Il paese più stupido del mondo

Di

Editore: Il Mulino

3.9
(101)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 176 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8815138935 | Isbn-13: 9788815138934 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Non-narrativa , Viaggi

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Descrizione del libro
Se parlate con un europeo che ha vissuto per vent'anni in Giappone vi dirà: "Vent'anni non sono sufficienti. Avevo le idee più chiare quando sono arrivato qua". Per capire un'altra cultura, un altro popolo, servono decenni, e non è detto che bastino. Ma quanti sono quelli che vivono per vent'anni in Giappone, o a Londra, o a New York, o a Sharm-el-Sheikh? Pochi. Molti di più sono quelli a cui capita di passarci una settimana, o un mese, o un semestre, o un anno: per una vacanza, o per studio o lavoro, o perché una moglie o un marito sono nati lì. Questa temporanea estraneità al luogo in cui ci troviamo, questo "passare per" un paese o una città che lasceremo presto, e che presto dimenticheremo, è uno dei tratti peculiari dell'esperienza moderna. Ecco perché la descrizione di questo genere di esperienza è interessante: perché questo spaesamento prima o poi riguarda tutti. "Il paese più stupido del mondo" è un saggio sul Giappone nel quale non si dice niente di profondo o di originale sul Giappone. Non è un saggio su un luogo ma sull'esperienza di un luogo. Il fatto che il luogo non sia Londra o New York o Sharm-el-Sheikh ma il Giappone (che naturalmente non è il paese più stupido del mondo) rende tutto più difficile, interessante e, inevitabilmente, superficiale. Ma la superficie conta.
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  • 0

    e mi toccherà star a sentire quelli che raccontano dello
    strepitoso viaggio che faranno per il prossimo ponte

    o la vacanza che hanno già prenotato per luglio e poi
    dopo un piccolo silenzio chiedere 'e ...continua

    e mi toccherà star a sentire quelli che raccontano dello
    strepitoso viaggio che faranno per il prossimo ponte

    o la vacanza che hanno già prenotato per luglio e poi
    dopo un piccolo silenzio chiedere 'e tu invece'

    e io dirò
    238 euro

    e poi subito dopo
    vacaboia

    con una 'c' sola

    ha scritto il 

  • 4

    Claudio Giunta trascorre due mesi a Tokyo nel 2009 per tenere un corso presso l'università e ne approfitta per conoscere più persone possibili cercando di capire di che posto si tratta. Questo libro è ...continua

    Claudio Giunta trascorre due mesi a Tokyo nel 2009 per tenere un corso presso l'università e ne approfitta per conoscere più persone possibili cercando di capire di che posto si tratta. Questo libro è il suo tentativo di dare un parere sul Giappone e nello stesso tempo di parlare di tutti quelli che lo fanno: turisti che vi trascorrono una settimana, lavoratori che ci vivono un anno, espatriati che vi si stabiliscono definitivamente. Tutti danno del paese giudizi contrastanti, più o meno imbevuti di stereotipi o sbilanciati dalle esperienze personali.
    Giunta ha abbastanza intelligenza da smontare questi meccanismi con ironia, lasciando comunque capire quello che pensa lui. Mi ha divertito più di tutto l'accanimento con cui sfotte scrittori blasonati che nel passato hanno scritto del Giappone conoscendone poco o nulla: in particolare Goffredo Parise e Roland Barthes si prendono gli sberleffi più duri.

    ha scritto il 

  • 3

    «[...] In Giappone, se fate attenzione, vi sembrerà quasi tutto molto strano, molto distante da ciò che noi consideriamo normale. Più della Cina? Molto più strano della Cina.»

    Esatto. Questo libro mi ...continua

    «[...] In Giappone, se fate attenzione, vi sembrerà quasi tutto molto strano, molto distante da ciò che noi consideriamo normale. Più della Cina? Molto più strano della Cina.»

    Esatto. Questo libro mi ha fatto divertire e rivivere la sensazione che ho provato da turista nel Sol Levante: mi sembrava di essere sbarcato su Marte. Quindi grazie, gentile prof. Giunta.
    Però, il prossimo saggio lo gradirei un po' meno gigione e autocompiaciuto, please.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto molto, anche se dice più del suo autore (interessantissimo professore universitario di letteratura italiana, normalista che cita gli Elii) e delle sue impressioni che del Giappone in sé ...continua

    Mi è piaciuto molto, anche se dice più del suo autore (interessantissimo professore universitario di letteratura italiana, normalista che cita gli Elii) e delle sue impressioni che del Giappone in sé (un po' come gli altri libri che ha letto prima del viaggio). Il pezzo su Dante lo ha, giustamente, riciclato in un articolo che ho letto proprio ieri sul perché sia importante leggere la Divina commedia.

    ha scritto il 

  • 5

    Inconciliabili differenze di prospettive, e l'occhio dello straniero che definisce "strano" cioè che gli è "estraneo", e si stranisce. Godibilissimo, divertente e molto scorrevole, la lettura ideale p ...continua

