Il partigiano Johnny

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili Letteratura; 179)

4.1
(2497)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 527 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806134701 | Isbn-13: 9788806134709 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Dante Isella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.
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  • 5

    stupendo

    Non conoscevo Fenoglio e ne sono rimasto entusiasta. Romanzo storico di grande spessore, che mi ha fatto conoscere la vita dei partigiani a partire dagli aspetti più concreti della loro vita. Bellissi ...continua

    Non conoscevo Fenoglio e ne sono rimasto entusiasta. Romanzo storico di grande spessore, che mi ha fatto conoscere la vita dei partigiani a partire dagli aspetti più concreti della loro vita. Bellissime le descrizioni del vissuto emotivo del protagonista. Fenoglio sfodera un linguaggio modellato sulle sue conoscenze multilingue: spesso si hanno fatto o termini italiani inglesizzati o viceversa. Fenoglio gioca con la lingua e la sintassi.... da leggere con un dizionario a portata di mano.

    ha scritto il 

  • 3

    L'esperienza di Fenoglio è stata chiaramente travagliata e turbolenta. Sia in "Primavera di bellezza" che in questo libro traspare tanto l'inesperienza bellica degli italiani così come la poca fiducia ...continua

    L'esperienza di Fenoglio è stata chiaramente travagliata e turbolenta. Sia in "Primavera di bellezza" che in questo libro traspare tanto l'inesperienza bellica degli italiani così come la poca fiducia che serpeggiava trai civili e la loro paura di schierarsi chiaramente da una parte o dall'altra.
    Dalla lettura di questo libro, si capisce, meglio che in qualunque manuale storico, la vera differenza trai partigiani badogliani e quelli Stella rossa ma soprattutto si capiscono le attese che questi gruppi avevano nel formare un nuovo governo una volta vinta la guerra. Tant'è che gli stessi azzurri, o badogliani, hanno poco da condividere con il secondo governo formatosi dopo l'8 settembre da Pietro Badogliani; e quelle vaghe speranze che avevano degli alleati inglesi, il più delle volte, si rompono e si dimostrano dei completi fallimenti. Entrambi le bandiere partigiane erano illuse, senza esperienza e con poche armi e munizioni pretendevano il dominio delle colline piemontesi. Più di una volta si descrivono tafferugli e risse trai badogliani e Stella rossa, dimostrando come tra gli stessi partigiani non c'era un amor comune di patria bensì un amor proprio di bandiera. Ho completamente cambiato idea sui partigiani e soprattutto sulle battaglie collinari. Da Fenoglio ho avuto più volte l'impressione di incapacità logistica e immaturità. Pochissimi erano degli uomini e lo stesso Johnny il più delle volte si dimostra un coniglio, tant'è che lui stesso confessa di avere troppa fortuna in battaglia e di aver visto morire fin troppe persone che combattevano al suo fianco.
    Credo che ci sono fin troppe differenze tra "Primavera di bellezza" e "Il partigiano Johnny"; oltre alla morte del personaggio che avviene in due distinti modi. Nel primo libro muore per mano dei tedeschi ma in quest'ultimo muore solo dopo due mesi prima della liberazione in un contrattacco ai fascisti. La vera differenza sta nell'atteggiamento di Johnny. Se in "Primavera di bellezza" si nota il suo malcontento nell'esercito regolare italiano ma il suo coraggio e determinazione nei Stella rossa, nel "Il soldato Johnny" invece si nota il suo scontento nella Stella rossa, il suo grande amore per la libertà e la lotta partigiana e l'odio per le camicie nere. Fenoglio ha cambiato direzione? No, non credo. Credo che nei due libri non si stia parlando dello stesso Johnny e che se in "Primavera di bellezza" muore ma in "Il partigiano Johnny" torna miracolosamente in vita è dovuta alla scelta di voler snocciolare per il meglio questa realtà bellica molto comune nei soldati regolari dopo l'8 settembre. Non sono infatti fuori questo percorso le altre opere di Fenoglio che parlano di eventi bellici autobiografici come questo ma soprattutto non sono lontani dal Neorealismo.

