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Il nome della rosa

Di

Editore: Bompiani per la Scuola

4.4
(22663)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 656 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Catalano , Russo , Finlandese , Polacco , Olandese , Portoghese , Ungherese , Norvegese , Slovacco , Sloveno , Svedese , Ceco , Greco , Turco , Rumeno , Coreano

Isbn-10: 8845034186 | Isbn-13: 9788845034183 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ho trovato un altro amico: Umberto Eco.

    Ho letto "Il nome della rosa" solo adesso, ad almeno 16 anni di distanza da quando vidi il film alle elementari. Questo titola mi si riproponeva spesso davanti, ma mai mi balenava in mente l'idea di l ...continua

    Ho letto "Il nome della rosa" solo adesso, ad almeno 16 anni di distanza da quando vidi il film alle elementari. Questo titola mi si riproponeva spesso davanti, ma mai mi balenava in mente l'idea di leggere: mi risultava noioso. Credo che ci sia un tempo per ogni lettura. Ne sono anzi convinta. Non saprei neanche dire quali processi segua un libro per aprirsi al momento giusto, ma quel momento esiste. Ho comprato "Il nome della rosa" soppesando le proposte in offerta alla Feltrinelli. Non ero neanche molto sicura della scelta. Ho iniziato a leggerlo e ho capito che lo avrei portato a termine quando ho resistito alla tentazione di abbandonarlo di fronte alle prime 100 pagine (quelle che Eco ha posto proprio per i suoi lettori). Ora, io non credo di essere la lettrice ideale di Eco, perché seppure non sia proprio ignorante, non ho comunque una preparazione latinista e filosofica adeguata, ma credo di essere penetrata nel senso e nell'intento che l'autore ha perseguito. A sostenere la possibilità di leggere questo romanzo ha contribuito senz'altro lo studio della storia del diritto medievale, che mi ha fatto affacciare a quell'epoca e, tra decretali e filosofia eriugeniana, mi ha consentito di capire il contesto in cui quelle vicende si svolgono. La verità è che questo libro mi ha assorbita come non mi succedeva da tempo, l'ho letteralmente divorato e questo mi ha sorpresa.
    Ho sempre stimato Eco "da lontano", senza averne apprezzato gli scritti, più come voce autorevole e uomo di grande cultura. Avevo letto "Numero zero", ma non credo sia un romanzo che renda giustizia alla grandezza di questo scrittore, alle sue doti narrative, ma soprattutto alla sua attenta e scrupolosa ricostruzione di un mondo così lontano come il medioevo. In molti commenti si "critica" la scelta di inserire pagine molto lunghe fitte di descrizioni, pagine che annoiano il lettore (me compresa), ma alla fine della lettura mi sono resa conto di quanto quelle pagine siano essenziali alla capacità dell'opera di presentarsi nel modo più verosimile possibile. Quel libro avrebbe potuto benissimo esser stato scritto in quell'epoca. Sono così entusiasta di questa lettura che potrei tesserne le lodi all'infinito.
    Eco ha costruito un romanzo perfetto: una trama avvincente, discussioni filosofiche, intrighi, dati storici. Il punto di forza è sicuramente il fatto di aver affidato la narrazione ad Adso, un novizio che, con la sua "ingenuità", avvicina il lettore all'opera e lo rende partecipe degli eventi e delle discussioni. Se, invece, il narratore principale fosse stato Guglielmo, con la sua intelligenza e la sua cultura, il lettore si sarebbe sentito ancora più piccolo di fronte alla vastità di informazioni e citazioni dotte di cui questo romanzo è costellato.
    Ho trovato un altro amico: Umberto Eco!

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante descrizioni eccessivamente dettagliate e dissertazioni filosofiche ridondanti, credo che questo romanzo sia veramente un romanzo con la R maiuscola, in cui diversi generi si fondono e si co ...continua

    Nonostante descrizioni eccessivamente dettagliate e dissertazioni filosofiche ridondanti, credo che questo romanzo sia veramente un romanzo con la R maiuscola, in cui diversi generi si fondono e si confondono, a creare un tutto unico e ricco, capace di coinvolgere il lettore e di soddisfare ogni suo desiderio, sia esso voglia di svago, curiosita´storica, interesse per la filosofia...
    E al centro di tutto questo, un magnifico protagonista, Guglielmo da Baskerville, un personaggio meraviglioso, acuto e ironico, innamorato della scienza e del sapere, moderno e disincantato, un personaggio che non ho potuto non amare.

    ha scritto il 

  • 5

    Non semplice, però magnifico

    Letto tutto d'un fiato, nonostante certi punti fossero molto impegnativi (tutte le descrizioni con nomi e aggettivi scritte da Eco!). Pensavo che il film fosse più fedele ed invece mi sono stupito di ...continua