    Inconciliabili differenze di prospettive, e l'occhio dello straniero che definisce "strano" cioè che gli è "estraneo", e si stranisce. Godibilissimo, divertente e molto scorrevole, la lettura ideale per chiunque decida di andare in Giappone per un periodo non brevissimo di tempo - non semplicemente in vacanza, comunque. Gli occhi esterrefatti del simpatico professor Giunta ci descrivono quest'isola di ordine, cortesia e precisione impeccabile, in tutte le sue frastagliate contraddizioni e nella peculiare, buffa ed inquietante, alienità dei suoi abitanti. Consigliato a chi partecipa al Progetto Vulcano.

    ha scritto il 

  • 4

    I gabinetti sui treni

    Forse basterebbe questa citazione, per riassumere il libro: in Giappone i bagni partono immacolati e arrivano immacolati, dopo tre ore e mezzo di viaggio, sia sullo Shinkansen (alta velocità) sia sul ...continua

    Forse basterebbe questa citazione, per riassumere il libro: in Giappone i bagni partono immacolati e arrivano immacolati, dopo tre ore e mezzo di viaggio, sia sullo Shinkansen (alta velocità) sia sul Kobe-Nara (locale); in Italia inutile approfondire, tanto lo sappiamo tutti. Ma soprattutto (nota a pag. 140), in Italia Freccia rossa e gli altri treni sembrano appartenere a epoche diverse e paesi diversi. Invece appartengono tutti e due all'Italia, solo che riguardano classi diverse di cittadini. Il Giappone, pur essendo un'economia nel cuore del capitalismo, ha una società molto più egualitaria e "decente". Il costo di questa organizzazione sociale iperregolata sarebbe un eccesso di costrizione per gli individui (da cui l'infantilizzazione diffusa,la mancanza di iniziativa personale, fino ai suicidi)? La civiltà (giapponese) avrà i suoi costi, ma i costi dell'inciviltà (italiana) credo siano maggiori. Dopo di ché, si può discutere se proprio tutto il Giappone può rientrare nella categoria di "civiltà", ma anche l'Autore ha i suoi dubbi.
    Siccome anch'io - pur essendoci stata di meno - non ho resistito a scrivere sul Giappone, il mio prodotto si trova qui http://avanzi-avanzi-avanzi.blog.kataweb.it/2011/03/15/marzo-2011-i-media-italiani-scoprono-i-giapponesi/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    una carrellata sui pregi e difetti del Giappone, visto dagli occhi di un italiano (torinese, per la precisione).
    Caustico, cattivo e ipercritico ma molto lucido, affronta la vita in Giappone con occhi ...continua

    una carrellata sui pregi e difetti del Giappone, visto dagli occhi di un italiano (torinese, per la precisione).
    Caustico, cattivo e ipercritico ma molto lucido, affronta la vita in Giappone con occhio estremamente critico e impietoso, ma soprattutto senza mezze parole.
    Un paese pieno di pro e contro, di tutte le sfumature che l'ipercontrollo e lo scontro con la modernità ha portato.
    Estremamente interessante anche per chi non è appassionato di Giappone come me...

    ha scritto il 

  • 4

    Capovolgi l'Italia e cosa ottieni?Il Giappone

    La civiltà ha un costo. Sì, quando hai male ai denti questo è il posto giusto dove stare. Ma quanti sono i giorni dell'anno in cui hai mal di denti? Ecco, qui è come se fossimo in un perenne stato di ...continua

    La civiltà ha un costo. Sì, quando hai male ai denti questo è il posto giusto dove stare. Ma quanti sono i giorni dell'anno in cui hai mal di denti? Ecco, qui è come se fossimo in un perenne stato di emergenza. E l'emergenza richiede virtù: onestà,attenzione, sacrificio. Si passa la vita a tenere duro, mai un attimo di tregua....No , non si può vivere tutta la vita così. Non ci possono essere soltanto correzioni e costrizioni.
    Due estremi che non si toccano, due paesi che per strade completamente diverse sono arrivate allo stesso paradosso, e sono diventati due posti splendidi per una vacanza ma dei posti in cui vivere non è poi così bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto carino ed interessante, a volte anche divertente e sfacciato. Peccato per qualche pezzo un po' noioso ogni tanto come il capitolo con l'analisi degli altri libri e la divagazione su Dante. Comun ...continua

    Molto carino ed interessante, a volte anche divertente e sfacciato. Peccato per qualche pezzo un po' noioso ogni tanto come il capitolo con l'analisi degli altri libri e la divagazione su Dante. Comunque assolutamente godibile.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che non parla di quel Giappone poetico fatto di templi, fiori di ciliegio e antiche tradizioni che vive nell'immaginario comune dell'uomo occidentale, ma che cerca di descrivere il posto che ...continua

    Un libro che non parla di quel Giappone poetico fatto di templi, fiori di ciliegio e antiche tradizioni che vive nell'immaginario comune dell'uomo occidentale, ma che cerca di descrivere il posto che il Giappone è oggi; dove il Pachinko ha soppiantato i "Kami", dove la campagna è invece un bosco di cemento. L'autore si domanda quanto la società giapponese di oggi sia a misura d'uomo, se in fondo non sia quasi preferibile il caos tutto italiano all'asettico e rigoroso ordine del paese del Sol Levante.

    ha scritto il