Il partigiano Johnny

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili Letteratura; 179)

4.1
(2569)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 527 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806134701 | Isbn-13: 9788806134709 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Dante Isella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.
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  • 5

    Il partigiano Johnny è un libro sulla Resistenza, e si sa.

    E’ un libro in larga parte autobiografico: Johnny è Beppe, sbandato come lui dopo l‘8 settembre, arruolatosi come lui prima nelle file di ...continua

    Il partigiano Johnny è un libro sulla Resistenza, e si sa.

    E’ un libro in larga parte autobiografico: Johnny è Beppe, sbandato come lui dopo l‘8 settembre, arruolatosi come lui prima nelle file di partigiani rossi, poi in quelle dei badogliani; i capi partigiani, le vicende della città di Alba e dei paesi delle Langhe, le non-azioni degli inglesi e quelle dei repubblichini e dei tedeschi sono reali, storicamente documentate e anche questo si sa.

    Il partigiano Johnny è stato pubblicato postumo: l’assemblaggio dei capitoli è dovuto ai curatori che hanno “manipolato” varie “versioni” fenogliane del testo, e anche questo si sa.
    E allora, perché leggere un libro di cui già si sa?
    Soprattutto, perché leggere il Partigiano Johnny avendo letto altri romanzi brevi che in qualche modo sono una costola del suddetto?

    Dire che è bellissimo potrebbe bastare, ma anche no.
    Ci sono temi e tracce presenti in altri racconti lunghi, Primavera di bellezza e Una questione privata, ma in questo romanzo l’accento è calcato sul senso di disfatta, di “sbandamento”, che non è - in riferimento all'uso del termine nel racconto - solo il momento in cui le formazioni partigiane si scompongono dopo il massiccio attacco dei repubblichini e dei tedeschi: è una condizione intima, individuale e collettiva, di fronte alla necessità di fare e alla disperata consapevolezza di poter fare poco più che pochissimo.
    [se pochissimo può dirsi liberare un paese sapendo di non poterlo “tenere” per più di 15 giorni, se pochissimo può dirsi offrire cibo e alloggio rischiando la vita, se pochissimo può dirsi affrontare il nemico ed esser certi della disfatta, se pochissimo, attualizzando e assolutizzando, può dirsi sopravvivere alle bufere della vita].

    Straordinario è il linguaggio: incrostato di parole ed espressioni anglofone [il mellow sole e la mareante erba], di aulicisimi [nictalopa curiosità e rapinosa tristezza], tessuto in fili di lancinante poetica bellezza.

    Johnny andò verso una tetra notte previa d’un goalles giorno vuoto e fremitoso, e senza fine. Nel greve cielo dove le stelle erano, appuntate come sul velluto, un aereo gemeva, con una infinita coscienza di minuscolità, sempre sull’orlo del naufragio. Era un apparecchio di sconosciuta nazionalità, forse waged e pilotato da un moderno aeronautico capitano Nemo, che la voce popolare asseriva mitragliasse tutte le luci violanti l’oscuramento, in una fanatica istanza di tenebra assoluta.

    ha scritto il 

  • 0

    Con tutto il rispetto per Fenoglio, la cui scrittura è superlativa, per quanto mi riguarda la vita è troppo breve per leggere solo due pagine al giorno di questo romanzo, che è il massimo che io riesc ...continua

    Con tutto il rispetto per Fenoglio, la cui scrittura è superlativa, per quanto mi riguarda la vita è troppo breve per leggere solo due pagine al giorno di questo romanzo, che è il massimo che io riesca a fare.
    Eppure "Una questione privata" mi aveva entusiasmato

    ha scritto il 

  • 3

    Il libro si presta come cronaca dei fatti e racconta la guerra partigiana, inspirandosi all'esperienza dell'autore. Scandaglia gli eventi dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e a ...continua

    Il libro si presta come cronaca dei fatti e racconta la guerra partigiana, inspirandosi all'esperienza dell'autore. Scandaglia gli eventi dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba, raccontando l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che ancora oggi fa discutere e che di recente è stato persino sfruttato da una politica per conquistare, speculando sul romanzo, dei voti. E allora, siccome non l'avevo ancora letto, ne ho ap ...continua

    Un libro che ancora oggi fa discutere e che di recente è stato persino sfruttato da una politica per conquistare, speculando sul romanzo, dei voti. E allora, siccome non l'avevo ancora letto, ne ho approfittato.
    Devo ammettere che non me l'aspettavo così.
    Uno stile unico, impegnativo e non sempre immediato. Anche la storia, nonostante a grandi linee conoscessi la trama, mi ha stupita, ma mai convinta del tutto. E' come se lo stile di narrazione mettesse tra me e Johnny una barriera, non permettendomi di comprendere appieno il personaggio. Non ho percepito onesta passione da parte di Johnny degna del suo impegno ed è forse ciò che mi ha allontanata dal comprenderlo.
    Tuttavia la determinazione e il coraggio del giovane mi hanno portata a terminare la lettura. Sebbene non mi abbia conquistata mai del tutto, sono felice di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 5

    "E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'import ...continua

    "E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'importante: che ne restasse sempre uno. Scattò il capo e acuì lo sguardo come a vedere più lontano e più profondo, la brama della città e la repugnanza delle colline l'afferrarono insieme e insieme lo squassarono, ma era come radicato per i piedi alle colline. – I'll go on to the end. I'll never give up."

