Il nome della rosa

Di

Editore: Club degli editori

4.4
(23336)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 554 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Russo , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: A000137810 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    Seminale

    Appassionante e profondo, stratificato e coinvolgente, fa parte di quei libri che hanno costruito la mia identità di uomo e di lettore. Insomma, uno di quei romanzi che dovrebbe essere obbligatorio le ...continua

    Appassionante e profondo, stratificato e coinvolgente, fa parte di quei libri che hanno costruito la mia identità di uomo e di lettore. Insomma, uno di quei romanzi che dovrebbe essere obbligatorio leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    Non rileggo questo romanzo da anni. Non si tratta di un titolo che si può prendere in mano con troppa leggerezza, Il Nome della Rosa pretende le sue attenzioni. Mi rendo conto, quindi, di non averne u ...continua

    Non rileggo questo romanzo da anni. Non si tratta di un titolo che si può prendere in mano con troppa leggerezza, Il Nome della Rosa pretende le sue attenzioni. Mi rendo conto, quindi, di non averne una memoria puntuale e forse farei meglio a evitare di scrivere questa recensione. D'altro canto parliamo di un'opera che, bene o male, tutti conoscono, quindi immagino che scendere nei dettagli non sia nel caso specifico poi così indispensabile e anche solo una riflessione su ciò che il libro lascia a distanza di anni possa risultare utile. L'importanza che gli attribuisco è in effetti più che altro formativa: senza togliere nulla alla storia, che è indubbiamente accattivante, ciò che per me ha fatto la differenza è stato l'avermi insegnato come si deve (dovrebbe) leggere un certo tipo di letteratura. Il Nome della Rosa contiene dei passi seriamente illeggibili. Il gusto del dettaglio dotto va spesso oltre il lecito: e certo fino a un certo punto si può giustificare con l'utilizzo di un narratore interno, ma più di una volta si ha l'impressione che le stesse informazioni avrebbero potuto essere date in pasto al lettore in modo meno arzigogolato, meno inutilmente accademico. Dal momento che il libro è, da questo punto di vista, onesto e inizia subito imponendo al lettore questo ritmo, tutta la sua prima parte è metaforicamente una salita di 45 gradi di pendenza, che raggiunge nella famigerata descrizione del portone il suo climax di pesantezza. Da lì in poi, però, succede il "miracolo": benché la forma resti la stessa, la storia decolla e il lettore, a dispetto delle citazioni in francese antico o in latino non tradotte, a dispetto dei riferimenti più o meno oscuri alla storia medievale, a dispetto di tutto ciò che fino a quel punto lo aveva tentato di lasciar perdere tutto (che tanto si può sempre vedere il film per sapere come va a finire), si ritrova risucchiato nella trama e incapace di uscirne. Il Nome della Rosa è un libro che offre diversi livelli di comprensione, e più chi legge è ferrato in certi ambiti, più potrà goderne, ma è soprattutto un libro che insegna che la pazienza può venire abbondantemente ricompensata. In un panorama di largo consumo, dove ormai ci si abitua ad avere tutto e subito, questa è una buona lezione: non indicherei questo libro come esempio di stile da imitare, ma penso che per ogni vero lettore sia il caso di passarci attraverso.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno Sherlock Holmes ante litteram, che basa i suoi ragionamenti sul metodo intuitivo, viene chiamato a investigare su una serie di macabri delitti in un'abbazia italiana. L'ambientazione medievale e l ...continua

    Uno Sherlock Holmes ante litteram, che basa i suoi ragionamenti sul metodo intuitivo, viene chiamato a investigare su una serie di macabri delitti in un'abbazia italiana. L'ambientazione medievale e l'ottimo rompicapo giallo fanno da contorno a un magnifico romanzo storico e filosofico in cui Eco fa ampio sfoggio delle sue capacità narrative. Unico.

    ha scritto il 

  • 0

    APPUNTO PER ME

    sono a un terzo del libro, ottimo sotto ogni aspetto, non c'è che dire. solo mi chiedo (ma Eco lo avrà saputo meglio di me) se la figura di Guglielmo potesse davvero esistere a quei tempi e in quel co ...continua

    sono a un terzo del libro, ottimo sotto ogni aspetto, non c'è che dire. solo mi chiedo (ma Eco lo avrà saputo meglio di me) se la figura di Guglielmo potesse davvero esistere a quei tempi e in quel contesto, un po' troppo illuminato direi.
    se ben ricordo, il film è molto fedele

    ha scritto il 

  • 5

    "La rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi."