    ha scritto il 

  • 5

    a masterpiece about the italian civil war

    spinto da un'entusiastica recensione mi sono rituffato nella lettura di questo libro che giaceva in attesa del momento propizio. confesso che un precedente tentativo si era arenato di fronte a this ne ...continua

    spinto da un'entusiastica recensione mi sono rituffato nella lettura di questo libro che giaceva in attesa del momento propizio. confesso che un precedente tentativo si era arenato di fronte a this new way of mixing english and italian words.
    la partenza è giustamente lenta e per questo non favorisce lettori casuali ma sono fondamentali per entrare nel mood e vivere a fianco di questi EROI, conoscerli da vicino, rendergli il meritato tributo per aver avuto il grande coraggio di alzarsi in piedi e contrastare il regime che tanti danni ha causato.
    innovativo per lo stile.
    onesto, coinvolgente, drammatico ma vivo, se mi è permesso di una "vita eterna" simile a quella a cui presumibilmente si riferisce il cattolicesimo, in questo libro c'è la scintilla che gli spiriti liberi e indomiti si tramandano.
    lettura imprescindibile (traduzione mia unprexindible, Fenoglio mi guarderebbe molto male!)

    ha scritto il 

  • 4

    È stata un'assegnazione scolastica per me. Libro molto bello e interessante, apre gli occhi su quello che veramente fu la guerra in Italia. La scrittura di Fenoglio è a mio parere molto particolare e ...continua

    È stata un'assegnazione scolastica per me. Libro molto bello e interessante, apre gli occhi su quello che veramente fu la guerra in Italia. La scrittura di Fenoglio è a mio parere molto particolare e accattivante, nonostante alcuni passaggi un po' troppo lenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho fatto parecchia difficoltà all'inizio, a causa della varietà linguistica di Fenoglio, molto personale. Anche l'uso dell'inglese spezzava il ritmo del libro, che inizia con calma, si prende il suo t ...continua

    Ho fatto parecchia difficoltà all'inizio, a causa della varietà linguistica di Fenoglio, molto personale. Anche l'uso dell'inglese spezzava il ritmo del libro, che inizia con calma, si prende il suo tempo. Il romanzo va letto con pazienza, perché incompiuto, una sorta di miscuglio tra due bozze, e le cose meno rifinite sono sempre più complesse. Si viene ripagati dalle ultime 150 pagine, di un'intensità incredibile, di un inverno infinito e solitario in cui tutto può finire da un momento all'altro. I partigiani piemontesi di questo romanzo di Fenoglio ("badogliani" o "azzurri" indipendenti, non legati al comunismo né ad altri movimenti politici) non sono vincitori, o almeno non lo sono nel momento in cui il libro si interrompe, in un istante che ha comunque il sapore di un finale. Sono dei ragazzi che credono in un ideale, ma che lo soffrono e che cadono mentre la primavera tarda ad arrivare, e molti non la vedranno mai. Che confidano negli alleati mentre le tattiche scelte dai loro capi hanno l'aria del suicidio già scritto. Che quando hanno la possibilità di tirarsene fuori per evitare un destino a volte scontato e consapevole, non lo fanno e continuano a combattere i fascisti. E per questo li ringrazio.

    ha scritto il 

  • 5

    "E pensò che un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'importante: ...continua

    "E pensò che un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'importante: che ne restasse sempre uno."

    nobiltà e miserie, vittorie e sconfitte, gioie e morti, piccinerie e grandezze, tradimenti e pavidità.
    nonostante tutto e proprio per tutto questo, a 70 anni di distanza... Ora e sempre Resistenza."

    ha scritto il 

  • 0

    Lettura difficile ma meritevole

    La lettura non è facile, a causa di una narrazione che spesso è ripetitiva e lenta. Questo difetto è però controbilanciato da una scriitura eccezionale per il continuo uso di anglicismi e neologismi, ...continua