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana ...continua

    Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana, tragica Roma fra le settemplici maglie tedesche.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/il-partigiano-johnny-beppe-fenoglio/

    ha scritto il 

  • 4

    UNA QUESTIONE PRIVATA, forse uno dei più bei racconti ispirati alla Resistenza, già nel titolo annuncia l'atteggiamento antieroico, la narrazione cruda e asciutta, mai celebrativa, di un un uomo alien ...continua

    UNA QUESTIONE PRIVATA, forse uno dei più bei racconti ispirati alla Resistenza, già nel titolo annuncia l'atteggiamento antieroico, la narrazione cruda e asciutta, mai celebrativa, di un un uomo alieno da ogni violenza, traumatizzato dall'esperienza della guerra civile.
    IL PARTIGIANO JOHNNY non fa eccezione. Qui la guerra appare – lo si legge nell'acuta nota introduttiva - come “una prova sporca e angosciosa, che non lascia spazio ad autoesaltazioni o a compiacimenti eroici”; la guerra è una delle prove – la più difficile – che un uomo può trovarsi ad affrontare per maturare, per verificare la fermezza delle proprie convinzioni rispetto alla stanchezza, alla fame, alla paura.
    Allora non bisogna mervigliarsi se gli spari vengono attutiti dal frusciare delle piante e delle acque del Belbo, se le azioni partigiane non sono tutte militarmente ineccepibili, se la morte diventa una dolce fedele compagna.
    Conseguentemente, il cimento che la scelta individuale comporta allenta i legami familiari e trasforma il rapporto con luoghi noti e cari – le colline materne, “mammellose” (anche a Cesare Pavese suggerivano le medesima immagine) –.
    Infine, richiamo l'attenzione sulla lingua sperimentale, creativa, che rende la lettura non semplice, ma doverosa, dal momento che siamo di fronte ad un romanzo che pur nella sua incompiutezza illumina le vicende della Resistenza più di una ricostruzione storica.

    ha scritto il 

  • 2

    Finirlo purtroppo è stata una pena senza fine...

    Mi sono avvicinato a questo storico romanzo con grandi aspettative che purtroppo non sono state ripagate.
    Avevo letto ovunque della rara efficacia nella tecnica di scrittura di Fenoglio per questo lib ...continua

    Mi sono avvicinato a questo storico romanzo con grandi aspettative che purtroppo non sono state ripagate.
    Avevo letto ovunque della rara efficacia nella tecnica di scrittura di Fenoglio per questo libro incompiuto,
    e per la genuinità e non retorica legata al tema trattato: una autobiografica storia all'interno del movimento della resistenza cattolica in Italia nella seconda guerra mondiale.
    Purtroppo le mie aspettative sono state deluse non poco.
    Il romanzo è si scritto molto bene, e con una tecnica originale e ancora brillante con l'uso dell'inglese nella lingua italiana nel racconto che rende il tutto a tratti più moderno e scorrevole, ma la storia a me è sembrata a dir poco noiosa.
    Non succede quasi nulla, solo continui spostamenti a piedi per boschi e colline, e qualche rarissima battaglia e imboscata. Tutto ovattato e lento, inabissato dalla nebbia e dagli inverni senza cibo.
    Che dire?
    Non è neanche una questione di lentezza, è proprio che il romanzo non mi ha preso.
    Forse era il momento sbagliato per leggerlo?
    Quasi 500 pagine scritte così non sono state uno scherzo!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, duro, difficile

    Storie di partigiani, le rivalità tra partigiani "rossi" e "bianchi", la morte in agguato dietro ad ogni cespuglio, l'eroismo e la paura. I capi che danno ordini sapendo che questi significheranno il ...continua

    Storie di partigiani, le rivalità tra partigiani "rossi" e "bianchi", la morte in agguato dietro ad ogni cespuglio, l'eroismo e la paura. I capi che danno ordini sapendo che questi significheranno il sacrificio di molti uomini.

    Sofferenze e privazioni, vita durissima nell'inverno delle Langhe. Partigiani e fascisti, anche questi ultimi dipinti se non certo con affetto almeno con compassione. Mandati a morire gli uni e gli altri.

    Libro bello ed intenso.

    Ho trovato spiazzante, ed a tratti fastidiosa, la mania di Fenoglio di inserire qua e là parole inglesi (a volte anche a sproposito) che spezzettano e rendono difficile la lettura, senza un motivo preciso a dire il vero.

    ha scritto il 

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