Il nome della rosa

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 1

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La biblioteca di Repubblica. Novecento, 1)

4.4
(23195)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 478 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Russo , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: 848130445X | Isbn-13: 9788481304459 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un manoscritto latino del XIV secolo che riaffiora dall'oblio grazie a una secentesca traduzione francese, sette delitti in sette giorni consumati nel chiuso della biblioteca di un'abbazia, un ex accusatore dell'Inquisizione che indaga strenuamente su quei delitti, fino a scoprire la verità. Nessuno nel 1980 avrebbe scommesso un centesimo sull'interesse che simili ingredienti romanzeschi (già visti, già sentiti, già logorati dalla letteratura di "genere") avrebbero potuto destare. E invece Il nome della rosa ottenne un successo senza precedenti, un plauso planetario che modificò profondamente i criteri produttivi dell'editoria, non solo italiana.
Ironia, certo, ed erudizione, e perfetta ambientazione storica, e grande abilità costruttiva: ma la chiave di quell'accoglienza del tutto inaspettata non risiede tanto nei singoli elementi, quanto nel loro miracoloso dosaggio, nell'equilibrio rischioso eppure fermissimo secondo cui immancabilmente si dispongono in qualsiasi momento della vicenda narrata. Sotto l'apparenza del giallo in costume, o del neogotico, o del romanzo storico che dir si voglia, si nasconde probabilmente il primo e più importante romanzo italiano dell'era postmoderna, un classico contemporaneo che non smette, e forse non smetterà mai, di coinvolgere e di stupire.
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  • 5

    Perfetto Perfettino

    Alcuni libri sono belli ma...
    Atri partono bene e finisco male
    Con certi ci si trova risucchiati a metà e non si riesce a finirli, e nemmeno ad abbandonarli!!!
    Ci sono quelli troppo lunghi, quelli che ...continua

    Alcuni libri sono belli ma...
    Atri partono bene e finisco male
    Con certi ci si trova risucchiati a metà e non si riesce a finirli, e nemmeno ad abbandonarli!!!
    Ci sono quelli troppo lunghi, quelli che finiscono troppo presto e quelli che "E no!!! Perché ha preso questa piega?"
    Poi arriva Eco e tira fuori un libro che è di una bellezza inspiegabile!
    Sarà che adoro i gialli? Sarà che amo il medioevo?
    Sarà, ma dopo niente è più lo stesso..

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che proietta un sapere da far arrossire...

    Recensire quest'opera non è affatto semplice, dato che viene scritta e prima ancora pensata alla fine degli anni settanta, quando accedere alle nozioni di cui si nutre era molto più complicato di ogg ...continua

    Recensire quest'opera non è affatto semplice, dato che viene scritta e prima ancora pensata alla fine degli anni settanta, quando accedere alle nozioni di cui si nutre era molto più complicato di oggi. Ammirazione per la conoscenza dell'autore, ma la storia si dipana tra un banale giallo e un thriller a singhiozzi e tutto sommato forse si può anche essere d'accordo con l'autore stesso, che lo definisce il suo romanzo peggiore. Più di due mesi per finirlo, d'altronde non può che esserne una conferma. Sarà sicuramente colpa mia!

    ha scritto il 

  • 5

    Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus ("la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi")

    "Il bene di un libro sta nell’essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non pro ...continua

    "Il bene di un libro sta nell’essere letto. Un libro è fatto di segni che parlano di altri segni, i quali a loro volta parlano delle cose. Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto."

    Un'opera grandiosa. Uno splendido giallo storico che contiene anche filosofia, storia dell'architettura, storia della religione cristiana. Scritto divinamente.
    Il tutto si svolge nella straordinaria cornice di un'abbazia benedettina, buttata da qualche parte del Nord Italia. Siamo nel 1327.
    Una serie di delitti sconvolgono questa comunità proprio all'inizio di un importante convegno riguardante gli ordini monastici.
    L'abate, preoccupato che queste storie possano compromettere il buon esito del convegno, si rivolge a Guglielmo da Baskerville per risolvere l'enigma.
    Enigma che pare legato ad un libro misterioso, la risoluzione del quale metterà in luce il lato nascosto di quella che sembra una piccola comunità perfetta, ma che in realtà non lo è affatto.

    Oltre alla genialità assoluta della storia, alla bellezza incredibile dell'ambientazione e alla superba scrittura di Eco, questo romanzo ha anche altri pregi.
    E' innanzitutto un romanzo che incentiva l'approfondimento, del contesto storico, dei personaggi inseriti realmente esistiti, un romanzo che non ti permette di fermarti alla pura storia.
    E' un romanzo sui libri, sulla potenza dei libri: libri che insegnano, libri che uccidono.
    In alcuni punti, quando si parla di storia e filosofia, risulta un po' pesante, o forse io l'ho trovato pesante, anche perchè da appassionata-malata di giallo volevo a tutti i costi vedere come sarebbe finita.

    ha scritto il 

  • 4

    Dal film al libro ...

    Dopo aver visto il film, mi sono incuriosito e mi sono lanciato nella lettura del libro. Libro fatto molto beni, un libro a "livelli" dove Eco spiega al lettore attraverso Adso concetti di filosofia e ...continua

    Dopo aver visto il film, mi sono incuriosito e mi sono lanciato nella lettura del libro. Libro fatto molto beni, un libro a "livelli" dove Eco spiega al lettore attraverso Adso concetti di filosofia e logica. La parte più ostica è stata sicuramente il latino, che ha rallentato (e non di poco) la lettura. Nel libro in questione (forse un'edizione datata) non c'era nemmeno una traduzione per chi, come me, di latino non capisce nulla. Ma poco importa.
    Un libro affascinante anche se sicuramente la scrittura (forse "antica", forse volutamente barocca). Un "must have" fra i propri libri letti.

    ha scritto il 

  • 5

    Un bel thrillerone storico

    Un grande thriller storico, costruito minuziosamente, molto gotico, con un'ambientazione eccezionale (una vecchia abbazia isolata) e grandi colpi di scena.
    Unica pecca, le trattazioni storiche a volte ...continua

    Un grande thriller storico, costruito minuziosamente, molto gotico, con un'ambientazione eccezionale (una vecchia abbazia isolata) e grandi colpi di scena.
    Unica pecca, le trattazioni storiche a volte sono troppo dettagliate, forse tutte le digressioni sui movimenti religiosi medievali potevano essere trattate in maniera più snella.

    ha scritto il 

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