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Il paradiso degli orchi

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

4.1
(11925)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807700123 | Isbn-13: 9788807700125 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
[...]
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  • 4

    a livello di scrittura: sei stelle direi
    a livello di genialità in alcuni pezzi e soprattutto nella creazione dei personaggi bizzarri: altre 5 o sei stelle.

    Poi però la storia un po' si perde. A volte ...continua

    a livello di scrittura: sei stelle direi
    a livello di genialità in alcuni pezzi e soprattutto nella creazione dei personaggi bizzarri: altre 5 o sei stelle.

    Poi però la storia un po' si perde. A volte sembra voler entrare in profondità nel discorso "bombe", altre nel discorso "orchi", altre nel futuro "lavorativo" di Malausséne.... ma senza veramente mai entrarvi appieno. E qui il libro un po' ne perde.

    Nel complesso comunque un'ottima lettura come mi aspettavo

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato intorno a pag 60

    L'ho comprato perché mi hanno fatto la testa come un pallone che devevo assolutamente leggerlo. Bellissimo! Divertente! Fantastico! Ho provato nonostante non mi attirasse per niente. Abbandonato, per ...continua

    L'ho comprato perché mi hanno fatto la testa come un pallone che devevo assolutamente leggerlo. Bellissimo! Divertente! Fantastico! Ho provato nonostante non mi attirasse per niente. Abbandonato, per noia.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto molto carino, una storia surreale fa da contorno a degli omicidi accaduti in un grande magazzino.
    Il libro scorre bene e piacevolmente, la storia e divertente e dal buon ritmo, ed anche in poche ...continua

    Molto molto carino, una storia surreale fa da contorno a degli omicidi accaduti in un grande magazzino.
    Il libro scorre bene e piacevolmente, la storia e divertente e dal buon ritmo, ed anche in poche pagine i fatti e le diverse figure di primo piano vengono caratterizzate piuttosto bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Orchi, capri espiatori e una bella famigliola

    Ho adorato questo libro. Credo che sarà uno dei miei preferiti di sempre. La figura di Benjamin, fratello di famiglia e capro espiatorio di professione, mi ha colpito molto. Come un padre di famiglia ...continua

    Ho adorato questo libro. Credo che sarà uno dei miei preferiti di sempre. La figura di Benjamin, fratello di famiglia e capro espiatorio di professione, mi ha colpito molto. Come un padre di famiglia per i suoi fratelli e sorelle minori. Come una spugna per la frustrazione dei clienti insoddisfatti del centro commerciale.
    Ho anche adorato lo stile usato da Pennac in questo libro, che spero di ritrovare in altre sue opere. Dritto al punto, ricco di ironia, pieno di piccole e significative figure retoriche. Un libro che consiglio a tutti di avere nel proprio bagaglio di letture.

    ha scritto il 

  • 4

    L'idea di scrivere un giallo con protagonista un personaggio come Benjamin Malaussène è stata, per me, geniale. La forza della struttura sta nella figura del protagonista e nello stile grottesco che g ...continua

    L'idea di scrivere un giallo con protagonista un personaggio come Benjamin Malaussène è stata, per me, geniale. La forza della struttura sta nella figura del protagonista e nello stile grottesco che gira attorno a lui e alla sua famiglia e che mi ricorda i film di Jean-Pierre Jeunet. Ciò lascia in secondo piano le debolezze di una serie di vicende che vengono spiegate alla fine in maniera non pienamente appagante, inoltre mi aspettavo fossero più delineate le figure dei fratelli e delle sorelle di Malaussène (ma alla fine lui quanti anni ha? E le sorelle?), spero di trovare più dettagli negli altri libri della saga.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile grottesco e la lucida ironia della famiglia Malaussene mi hanno rapita. Questo libro, grazie ad una sapiente combinazione di elementi, risulta irresistibile.
    Una famiglia strampalata composta ...continua

    Lo stile grottesco e la lucida ironia della famiglia Malaussene mi hanno rapita. Questo libro, grazie ad una sapiente combinazione di elementi, risulta irresistibile.
    Una famiglia strampalata composta solo da fratellastri e sorellastre, guidata dal maggiore che di mestiere fa il capro espiatorio, il tutto immerso in un giallo.
    Esilarante!

    ha scritto il 

  • 4

    Très amusant et captivant

    Première rencontre avec Benjamin Malaussène et sa famille un peu bizarre mais tellement drôle et tendre. J'étais toute de suite sous le charme de ce personnage aussi humain et j'ai aussi bien aimé le ...continua

    Première rencontre avec Benjamin Malaussène et sa famille un peu bizarre mais tellement drôle et tendre. J'étais toute de suite sous le charme de ce personnage aussi humain et j'ai aussi bien aimé le déroulement de l'histoire qui a pris cette tournure captivante d'un polar. Le style de Daniel Pennac est plein d'ironie et de sarcasme, mais aussi de vérité. Cette première expérience m'a tellement plu que j'ai immédiatement commencé à lire le second livre de la saga Malaussène et j'ai acheté tous les autres livres de la série.

    ha scritto il 

  • 3

    Toglietemi il mondo dalle orecchie, mi piacerà. Tappatemi gli occhi, morirò.

