Il nostro comune amico

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi, 273)

4.4
(408)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 905 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 880605449X | Isbn-13: 9788806054496 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luca Lamberti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Due vicende s'intrecciano: quella del giovane Harmon, legittimo erede delle fortune paterne di cui non riesce a entrare in possesso, e la storia dell'avvocato Eugene innamorato di Lizzy. Fra tentati omicidi, cadaveri ripescati nel Tamigi, clausole legali e riconciliazioni finali, l'atmosfera del romanzo è dominata dal cupido potere del denaro. L'opera dickensiana è presentata qui con una nuova introduzione e le note al testo a cura di Carlo Pagetti.
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  • 4

    City, Borsa, titoli, dividendi, sconti, tre quarti, sette ottavi.

    Autore: britannico (1812-1870). Romanzo.

    Pochi giorni fa ho letto Declino e caduta di praticamente tutti.
    Qui Mr Boffin assume il signor Wegg perché gli legga Decadenza e scaduta dell’impero rossano.
    ...continua

    Autore: britannico (1812-1870). Romanzo.

    Pochi giorni fa ho letto Declino e caduta di praticamente tutti.
    Qui Mr Boffin assume il signor Wegg perché gli legga Decadenza e scaduta dell’impero rossano.
    Aleggia lo spirito di Gibbon.

    In Lost un personaggio, Desmond Hume, si portava sempre appresso o usciva fuori quando meno te lo aspettavi questo libro, perché per lui, che conosceva a menadito ogni meravigliosa parola scritta da Dickens, era l’ultimo libro che avrebbe letto prima di morire. E il titolo del libro è il nome che da alla sua barca a vela.

    Un uomo con un passato, senza futuro e con un miserabile presente una notte pesca nel fiume un cadavere. Sembra essere quello di un tale John Harmon diventato famoso per essere oggetto di un particolare testamento in cui il padre, re della spazzatura, lascia tutto a lui a condizione che sposi una certa fanciulla. In caso di sua morte o mancato matrimonio il beneficiario è un suo dipendente, Mr Boffin.

    Se qualcuno ha creduto che il sospetto che Harmon non sia morto e possa essere anzi uno dei personaggi iniziali sia una defaillance di Dickens, sbaglia.
    Lo stesso autore nel poscritto dice che il fatto trasparisse era nei calcoli, come tutto il romanzo.
    Dickens era un grande scrittore, con una memoria molto buona: lui aveva davanti tutta l’architettura del racconto per la cui scrittura gli sarebbe stati necessari mesi.
    E’ da accertare quanto buoni lettori siamo noi.

    Ci godiamo una bella serie di ritratti e di paesaggi.
    Il Tamigi dei barconi e delle chiuse, con i suoi gorghi e i suoi misteri. Le case e i moli sempre umidi, in preda alle maree. Case ammucchiate e vicoli stretti, buie cucine al di sotto del livello stradale, muri di pietra e ombre di fuochi.
    La bettola tenuta con mano ferma da una donna formidabile, capace di dominare tagliagole e ubriaconi.
    E a conferma che dalla melma ogni tanto spunta un fiore, Lizzie con l’amore per il padre e per il fratello che vuol salvare da quell’ambiente, mandandolo a studiare.
    Betty Higden, miserabile e vecchia, che le disgrazie le ha vissute tutte e che preferisce morire al bordo di una strada guadagnandosi ancora il pane che in un ospizio.
    Palazzo Veneering che ospita una serie di pranzi o cene frequentati da vecchissimi amici, appena conosciuti, del padrone di casa e in cui si celebrano tutte le sciocchezze e le vanità della Buona Società..
    Se del Signor Podsnap sapessimo gli strati psicologici che hanno formato carattere e convinzioni, spero che non cesseremmo di riconoscere il suo essere irrimediabilmente stronzo.
    La Signora Lammle, sposatasi per interesse e ormai legata in un sodalizio di sopravvivenza con il losco figuro che è il marito, ha comunque una ribellione e cerca di salvare una ragazzina dalle mire dello sposo e dell’usuraio Fledgeby.

    E potrei continuare per un bel po’, perché Dickens è un generoso gallerista.
    Gioca con l’arroganza e la stupidità della borghesia e della nobiltà, forse facendone personaggi unidimensionali ma di enorme impatto.
    In Dickens ciò che una persona è viene fuori dalle sue parole e dalle sue azioni.
    Il maestro Headstone scopre che per lui l’amore è passione furiosa, gelosia furibonda e senso del possesso rabbioso. Compiuto quello che lui crede un omicidio si trova a dover affrontare il senso di colpa e l’incubo della continua ripetizione dell’assassinio. Notte d’abisso che può avere una sola via d’uscita.

