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Il partigiano Johnny

Di

Editore: Einaudi

4.1
(2369)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: Altri

Isbn-10: A000051890 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un libro bellissimo ma ci vogliono tempo e concentrazione per leggerlo, basta distrarsi per un capoverso e si perde il filo, è un concentrato con lo spessore di un mattone.
    Fenoglio usa l’italiano senza risparmio impiegando per aggettivi e participi forme non comuni se non addirittura inven ...continua

    Un libro bellissimo ma ci vogliono tempo e concentrazione per leggerlo, basta distrarsi per un capoverso e si perde il filo, è un concentrato con lo spessore di un mattone.
    Fenoglio usa l’italiano senza risparmio impiegando per aggettivi e participi forme non comuni se non addirittura inventate per l’occasione. Lo usa senza sprechi, non c’è una parola di troppo, spremendo significato persino dagli avverbi o, a volte, dall’assenza di una parola dove invece te l’aspetteresti.
    Peccato per l’inglese (che non conosco per niente) che lui utilizza fraseggiandolo qua e là in mezzo all’italiano: ho provato ad usare un traduttore ma era troppo rallentante per un libro già tanto impegnativo e comunque conoscere il significato delle frasi inglesi non credo sia sufficiente a carpire l’effetto voluto dall’autore.
    Se lo iniziate e vi viene la tentazione di abbandonarlo non mollate, la seconda parte è un capolavoro, vi renderà partecipi del lungo e straziante inverno dei partigiani che precedette la primavera del '45.

    ha scritto il 

  • 4

    Fenoglio a Calvino: "Adesso ti dirò una cosa che tu non crederai: io prima scrivo in inglese e poi traduco in italiano"

    Ed è andata proprio così, e così si spiega com'è nato questo testo incredibile ed unico.
    Fenoglio era uno che quando pensava, pensava bilingue e quando scriveva, pure: fatto insolito per una seconda lingua appresa al ginnasio, (anzi terza dopo il piemontese lingua madre e l'italiano lingua ...continua

    Ed è andata proprio così, e così si spiega com'è nato questo testo incredibile ed unico.
    Fenoglio era uno che quando pensava, pensava bilingue e quando scriveva, pure: fatto insolito per una seconda lingua appresa al ginnasio, (anzi terza dopo il piemontese lingua madre e l'italiano lingua acquisita), ma certe parole, frasi e strutture proprio gli suonavano meglio in inglese e gli venivano prima in quest'altra lingua: as a result, un testo che trasuda anglofilia da tutti i pori. It's easy che succeda if you love questa lingua, you switch modalità quite naturally.
    It goes without saying che per me è stata una pacchia scoprire e leggere questo libro; nel mio piccolo io, amateur translator a tempo perso, ma not a waste of time, faccio queste cose da sempre - certo, le mie sono ridicole in confronto - but finding someone che ha osato tanto e l'ha osato per 480 pagine con quest'esito, è stato un vero trip, indeed. Anche perché, quel'inglese lì, è tutt'altro che basic.

    Sono rimasta spiazzata, sorpresa ed abbagliata da questa meravigliosa sperimentazione, dall'inventiva, dalla creatività e l'originalità di questa scrittura trasgressiva, libera e fuori dai canoni, che ubriaca con i suoi frequenti fantasiosi apporti dal piemontese, dal francese e dal latino oltre ai calchi dell'inglese e ai neologismi:
    "Il pomeriggio e la sera precipitarono, niagaricamente"; ed ancora: "Glanced murderously alle paesane agguattate ed esterrefatte alle loro lilliput-windows and strode into command."; "la neve era femminilmente cedevole all'affondo e maschilmente ostile al risollievo"- giusto per dare l'idea...
    - innegabilmente ostica e faticosissima, con le parole come i carrelli delle montagne russe, ma estremamente stimolante ed inebriante: "Erano le 4 p.m. e Johnny stava sulle alte colline, funeree nella coltre della neve senza più barbagli, come corrotta dall'incipiente dusk da chiazzante lebbra arsenicale " - non c'è dizionario che tenga, qui devi usare il cervello, ti devi ingegnare: creativo lui, creativo tu;
    - spesso non ti descrive le cose, le evinci: "Ed anche fisicamente non era mai stato così uomo, piegava erculeo il vento e la terra".
    Ti dà degli imput, più che altro; quello che sta succedendo te lo lascia intuire: da un groviglio vorticoso di pensieri, lentamente ti si formano delle immagini nella testa che emergono come in una vecchia Polaroid, e sono quelle giuste, la trama prende corpo e la storia va avanti.

