Il nipote del Negus

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 810)

3.9
(1585)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838924538 | Isbn-13: 9788838924538 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Umorismo

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Descrizione del libro
Il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, "Il nipote del Negus", prende spunto da un fatto realmente accaduto: negli anni Trenta il nipote del Negus, personaggio interessante e originale, venne a studiare nella scuola mineraria di Caltanissetta.
Nell'agosto del 1929 il nipote del Negus Ailè Selassiè si iscrive alla Regia Scuola Mineraria di Vigata. La cosa provoca un generale scompiglio: al nipote regale deve essere riservata una accoglienza all'altezza del suo rango; questo è l'argomento dell'esilarante corrispondenza tra ministero degli Esteri, Prefetto, Questore di Montelusa, federale di Vigata, direttore della scuola, ognuno preoccupato, in realtà, di salvare il posto. Con "Il nipote del Negus" - costruito in una trama fatta di missive, telegrammi, articoli e proclami, dispacci governativi, conversazioni - Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica che fa pensare al "Birraio di Preston". E lo fa con quell'intelligente e contagioso divertimento, con quella mescolanza tra storia e fantasia che i suoi lettori conoscono.
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    Da quanto non leggevo un Camilleri? Rifletto: ma quanto è longevo il buon Andrea come scrittore? Illaziono la presenza di un ghost-writer...
    Comunque, anni che non leggevo un Camilleri! E non in un Mo ...continua

    Da quanto non leggevo un Camilleri? Rifletto: ma quanto è longevo il buon Andrea come scrittore? Illaziono la presenza di un ghost-writer...
    Comunque, anni che non leggevo un Camilleri! E non in un Montalbano qualsiasi, ché mai per me egli lo è stato, ma in questa forma strana di scrittura che mescola sapientemente Storia, fantasia, verosimiglianza, invenzione e Ironia. Già, l'ironia e il senso del ridicolo che, come afferma l'autore stesso alla fine del libro permeavano 'il clima di autentica stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segnò purtroppo un'epoca'.
    L'epoca è quella che vergognosamente rimarrà appiccicata dalla Storia a noi italiani, (!), quando ci ostiniamo a considerarci popolo e popolo, dicono in tanti, non siamo. Mi viene da scrivere un altro 'comunque'! Se ci fossimo presi meno sul serio a quell'epoca, libri siffatti non sarebbero nati da penne felici...con mio grande rammarico perchè davvero in alcuni momenti di questa lettura ho riso e di gusto! Alla Camilleri, insomma, con la sigaretta tra le dita e quello sguardo chiaro dietro spesse lenti, quasi una smorfia tra l'ironico e il sardonico, di chi conosce il trucco, di chi se lo terrà per sè...ed è questa la parte più divertente.

    ha scritto il 

  • 4

    Parodia del fascismo, parodia che lo rende ridicolo con leggerezza e arguzia, mostrando tutto il tipico squallore dell'italiano medio, che allora come ora cerca solo raccomandazioni ed appoggi (sembra ...continua

    Parodia del fascismo, parodia che lo rende ridicolo con leggerezza e arguzia, mostrando tutto il tipico squallore dell'italiano medio, che allora come ora cerca solo raccomandazioni ed appoggi (sembra siamo solo capaci di questo). Finale geniale dove in un colpo solo si capiscono le vere cause della guerra italiana all'etiopia. Camilleri, insieme alla pizza e alla nutella, è una delle poche certezza di questa vita.

    ha scritto il 

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    Incipit

    Pippì, allura ’stu bissino arriva o non arriva?
    – Pare che arriva.
    – Vero è che camina scàvuso?

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/n/il-nipote-del-negus-andrea-camilleri/ ...continua

    Pippì, allura ’stu bissino arriva o non arriva?
    – Pare che arriva.
    – Vero è che camina scàvuso?

