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Il nome del vento

Di

Editore: Fanucci

4.4
(2615)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 864 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese , Francese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Polacco

Isbn-10: 8834713656 | Isbn-13: 9788834713655 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gabriele Giorgi

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
“Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammessa. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a dèi, amato donne e scritto canzoni che fanno commuovere i menestrelli. Potresti aver sentito parlare di me.”La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L’uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l’eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l’attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio non privo di pericoli e avventure riesce a raggiungerlo e convincerlo a narrare la sua vera storia. Il nostro eroe muove i suoi primi passi a bordo dei carri degli Edema Ruh, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che, nonostante le malevole credenze popolari, si rifanno a ideali nobili e tengono in gran conto arte e cultura. Kvothe riceve i primi insegnamenti dall’arcanista Abenthy, e viene poi ammesso all’Accademia, culla del sapere e della conoscenza. Qui egli apprenderà diverse discipline, stringerà salde amicizie e sentirà i primi palpiti dell’amore, ma dovrà anche fare i conti con l’ostilità di alcuni maestri, l’invidia di altri studenti e l'assoluta povertà; vivrà esperienze rischiose eincredibili che lo aiuteranno a maturare e lo porteranno a diventare il potentissimo mago, l’abile ladro, il maestro di musica e lo spietato assassino di cui parlano le leggende.
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  • 5

    Rothfuss con la sua prima opera raggiunge un livello che alcuni scrittori sognano dopo decenni di carriera.
    Come prima cosa, la scrittura è buona, scorre fluida e riesce a rendere tutte le sensazioni, ...continua

    Rothfuss con la sua prima opera raggiunge un livello che alcuni scrittori sognano dopo decenni di carriera.
    Come prima cosa, la scrittura è buona, scorre fluida e riesce a rendere tutte le sensazioni, quando Kvothe è stanco, distratto o distrutto lo stile stesso comunica queste sensazioni anche senza che ci venga detto. Inoltre, si può anche notare una differenza tra il narratore esterno e Kvothe, e questo aiuta a caratterizzare ulteriormente la scrittura, rendendo ulteriormente lo stile autobiografico e dando personalità alla storia.
    La trama è ben pensata, con tutto il necessario adeguatamente presentato prima in modo da evitare dei aut diabuli ex machina.
    Il vero pregio, tuttavia, è la grande cura dell'ambientazione, c'è un'estrema cura nell'analisi dei modi e dei metodi per ogni cosa, e anche se molti particolari (come il calendario o il sistema monetario) non vengono mai spiegati esplicitamente si vede che sono pensati alla base (alcuni dettagli, anzi, sono deducibili e si può osservare come rimangano coerenti), il mondo ha una sua mitologia e cultura popolare, e questo aiuta a inserirsi nei Quattro Angoli e a sentirli come un mondo familiare dopo poco, e questa sensazione permane sino alla fine del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ritmico

    El primer día de la narración de la vida de Kothe, un joven con el que no te vas a sentir identificado, ni estarás de acuerdo en todas sus acciones, pero al que podrías llamar amigo.
    Se me ha hecho co ...continua

    El primer día de la narración de la vida de Kothe, un joven con el que no te vas a sentir identificado, ni estarás de acuerdo en todas sus acciones, pero al que podrías llamar amigo.
    Se me ha hecho corto. Tiene un buen ritmo de lectura.

    ha scritto il 

  • 5

    appassionante dalla prima all'ultima pagina

    un lettura consigliata (e imposta!) che si è rivelata un’incredibile scoperta. Non ero predisposta ad un fantasy, eppure sono stata trascinata con prepotenza e coinvolgimento tra le pagine della vita ...continua

    un lettura consigliata (e imposta!) che si è rivelata un’incredibile scoperta. Non ero predisposta ad un fantasy, eppure sono stata trascinata con prepotenza e coinvolgimento tra le pagine della vita di Kvothe. Non si tratta di semplici storie di magia, ma della appassionante vita di un uomo, un girovago, che per una serie di sfortunati eventi si scontra tragicamente con la vita quando non dovrebbe, quando è ancora troppo presto per lui perché è soltanto un bambino. Ma Kvothe ha vissuto per strada, è sveglio, ha coraggio, ed ha affinato forza ed intelligenza sufficienti per districarsi tra le ingiustizie e le cattiverie della vita. Citando Ben "Ogni mio studente dev'essere in grado di difendere le proprie idee contro un attacco. Non importa che vita tu conduca, la tua intelligenza ti difenderà più spesso di una spada. Mantienila affilata”. Consigliatissimo, non necessariamente agli amanti del genere in quanto non si focalizza sul “fantasy”.