    Dimenticavo, naturalmente c’è la storia d’amore di Lizzie e quella di Bella, una brunetta tutta fossette che adora il padre ed è vanitosa. Visto che non si è mai innamorata ha anche il cervello pieno di cose che si scioglieranno come la neve quando gli ormoni prevarranno.
    Dimenticavo anche Harmon mai morto e la sistemazione del testamento.
    Che devo dire se per qualcuno la fiducia di Bella nel marito è anche troppa (pur se ben riposta)? Devo ricordare che il romanzo è ambientato nel 1864? E anche di quanto si è accorciata la durata media dei matrimoni?

    Qui ci sono, “per stato sociale”, cattivi, poveri mentecatti legati alla truffa, al furto e al delitto (anche se non tutti), ricchi signori compresi dal loro ruolo e dal loro denaro (e il sarcasmo per questi è maggiore, visto che non hanno scusanti), e buoni “per natura”.
    Il povero Twemlow, il parente povero di un lord, sempre a lato di grandi pranzi, che fa un po’ da tappabuchi grazie alla parentela (lui non ha gran personalità), ma che ha due grandi occasioni qui: salvare la ragazzina da una truffa e chiudere il libro con dignità. E’ la sua la voce che dovrebbe avere la Buona Società.

    Fu l’ultimo romanzo compiuto. Scriverà successivamente Il mistero di Edwin Drood, ma non lo finirà.
    Forse già in questo la forza della denuncia sociale cala un poco, forse gli sembrava che fosse una lotta senza speranza se le classi più disagiate migliorando la loro vita sembravano assumere i difetti che lui combatteva.

    Possiamo fare discorsi e ipotesi, ma Dickens resta sempre una splendida lettura. 1044 pagine? con Dickens è un pasto luculliano. Non c’e neppure bisogno di bicarbonato.

    http://www.youtube.com/watch?v=FIiR_IT423o

    http://www.youtube.com/watch?v=Wdn6OZkSAyg
    I links sono in Musica & Video.

    13.01.2017

    ha scritto il 

  • 5

    Dickens, Dickens, come ho fatto a dimenticarmi di te tanto a lungo? Era dai tempi della mia preadolescenza (Pickwick, Copperfield, Oliver Twist,…) che non prendevo più in mano un tuo romanzo.
    E che me ...continua

    Dickens, Dickens, come ho fatto a dimenticarmi di te tanto a lungo? Era dai tempi della mia preadolescenza (Pickwick, Copperfield, Oliver Twist,…) che non prendevo più in mano un tuo romanzo.
    E che meraviglia, che incanto! Più di mille pagine che scorrono come un fiume in piena, ricche di umorismo (a volte aperto, altre volte più sottilmente velato) sapientemente mescolato con il drammatico, indissolubilmente uniti nell’intrecciarsi delle trame più bieche, pagine capaci di trascinarci nella tua umanissima passione per le cause che ritenevi giuste ed oneste, di descriverci con i tratti più efficaci i più svariati personaggi di questo umano zoo, macchiette o credibili che siano, di condividere la tua indignazione di vivere in una società ipocrita, falsa, legata alle apparenze e alle convenzioni e trainata dal potere di attrazione del dio-denaro, che tutto vuole condizionare fino a travolgere ogni altro valore quale era quella vittoriana (ma non è ancora così anche per noi, adesso?), ed il tuo desiderio di vederla fustigata e sconfitta.
    E ci si stupisce ancora oggi per questa tua facilità di raccontare, di sapere intrecciare storie dentro le storie, di appassionare il lettore ( colto o ignorante che sia) ad ogni tua pagina, di sapere essere popolare e profondo allo stesso tempo.
    Dickens, tu sì, che sei un vero Maestro. Uno tra i più grandi, accanto a Shakespeare, a Cervantes, ai russi, a Flaubert e a Proust, a Balzac, a Kafka, a Melville e a Faulkner. Praticamente immortale.
    Ora capisco perché anche autori così distanti da te (p. es. Sebald, Bolano, Calvino,…) ti ponessero ai primi posti nel loro personale olimpo di letture.
    Prometto che ti leggerò ancora, e ancora, e ancora, per il mio sommo piacere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ultimo romanzo completo di Dickens. Oggettivamente l'intreccio è costruito benissimo e la lunghezza è necessaria per sviluppare al meglio la vicenda della quale sono partecipi personaggi provenienti ...continua

