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Il nostro amore è come Bisanzio

Testo danese a fronte

Di

Editore: Donzelli

4.4
(45)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 200 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879895419 | Isbn-13: 9788879895415 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Berni

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
«Come un fico purpureo e ben maturo che si è aperto denudando il suo rosato intimo dai semi lustri, carnosi, e si dissecca godendo del sole meridiano, tu giaci accanto a me nel buio». Per la prima volta viene proposta in Italia un'antologia delle liriche di uno dei maggiori poeti danesi contemporanei, Henrik Nordbrandt. Nato a Copenaghen nel 1945, Nordbrandt ha scelto di trascorrere gran parte della sua vita lontano dalla propria terra, sotto i cieli meridionali della Spagna, della Grecia e della Turchia, soggiornando spesso anche in Italia. Il suo interesse per i paesi mediterranei non è quello di un turista, ciò che lo ha spinto nel meridione d'Europa non è il tradizionale viaggio dell'uomo del Nord alla ricerca di mondi esotici e idealizzati, ma un sentimento di estraneità e di irrequietezza. La sua opera è costantemente attraversata dalla diffusa sensazione di trovarsi sempre nel luogo e nel momento sbagliato. In una tale condizione di spaesamento il poeta è solo: solo di fronte al mondo che osserva e descrive nelle sue metafore, solo di fronte all'amore, che della sua poesia è uno dei temi ricorrenti, solo nell'inquieto passaggio dall'uno all'altro degli innumerevoli luoghi che popolano i suoi scritti. L'autoironia, il graffiante sarcasmo, l'elementare sensualità della sua lingua impediscono tuttavia alla poesia di Nordbrandt di rinchiudersi nella commiserazione di sé e del mondo, ma la aprono, piuttosto, a un dialogo positivo con la realtà, che rende la voce di Nordbrandt atipica nel panorama della lirica danese di questi anni. Negli ultimi tempi, del resto, al confronto con l'alterità del mondo mediterraneo si è affiancata una riscoperta del paesaggio danese, dell'intimità del rapporto con i luoghi d'origine, radicata però in una prospettiva più ampia. Dal suo debutto nel 1966, con il volume Digte (Poesie), all'ultima raccolta, Drømmebroer (Ponti di sogno), del 1998, Nordbrandt ha tracciato una delle parabole più significative della Danimarca contemporanea, ricevendo numerosi riconoscimenti. "Il nostro amore è come Bisanzio" comprende una scelta dalle oltre venti raccolte pubblicate da Henrik Nordbrandt nell'arco degli ultimi trent'anni con l'obiettivo di rappresentare questo percorso.
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  • 5

    "E il mare è pieno di vecchie navi stanche/ che abbiamo affondato nei nostri tentativi di raggiungerci."

    Leggere Nordbandt è morire di freddo pur essendo immersi nel caldo inviluppo dell'arancio, del verde e del blu mediterranei. E' guardare un tenero, giovane olivo della macchia sussultare sotto le ...continua

    Leggere Nordbandt è morire di freddo pur essendo immersi nel caldo inviluppo dell'arancio, del verde e del blu mediterranei. E' guardare un tenero, giovane olivo della macchia sussultare sotto le raffiche del vento del nord, un vento tagliente, che non perdona, e provare pietà per quel povero arbusto che si piega come a elemosinare dalla terra un appiglio più saldo. Ma è anche cambiare prospettiva, e chiedersi se il vero mendicante non sia invece il vento, troppo gelido e maldestro per far capire all'albero che voleva solo giocare con i suoi rami, come fanno le brezze estive nelle poesie. Ma non ci sa fare. Ha barattato le sue terre battute per un olivo capriccioso e il calore di un luogo che non è il suo.

    A differenza di questo vento, però, Nordbrandt si impadronisce di scenari del tutto estranei a quello del suo luogo natio, la Danimarca, costruendo i suoi testi con immagini calde, palpitanti, richiamando le culture dei Paesi che ha visitato, come la Turchia e la Grecia, a comporre visioni ardenti come il sole di questi paesi. I componimenti dello stampo "mediterraneo-orientale" risultano ancora più esotici se messi a confronto con altre poesie in cui tali riferimenti sono assenti, e che si tengono perciò su una linea differente, forse più composta, forse più rassegnata, e che ho amato né più né meno delle prime, solo in modo diverso, perché sono due rami della poetica di questo autore che -ma questo solo dal mio punto di vista- necessitano di essere non separati, ma comunque distinti.