    "Forse la facoltà più importante che le nostre menti possiedono è l'abilità di affrontare il dolore. Il pensiero classico ci insegna le quattro porte della mente, che ognuno attraversa a seconda della propria necessità. La prima è la porta del sonno. Il sonno ci offre un ritiro dal mondo e tutto il suo dolore. Il sonno comporta il passaggio del tempo, allontanandoci dalle cose che ci hanno ferito. Quando una persona viene ferita, spesso perde conoscenza. Similmente, qualcuno che apprende delle notizie traumatiche spesso sviene o ha un mancamento. Questo è il modo in cui la mente si protegge dal dolore attraversando la prima porta. La seconda è la porta della dimenticanza. Alcune ferite sono troppo profonde per guarire, o troppo profonde per guarire velocemente. In aggiunta, molti ricordi sono semplicemente dolorosi, e non c'è guarigione che tenga. Il detto: 'Il tempo guarisce tutto' è falso. Il tempo guarisce molte ferite. Il resto è nascosto dietro questa porta. La terza è la porta della pazzia. Ci sono delle volte in cui la mente riceve un colpo tale che si nasconde dietro la follia. Anche se può non sembrare positivo, lo è. Ci sono delle volte in cui la realtà non è altro che dolore, e per sfuggire a quel dolore la mente deve mettere da parte la realtà. L'ultima è la porta della morte. L'ultima risorsa. Nulla può farci del male dopo che siamo morti, o così ci è stato detto"

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro lungo, ma non per questo pesante. Scorre velocemente la storia di Kvothe, eroe ritiratosi a vita privata che decide di raccontare per tre giorni la sua esperienza. Il primo tomo della trilogi ...continua

    Un libro lungo, ma non per questo pesante. Scorre velocemente la storia di Kvothe, eroe ritiratosi a vita privata che decide di raccontare per tre giorni la sua esperienza. Il primo tomo della trilogia narra della sua gioventù, alla ricerca di sapere e di un modo per vendicare la morte dei genitori. Lo stile di scrittura è scorrevole e riesce, abbastanza, nell'unire i vari frammenti di storia. I personaggi sono ben descritti, ma non tratteggiati in maniera accurata (difetto che, però, si riscontra in molti esempi di questo genere). Rimane comunque un bel libro fantasy che incuriosisce e che entra prepotentemente fra i migliori del genere.

    ha scritto il 

  • 5

    El Nombre del Viento es el comienzo de una nueva historia que creo que nos marcará a todos para el resto de nuestros días lectores.

    Conmigo, Patrick Rothfuss ha dado en el clavo con su saga de “La Crónica del Asesino de Reyes” porque toca todos los palos literarios que me gustan y además ha creado unos personajes geniales, con un ...continua

    Conmigo, Patrick Rothfuss ha dado en el clavo con su saga de “La Crónica del Asesino de Reyes” porque toca todos los palos literarios que me gustan y además ha creado unos personajes geniales, con un tipo de narración que me enganchó desde la primera página, y es que no hay nada que me guste más que me cuenten historias.

    La historia de Kvothe ha de ser leída con atención, ya que consta de muchos detalles que son importantes para la historia. Kvothe nos cuenta la historia de su vida y nosotros estamos en la misma taberna Roca de Guía sentados siendo testigos de sus peripecias.

    Como he comentado antes, ese estilo de narración me atrapa desde el primer momento porque me gusta que me cuenten historias y Kvothe es uno de los mejores que he leído.

    A lo largo de este primer día de narración, conocemos la infancia y parte de la adolescencia de Kvothe y a las personas que forman parte de su vida, haciendo especial hincapié en Denna, una vieja amiga que le trae loco por muchas razones.

    Los personajes que nos encontramos en este libro son especiales, ricos y con una personalidad arrolladora y que atrae desde el primer momento.

    A mi personalmente, aparte de gustarme Kvothe, me resulta especialmente atractiva Denna. Es una mujer independiente, fuerte y que hace todo lo posible por salir adelante con sus propios medios. Creo que aún tenemos mucho que leer de ella y estoy segura que nos deparara muchas sorpresas.

    También quiero hacer especial mención a Kvothe. Odiado por muchos y querido por otros tantos, yo me decanto por el segundo grupo. Kvothe es uno de los personajes más interesantes, ricos y especiales que me he encontrado en todos mis años de lectora. Puedo decir ya sin tapujos que ha entrado en mi top 3 de personajes favoritos junto con Harry Potter y Lestat de Lioncourt. Kvothe es inteligente y consigue salir a flote de las peores situaciones a las que se enfrenta, que no son pocas y todas ellas de una gran dureza. Estoy segura de que, si el Kvothe joven me ha gustado, el Kvothe maduro me gustará aún más.