    L'ultimo romanzo completo di Dickens. Oggettivamente l'intreccio è costruito benissimo e la lunghezza è necessaria per sviluppare al meglio la vicenda della quale sono partecipi personaggi provenienti dalle più svariate classi sociali. Dickens non risparmia la sua critica all'educazione, alla Poor Law, al materialismo e alla frivolezza della 'Buona società'. Personalmente ho trovato alcuni passaggi lenti, ma non per questo mi è dispiaciuto, anzi lo consiglio agli amanti di Dickens.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Dickens è sempre Dickens

    Un grande affresco della società inglese di metà ottocento. In questo romanzo ci sono tutti. Dagli umili ai prepotenti. Un vero campionario di quella fauna che viveva di sotterfugi e di debiti non pag ...continua

    Un grande affresco della società inglese di metà ottocento. In questo romanzo ci sono tutti. Dagli umili ai prepotenti. Un vero campionario di quella fauna che viveva di sotterfugi e di debiti non pagati, di personaggi dal cuore nobile e pronti a rinunciare al loro status. Tutto questo in una prosa graffiante e ironica che non stanca il lettore, nonostante il numero di pagine.
    Ho faticato a metterlo in cima alle altre letture ma una volta iniziato non ho smesso di leggerlo finché non è calato il sipario.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Ai giorni nostri, ma è inutile precisare l’anno, una sera d’autunno, sull’imbrunire, una barca infangata e dall’aspetto equivoco navigava sul Tamigi fra il ponte di Southwark, che è in ferro, e quello ...continua

    Ai giorni nostri, ma è inutile precisare l’anno, una sera d’autunno, sull’imbrunire, una barca infangata e dall’aspetto equivoco navigava sul Tamigi fra il ponte di Southwark, che è in ferro, e quello di Londra, che è in pietra, con due persone a bordo......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-d/dickens-charles/il-nostro-comune-amico-charles-dickens/

    ha scritto il 

  • 4

    IL ROMANZO D’APPENDICE PADRE DELLE SERIE TV

    LETTO IN EBOOK____“Il nostro comune amico” (“Our Mutual Friend”) è un feuilleton o romanzo d’appendice che fu pubblicato in fascicoli a puntate nel 1864 e 1865 da Charles Dickens. In effetti, leggendo ...continua