    Non a caso, riferendosi alla sua fluidità, l'hanno chiamata lingua 'magmatica': definizione quanto mai azzeccata, considerando anche il senso che dà di una vera e propria 'fusione' delle due grammatiche.
    Certe frasi 'suonano' a tal punto che ripeterle ad alta voce procura un senso di piacere che definirei 'musicale': "Le note affogarono nel vento rapinoso, atterrarono ciecamente in qualche anfratto, sotto il peso della coscienza della loro stessa insensatezza...".

    Fenoglio è uno da leggere, ma è soprattutto uno da studiare, perché si capisce che questa non è la semplice passione di un provinciale che vuole darsi un tono esterofilo, c'è molto di più sotto, ed è stato interessantissimo scoprirlo.
    Bisogna dedicargli molto tempo e pazienza, (era dall'ultimo Bolano e da Anna Karenina che non ci mettevo più un mese a finire un libro), ma chi ama queste due lingue ed ha il gusto e la passione per il mondo ed il meccanismo del inguaggio in genere e ne subisce il fascino, ne verrà certamente conquistato, e a chi ama scrivere gli si spalancherà un universo inaspettato.

    Last but not least c'è la storia, e La Storia.

    Grazie ad Attilio Coco who drove me to it.

    ha scritto il 

  • 5

    Onore a questo artista della parola scritta, che, come un acrobata, muovendosi con disinvoltura nella lingua italiana e inglese, inventando termini e aggettivazioni, giocando con verbi e avverbi, col latino e il piemontese, il greco e il francese, ci rende immagini assolutamente perfette d ...continua

    Onore a questo artista della parola scritta, che, come un acrobata, muovendosi con disinvoltura nella lingua italiana e inglese, inventando termini e aggettivazioni, giocando con verbi e avverbi, col latino e il piemontese, il greco e il francese, ci rende immagini assolutamente perfette della sua esperienza di partigiano nelle Langhe.

    Un libro intenso ed emozionante, eccezionale nella sua originalità.

    ha scritto il 

  • 5

    Come romanzo di guerra vale "il nudo e il morto".
    Come narrazione di una delle Resistenze è superato solo da sé stesso in "una questione privata". Che però se vince nella sintesi non restituisce quell'essere in balia della natura non meno che dei nazifascisti.

    E' pure un romanzo di f ...continua

    Come romanzo di guerra vale "il nudo e il morto".
    Come narrazione di una delle Resistenze è superato solo da sé stesso in "una questione privata". Che però se vince nella sintesi non restituisce quell'essere in balia della natura non meno che dei nazifascisti.

    E' pure un romanzo di formazione ed un romanzo storico. Johnny parte filoanglosassone, inframmezzando il suo racconto di frasi inglesi (semplici: è l'inglese dei Beatles) e man mano che prende fucilate, freddo, sporco, pulci, calli e vesciche, man mano che vede i suoi cadere o scomparire insieme alle illusioni, si scopre definitivamente immancabilmente e irrimediabilmente italiano. Passaggio mostrato coll'affievolirsi della frequenza dell'inglese.

    Nessuna agiografia, mito o tentativo di raccontarsela. Giusto peso dato al coraggio e finissima distinzione tra i non combattenti in attendisti, vili, poveracci, spie e gente normale cui più di un po' di pane e ricetto non si poteva chiedere che già il pane - peraltro raro - poteva costare l'incendio della casa, il ricovero la galera o la fucilazione.

    Dedicato a quelli che (col senno di poi) sanno intimamente, con romana certezza e littoria volontà, che avrebbero scelto la parte giusta, fin dal 1922 perbacco! e combattuto il nazifascismo con ardimento, abnegazione ed immarcescibile amor di patria.