    Per me, Il nostro amore è come Bisanzio è stata una rivelazione. E' in corso la mia lotta per riuscire a racimolare qualche altro testo di Nordbrandt, sia anche solo un appunto preso dietro lo scontrino del bar. Arrivata a questo punto, ne ho un bisogno assoluto.

    ha scritto il 

  • 4

    Le poesie che ho apprezzato di più sono quelle tratte dalle raccolte Ode alla piovra e altre poesie d’amore, La città dei liutai e Vicinanze.

    Lettera

    Se un giorno ci venisse in mente di ...continua

    Le poesie che ho apprezzato di più sono quelle tratte dalle raccolte Ode alla piovra e altre poesie d’amore, La città dei liutai e Vicinanze.

    Lettera

    Se un giorno ci venisse in mente di incontrarci (cosa di cui in fondo dubito) allora per amor di Dio scegliamo un luogo in cui nessuno di noi è mai stato prima. Una qualche isola in disparte nell'Egeo o una spiaggia nei pressi di Alessandria.

    Un posto dove i giardini notturni non ci portino subito a vedere noi stessi come fantasmi, dove la gente scorgendoci non finisca subito per pensare a chi è morto dopo il nostro ultimo incontro e dove non compariamo nelle loro storie.

    Potremmo passare la notte insieme a bere, a parlare di nulla e magari remare sul mare al chiaro di luna e se non ci venisse in mente di annegarci potremmo separarci prima dell'alba felici, prima di essere tornati sobri.

    - Se dunque esiste un posto così (cosa di cui come ho detto dubito) un posto in cui persino certi tardi sprazzi di sole e i profumi di certi alberi notturni di tanto in tanto non ci ricordino che abbiamo provato tutto questo tante volte prima, senza successo. Oppure lasciamo perdere l'idea di incontrarci.

    Verso l’Africa

    Quando scivoliamo l’uno nell’altra i nostri volti si fanno più nitidi sui segreti colori della terra che si mescolano in un alone verdeturchese del centro rosso rubino che ci scaglia fuori nella notte estiva finché il miele selvatico comincia a gocciolarci dalle punte delle dita. E il tuo corpo, che è stanco di viaggiare come una tribù nomade in estinzione trasforma la mia anima nel mio sesso mentre i miei pensieri diventano femminili e fuggono, casti come polene seguiti da una scia di sangue e profumo. E il tuo profilo egizio si volta verso il riflesso di un sapere obliato dei tuoi occhi nei miei e fa accendere una serie di invisibili lettere che dicono come tutto è già scritto, ma nulla è stato letto finché non sarà scritto ancora, dalla mia vita sulla tua e dalla tua sulla mia mentre uno di noi è sempre diretto da sud a nord e l’altro sempre diretto da nord a sud.

    Navigazione

    Dopo esserci amati rimaniamo vicini e allo stesso tempo a una certa distanza come due barche che si godono le loro linee nelle acque scure, virano così intensamente che i loro scafi son vicini a spaccarsi per pura e semplice estasi mentre fanno a gara nell'azzurro sotto vele che il vento notturno riempie di chiaro di luna e brezze profumate di fiori - senza che l'una mai cerchi di lasciarsi l'altra a poppa e senza che la distanza tra loro diminuisca né aumenti un po’.

    Ma vi sono altre notti in cui navighiamo come due transatlantici illuminati coricati fianco a fianco con le macchine spente, sotto un firmamento straniero e senza un solo passeggero a bordo: su ogni ponte suona una orchestra di violini in onore delle onde lucenti. E il mare è pieno di vecchie navi stanche che abbiamo affondato nei nostri tentativi di raggiungerci.

    Il nostro amore è come Bisanzio

    Il nostro amore è come Bisanzio dev’essere stata l’ultima sera. Dev’esserci stato immagino un alone sui volti di chi si affollava nelle vie o sostava in piccoli gruppi agli angoli delle strade e nelle piazze e parlava a bassa voce un alone che doveva ricordare quello che ha il tuo volto quando ne scosti i capelli e mi guardi.

    Immagino che non parlassero molto, e di cose piuttosto indifferenti, che cercassero di parlare e si bloccassero senza aver detto quanto volevano e cercassero ancora e rinunciassero ancora e si guardassero e abbassassero gli occhi.

    Le antichissime icone per esempio hanno in sé quell’alone come il bagliore di una città in fiamme o l’alone che la morte imminente trasmette alle foto dei morti precoci nella memoria dei superstiti.

