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Il paradiso maoista

Di

Editore: Fanucci

2.9
(92)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Altri

Isbn-10: 8834712498 | Isbn-13: 9788834712498 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Il primo romanzo inedito di Philip K. Dick, scritto a 24 anni: la lentascoperta, da parte di tre americani nella Cina maoista, di come le loro vitesiano in realtà vuote e colme d'angoscia. Scritto nel 1952 da Dick, che ha giàconosciuto un discreto successo e visto pubblicati numerosi racconti difantascienza, "Il paradiso maoista" è un vero e proprio romanzo mainstream,che descrive la claustrofobica vicenda di due uomini e una donna isolati dallarealtà e alienati uno dall'altro a causa dei loro passati. È il 1949 nellaCina postrivoluzionaria: Verne Tildon e la giovane Barbara Mahler sonocostretti a mettere da parte il risentimento reciproco e il senso difrustrazione che provano a causa della loro passata relazione e impegnarsi nellavoro che è stato loro assegnato, consegnare un'azienda americana al nuovogoverno cinese. Tra di loro si insinua la presenza di Carl Fitter, poco piùche un ragazzo, il quale si troverà inconsapevolmente coinvolto nelle tensioniin atto tra i due, diventando l'amante di Barbara che però non riesce aliberarsi dei ricordi. Un romanzo la cui ambientazione politica è lo sfondoper il reale tema trattato: la lenta, triste morte degli ideali d'amore.
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  • 2

    salviamo solo il titolo

    Il peggior Philip K. Dick mai letto (forse il peggior P.K.D. mai pubblicato).
    A dodici anni (a venticinque in Italia) dalla morte dell'autore venne pubblicato questo romanzo giovanile inedito.
    Un balbettante Dick ventiquattrenne gioca a fare l'esistenzialista ripentendo tutti i clichè del genere, ...continua

    Il peggior Philip K. Dick mai letto (forse il peggior P.K.D. mai pubblicato). A dodici anni (a venticinque in Italia) dalla morte dell'autore venne pubblicato questo romanzo giovanile inedito. Un balbettante Dick ventiquattrenne gioca a fare l'esistenzialista ripentendo tutti i clichè del genere, proiettando sugli incolpevoli attori del romanzo, troppo simile ad una convenzionale pièce teatrale, la propria vicenda personale, in un insapore e incolore racconto dallo smaccato tono autobiografico. Dialoghi banali che si avvitano in inteminabili scambi di invettive incrociate tra il paradigma dell'uomo cinico e opportunista, della donna ferita in cerca di rivalsa e del giovane e candido capro espiatorio. La mancanza di pudore che muove la bieca operazione commerciale, che celebra i venticinque anni dalla morte di un grande autore di genere, pubblicandone un romanzo giustamente ignorato dall'editoria, ferisce la memoria di Philip K. Dick e la stima dei suoi fedeli lettori. Dick è giustificato dall'ingenuità giovanile che lo spinse a scrivere un polpettone moraleggiante, ma chi potrà difendere la casa editrice, che, per far cassa a tutti i costi, lo pubblicò postumo?

    ha scritto il 

  • 1

    dick mah!?

    difficile trovare qualche pregio in questo romanzo giovanile, nonostante la prefazione benevola e indulgente (Pagetti ha scritto la prefazioni a diversi romanzi di D.)...
    il titolo e la frase sulla quarta di coperta inducono a un equivoco voluto, di cui l'editore dovrebbe rendere conto ai lettor ...continua

    difficile trovare qualche pregio in questo romanzo giovanile, nonostante la prefazione benevola e indulgente (Pagetti ha scritto la prefazioni a diversi romanzi di D.)... il titolo e la frase sulla quarta di coperta inducono a un equivoco voluto, di cui l'editore dovrebbe rendere conto ai lettori... dialoghi che non si capisce dove vadano a parare, questi cinesi che non arrivano mai, se non nell'ultima manciata di pagine, i flashback del recente past, il jazz amato da Verne, Barbara che non si capisce bene cosa voglia... insomma un romanzo "fuori fuoco", ma da qualche parte doveva iniziare, no? meno male che Dick ha cominciato!

    ha scritto il 

  • 4

    Niente fantascienza...ma veramente bello

    Avevo una voglia matta di leggere un altro libro di Dick e di soddisfare la mia dipendenza dalla fantascienza.
    Appena letto il risvolto di copertina e realizzato che non si trattava di un romanzo di genere mi sono cadute le braccia.
    Tanto più che già ne avevo letto un altro di Dick non di fantasc ...continua

