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Il novellino

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(46)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 253 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817150614 | Isbn-13: 9788817150613 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Busi Aldo , Carmen Covito

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nato a Firenze tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, Il novellino è privo non soltanto di autore, ma anche di titolo certo (quello attualmente in uso fu adottato solo nell'Ottocento). E' però ricchissimo di personaggi affascinanti o bizzarri, prelevati dalla tradizione classica, romana o biblica e di episodi curiosi e divertenti.
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  • 4

    1280–1300: questa è l'età del NOVELLINO, eterogenea raccolta di leggende, racconti, aneddoti, motti arguti.
    Ciò che affascina è il rinvio ad un mondo ormai scomparso in cui oriente ed occidente, antica Grecia ed antica Roma, re e messeri, cavalieri e giullari, mercanti e artigiani, filosofi ...continua

    1280–1300: questa è l'età del NOVELLINO, eterogenea raccolta di leggende, racconti, aneddoti, motti arguti.
    Ciò che affascina è il rinvio ad un mondo ormai scomparso in cui oriente ed occidente, antica Grecia ed antica Roma, re e messeri, cavalieri e giullari, mercanti e artigiani, filosofi e personaggi biblici sopravvivono in uno spazio senza tempo, quasi visionario, un “solaio narrativo” dove ogni cosa è riposta rinfusa, secondo la bella immagine usata da Giorgio Manganelli nell'elegante saggio introduttivo.
    Naturalmente, come Manganelli si affretta a precisare, Giovanni Boccaccio e Francoi Sacchetti sono lontanissimi da quest'opera.

    ha scritto il 

  • 4

    Assai dilettommi la lettura lieve epperò sì ricca d'argute facezie et savie, e morale et allegria, che per i campi dell'umano vivere spaziano in quelle ore che l'italica lingua si facea.
    E inchinomi a baciar lo lume de' du giullari traduttor, che del ieri fanno l'oggi per lasciar che ciasch ...continua

    Assai dilettommi la lettura lieve epperò sì ricca d'argute facezie et savie, e morale et allegria, che per i campi dell'umano vivere spaziano in quelle ore che l'italica lingua si facea.
    E inchinomi a baciar lo lume de' du giullari traduttor, che del ieri fanno l'oggi per lasciar che ciascheduno pur s'avveda e si rallegri dell'ignoto nostro autor.

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio bello ed interessante questo piccolo lavoro che è posto come “incipit” della nostra letteratura . Anonimo è chi lo ha scritto, forse un ‘Omero’ medievale che ha curato questa raccolta di novelle, composta da ignoti autori. C’è di tutto: novelle che provengono dalla cultura latina, greca, ...continua

    Proprio bello ed interessante questo piccolo lavoro che è posto come “incipit” della nostra letteratura . Anonimo è chi lo ha scritto, forse un ‘Omero’ medievale che ha curato questa raccolta di novelle, composta da ignoti autori. C’è di tutto: novelle che provengono dalla cultura latina, greca, provenzale, cristiana magari storpiando nomi e situazioni. Certo chi ha curato il volume ha voluto volgarizzare, rendere fruibile ad un pubblico più vasto una parte della ‘sapienza’ antica, quella più spicciola, più godibile; un mondo che stava morendo, stava svanendo di fronte ad un mondo nuovo che avanza. Ci sono personaggi storici, di fantasia o leggendari ma ognuno testimoni di una loro morale. Lo stile è quanto mai vario come la lingua, che apparentemente è un ‘volgare’ più parlato rispetto alla lingua del Boccaccio, ma certi passaggi sono indubbiamente dotti. Chi ha scritto ha voluto cercare il ‘bello stile’ ,anche se non tutte le novelle sono all’altezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Foscolo parlava di "ardente, diritta, evidente velocità".
    La brevità delle novelle (spesso quasi degli aneddoti) non significa povertà di fantasia e elementarità di linguaggio, ma serve a rendere l'efficacia nella rapidità della sintassi, nell'arguzia mordace della parola, nella fresche ...continua

    Il Foscolo parlava di "ardente, diritta, evidente velocità".
    La brevità delle novelle (spesso quasi degli aneddoti) non significa povertà di fantasia e elementarità di linguaggio, ma serve a rendere l'efficacia nella rapidità della sintassi, nell'arguzia mordace della parola, nella freschezza dei dialoghi. L'ideale della cortesia, della libertà e del valore, dell'intelligenza e dell'amore per l'arguzia, il motto, la beffa sono i temi prevalenti di queste piacevoli novelle, alcune delle quali hanno dato spunto ad alcune novelle del Decamerone che ho letto lo scorso anno, e allora come adesso, dopo una iniziale difficoltà di comprensione, una volta "fatto l'orecchio", questa nostra bella lingua agli esordi non è più così ostica.

    ha scritto il 

  • 4

    "Le ciento novelle antike"

    Letto per un esame di filologia italiana, presenta enormi problemi di edizione nonchè uno stemma codicum complicatissimo e di grande interesse. Inconsueto anche a livello di contenuto, è un pastiche di generi e personaggi che intrecciano oriente e occidente, antichità e medioevo, serio e faceto. ...continua

    Letto per un esame di filologia italiana, presenta enormi problemi di edizione nonchè uno stemma codicum complicatissimo e di grande interesse. Inconsueto anche a livello di contenuto, è un pastiche di generi e personaggi che intrecciano oriente e occidente, antichità e medioevo, serio e faceto. E' l'antesignano del Decameron. Da riscoprire

    ha scritto il 

  • 3

    Letto per un esame di filologia romanza, l'ho veramente apprezzato, basto solo pensare che è l'ispiratore delle meravigliose Cento Novelle. Non accompagnate da un autore abile e straordinario come Boccaccio me nel loro piccolo fanno cultura con il sorriso.

    ha scritto il