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Il parco di Puškin

By Sergej Dovlatov

(262)

| Paperback | 9788838919947

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Book Description

Anarchico, vagabondo, individualista, solidale con ogni eversione solitaria: le narrazioni di Dovlatov posseggono un'incantevole forza di immedesimazione per il lettore. Voce narrante e protagonista insieme di storie che hanno l'inconfondibile marchi Continue

Anarchico, vagabondo, individualista, solidale con ogni eversione solitaria: le narrazioni di Dovlatov posseggono un'incantevole forza di immedesimazione per il lettore. Voce narrante e protagonista insieme di storie che hanno l'inconfondibile marchio del vissuto, la prosa rapida e classica di Dovlatov dà un "ordine lirico" - è stato detto - a un caos naturale. E trascina in viaggi, lungo il percorso di una trama, in un mondo popolato di umoristi naturali, che esprimono la totale insensatezza esistenziale, la casualità che stringe nel paradosso ogni genere di personalità: siano essi i confusi emigrati ex dissidenti, siano gli stralunati ubriaconi, mezzi intellettuali mezzi barboni, suoi amici nell'URSS anni settanta, come in questo romanzo.

20 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Molto alcool, molti spostati, pittori senza valore e scrittori senza lettori, un espatrio (della moglie e della figlia del narratore).

    Il tutto in una zona di turismo culturale (i luoghi di Puskin: i russi amano i poeti) in cui sembrano scarseggiare ...(continue)

    Molto alcool, molti spostati, pittori senza valore e scrittori senza lettori, un espatrio (della moglie e della figlia del narratore).

    Il tutto in una zona di turismo culturale (i luoghi di Puskin: i russi amano i poeti) in cui sembrano scarseggiare gli uomini. Anche se quelli disponibili non sembrano guadagnarci granché.
    Questi nipotini di Oblomov vivono in un mondo marginale, l’unico che sembra possa accoglierli nel loro rifiuto esistenziale.

    Mai correggere una lettera o una virgola o l'etichetta o la lingua.
    La data di lettura? ad anobii non gliene frega nulla. Corregge sempre la data del commento.

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    Anina e "gambette di pollo" said on Feb 26, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    E' l'unico dei 4-5 libri di Dovlatov che mi sia veramente piaciuto e che mi sento di consigliare per il personaggio, le situazioni e le atmosfere che ha saputo creare.

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    AdrianaT. said on Feb 20, 2014 | Add your feedback

  • 22 people find this helpful

    Un libro sui generis, per uno scrittore singolare: “anarchico, vagabondo, individualista, solidale con ogni eversione solitaria”, emigrato negli Stati Uniti ma con il cuore nel suo paese di nascita.Il parco di Puskin non è soltanto un affresco molto ...(continue)

    Un libro sui generis, per uno scrittore singolare: “anarchico, vagabondo, individualista, solidale con ogni eversione solitaria”, emigrato negli Stati Uniti ma con il cuore nel suo paese di nascita.Il parco di Puskin non è soltanto un affresco molto colorito e realistico dell’Unione Sovietica negli anni settanta (simbolicamente identificabile in un parco culturale dedicato al poeta immortale che personifica l’animo dei russi); è principalmente la rappresentazione dell’assurdità e insensatezza del mondo, incarnate in una galleria di personaggi sgangherati, per lo più intellettuali ubriaconi tediati e oppressi dal disagio esistenziale, che cercano di vincere con la vodka, mentre il protagonista, uno scrittore fallito che nessuno in Russia vuole pubblicare, trova rifugio all’insensatezza della vita nello scrivere: “vivere è impossibile. O si vive o si scrive. O la parola o l’azione..”.
    Ma non si pensi che i toni siano malinconici e pesanti come la cappa che pesa sopra le teste di questa umanità contraddittoria e vagabonda, tutt’altro: l’umorismo di Dovlatov rende le pagine del libro un inno al fallimento, una presa in giro alla sfortuna, per cui nel corso della lettura si sorride con pena. Sintomo di un grande scrittore, peccato sia poco conosciuto.

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    sandra said on May 5, 2013 | 11 feedbacks

  • 44 people find this helpful

    Il lettore D.

    I russi debosciati e talentuosi di un tempo.

    Sempre in esilio, sempre solidali con ogni eversione solitaria.

    Ironici come sono capaci di esserlo solo gli inermi.
    Precari in tutto ciò che accade.

    Le persone ti scivoleranno accanto seve ...(continue)

    I russi debosciati e talentuosi di un tempo.

    Sempre in esilio, sempre solidali con ogni eversione solitaria.

    Ironici come sono capaci di esserlo solo gli inermi.
    Precari in tutto ciò che accade.

    Le persone ti scivoleranno accanto severe e indifferenti come i giornali del mattino.
    Difficilmente vedrai qualcuno di loro marcato dalla genialità (e il genio non si contrappone alla follia, ma alla mediocrità) Vogliono stare tutti uniti nel gruppo. Perché anche un genio avrà bisogno di amici. E ditemi quanti sono gli amici disposti a riconoscere un amico genio. Destino ingrato, tempo strisciante.

    Continuerai a indicare come castano il tuo colore di capelli sulla carta d’identità, finché un estraneo non svelerà la verità e lo modificherà in grigio.
    Chi ti incontrerà dopo tanti anni ti domanderà per strada se per caso non hai con te un litro di latte.
    - Non ci crederai ma non ce l’ho, risponderai.

    A un certo punto avrai voglia di leggere un gran libro. Ma solo uno su un milione lo è. Magari le capacità di scriverlo le hai tu.
    Avresti potuto non averle. Allora scrivilo, un capolavoro, se ci riesci.
    Anche se non ti pubblicheranno, anche se non stamperanno quello che scriverai.
    Anche se non ti accetteranno in loro compagnia.
    Nella loro cricca banditesca.
    Ma è davvero questo il traguardo a cui aspiravi quando buttavi giù le tue prime parole da lettore e da scrittore?
    No, non lo è.
    Avrai una decina di lettori. C’è da sperare che diventino anche meno.
    Evoca nel lettore uno sconvolgimento interiore.
    A uno solo, a un unico lettore esistente.

    Attenzione: Dovlatov può generare dipendenza (cit)

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    Daniele C. (ero il piú stucchevole assaggiatore di libri) said on Jan 8, 2013 | 34 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    C'è troppa ricerca dell'umorismo per essere davvero umoristico. Deludente.

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    Rachbee said on Oct 16, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il parco che dà il titolo al libro è quello dove il protagonista (alter ego dell'autore) svolge una breve esperienza di guida turistica.La sua descrizione è la parte più divertente del libro dove fioccano le stoccate contro il sistema sovietico e la ...(continue)

    Il parco che dà il titolo al libro è quello dove il protagonista (alter ego dell'autore) svolge una breve esperienza di guida turistica.La sua descrizione è la parte più divertente del libro dove fioccano le stoccate contro il sistema sovietico e la tetragonia di certi suoi rappresentanti.La seconda parte invece è incentrata sul rapporto con la moglie che sta per espatriare (storia vera) e il tono si fa più riflessivo e meno ironico.E ora, sotto con un altro Dovlatov..

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    paolo said on Aug 9, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (262)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 197 Pages
  • ISBN-10: 8838919941
  • ISBN-13: 9788838919947
  • Publisher: Sellerio (La memoria; 622)
  • Publish date: 2004-09-xx
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