    No. Mi dispiace, ma no, non è stato un buon approccio con Pennac, il mio. Questa è stata una lettura strana.
    Un uomo semplice, fratello di famiglia, di mestiere Capro Espiatorio, si ritrova un giorno ...continua

    No. Mi dispiace, ma no, non è stato un buon approccio con Pennac, il mio. Questa è stata una lettura strana.
    Un uomo semplice, fratello di famiglia, di mestiere Capro Espiatorio, si ritrova un giorno ad aver a che fare con una serie di bombe piazzate nel Grande Magazzino dove lavora. Nel frattempo, ovviamente, deve anche pensare a portare a casa la pagnotta in quel suo modo tutto strano e, soprattutto, a badare ai fratelli orfani che, ogni sera, lo aspettano a casa.
    Benjamin Malaussene è un bel personaggio, devo ammetterlo. E anche i fratelli, o almeno quasi tutti, sono personaggi ben realizzati e dipinti con precisione, sono loro la forza di questa storia, a mio parere. Storia che, in fondo, è anche molto bella, ben costruita, interessante, accattivante. Un po' peculiare, certo, e sfiora i limiti del surreale in un modo che mi ha tanto ricordato Baricco, però bella, e coinvolgente.
    Eppure c'è qualcosa, nel romanzo, che non mi ha convinta. Forse colpa dello stile dell'autore, un po' criptico, un po' misterioso, decisamente ed eccessivamente virtuoso. Il problema è stato che, durante tutta la lettura, mi sembrava che mi mancasse qualcosa. Che ci fosse qualcosa che non capivo, qualcosa che mi dicevo "mah, lo capirò più avanti". Per i tre quarti del romanzo, ecco il vero problema, mi è sfuggito il senso. Solo arrivata verso la fine, ho capito che non c'era niente da capire. E questo mi ha rovinato la lettura, purtroppo. Forse è stato un limite mio, forse non ho colto la vera essenza del romanzo, forse l'ho letto nel momento sbagliato, ma non posso dire che questa sia stata una lettura piacevole per me. Tuttavia, arrivata alla fine ho capito di aver sbagliato l'approccio con cui ho iniziato il romanzo, quindi non boccio affatto Pennac, che ha comunque dipinto un mondo molto affascinante. Mi riprometto di riprovarci con il seguito del Ciclo, prima o poi.

    ha scritto il 

  • 3

    Bombe al grande magazzino.

    Conoscete Benjamin Malaussène? Sicuramente se avete letto ( o sentito parlare) di Daniel Pennac, scrittore francese dell’ultimo ventennio del 1900, avrete anche sentito parlare del nostro Malo, che è ...continua

    Conoscete Benjamin Malaussène? Sicuramente se avete letto ( o sentito parlare) di Daniel Pennac, scrittore francese dell’ultimo ventennio del 1900, avrete anche sentito parlare del nostro Malo, che è infatti il protagonista di molti suoi romanzi. Sono infatti sei i romanzi che formano il ciclo di Malaussène, il primo è appunto “Il Paradiso degli orchi” del 1985 e l’ultimo è “La passione di Therese” del 1999. In questo libretto di sole 200 pagine Pennac ci presenta innanzitutto i protagonisti del ciclo, e non sono per nulla pochi, anzi la famiglia Malaussène sembra quasi essere infinita, nel corso del romanzo infatti vedrete sbucare fuori fratelli e sorelle da ogni dove ed ognuno con una sua particolarità, si va dall’appassionata della fotografia all’amante dell’esoterismo per concludere con il cane della famiglia, Julius, anche esso con la sua particolarità, è epilettico e puzza da morire. Ma chi è Ben Malaussène? In poche parole, un capro espiatorio. Ben lavora infatti in un grande magazzino ed il suo lavoro è quello di subire umiliazioni e critiche da parte dei clienti insoddisfatti così da lasciare in pace gli altri dipendente del grande magazzino. La tranquilla (se così possiamo definirla) vita di Ben e degli altri dipendenti viene però sconvolta da una serie di esplosioni che non solo mietono vittime ma sembrano avere una certa frequenza, come se fossero calcolate. Logicamente dopo le prime esplosioni la colpa tende a ricadere sul nostro Ben (è il suo ruolo d’altra parte…), ma come vedremo in seguito la storia e soprattutto i moventi sono molto più complessi di quello che sembrano. Un giallo, a tratti pulp, molto intrigante nella sua semplicità, non mancano infatti i colpi di scena e le sorprese che sconvolgono quanto stabilito nelle pagine precedenti. Il linguaggio è lineare e semplice (Pennac era professore di francese), i periodi sono brevi, così come i capitoli. Pennac racconta spesso scene grottesche, al limite del surreale e con aria comica, ed a mio avviso contrastano benissimo con le scene invece più cruente (come le descrizioni dei cadaveri dopo le esplosioni). In alcuni tratti magari si crea un po’ di confusione con i mille personaggi che intervengono nella scene, ma credo che anche questo sia un artifizio letterario per non rendere chiaro a chi legge il proseguimento della storia, d’altra parte i colpi di scena sono frequenti. Per il resto un romanzo leggero da leggere in poco tempo che vi lascerà con il fiato sospeso fino alla fine, fino all’ultimo capitolo, dove le carte verranno messe apposto (come in ogni giallo che si rispetti) e il nostro Ben potrà tirare finalmente un sospiro di sollievo. Piacevole.

    ha scritto il 

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