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/n/il-nipote-del-negus-andrea-camilleri/

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi sono mai cimentato nella lettura di Camilleri. Devo considerarmi un perfetto idiota.
    Questo romanzo è veramente un capolavoro. Le pennellate che ci mostrano la cultura degli anni a cavallo fra ...continua

    Non mi sono mai cimentato nella lettura di Camilleri. Devo considerarmi un perfetto idiota.
    Questo romanzo è veramente un capolavoro. Le pennellate che ci mostrano la cultura degli anni a cavallo fra il 20 e il 30 sono perfette. L'audiolibro, che ho ascoltato, è qualcosa di stupefacente. La lettura dell'autore stesso è calzante e modellata ai singoli personaggi. Bellissimo
    Bellissimo

    ha scritto il 

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    Romanzo breve in forma epistolare a più voci in pieno stile camilleriano extramontalbano. Formula già adottata, per quel che ho letto io, ne La Concessione del telefono. E formula molto congeniale all ...continua

    Romanzo breve in forma epistolare a più voci in pieno stile camilleriano extramontalbano. Formula già adottata, per quel che ho letto io, ne La Concessione del telefono. E formula molto congeniale all’autore. Che dell’intreccio simpatico - con leggera sorpresa finale - si serve per un impietoso e farsesco affresco del nostrano regime dittatoriale e dei suoi ridicoli eccessi.
    Ascoltato in audio libro. Meglio della lettura forse, visto che il lettore d’eccezione, cioè lo stesso Camilleri (peraltro non nuovo all’esperienza), riesce a dare le giuste intonazioni ed inflessioni dialettiali regalando un perfetto ritmo narrativo.
    E tanti saluti fascisti. Stop.

    ha scritto il 

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    IL NIPOTE DEL NEGUS

    Come sempre Camilleri prende spunto da fatti realmente accaduti per imbastire una storia nel suo stile inconfondibile e sapiente, ricco di intelligente ironia. “ Il nipote del Negus” è ispirato al Pri ...continua

    Come sempre Camilleri prende spunto da fatti realmente accaduti per imbastire una storia nel suo stile inconfondibile e sapiente, ricco di intelligente ironia. “ Il nipote del Negus” è ispirato al Principe Brhanè Sillassiè, nipote del Negus Ailè Selassiè, che nel 1929 venne effettivamente a studiare a Caltanisetta presso la Regia Scuola Mineraria dove prese il diploma di perito nel 1932. Tornato in patria dopo la conclusione dei suoi studi, finì in miseria per aver dilapidato il suo patrimonio, forse a causa di un’avvenente signora francese. Incarcerato per l’attentato a Graziani in Etiopia, fu aiutato dall’amico Giovanni Curcuruto che lavorava presso l’Ispettorato Minerario dell’Impero e quando arrivarono gli inglesi ebbe modo di ricambiare il favore tentando di salvarlo dalla prigionia.
    Nel libro scritto da Camilleri e strutturato come “La concessione del telefono” e “La scomparsa di Patò”, con un insieme di missive ufficiali e confidenziali, documenti, articoli di giornale alternati a dialoghi e frammenti di discorsi, punta il dito sul regime fascista e sulla stupidità dei suoi gerarchi nel farsi gabbare da questo principe “negro” ma sicuramente molto più intelligente e furbo di tutti loro.
    Ministro degli Esteri, Questore, Prefetto, Commissario, Direttore della Scuola tutti all’erta per preparare terreno favorevole all’ospitare il giovane principe etiope e poi a cercare di mitigare i danni delle sue birbanterie, delle sue truffe, dei suoi raggiri, ma in definitiva tutti a cercare di mantenere stretta la loro poltrona che un errore, anche madornale, avrebbe potuto far facilmente saltare. Bello, giovane, dotato in ogni senso, spendaccione e “femminiere”, il principe è una macchina succhia soldi sia per le casse etiopi che per quelle siciliane. Furbissimo, trova la maniera di estorcere denaro con mille espedienti. Il Duce stesso, impegnato in azioni diplomatiche con l’Etiopia onde definire i confini della Somalia, si interessa a lui e vorrebbe che il ragazzo mandasse una lettera allo zio Negus nella quale il regime fascista fosse esaltato come fonte del vivere florido e soddisfacente degli Italiani tutti. Ma questa lettera sarà difficile da ottenere perché le pretese del principino punteranno sempre più in alto fino a lasciare un intero Paese, compreso il suo Duce, a bocca asciutta e con il portafoglio alleggerito. Divertentissimo, ironico, brillante, il racconto esplode in una grande farsa che purtroppo, come sappiamo, la Storia farà sfociare in tragedia. Massimo dei voti per il Maestro Camilleri per la stupefacente capacità di coniugare Storia e inventiva articolando in maniera egregia ogni tipo di comunicazione fino alla corale raffigurazione di una società e di un tempo che purtroppo è riuscito ad allungare certe sue corrotte propaggini di potere anche nell’era odierna.

    ha scritto il 

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