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Il nome del vento

By Patrick Rothfuss, Gabriele Giorgi (Translator)

(281)

| Paperback | 9788834713655

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Book Description

“Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammesContinue

“Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho ridotto in cenere la città di Trebon. Ho passato la notte con Felurian e me ne sono andato sia con la vita, sia con la sanità mentale. Sono stato espulso dall’Accademia a un’età inferiore a quella in cui la maggior parte della gente viene ammessa. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a dèi, amato donne e scritto canzoni che fanno commuovere i menestrelli. Potresti aver sentito parlare di me.”

La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L’uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l’eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l’attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio non privo di pericoli e avventure riesce a raggiungerlo e convincerlo a narrare la sua vera storia. Il nostro eroe muove i suoi primi passi a bordo dei carri degli Edema Ruh, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che, nonostante le malevole credenze popolari, si rifanno a ideali nobili e tengono in gran conto arte e cultura. Kvothe riceve i primi insegnamenti dall’arcanista Abenthy, e viene poi ammesso all’Accademia, culla del sapere e della conoscenza. Qui egli apprenderà diverse discipline, stringerà salde amicizie e sentirà i primi palpiti dell’amore, ma dovrà anche fare i conti con l’ostilità di alcuni maestri, l’invidia di altri studenti e l'assoluta povertà; vivrà esperienze rischiose e
incredibili che lo aiuteranno a maturare e lo porteranno a diventare il potentissimo mago, l’abile ladro, il maestro di musica e lo spietato assassino di cui parlano le leggende.

Critics

  • Il nome del vento

    La scheda e le recensioni de Il nome del vento, romanzo di Patrick Rothfuss, edito da Fanucci. Il nome del vento, di Patrick Rothfuss, è il primo volume della pianificata trilogia di fantasy epico The Kingkiller Chronicle/Le cronache dell’assassino d ... (read full critics)

    Qlibri published on Wed, 21 Sep 2011

6 Reviews

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  • Meraviglioso

    Davvero una piacevole scoperta.
    Non vedo l'ora di continuare a leggere la saga. Un fantasy avvincente, complesso e originale.
    Ho avuto solo un po' difficoltà in pochi brevi passaggi che ho trovato un po' noiosi.

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    MagicamenteMe said on Feb 13, 2012 | Add your feedback

  • *** This comment contains spoilers! ***

    Purtroppo non sono riuscito, dopo 2 tentativi,a superare le prime 50 pagine,mi sembra una storia molto confusa ,senza un filo logico e con pochi riferimenti storici e geografici;l'ho abbandonato.......

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    RED 1944 said on Jan 10, 2012 | 1 feedback

  • Ho impiegato mesi a leggerlo... Ma ne è valsa la pena. La verità è che volevo piantarla li col genere fantasy e dedicarmi ai grandi classici. Così alla sera mi coricavo dopo aver letto la
    mia dose di Hemingway o Fitzgerald , e proprio quando Morfeo bussava alla porta, sentivo il richiamo di un lib ... (continue)

    Ho impiegato mesi a leggerlo... Ma ne è valsa la pena. La verità è che volevo piantarla li col genere fantasy e dedicarmi ai grandi classici. Così alla sera mi coricavo dopo aver letto la
    mia dose di Hemingway o Fitzgerald , e proprio quando Morfeo bussava alla porta, sentivo il richiamo di un librone chiuso nel comodino, e veniva il momento di sacrificare un po' di sonno per viaggiare col la fantasia come un bambino.

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    Pertama76 said on Dec 25, 2011 | Add your feedback

  • Da non perdere!

    Un libro veramente intenso, coinvolgente e piacevole. Questo è quello che il fantasy ci può offrire: il piacere della lettura, gli spunti per pensare (le quattro porte della mente per superare il dolore sono un passaggio speciale) e l'immedesimazione col protagonista per essere coinvolti totalmente ... (continue)

    Un libro veramente intenso, coinvolgente e piacevole. Questo è quello che il fantasy ci può offrire: il piacere della lettura, gli spunti per pensare (le quattro porte della mente per superare il dolore sono un passaggio speciale) e l'immedesimazione col protagonista per essere coinvolti totalmente nella storia. Cosa chiedere di più? Solo di leggere al più presto il seguito, "La paura del saggio".

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    Ely said on Dec 13, 2011 | Add your feedback

  • Veramente un libro eccellente!!!
    Lasciando stare Tolkien, che sta lassù irraggiungibile...era veramente da tanto che un Fantsy non mi appassionava così tanto

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    Thebard5 said on Dec 10, 2011 | Add your feedback

  • Biografia heroic fantasy del mago-assassino-ammazzademoni-locandiere-musicista-neltempoliberofaancheluncinetto Kvothe.
    Nel lavoro di worldbuilding di solito si trascura il sistema monetario, dato che i protagonisti 1)avranno sempre quei pochissimi spiccioli sufficienti a pagare le taverne pur senza ... (continue)