    "Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è ...continua

    "Il sapere non è come la moneta, che rimane fissamente integra anche attraverso i più infami baratti: esso è piuttosto come un abito bellissimo, che si consuma attraverso l'uso e l'ostentazione. Non è così infatti il libro stesso, le cui pagine si sbriciolano, gli inchiostri e gli ori si fanno opachi, se troppe mani lo toccano?"
    Un inquietudine intensa pervade l'ascoltatore, il quale resta profondamente coinvolto durante l'ascolto di IL NOME DELLA ROSA, letto da Tommaso Ragno. Il tono della sua voce è particolarmente incisivo e rigoroso e riesce ad accrescere l'interesse del lettore-ascoltatore, mentre segue il dipanarsi delle vicende del giovane novizio Adso da Melk in quello che è il suo percorso di formazione.
    IL NOME DELLA ROSA è un interessante giallo medievale con personaggi ottimamente costruiti. Accanto ad Adso, pericolosamente unito dalla volontà di far luce sulle misteriose vicende legate all'antica abbazia benedettina, c'è frate Guglielmo da Baskerville.
    La loro indagine procede attraverso l'ingegno, l'intuito, l'intelligenza personale, ma soprattutto grazie all'erudizione, quella già posseduta e quella progressivamente appresa.
    È un libro sulla potenza del sapere, su quanto sia importante la conoscenza e quanto possa sedurre la possibilità di apprenderla, escludendone gli altri.
    È un romanzo di cui si è sempre molto parlato, il capolavoro di Umberto Eco, un autentico libro formato mattone (più di 500 pagine), ma che risulta piacevole da leggere (o, in questo caso, da ascoltare, grazie a Tommaso Ragno) e da scoprire, pagina dopo pagine, nella sua complessità, nella struttura narrativa, dove la suspense si fonde al ragionamento, lento e meticoloso.
    È un autentico capolavoro della letteratura italiana contemporanea che tutti dovrebbero leggere (o ascoltare).
    "L'unica verità è imparare a liberarci dalla passione insana per la verità."

    ha scritto il 

  • 4

    Appurato che con Eco il mio rapporto resta difficile, perché alcuni passaggi sono lenti e la sua scrittura troppo erudita, posso dire però a "sua" discolpa che questo è un gran libro che coinvolge nel ...continua

    Appurato che con Eco il mio rapporto resta difficile, perché alcuni passaggi sono lenti e la sua scrittura troppo erudita, posso dire però a "sua" discolpa che questo è un gran libro che coinvolge nelle vicende dell'abbazia e della sua biblioteca misteriosa, seguendo le indagini di Guglielmo e Adso, ragionando con loro e facendo ipotesi.
    E' stata un'immersione nel Medioevo più oscuro, quello dell'Inquisizione e della superstizione.

    ha scritto il 

  • 4

    Eco ci narra la storia di due monaci che vengono ad indagare in un monastero dove ogni giorno avviene un omicidio... Trama ben congegnata, sembra un thriller e un giallo alla agatha cristhie... Ricco ...continua

    Eco ci narra la storia di due monaci che vengono ad indagare in un monastero dove ogni giorno avviene un omicidio... Trama ben congegnata, sembra un thriller e un giallo alla agatha cristhie... Ricco di descrizioni sul medioevo, Eco è un grande filologo e si vede.

    ha scritto il 

  • 1

    brutto a mio parere

    Non mi è piaciuto per niente, una scopiazzata nei personaggi da Conan Doyle (i nomi dei protagonisti sono quelli di Sherlock Holmes), un giallo avvincente (quello si) ma che delude molto. Personalment ...continua

    Non mi è piaciuto per niente, una scopiazzata nei personaggi da Conan Doyle (i nomi dei protagonisti sono quelli di Sherlock Holmes), un giallo avvincente (quello si) ma che delude molto. Personalmente non sopporto questo intellettuale del potere, e i suoi libri mi confermano nella mia opinione, sopravvalutato.

    ha scritto il 

  • 5

    Il tributo ad Arthur Conan Doyle ed al suo Sherlock Holmes è evidentissimo fin dalle prime pagine. Il manoscritto è scritto in prima persona da Adso (il quale è l'equivalente di Watson). Il protagonis ...continua

    Il tributo ad Arthur Conan Doyle ed al suo Sherlock Holmes è evidentissimo fin dalle prime pagine. Il manoscritto è scritto in prima persona da Adso (il quale è l'equivalente di Watson). Il protagonista è Guglielmo da Baskerville (giusto per chiarire il riferimento all'Holmes). Forse per questo sono stata immediatamente rapita dalla storia. Tuttavia, non dovete aspettarvi una scopiazzatura di Doyle, perché non lo è assolutamnete.
    Innanzitutto, lo stile è di alto livello ed il linguaggio sublime, condito a dovere con locuzioni latine sparse qua e là.
    La mente fine ed acuta del monaco francescano conquista la simpatia del lettore da subito. E la storia è molto bella. In alcuni punti rallenta un po', soprattutto quando si filunga in riflessioni sull'eresia (in quei momenti, l'Eco-saggista vien fuori in tutta la sua potenza). Di solito preferisco l'azione e non digerisco bene i troppi dettagli storici. Per chi ama i romanzi storici, sicuramente queste digressioni saranno ben apprezzate.

    ha scritto il 

  • 5

    Umberto dovunque tu sia: grazie

    Umberto Eco non ha scritto un semplice romanzo, ha fatto un vero e proprio miracolo. Un libro che entra nelle vene, un affresco storico meticoloso e perfetto, una denuncia della figura istituzionale d ...continua

    Umberto Eco non ha scritto un semplice romanzo, ha fatto un vero e proprio miracolo. Un libro che entra nelle vene, un affresco storico meticoloso e perfetto, una denuncia della figura istituzionale della Chiesa, un trattato filosofico, un noir... è veramente un universo complesso "il nome della rosa" che è difficile da classificare in un genere letterario e recensirlo è a tratti imbarazzante, non c'è nulla da recensire. Questa è arte allo stato puro.

    ha scritto il 

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