Il nome della rosa

Di

Editore: Bompiani

4.4
(23499)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 652 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Russo , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: A000006537 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Teresa de Lauretis

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 2

    L'ho trovato noioso, prevedibile e davvero poco scorrevole. Linguaggio arcaico, numerose citazioni in latino, tanta filosofia, insomma una lettura per nulla facile. Forse non sono abituato a questo ge ...continua

    L'ho trovato noioso, prevedibile e davvero poco scorrevole. Linguaggio arcaico, numerose citazioni in latino, tanta filosofia, insomma una lettura per nulla facile. Forse non sono abituato a questo genere di letture, è stato molto difficile finire questo romanzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Per il momento non assegno stelle perché darei un giudizio non corretto.
    Mio padre tentò di farmelo leggere quando ero adolescente. Probabilmente non era il momento giusto e lo abbandonai dopo poche p ...continua

    Per il momento non assegno stelle perché darei un giudizio non corretto.
    Mio padre tentò di farmelo leggere quando ero adolescente. Probabilmente non era il momento giusto e lo abbandonai dopo poche pagine, con uno strano senso di vergogna visto che di solito se mio padre si entusiasmava per un libro si trattava di qualcosa che meritava di essere letto.
    Ora, a "qualche" anno di distanza mi incuriosisce e mi chiama perché riprovi a leggerlo... prima o poi dovrò dargli ascolto.

    ha scritto il 

  • 4

    Dove Miriam con un sorriso vittorioso completa la lettura...

    Noi viviamo per i libri. Dolce missione in questo mondo dominato dal disordine e dalla decadenza.”

    Che dire? Sicuramente un capolavoro, testimonianza dell'immensa cultura del buon professor Eco, ros ...continua

    Noi viviamo per i libri. Dolce missione in questo mondo dominato dal disordine e dalla decadenza.”

    Che dire? Sicuramente un capolavoro, testimonianza dell'immensa cultura del buon professor Eco, rosa all'occhiello (scusate non ho resistito), vanto italiano, best seller mondiale ma terribilmente pesante.
    Un libro impegnativo che offre spunti di meditazione, che si perde in lunghe descrizioni di fatti, cose e luoghi e che toglie punti a una trama geniale e originale.
    Parliamo di un thriller - storico ambientato in un'abbazia benedettina sperduta tra i monti del Nord-Italia in pieno medioevo dove personaggi immaginari si incontrano con personaggi realmente esistiti negli anni bui dell’ inquisizione, di Papa Giovanni XXII e la sua corte avignonese, di Fra Dolcino e i movimenti ereticali medioevali.
    Nel suo romanzo Eco ironizza sull’ipocrisia medioevale, critica la corruzione morale ecclesiastica dell’epoca (e sicuramente anche quella attuale) e tira qualche sassata più o meno velata all’ambiente politico italiano degli anni 70’.
    La mia lettura è stata spesso sofferta, spesso sono stata vinta dal sonno, spesso ho avuto voglia di saltare paragrafi noiosi ma poi all’ improvviso ecco lo spiraglio di luce e il libro non lo volevo più posare (dopo le prime 300 pagine il ritmo si fa più veloce). Eccomi qui, e concludo, dopo quasi 2 mesi di lettura - complici impegni lavorativi e non oltre alla pesantezza del libro (caro Eco non me ne volere) - è terminata la mia lettura e confesso che è con pizzico di tristezza il giovane Adso e l’arguto Guglielmo miei compagni di viaggio in questo best-seller made in Italy.

    ha scritto il 

  • 4

    Con un po' di timore mi sono avvicinata a questo romanzo, l'aura che avvolge la figura di Umberto Eco mi intimoriva e avevo paura di trovarmi davanti ad un'opera monumentale e difficile da leggere. In ...continua

    Con un po' di timore mi sono avvicinata a questo romanzo, l'aura che avvolge la figura di Umberto Eco mi intimoriva e avevo paura di trovarmi davanti ad un'opera monumentale e difficile da leggere. Invece la lettura di Tommaso Ragno mi ha aiutata ad assaporare la bellezza di questo classico, degli intrecci all'interno di un monastero del Nord Italia e del suo messaggio, a mio avviso principale: il peso delle parole e dei segni e significati che esse portano con sé possono segnare (nel bene o nel male) una vita.
    Book challenge 2017: un libro ambientato in Italia.

    ha scritto il 

  • 2

    Il compendio di tutte le peggiori superstizioni moderne sulla civiltà medioevale. Merita comunque di essere letto per la storia avvincente e perché è scritto molto bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Sulla scorta della lettura magnifica di Moni Ovadia per "Ad alta voce", ho ripreso in mano il romanzo. Un bel ripasso della prosa avvolgente, calibrata , sapiente e fin troppo controllata e fredda di ...continua

    Sulla scorta della lettura magnifica di Moni Ovadia per "Ad alta voce", ho ripreso in mano il romanzo. Un bel ripasso della prosa avvolgente, calibrata , sapiente e fin troppo controllata e fredda di UE . Un piacere comunque per la capacità inventiva e il gusto da prestigiatore della parola di Eco. Ma una cosa va detta : il testo letto è stato pesantemente purgato e ridotto. Non ne ha patito la struttura generale, forse, ma l'aver eliminato la storia d'amore fra Adso e la "strega", per sola ipocrita pruderie, merita un bel "anathema sit".

    ha scritto il 

  • 5

    In assoluto uno dei libri più belli che io abbia mai letto.

    Scrivere una recensione che dica qualcosa di diverso o di originale, in questo caso è davvero difficile. Il Nome della Rosa da anni viene letto, studiato e recensito e nonostante le critiche che ho le ...continua

    Scrivere una recensione che dica qualcosa di diverso o di originale, in questo caso è davvero difficile. Il Nome della Rosa da anni viene letto, studiato e recensito e nonostante le critiche che ho letto, è e resterà per sempre un libro intramontabile. Devo dire che nei primi capitoli ho fatto fatica a stare dietro all'introduzione, ma nei seguenti la storia ti travolge in una atmosfera di mistero e suspence e vuoi saperne sempre di più, non riesci a fermarti. Sono contenta di averlo letto la prima volta da grande, quando ormai avevo la maturità per capirlo e godermelo fino alla fine. Tutti dovrebbero leggerlo almeno una volta nella vita, lo consiglio moltissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è molto da dire intorno a questo capolavoro dove si fondono teologia e storia, filosofia e umanità. Tutto è metafora del divino, a partire dalle proporzioni architettoniche dell'abbazia finanche ...continua

    Non c'è molto da dire intorno a questo capolavoro dove si fondono teologia e storia, filosofia e umanità. Tutto è metafora del divino, a partire dalle proporzioni architettoniche dell'abbazia finanche agli occhiali di riserva di Guglielmo; ma anche intriso di profonda umanità scolpita negli occhi del giovane Adso. Tutto ruota intorno al superbo Guglielmo, pieno di sé, ma tremendamente (forse un po' anacronisticamente) illuminato, che ha la riflessione pronta per tutto ma senza strafare, in una spy-story plot dove l'intreccio e l'equilibrio sono garantiti e dove nonostante il linguaggio raffinato e forbito non ci si annoia per nulla.

    ha scritto il 

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