    Biografia heroic fantasy del mago-assassino-ammazzademoni-locandiere-musicista-neltempoliberofaancheluncinetto Kvothe.
    Nel lavoro di worldbuilding di solito si trascura il sistema monetario, dato che i protagonisti 1)avranno sempre quei pochissimi spiccioli sufficienti a pagare le taverne pur senza un lavoro remunerativo 2)sono principi e sudano denaro 3)sono straccioni che vivono barattando pelli di castoro muschiato.
    Kvothe, protagonista de “Il nome del vento”, vive come straccione per due quinti buoni del libro, e per i restanti deve decidere se avere un penny bucato o lavare il bucato; il denaro è importantissimo all’interno della vicenda e per me è stato il conflitto più interessante da seguire, ancora più di quello che muove la vita di Kvothe. Molto spazio è dedicato alle sue preoccupazioni: è più conveniente comprare una camicia nuova o saldare il debito con una strozzina? Investo questi soldi in una camera per questo bimestre o li metto da parte in prospettiva della retta del prossimo?
    Kvothe dimostra di saper reagire ai colpi di sfortuna, di saper giocare d’astuzia con la creditrice, di sapere come spendere i propri (pochi) soldi in modo da avere fonti di sostentamento a lungo termine. Se il nostro Governo avesse usato nelle due Finanziarie estive la metà del senno che Kvothe dimostra di adoperare nella gestione del denaro, ora avremmo un sistema di tassazione col giusto numero di aliKvothe.
    Per il resto, il libro è quanto di più classico ci sia: protagonista orano che cerca vendetta, scuola di magia con professore pazzo, rivale ricco&kattyvo, grande lovvo per la ragazza più bella del circondario; il carattere del protagonista li rende sopportabili. Non ricordo una volta che Kvothe si sia lagnato della sua situazione economica o della morte dei genitori – e questo è coerente con l’impianto del libro: il protagonista sta raccontando la sua vita a uno scriba e ha tutto l’interesse che certe parti vengano riportate senza troppi sbrodolamenti sentimentali e melensi. Quale Assassino-di-re-che-non-sanguina vorrebbe che circolino resoconti drammaticizzati su quando si è fatto sanguinare le mani a forza di suonare per la disperazione dopo l’omicidio dei genitori? Il fatto stesso dice più di ogni colorazione retorica: Kvothe narra la causa del dolore e la reazione al dolore e come risultato il lettore sente il dolore.
    A parte questo, Kvothe è un Gary Stue mostruoso: orfano con sete di vendetta, genio, capelli rossi, occhi verdi cangianti, factotum e pratical man. Molto belle le parti in cui parla del legame con la musica.Oltre Kvothe, le uniche figure ben delineate sono il suo assistente Bast (un Fae, che sospetto sia legato ai miti delle fate), Scrivano (membro dell’Arcanum e procacciatore di storie), Abenthy 8maestro arcanista) e Denna. Denna è il Grande Lovvo di Kvothe, è incostante e mi puzza di Chandiran da dieci chilometri.
    Tornando all’ambientazione, l’alta densità di cliché ha ogni tanto soppresso la mia sospensione d’incredulità: Tarbean è una città grande senza particolari connotazioni (oh sì, la divisione tra quartiere ricco e povero è una particolarità in fondo, ma mi ha lasciato con un “embe’?”), l’Accademia cerca di apparire come una cittadella universitaria medievale. Il resto è non pervenuto – ma su questo non ho niente da obiettare: è una biografia e Kvothe sta parlando con una persona che conosce il mondo in cui vive.
    Tra le cose che mi sono piaciute di più c’è la rielaborazione del dragò. Altro non è che un mito sviluppatosi attorno a un lucertolone, il draccus, in grado di sputare fiamme ad altissima temperatura – almeno così suppongo, essendo blu; oppure contenenti tracce di rame, visto che quello è il colore che emana nel saggio alla fiamma (poco probabile, visto che il draccus ingerisce ferro, che al saggio conferisce alla fiamma un colore dorato).
    Sempre restando sul piano della scienza, si può passare al sistema magico. Vi sono due magie nel libro. La prima è la simpatia, descrivibile come “Frazer incontra la chimica”: è basata sul collegare con la mente oggetti che sono staccate instaurando legami che permettono la trasmissione di calore o forza peso tanto efficaci quanto gli oggetti collegati sono simili o hanno origine comune. L’autore – un ex-studente di chimica tecnologica – è ferratissimo in quest’ambito e la magia che ne risulta è verosimile e coerente.
    La seconda magia, quella propriamente detta secondo i personaggi del libro, è quella dei nomi, descrivibile come “l’epistemiologia è maggica”: ogni oggetto ha un proprio nome che tutti conosciamo incnsciamente e possiamo adoperare per dominarlo. Il nome è quello vero, perché il nome comune fa perdere l’essenza della cosa nella comune comunicazione. (la prego signor Bergson, la smetta di applaudire).
    Sullo stile: i PoV ogni tanto tentennano e il narratore onnisciente fa la sua bella comparsa quando Kvothe non racconta, ma non intaccano la godibilità del libro. Semmai la intaccano i numerosi refusi di stampa. “Ma tanto è un paperback da 4,90” non è una scusa buona, cara Fanucci.
    Nel complesso non l’avrei comprato se non mi fosse stato consigliato, ma mi è piaciuto abbastanza per convincermi a leggere il seguito. Lo consiglio solo agli amanti degli elementi più classici della fantasy o a chi dice che gli elementi classici vanno defenestrati e a tutti e due per uno stessa ragione: si può far qualcosa di buono anche coi peggio cliché.

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    Frontìs said on Sep 4, 2011 | Add your feedback

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9788834713655 Paperback €22.00 €20.24 IBS.IT
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