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Il padrone del mondo

By Robert Hugh Benson

(31)

| Mass Market Paperback

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Book Description

21 Reviews

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  • 6 people find this helpful

    Genio

    Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, con autostrade a quattro corsie e trasporti aerei e sotterranei. Un unico Parlamento europeo. Minacce di attentati politici e di una guerra mondiale tra Occidente e Oriente con ordigni che possono distrugge ...(continue)

    Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, con autostrade a quattro corsie e trasporti aerei e sotterranei. Un unico Parlamento europeo. Minacce di attentati politici e di una guerra mondiale tra Occidente e Oriente con ordigni che possono distruggere in un colpo solo un’intera città. Eutanasia legalizzata e assistita. E poi la crisi delle religioni sotto l’avanzare di una nuova filantropia universale somigliante alla New Age. La graduale affermazione di una sorta di “Grande Fratello” intenzionato a governare su scala mondiale. Tutto questo – e altro ancora – costituisce l’ambiente in cui si sviluppa la storia raccontata in questo romanzo da Robert Benson.
    Qualcuno potrebbe osservare: beh, che c’è di strano? Si tratta di cose poi così nuove? Ovviamente no. Molto di ciò che qui viene descritto fa parte del mondo in cui viviamo.
    Il fatto davvero sorprendente è che questo romanzo sia stato scritto nel 1907, quando cioè era quasi impossibile prevedere la comparsa di simili fenomeni. Ma, si sa, a volte le riflessioni di alcuni intellettuali geniali acquistano un valore quasi profetico.
    Capolavoro!

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    diletta said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La scrittura non aiuta certo a finire il libro, ma sicuramente l'europa viene tratteggiata in modo profetico.
    Insomma sta benedetta europa non la voleva proprio nessuno, solo noi invertebrati siamo riusciti a farcela appioppare.

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    MAGIO said on May 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    la storia è banale già per l'epoca in cui fu scritta
    se nn erro già insisteva un testo simile ma sotto 20.000 aspetti migliore: quello di solovev

    semplicistico il futuro descritto
    eccessiva la pretesa dell'autore. fo ...(continue)

    la storia è banale già per l'epoca in cui fu scritta
    se nn erro già insisteva un testo simile ma sotto 20.000 aspetti migliore: quello di solovev

    semplicistico il futuro descritto
    eccessiva la pretesa dell'autore. forse proprio l'arroganza che trapela stride: un testo che sarebbe sufficiente, non fosse per tale stridore
    accentuato poi dalla prefazione di negri
    - pensavo fosse ciellino e come tale almeno cattolico, ma da come parla sembra uno di quegli infiltrato massoni o di qualche Agenzia: con più cura di quanta ne pose l'autore (cui in parte si concede il beneficio del dubbio, potendo accollare responsabilità al traduttore), negri è riuscito a rendere fantasma proprio il centro della sua religione
    lui più dell'autore spinge per spersonalizzare la figura di cristo, avanti al cui none pone sempre l'articolo <<il>> (ben sapendo quale viaione tale scelta lessical-politica manifesta)

    negri che parla come il peggiore degli eretici (ossia di quella gente che volontariamente travia i fatti, di poco, per diversi fini), un autore aristocraticamente pretenzioso e uno sviluppo un pó piatto della storia, lo rendono un mediocre libro

    suggerirei I Tre Dialoghi di solovev, anche se come cartina torna sole potrebbe esser troppo violenta

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    Marco Siniscalchi said on Aug 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante ma con qualche difetto editoriale...

    Originale distopia in chiave cattolicissima... alla lunga un po' pedante per lunghe descrizioni e digressioni teologizzanti. Descrive un mondo senz'anima e senza dio, despiritualizzato, di estrema degenerazione razionale e profondamente allergico all ...(continue)

    Originale distopia in chiave cattolicissima... alla lunga un po' pedante per lunghe descrizioni e digressioni teologizzanti. Descrive un mondo senz'anima e senza dio, despiritualizzato, di estrema degenerazione razionale e profondamente allergico alla morale cattolica. Alcuni personaggi e idee sono interessanti e piacevoli da conoscere (che si sia d'accordo o meno con ciò che dicono e fanno), ma purtroppo l'autore interviene troppo nella storia, con le sue tesi e idee, anziché lasciare che queste emergano necessariamente dal romanzo... come forse sarebbe molto difficile a causa del rigido dogmatismo cattolico a cui l'autore si tiene strettissimo). Sto leggendo proprio questa edizione di Fede e Cultura e devo dire che se da un lato l'oggetto è pregevole, una bella brossura cucita in buona carta, bella copertina, bei font eccetera, la traduzione e l'editing sul testo lasciano un bel po' a desiderare. La sintassi e smozzicata, spesso farraginosa con incisi e anacoluti inspiegabili o calchi dall'inglese e un registro zeppo di anticaglie stucchevoli (una per tutte: "l'uscio" sistematicamente al posto della "porta" o dell'"entrata"...). Mi pungerebbe curiosità di vedere l'originale inglese per capire se la traduttrice ha scelto di mantenere analoghi difetti nell'originale o se c'ha messo del suo...

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    Carlogriguolo said on Feb 18, 2013 | Add your feedback

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