    Quelli che oggi sono antifascisti senza sapere che l'atteggiamento di sicumera di cui sopra li avrebbe resi quasi certamente fascisti o fascistizzabili in quei tristi anni.

    La fatica di Johnny ti stanca e la sua paura ti atterisce.
    Grande, grande romanzo.

    PS

    Ah, se avete qualche pratica di scarpinate in montagna, pensate che gli americani avevano la jeep o la hd, i nazisti la kubelwagen o la zundapp o la bmw, i partigiani nelle Langhe anche dei camion.

    All'inizio.
    Poi le gambe e solo quelle. Per un anno. Solo le gambe, la solitudine, la paura e uno stomaco.

    Infine una prova che non molti intendono della verità di Fenoglio, è che a Johnny fa fare cazzate tanto più grosse quanto più è stanco. Ogni collina, ogni zaino, ogni compagno sorretto, ogni notte con sole due ore di sonno abbassano il Q.I. di chiunque di un dieci per cento. In capo a una settimana nessuno è più intelligente dello scemo del villaggio.

    Attenzione ai "geni" dopo mesi di guerra: l'autore vi sta prendendo in giro.

    ha scritto il 

  • 4

    nelle Langhe

    un libro che ho avuto difficoltà a leggere (acquistato nel 2005, e letto solamente ora!), ma che poi si lascia leggere e ti cattura. forse perchè è un periodo della storia che mi affascina, o forse perchè ambientato in una parte di terra che amo (le Langhe), o forse perchè si parla di partigiani, ...continua

    un libro che ho avuto difficoltà a leggere (acquistato nel 2005, e letto solamente ora!), ma che poi si lascia leggere e ti cattura. forse perchè è un periodo della storia che mi affascina, o forse perchè ambientato in una parte di terra che amo (le Langhe), o forse perchè si parla di partigiani, e neanche tanto di sinistra, anzi! ed Amo la lingua che usa lo scrittore, con inframmezzature (!!!) in lingua inglese, proseguendo poi in italiano. E' strano pensare uno scrittore italiano scrivere questo libro in inglese. punto

    ha scritto il 

  • 0

    FENOGLIO E L'INGLESE DE “IL PARTIGIANO JOHNNY” (di Eleonora Cesaretti)

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/1261-fenoglio-e-linglese-de-%E2%80%9Cil-partigiano-johnny%E2%80%9D


    Uno dei romanzi più famosi sulla Resistenza italiana, scritto da chi la Resistenza l’aveva fatta davvero, è senza dubbio Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Curioso è ...continua

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/1261-fenoglio-e-linglese-de-%E2%80%9Cil-partigiano-johnny%E2%80%9D

    Uno dei romanzi più famosi sulla Resistenza italiana, scritto da chi la Resistenza l’aveva fatta davvero, è senza dubbio Il partigiano Johnny di Beppe Fenoglio. Curioso è il fatto che questo imponente volume – più di cinquecento pagine, secondo l’edizione SuperET di Einaudi – sia, in realtà, inconcluso. A ben vedere, Il partigiano Johnny presenta una storia redazionale piuttosto complicata, fatta di continui ripensamenti e rimaneggiamenti: basti pensare che la prima stesura è completamente in inglese (il che dimostra anche un certo snobismo).

    ha scritto il 

  • 4

    "Signore! Signore! I'vo gridando pace, pace, pace! Per la vulva non deve succedere nessuna tragedia. Alla vulva non si comanda né si attribuiscono responsabilità. Io faccio voti perché questa guerra speciale, che vedrà morti a non finire e d'ogni specie, si concluda senza almeno che alcuno debba ...continua

    "Signore! Signore! I'vo gridando pace, pace, pace! Per la vulva non deve succedere nessuna tragedia. Alla vulva non si comanda né si attribuiscono responsabilità. Io faccio voti perché questa guerra speciale, che vedrà morti a non finire e d'ogni specie, si concluda senza almeno che alcuno debba morire per la sua vulva. Voglia il cielo che la strage sia solamente degli uomini, e le vulve possano impunemente, senza discriminazione, fortificare i combattenti, confortare i morituri, ed essere infine premio totale ai vincitori."

    ha scritto il 

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