    LETTO IN EBOOK____“Il nostro comune amico” (“Our Mutual Friend”) è un feuilleton o romanzo d’appendice che fu pubblicato in fascicoli a puntate nel 1864 e 1865 da Charles Dickens. In effetti, leggendolo pare quasi di avere davanti una serie TV, di quelle divise in stagioni, che si sviluppano puntata per puntata. Questo modo di pubblicazione (inventato da Louis-François Bertin, direttore del Journal des Débats) determina anche il tipo di opera, che somiglia appunto più a una serie televisiva che non a un film, presentando una trama principale (in questo caso, le vicende di un’eredità che sarebbe dovuta andare al figlio del defunto a condizione che questo sposasse una certa signorina Bella o, in alternativa ai due anziani servitori Boffin, con l’inconveniente che il primo erede, John Harmon, si finge morto per scoprire i sentimenti della futura moglie), cui si collegano alcune storie secondarie, come quella dell’avvocato innamorato della giovane Lizzy. Come nelle moderne serie, anche qui, in ogni capitolo, c’è qualche avventura e qualche nuovo sviluppo che pare allontanare la soluzione finale che il lettore intuisce ma viene sempre allontanata.
    Come le serie TV sono divise in Stagioni, così questo romanzo è diviso in quattro libri: "La coppa e il labbro", "Gente dello stesso stampo", "Un lungo cammino" e "Una svolta".
    Si può dire che tali programmi, come i teleromanzi e le soap opera siano i discendenti di simili romanzi d’appendice in voga a metà del XIX secolo.
    Rivolgendosi a un pubblico più distratto, in quanto potrebbe perdere qualche episodio, questo genere di romanzi, tende a creare personaggi di facile identificazione, con caratteristiche marcate, evidenziate a volte dall’uso dei soprannomi (che qui abbondano). Leggendo “David Copperfield” avevo notato come ciascun personaggio potesse ben descritto da un singolo aggettivo, tanto era netto un suo dato carattere. Ne emerge uno spettacolo forse meno fine che in altre letture, ma in cui pare di vedere il volto fortemente truccato degli attori sulla scena, rimedio dettato dall’esigenza di rendere chiare le espressioni anche al pubblico nel loggione, incapace di riconoscere i dettagli dei volti di lontano. Allo stesso modo qui i caratteri sembrano un po’ scolpiti con l’accetta piuttosto che col cesello, ma questo non va visto come un difetto dell’opera, quanto come una caratteristica implicita nel mezzo espressivo scelto, in cui ci si perde nella vastità dello sviluppo, nella moltitudine di pagine.
    Con questo suo stile un po’ popolaresco, Dickens, dal maestro che è, riesce comunque a realizzare un romanzo capace di ben descrivere e criticare la realtà sociale del proprio tempo, a creare una storia che ancora oggi è capace di attrarre e trascinare il lettore e qui, come in “David Copperfield”, il lettore si sente partecipe della vicenda, chiedendosi di volta in volta perché un dato personaggio non compia una data azione che parrebbe tanto ovvia, ma tergiversi ancora. Tra le tante, quella che mi ha lasciato più perplesso è come abbia potuto Bella Wilfer accettare di essere oggetto di un testamento, accettare di essere ingannata dall’uomo che ama e che sposa senza conoscerne la vera identità, ingannata dai suoi protettori che mettono alla prova la sua virtù non si sa bene con quale diritto e poi, quando scopre tutto l’inganno, anziché infuriarsi per la scarsa considerazione che tutti hanno per la sua intelligenza e volontà (pur ammirandone tutti l’ingenua virtù), essere tutta felice e amorevole. Insomma, cogliamo in questo personaggio tutte le contraddizioni della condizione femminile nella Gran Bretagna e nell’Europa dell’epoca.

    Le esigenze della forma adottata per la pubblicazione portano Charles Dickens a estendere il narrato ben oltre le esigenze della trama, che, in un’opera unitaria, si sarebbe potuta sviluppare assai più brevemente, senza tante digressioni (così comuni in tanti autori dell’epoca) e senza lo sviluppo di storie parallele, che distraggono il lettore e lo portano ad aspettare, arrancando con un certo fastidio per vie di campagna, che la vettura narrativa ritorni a correre spedita sulla strada maestra.

    ha scritto il 

  • 5

    come sempre una passeggiata divertente

    libro pieno di personaggi incredibili, come sempre. Tutto nasce da uno scambio di persone, in questo caso morte! e tutte le vicende ne vanno a seguire. Personaggi buoni che diventano cattivi per scher ...continua

    libro pieno di personaggi incredibili, come sempre. Tutto nasce da uno scambio di persone, in questo caso morte! e tutte le vicende ne vanno a seguire. Personaggi buoni che diventano cattivi per scherzo (lo spazzaturaio d'oro!), personaggi che da cattivi diventano meravigliosi per inganno (Bella!), personaggi cattivi che poi muoiono... insomma il tripudio dei buoni sentimenti. Ovviamente con una riflessione feroce sulla società inglese del tempo e una condanna terribile per gli ospizi dei poveri. Bellissimo! come sempre architettato da maestro!

    ha scritto il 

  • 4

    Very good, but not excellent

    There are plenty of great moments and characters in this book and the writing is superb. I also enjoyed the satirical side of the novel, sometimes hilarious.
    But, for me, there are two big flaws:
    - Th ...continua

    There are plenty of great moments and characters in this book and the writing is superb. I also enjoyed the satirical side of the novel, sometimes hilarious.
    But, for me, there are two big flaws:
    - The plot: The frame where all these actions and people are set is quite inbelieveable and absurd.
    - The depth of characters: Many of them are quite shallow and only serve as cartoons of the ideas they represent.
    Nevertheless, I encourage to read and enjoy this book.

    ha scritto il 

  • 5

    Come recensire questo capolavoro? È come un quadro di Brueghel, brulicante di personaggi più o meno grotteschi. Lo colloco alla cima della letteratura mondiale, accanto al ben più famoso David Copperf ...continua

    Come recensire questo capolavoro? È come un quadro di Brueghel, brulicante di personaggi più o meno grotteschi. Lo colloco alla cima della letteratura mondiale, accanto al ben più famoso David Copperfield.

    ha scritto il 

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