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Il nome della rosa

Di

Editore: Bompiani

4.4
(22247)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 533 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: A000031855 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ultima settimana del novembre 1327. Ludovico il Bavaro assedia Pisa e si dispone a scendere verso Roma, il Papa è ad Avignone e insiste per avere al suo cospetto Michele da Cesena, generale dei francescani, i quali qualche anno prima hanno proclamato a Perugia che Cristo non ha avuto proprietà alcuna. Dottrina eretica, come eretiche erano le bande armate di Fra Dolcino, debellato e bruciato da due decenni. Su questo sfondo storico si svolge la vicenda di questo romanzo, ovvero del manoscritto misterioso di Adso da Melk, un novizio benedettino che ha accompagnato in una abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica.....
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  • 5

    "L'Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall'eccessivo amor di Dio o della Verità, come l'eretico nasce dal Santo e l'indemoniato dal veggente"

    "Cosa vi terrorizza di più nella purezza?", ...continua

    "L'Anticristo può nascere dalla stessa pietà, dall'eccessivo amor di Dio o della Verità, come l'eretico nasce dal Santo e l'indemoniato dal veggente"

    "Cosa vi terrorizza di più nella purezza?", chiede Adso. E Guglielmo risponde: "La fretta".

    ha scritto il 

  • 5

    “Della rosa rimane ormai solo il nome, nomi nudi ci rimangono.”

    Il nome della rosa mi è piaciuto innanzitutto per l’originalità dell’ambientazione: una misteriosa abbazia ai tempi del medioevo.. mi è piaciuto perché ho trovato troppo interessanti le ...continua

    Il nome della rosa mi è piaciuto innanzitutto per l’originalità dell’ambientazione: una misteriosa abbazia ai tempi del medioevo.. mi è piaciuto perché ho trovato troppo interessanti le disquisizioni sul potere temporale e del Papa e dell’imperatore e troppo affascinante l’apocalisse.. mi è piaciuto perché fa del mistero e dell’intrigo il filo conduttore di tutto il romanzo, e non puoi non finirlo se non arrivi all'ultima pagina per leggere chi è l’assassino e capire la ragione che lo muove.. mi è piaciuto perché ti tiene incollato fino alla cinquecentesima pagina, e, tranne brevi boccate di ossigeno, è un’apnea continua e meravigliosa.. mi è piaciuto perché sin dalla prima pagina ho adorato il protagonista, frate Guglielmo da Baskerville.. un maestro troppo saggio, troppo dotto, troppo intuitivo, troppo acuto, troppo ironico per non innamorarmene.. Il nome della rosa mi è piaciuto perché ho provato una profonda tristezza quando l’abbazia è andata in fiamme.. mi è piaciuto perché ho provato insieme ad Adso una forte nostalgia quando parecchi anni dopo egli ritorna su quelle montagne e trova solo rovine ed erba.. mi è piaciuto perché ho perso un amico che mi ha fatto compagnia per quasi un mese e ne sento ancora adesso la mancanza.. mi è piaciuto perché mi mancano le massime, i proverbi e semplicemente le frasi di frate Guglielmo che arricchiscono tutto il libro di ironia e saggia verità.. la prima che mi viene in mente adesso: “Mi mancò il coraggio di inquisire sulle debolezze dei malvagi, perché scoprii che sono le stesse debolezze dei santi.” Questo è un libro che si commenta da solo.. non è da tutti scrivere cinquecento pagine intrise di citazioni latine, parole altisonanti, espressioni e aggettivi ricercati senza sfiorare la pesantezza o la noia. Il linguaggio aulico, maestoso, anche si commenta da solo.. per questo mi limito a descrivere il libro raccontando e cercando di trasmettervi le stesse emozioni e sensazioni che questo libro ha trasmesso a me. Eh, si.. Umberto Eco, con questo romanzo mi hai proprio atterrito.. credo che saremo compagni d’avventura ancora a lungo, ho ancora tanto da scoprire e imparare da te!

    ha scritto il 

  • 5

    確保執政權不墜,最好的方法就是把異議打壓成異端,讓眾人畏懼,群而攻之。宗教界與政治界皆然。然而玫瑰的芬芳永流傳,即使她不叫作玫瑰。 ...continua

    確保執政權不墜,最好的方法就是把異議打壓成異端,讓眾人畏懼,群而攻之。宗教界與政治界皆然。然而玫瑰的芬芳永流傳,即使她不叫作玫瑰。

    ha scritto il 

  • 5

    Sono molto contenta di aver letto finalmente questo libro per intero. Era uno di quelli abbandonati dopo diversi tentativi.. Al liceo trovavo noioso e non riuscivo a finirlo. Ora l'ho letto tutto ...continua

    Sono molto contenta di aver letto finalmente questo libro per intero. Era uno di quelli abbandonati dopo diversi tentativi.. Al liceo trovavo noioso e non riuscivo a finirlo. Ora l'ho letto tutto d'un fiato. Mi ha fatta sorridere al postilla finale presentaella mia copia in cui Eco dice che gli editori volessero che lui eliminasse le prime 100pagine perchè troppo pesanti e lui che risponde di averlo fatto apposta, perchè quelle pagine servivano come fatica iniziale per "adeguarsi al ritmo". E' un libro che fa riflettre su molte cose, quello che mi ha colpita di più è il comportamento della folla, i semplici che seguono questo o quello senza sapere se è chi credono che sia, ma le loro prediche ci assomigliano e allora va bene. Se ci sono tante persone "semplici", poco dotte e che cercano una via d'uscita dall'ingiustizia di tutti i giorni, non si può davvero sapere se l'intento del predicatore ha usato per attrarli, poi è stato raggiunto, se lo hanno compreso veramente. La folla ha una vita sua, modifica e spesso assimila tutto quello per cui passa. Si perdono così le distinzioni tra le diverse "eresie"/dottrine (qui), semplicemente ad un certo punto molti non sanno più cosa li ha spinti lì, cosa stanno facendo. Altro passaggio interessante è stato il punto in cui si riflette sulla giustizia, quanto spesso non ascoltiamo chi ha davanti ma ci basiamo sulle dicerie altrui? E ci accodiamo a denigrare senza capire quale tra le ragioni ha fatto agire così quella persona e se veramente ha agito cosi! attacca uno un po' carismatico ed ecco tutti a seguirlo.... In realtà il pezzo più rilevante secondo me è stata la riflessione sui potenti. Che sembra diano favori per un motivo ed invece è l'opposto e l'amarezza di chi spera, assecondandoli, di ottenere il proprio spazio, la propria legittimazione. I potenti che finchà è fa comodo assecondano i battibecchi interni, li alimentano in modo da non farli giungere a nulla, poi una volta che non sono più utili, li bollano, li portano alla rovina. Come a dire che chi ha il potere può anche governare i sapienti... e i sapienti guideranno le folle. Ma le folle sono troppo indistinte per essere punite, il potere punisce gli stessi sapienti di cui si è servito. In conclusione, non è un libro di facile lettura, io ho scorso velocemente tutte le parti in latino o in cui attaccano a parlare di santi, passaggi della bibbia o altre opere teologiche... Però secondo me è un libro molto interessante e a suo modo avvincente. Il finale poi è un grandissimo "epic lol"............

    ha scritto il 

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