    Avevo una voglia matta di leggere un altro libro di Dick e di soddisfare la mia dipendenza dalla fantascienza. Appena letto il risvolto di copertina e realizzato che non si trattava di un romanzo di genere mi sono cadute le braccia. Tanto più che già ne avevo letto un altro di Dick non di fantascienza e lo avevo trovato noioso e inutile. Per fortuna sono andato avanti!! Non serve a nulla parlare della trama perché non accade nulla di particolare e anzi a raccontarla non fa certo venir voglia di leggerlo. Le sensazioni e l'atmosfera invece sono puro Dick: un'atmosfera desolata e senza speranza dentro i protagonisti riflessa nell'ambiente attorno a loro. Dopo qualche pagina una sorta di malinconia avvolge chi legge e lo stringe in una morsa fino alla fine del libro...tutto qui...ma è sufficiente.

    ha scritto il 

  • 2

    E' meglio dirlo subito: è noioso. Niente universi paralleli, niente realtà alternative, niente malattie psichiatriche creative, niente futuri angoscianti. Ci sono tre tipi, due m e una f che triangolano. Siamo negli anni cinquanta e lavorano in un'azienda americana in Cina, per cui entro pochi gi ...continua

    E' meglio dirlo subito: è noioso. Niente universi paralleli, niente realtà alternative, niente malattie psichiatriche creative, niente futuri angoscianti. Ci sono tre tipi, due m e una f che triangolano. Siamo negli anni cinquanta e lavorano in un'azienda americana in Cina, per cui entro pochi giorni devono sloggiare. Il racconto di questi pochi giorni si trascina fino a quando arriva il funzionario cinese a rilevare il tutto. E' tutto.

    ha scritto il 

  • 2

    Potete anche evitarlo se amate Dick

    Un romanzo abbastanza asettico di Dick, con personaggi fastidiosamente vincolati ai loro modi incasellati di vedere il mondo, incapaci totalmente di comunicare la propria interiorità gli uni agli altri, senza empatia, trama inesistente, introspezione psicologica minima. No-go.

    ha scritto il 

  • 0

    Bastava fare uno più uno

    Se questo è stato il primo libro scritto da Dick e nessuno l'aveva mai pubblicato fino al 1994, c'è un motivo preciso: è orribile...non sono arrivato neanche a metà!

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sentirei quasi in colpa a recensire un romanzo giovanile che Dick non avrebbe probabilmente mai voluto pubblicare (se no avrebbe insistito nella ricerca di un editore), e dato oggi alle stampe solo per sciacallaggio, perché di lui si venderebbe anche la lista della spesa. Quindi non lo farò. ...continua

    Mi sentirei quasi in colpa a recensire un romanzo giovanile che Dick non avrebbe probabilmente mai voluto pubblicare (se no avrebbe insistito nella ricerca di un editore), e dato oggi alle stampe solo per sciacallaggio, perché di lui si venderebbe anche la lista della spesa. Quindi non lo farò.

    ha scritto il 

  • 5

    sorprende. già il fatto che non sia un'opera di fantascienza ci potrebbe far storcere il naso, ma un romanzo come questo mostra cosa a noi piace in Dick, tolte le astronavi e i distributori automatici di anfetamine, ci propone, come tema, una libertà sessuale imbruttita e borghese, una libertà se ...continua

    sorprende. già il fatto che non sia un'opera di fantascienza ci potrebbe far storcere il naso, ma un romanzo come questo mostra cosa a noi piace in Dick, tolte le astronavi e i distributori automatici di anfetamine, ci propone, come tema, una libertà sessuale imbruttita e borghese, una libertà sessuale che non libera ma uccide un sogno. Dick, se gli togliamo la fantascienza, ci restituisce la realtà delle nostre azioni. da leggere e da discutere. buona lettura

    ha scritto il 

  • 2

    Da grande estimatore di Dick credo che non si possa pubblicare, ad autore defunto, qualsiasi dattiloscritto che salti fuori dai suoi archivi personali. Dick ha scritto questo romanzo a 24 anni, ci sarà pure un motivo se lo ha tenuto chiuso in un cassetto per trent'anni senza mai volerlo pubblicar ...continua

    Da grande estimatore di Dick credo che non si possa pubblicare, ad autore defunto, qualsiasi dattiloscritto che salti fuori dai suoi archivi personali. Dick ha scritto questo romanzo a 24 anni, ci sarà pure un motivo se lo ha tenuto chiuso in un cassetto per trent'anni senza mai volerlo pubblicare. È un romanzetto banale che non fa assolutamente onore alla grandissima bibliografia di Dick.

    ha scritto il