    Letto tutto d'un fiato, nonostante certi punti fossero molto impegnativi (tutte le descrizioni con nomi e aggettivi scritte da Eco!). Pensavo che il film fosse più fedele ed invece mi sono stupito di come alcuni passaggi non lo siano; anzi, soprattutto nella scoperta/mappatura della biblioteca, l'ho trovato più intrigante

    ha scritto il 

  • 3

    「其實問題並不在於基督是否貧窮,而是教會是否應該貧窮。貧窮並不意味著擁有或不擁有華廈宮殿,而是保有或放棄以法規犯世俗之物的權利。」
    「你要對預言家和那些願為真理而死之人心存畏懼,他們會讓許多人跟他們一樣赴死,而且往往比他們早死,或代替他們而死。」
    「或許愛人之人身負的任務是教人嘲笑真理,嘲笑真理,因為唯一的真理是讓我們學會擺脫盲目追求真理的熱情。」
    「人類所盡之力太過渺小。宇宙中無秩序這個想法卻時 ...continua

    「其實問題並不在於基督是否貧窮,而是教會是否應該貧窮。貧窮並不意味著擁有或不擁有華廈宮殿,而是保有或放棄以法規犯世俗之物的權利。」
    「你要對預言家和那些願為真理而死之人心存畏懼,他們會讓許多人跟他們一樣赴死,而且往往比他們早死,或代替他們而死。」
    「或許愛人之人身負的任務是教人嘲笑真理,嘲笑真理,因為唯一的真理是讓我們學會擺脫盲目追求真理的熱情。」
    「人類所盡之力太過渺小。宇宙中無秩序這個想法卻時讓人難以接受,因為那有損天主的自由意志及祂的全能。因此天主的自由是我們的責罰,或至少是對我們的傲慢所做的譴責。」

    不要再將一本普通的小說說是哪一世紀、哪一年代最偉大的作品了。那只會顯得下標的人見識淺薄。

    ha scritto il 

  • 5

    Quando Adso da Melk e Guglielmo da Baskerville varcano la soglia dell'Abbazia sanno di doversi accollare un'angosciosa incombenza: difendere la credibilità delle regole francescane al cospetto delle a ...continua

    Quando Adso da Melk e Guglielmo da Baskerville varcano la soglia dell'Abbazia sanno di doversi accollare un'angosciosa incombenza: difendere la credibilità delle regole francescane al cospetto delle accuse dei legati papali, nel congresso che di lì a poco si sarebbe tenuto. Tuttavia il monastero, culla dell'ordine benedettino e ricettacolo di frati con celati trascorsi eretici, è luogo di delitti misteriosi; così l'Abate affida alla sagacia di Guglielmo il compito di scovare l'assassino e riportare l'ordine all'interno del convento.

    ha scritto il 

  • 5

    Il nome della Rosa

    Un romanzo, saggio, giallo, e di più... Un libro da leggere e rileggere, da consumare e assaporate. E ogni volta il palato del lettore ne esce soddisfatto. Per me un capolavoro. La frase di chiusura ...continua

    Un romanzo, saggio, giallo, e di più... Un libro da leggere e rileggere, da consumare e assaporate. E ogni volta il palato del lettore ne esce soddisfatto. Per me un capolavoro. La frase di chiusura in latino un autentico rebus ancora da risolvere

    ha scritto il 

  • 3

    Buona lettura di Eco anche se preferisco Il cimitero di Praga, unico neo è che secondo me l'autore a volte si specchia troppo nella sua erudizione appesantendo alcuni momenti del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non pensavo che succedesse, ma alla fine questo libro di Eco mi ha conquistato. Mi è piaciuta l'atmosfera cupa, l'ambientazione medievale, la velata critica (in alcuni punti mica tanto velata) al pote ...continua

    Non pensavo che succedesse, ma alla fine questo libro di Eco mi ha conquistato. Mi è piaciuta l'atmosfera cupa, l'ambientazione medievale, la velata critica (in alcuni punti mica tanto velata) al potere temporale della chiesa, il modo di raccontare l'inquisizione. Ho amato la figura immaginaria di Guglielmo da Baskerville e il suo intelletto. Al contrario avrei sforbiciato alcuni punti del libro che ho trovato noiosi e che avrei preferito venissero alleggeriti con poche parole senza inerpicarsi in descrizioni che ahimè ho trovato soporifere ed in effetti il prologo ne è un esempio, così come le visioni-sogni del giovane Adso da Melk e le dispute teologiche-filosofiche. Non ho apprezzato la mancanza di una traduzione delle varie citazioni latine che spesso non sono riuscito a cogliere fino in fondo, non avendolo studiato a scuola e perciò probabilmente avrò perso qualche chicca qua e là del romanzo.
    Per il resto penso che sia un libro che bisogna leggere almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

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