    Rothfuss nos presenta una narración detallada pero fresca, nada aburrida y con detalles que, lejos de aburrir, enganchan aún más. Se podría decir que escribe en su justa medida lo que contenta tanto a fans de los detalles como a los que no lo son.

    Con este primer libro se abre una nueva saga que ya cuenta con millones de fans en todo el mundo y espero que la calidad que muestra en este primer libro continué con los que vienen. De todos modos habrá que esperar, ya que, a día de hoy, el tercer libro aún no está disponible.

    Para terminar, creo que, con El Nombre del Viento, he recuperado la ilusión que me quitó en parte George R.R. Martin por leer fantasía épica y espero de corazón que Rothfuss no termine como él.

    Nota: 9 “El Nombre del Viento es el comienzo de una nueva historia que creo que nos marcará a todos para el resto de nuestros días lectores.”

    ha scritto il 

  • 3

    Te deja enganchad@ como la resina de denner

    Es un libro del que no se puede sacar una conclusión final sin leer al menos la segunda parte '' El temor de un hombre sabio'', ya que deja muchas preguntas en el aire y cuenta solo el principio de la ...continua

    Es un libro del que no se puede sacar una conclusión final sin leer al menos la segunda parte '' El temor de un hombre sabio'', ya que deja muchas preguntas en el aire y cuenta solo el principio de la historia de Kvothe.
    Sin embargo, el autor demuestra un gran ingenio e imaginación y no escribe un simple libro de fantasia, es mucho más, pues a la vez que nos muestra la ''simpatía, los dragones, ''Telhu'', Los Chandrian, etc; también nos muestra la cruda realidad, la pobreza, la soledad, la envidia, el miedo, la crueldad, la injusticia, la complejidad del amor. Y sobretodo nos transmite tales descripciones sobre la música que nos parece estar oyendo tocar el laud de Kvothe.
    Pero,en mi opinión el comienzo del libro me resultó bastante aburrido, hasta que Kvothe comienza a contar su historia, y la partes de la taberna en ''Roca de Guía'' son un tanto sosas y tristes, y el final te deja la sensación de un libro inacabado.

    ha scritto il 

  • 3

    El titulo siempre me llamo la atencion porque tenia detras muchas recomendaciones tanto de expertos, como de lectores aficionados como yo. Al tener interes por los temas esotericos, ocultitas y demas ...continua

    El titulo siempre me llamo la atencion porque tenia detras muchas recomendaciones tanto de expertos, como de lectores aficionados como yo. Al tener interes por los temas esotericos, ocultitas y demas, la sipnosis siempre me llamo la atencion y conjuraba sobre la profundidad de la obra. La verdad es que es un libro entretenido, pero sin profundidad, lo cual no es algo malo, pero si decepcionante para mi. Un libro en la vena juvenil completamente, donde el protagonista, nos cuenta su historia y nos trata de envolver en sus aventuras sin mucho resultado para mi gusto. No puedo ubicar un personaje que tenga mi completa simpatia, pero el libro se lee sin mucho problema, la razon por la que me tomo tanto tiempo no fue por que me pareciera dificil la lectura, todo lo contrario es bastante agil, pero perdia facilmente el interes en seguir la historia de Kote, por falta de criterio cuando compre el primero, compre el segundo libro el cual comenzare a leer simplemente porque lo tengo y para salir de una vez con la historia, obviamente al ser una trilogía, se dejan muchos temas por resolver, pero sin mucho expectativa esta vez, la razon por leer el segundo es simplemente esa, poder pasar a otra historia sin dejar cabos sueltos

    ha scritto il 

  • 2

    Veramente mi è sembrato un accozzaglia di storie piuttosto che un libro. Sembra formato da tanti racconti poi ripresi ma non mi ha dato l'idea dell'omogeneità....e cmq mi è parso a tratti imbarazzante ...continua

    Veramente mi è sembrato un accozzaglia di storie piuttosto che un libro. Sembra formato da tanti racconti poi ripresi ma non mi ha dato l'idea dell'omogeneità....e cmq mi è parso a tratti imbarazzante...tipo:
    "Ehi...ma tu sei Kvote?"
    "No sono Kote"
    "Ah. Mi parevi Kvote"
    "Si. Ero Kvote ma ora mi faccio chiamare Kote"
    "...e sai dove trovo Krotes?"
    "Ce l'hai davanti"
    "Ma non eri Kote?"
    "Prima di Kvote mi chiamavano Krotes testa di Fuoco"
    "Ma per caso sei pure Gargiulo?...quello che come ti abbassi te lo mette...???"

    ha scritto il 

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