    Quando mi volto verso di te nel letto, ho la sensazione di entrare in una chiesa distrutta dalle fiamme molto tempo fa in cui solo il buio negli occhi delle icone è rimasto piene delle fiamme che le hanno cancellate.

    ha scritto il 

  • 5

    Perdita, viaggio, rimpianto, dolore; amore, vecchiezza, abbandono; il corpo e il tempo e le fratture - tutto questo, rinchiuso alla perfezione in una semplicità che ricorda quella dell'acqua.

    Ora non ...continua

    Perdita, viaggio, rimpianto, dolore; amore, vecchiezza, abbandono; il corpo e il tempo e le fratture - tutto questo, rinchiuso alla perfezione in una semplicità che ricorda quella dell'acqua.

    Ora non posso più usarti come una rosa nelle mie poesie d'amore: sei troppo grande, troppo bella e troppo, troppo te stessa.

    Ora posso in realtà solo guardarti come si guarda un fiume che ha trovato il suo letto e lo assapora in ogni suo movimento

    ogni sua ansa, ogni suo pesce e ogni suo tramonto fra i monti azzurri coperti di neve che sono miei, e miei solo perché fra loro ti sei aperta un varco.

    Ora posso solo specchiarmi nelle acque che scorrono placide insieme ai petali di fiori che cadono alle chiatte e alle città minerarie deserte

    dove i tuoi amanti si ubriacano e si affogano al tuo chiaror di luna e vengono rigettati sulle rive

    nei paesi lontani dove ci incontriamo in sogno.

    ha scritto il 

  • 5

    Imbattersi in un poeta danese, uno scrittore del nord e percepire del calore, musicalità, colore… Nordbrandt tratta con grande malinconia e sensualità il tema dell’amore ed in questa raccolta, ...continua

    Imbattersi in un poeta danese, uno scrittore del nord e percepire del calore, musicalità, colore… Nordbrandt tratta con grande malinconia e sensualità il tema dell’amore ed in questa raccolta, ma più in generale nella sua poesia, sembra non disporre di un presente, ma solo di tempo passato o futuro. Il nostro amore è come Bisanzio si manifesta come un mondo fatto di partenze e di arrivi, di luoghi fissati da uno sguardo che va oltre, che non si ferma, tanto da lasciarci la sensazione di non appartenere più a nulla. …c’è qualcosa che vorrei tu sapessi: non riesco più a riporre queste pagine, mi seguono in ogni dove, come l’idea di te… Il nostro amore è come Bisanzio o come Venezia, che se ne sta idealmente dall’altra parte o forse perché…siamo stati noi, costretti come siamo ad incontrarci in giorni e luoghi lontani che finiamo col riempire di baci, che poi restano lì, a galleggiare. Qualcuno, magari fra cento e poi cento anni ancora, li afferrerà e si meraviglierà per il profumo ed il sorriso che vi saranno rimasti imprigionati. Il nostro amore è come Bisanzio, ma in fondo è come tutti i luoghi in cui siamo stati insieme: i nostri giardini sull’acqua, le torri colme di vento con le loro scale, un giorno forse…la sabbia del deserto.

    Sai, il desiderio di te a volte si fa così intenso che il tuo volto sembra come fermarsi dentro i miei pensieri e prendere una direzione diversa da quella dei giorni.

    Il nostro amore è come Bisanzio, una città dove ci si può perdere fra un’infinità di vicoli e l’azzurro del mare, o magari dentro una favola appena sussurrata.

    ...ma se pure ci perdessimo, io ti ritroverei, perché il mio cuore ormai conosce la strada che porta dritta al tuo sorriso. Dopo, tenendoti stretta a me sotto le stelle, disegneremmo insieme, sul ciglio di antiche carovaniere, la nostra casa nel vento.

    ha scritto il 

  • 5

    C'è tutto quel mare e attraversamenti

    È un libro che genera necessità. La necessità che di Nordbrandt si traduca in italiano tutto quanto ha pubblicato in Danimarca. La poesia di Nordbrandt fa venir voglia di andare, continuamente ...continua

    È un libro che genera necessità. La necessità che di Nordbrandt si traduca in italiano tutto quanto ha pubblicato in Danimarca. La poesia di Nordbrandt fa venir voglia di andare, continuamente andare e, allo stesso tempo, di sedere per ore su una veranda che affacci sul mare, meglio se all'ora del tramonto. Il tempo è dilatato, come lo sono i contorni del corpo della donna che il poeta ama, inafferrabili nel disperato tentativo di possedere tutto, in un attimo e per sempre, di lei, tutto il corpo e tutta l'anima. Ecco, la poesia di Nordbrandt è così, spaesante e colma.