    La lettura non è facile, a causa di una narrazione che spesso è ripetitiva e lenta. Questo difetto è però controbilanciato da una scriitura eccezionale per il continuo uso di anglicismi e neologismi, e per la storia eccezionale che viene raccontata, cioè la storia dei partigiani nelle Langhe.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi rincresce sempre lasciare a metà la lettura di un libro e mi costa molto farlo. In questo caso ho superato la metà, ma la narrazione procede in modo troppo lento e faticoso per me. Ci sono certamen ...continua

    Mi rincresce sempre lasciare a metà la lettura di un libro e mi costa molto farlo. In questo caso ho superato la metà, ma la narrazione procede in modo troppo lento e faticoso per me. Ci sono certamente pagine o brani di grande intensità, ma nel complesso, con tutto l'interesse per il tema, sono stata sopraffatta dalla stanchezza. Se l'altro 'Dioscuro' della Resistenza, Meneghello con 'I piccoli maestri', mi ha avvinto, Fenoglio, di cui pure ho apprezzato altri libri ('La malora', 'Una questione privata' etc.) qui mi ha stroncato. Alla lunga, anche l'impasto linguistico di italiano reinventato e di (brutto) inglese, che sulle prime sorprende, finisce con non reggere. Peccato, perché l'antiretorica di Fenoglio e la sua scelta di raccontare la Resistenza come epopea eroica e cenciosa al tempo stesso mi avevano fatto ben sperare.

    ha scritto il 

  • 0

    Premetto che è forse il libro più difficile che abbia letto. Fenoglio stira la lingua italiana, inventa continui neologismi, inserisce costantemente pezzi di inglese parlato, usa le forme grammaticali ...continua

    Premetto che è forse il libro più difficile che abbia letto. Fenoglio stira la lingua italiana, inventa continui neologismi, inserisce costantemente pezzi di inglese parlato, usa le forme grammaticali inglesi tradotte letteralmente in italiano, fa largo uso del cosiddetto itanglish.
    Detto ciò l’uso dell’inglese (di cui Fenoglio era padrone), è funzionale, oltre ad essere il tratto distintivo di Johnny, anche a definire l’elemento identitario del partigiano colto e borghese che guarda alla cultura british come antagonista alle bande nere fasciste e alla tragedia italiana. Gli inglesi, gli alleati anglo americani come obiettivo di libertà.
    La storia è complessa e difficile (se possibile complicata dalle dispute sui manoscritti postumi presentati in più versioni) e narra della scelta etica, quasi un bisogno fisico, di salire i montagna di un Johnny reduce dallo sbandamento del regio esercito dopo l’8 settembre. Johnny si fa partigiano incontrando prima le brigate “Rosse” – i comunisti, quelli del settore sbagliato della parte giusta – e poi aggregandosi alle brigate “Azzurre” – i badogliani-. È una storia di guerra, di violenza soprattutto psicologica e morale. È una storia di lotta contro una natura feroce (il freddo, la neve, la fame, la fatica fisica) ma contribuisce a nasconderlo e consentirgli di sopravvivere. È una storia di isolamento e di paura –la popolazione simpatizza ma sta morendo di fame e ha paura delle rappresaglie-. Johnny non è un guerriero ma non si tira indietro quando c’è da combattere e comandare altri uomini. Johnny, sempre con un atteggiamento disilluso e pessimistico arriva a 2 mesi dalla Liberazione, momento nel quale romanzo fa intuire la sua morte in azione.
    Siamo vicini al 70° anniversario della Liberazione e la lettura, impegnativa ed impegnata, de Il partigiano Johnny aiuta a ristabilire il clima giusto, eroico ma umanissimo, etico più che politico di quell'evento straordinario che fu la Resistenza al nazi fascismo. Uno sforzo che vale la pena di fare o rifare!

    ha scritto il 

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