con l'imperante burocrazia di quell'epoca. L'impressione è quella che ad oggi poco sia cambiato. La parlata siciliana e la forma utilizzata per raccontare i fatti mettono in risalto la vena comica dell'autore. Esilarante.

    ha scritto il 

  • 4

    È nata prima Ruby o il Negus?

    Ora che ci ripenso (è stata appena pubblicata la sentenza) mi ricorda moltissimo il caso di Ruby Rubacuori.
    Ma, la storia, è venuta prima in mente a Silvio o al Maestro?
    Sta a vedere che, tra un po', ci ritroviamo le panzane di Silvio edite da Sellerio.
    La povera Elvira si rivolterebbe nella tomb ...continua

    Ora che ci ripenso (è stata appena pubblicata la sentenza) mi ricorda moltissimo il caso di Ruby Rubacuori. Ma, la storia, è venuta prima in mente a Silvio o al Maestro? Sta a vedere che, tra un po', ci ritroviamo le panzane di Silvio edite da Sellerio. La povera Elvira si rivolterebbe nella tomba.

    ha scritto il 

  • 3

    Come mettere alla berlina una ostentata superiorità di razza

    Camilleri mette in scena una commedia - fascista - in cui lo stesso fascismo è commedia. Lo fa per riderne, si vede, e con lui mi sono divertito anch'io.

    ha scritto il 

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