    ha scritto il 

  • 4

    Le unghie dei piedi

    Già le unghie dei piedi sono un lontano presagio dell'incantevole punto in cui le gambe si incontrano. Poi segue la curva del piede, e le stesse gambe

    sono lunghe come pomeriggi d'estate col mare e ...continua

    Già le unghie dei piedi sono un lontano presagio dell'incantevole punto in cui le gambe si incontrano. Poi segue la curva del piede, e le stesse gambe

    sono lunghe come pomeriggi d'estate col mare e una musica pigra, i gelati sul ponte e la notte stellata che si avvicina.

    ha scritto il 

  • 5

    Oltre alla poesia che dà il titolo all'antologia italiana di questo poeta danese contemporaneo - e che da sola varrebbe tutto il libro(se la cercate in rete attenzione: spesso viene riportata solo ...continua

    Oltre alla poesia che dà il titolo all'antologia italiana di questo poeta danese contemporaneo - e che da sola varrebbe tutto il libro(se la cercate in rete attenzione: spesso viene riportata solo la prima "stanza", ma ce ne sono altre tre e devono essere lette) - ne cito solo un'altra, ma giusto per ragioni brevità.

    Da leggere, per sprofondare nelle suggestioni senza tempo della luce orientale che illumina la vita dipanatasi nelle città e nei porti delle terre lambite dal mare che sta in mezzo alle terre.

    E sostarvi, indugiarvi, senza alcuna fretta.

    ***

    In un porto del Mediterraneo

    Io non so cosa sia più importante:

    la dolcezza speziata del caffè amaro mescolata al gusto della prima sigaretta del mattino o l’odore di pesce e barche verniciate di fresco. I vestiti sbiaditi sul filo fra i mandorli in fiore o i monti che li mettono in risalto...

    No, nulla di ciò, ma tutte queste cose insieme rivelano che ho trascurato qualcosa

    e che la sua presenza mi tormenterà per il resto della vita perché l’ho ignorato mentre era qui.

    ha scritto il 

  • 4

    Pioviggina un po' ma non abbastanza perché si possa proprio chiamarla pioggia

    E noi lentamente ci bagnamo ma non abbastanza perché valga proprio la pena di parlarne

    E un po' ci innamoriamo ma ...continua

    Pioviggina un po' ma non abbastanza perché si possa proprio chiamarla pioggia

    E noi lentamente ci bagnamo ma non abbastanza perché valga proprio la pena di parlarne

    E un po' ci innamoriamo ma non abbastanza perché si possa proprio chiamarlo amore

    ha scritto il 

  • 5

    Questo autore danese, nato nel 1945, è un poeta che amo moltissimo. Compone una poesia “classica” sia nei temi (amore, morte, natura) che nello stile, e rappresenta la realtà con malinconia, ...continua

    Questo autore danese, nato nel 1945, è un poeta che amo moltissimo. Compone una poesia “classica” sia nei temi (amore, morte, natura) che nello stile, e rappresenta la realtà con malinconia, sensualità e moltissima ironia. Ha trascorso gran parte della sua vita fuori dalla Danimarca e il contatto con cieli e natura meno “scoloriti” rispetto a quelli natii si avverte prepotentemente nei suoi versi. E’ un autore che ha viaggiato molto in Turchia, Grecia, Spagna ed fatto del viaggio una condizione, uno stile di vita. Io lo trovo affascinante.

    Caffè all’aperto

    Pioviggina un po' ma non abbastanza perché si possa proprio chiamarla pioggia

    e noi lentamente ci bagnamo ma non abbastanza perché valga proprio la pena di parlarne

    e un po' ci innamoriamo ma non abbastanza perché si possa proprio chiamarlo amore .

    Quando una persona muore

    Quando una persona muore rimane il suo mondo:

    le montagne lontane le case del quartiere e la strada la domenica attraversa un ponte di legno appena prima di portare fuori città.

    E il sole di primavera che verso il tardo pomeriggio raggiunge uno scaffale di libri e riviste, che senza dubbio un tempo erano nuovi.

    non è per niente strano.

    Ma ciononostante spesso mi ha stupito.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono storie di amori pensati e sognati nei colori e nelle atmosfere mediterranee senza tempo.

    "Pioviggina un po' ma non abbastanza perchè si possa proprio chiamarla pioggia

    e noi lentamente ci ...continua

    Sono storie di amori pensati e sognati nei colori e nelle atmosfere mediterranee senza tempo.

    "Pioviggina un po' ma non abbastanza perchè si possa proprio chiamarla pioggia

    e noi lentamente ci bagnamo ma non abbastanza perchè valga proprio la pena di parlarne

    e un po' c'innamoriamo ma non abbastanza perchè si possa proprio chiamarlo amore"

    ha scritto il 

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