Il partigiano Johnny

Di

Editore: Einaudi (Einaudi Tascabili Letteratura; 179)

4.1
(2537)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 527 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806134701 | Isbn-13: 9788806134709 | Data di pubblicazione: 

Contributi: Dante Isella

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Johnny, la Resistenza e le Langhe sono i tre protagonisti a pari titolo di questo romanzo, trovato tra le carte di Fenoglio dopo la morte. Cronaca della guerra partigiana, epopea antieroica in cui l'autore proietta la propria esperienza in una visione drammatica, Il partigiano Johnny rivela un significato umano che va ben aldilà di quello storico-politico. Dalla formazione delle prime bande fino all'estate del '44 e alla presa di Alba seguiamo l'odissea di Johnny e dei suoi compagni fra gli ozi forzati nei casali, le imboscate contro gli automezzi fascisti, le puntate per giustiziare una spia in pianura, le battaglie campali, i rapporti tra le varie formazioni ribelli.
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    "E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'import ...continua

    "E pensò che forse un partigiano sarebbe stato come lui ritto sull'ultima collina, guardando la città e pensando lo stesso di lui e della sua notizia, la sera del giorno della sua morte. Ecco l'importante: che ne restasse sempre uno. Scattò il capo e acuì lo sguardo come a vedere più lontano e più profondo, la brama della città e la repugnanza delle colline l'afferrarono insieme e insieme lo squassarono, ma era come radicato per i piedi alle colline. – I'll go on to the end. I'll never give up."

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana ...continua

    Johnny stava osservando la sua città dalla finestra della villetta collinare che la sua famiglia s’era precipitata ad affittargli per imboscarlo dopo il suo improvviso, insperato rientro dalla lontana, tragica Roma fra le settemplici maglie tedesche.......

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/p/il-partigiano-johnny-beppe-fenoglio/

    ha scritto il 

  • 4

    UNA QUESTIONE PRIVATA, forse uno dei più bei racconti ispirati alla Resistenza, già nel titolo annuncia l'atteggiamento antieroico, la narrazione cruda e asciutta, mai celebrativa, di un un uomo alien ...continua

    UNA QUESTIONE PRIVATA, forse uno dei più bei racconti ispirati alla Resistenza, già nel titolo annuncia l'atteggiamento antieroico, la narrazione cruda e asciutta, mai celebrativa, di un un uomo alieno da ogni violenza, traumatizzato dall'esperienza della guerra civile.
    IL PARTIGIANO JOHNNY non fa eccezione. Qui la guerra appare – lo si legge nell'acuta nota introduttiva - come “una prova sporca e angosciosa, che non lascia spazio ad autoesaltazioni o a compiacimenti eroici”; la guerra è una delle prove – la più difficile – che un uomo può trovarsi ad affrontare per maturare, per verificare la fermezza delle proprie convinzioni rispetto alla stanchezza, alla fame, alla paura.
    Allora non bisogna mervigliarsi se gli spari vengono attutiti dal frusciare delle piante e delle acque del Belbo, se le azioni partigiane non sono tutte militarmente ineccepibili, se la morte diventa una dolce fedele compagna.
    Conseguentemente, il cimento che la scelta individuale comporta allenta i legami familiari e trasforma il rapporto con luoghi noti e cari – le colline materne, “mammellose” (anche a Cesare Pavese suggerivano le medesima immagine) –,
    Infine, richiamo l'attenzione sulla lingua sperimentale, creativa, che rende la lettura non semplice, ma doverosa, dal momento che siamo di fronte ad un romanzo che pur nella sua incompiutezza illumina le vicende della Resistenza più di una ricostruzione storica.

    ha scritto il 

  • 2

    Finirlo purtroppo è stata una pena senza fine...

    Mi sono avvicinato a questo storico romanzo con grandi aspettative che purtroppo non sono state ripagate.
    Avevo letto ovunque della rara efficacia nella tecnica di scrittura di Fenoglio per questo lib ...continua

    Mi sono avvicinato a questo storico romanzo con grandi aspettative che purtroppo non sono state ripagate.
    Avevo letto ovunque della rara efficacia nella tecnica di scrittura di Fenoglio per questo libro incompiuto,
    e per la genuinità e non retorica legata al tema trattato: una autobiografica storia all'interno del movimento della resistenza cattolica in Italia nella seconda guerra mondiale.
    Purtroppo le mie aspettative sono state deluse non poco.
    Il romanzo è si scritto molto bene, e con una tecnica originale e ancora brillante con l'uso dell'inglese nella lingua italiana nel racconto che rende il tutto a tratti più moderno e scorrevole, ma la storia a me è sembrata a dir poco noiosa.
    Non succede quasi nulla, solo continui spostamenti a piedi per boschi e colline, e qualche rarissima battaglia e imboscata. Tutto ovattato e lento, inabissato dalla nebbia e dagli inverni senza cibo.
    Che dire?
    Non è neanche una questione di lentezza, è proprio che il romanzo non mi ha preso.
    Forse era il momento sbagliato per leggerlo?
    Quasi 500 pagine scritte così non sono state uno scherzo!

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, duro, difficile

    Storie di partigiani, le rivalità tra partigiani "rossi" e "bianchi", la morte in agguato dietro ad ogni cespuglio, l'eroismo e la paura. I capi che danno ordini sapendo che questi significheranno il ...continua

    Storie di partigiani, le rivalità tra partigiani "rossi" e "bianchi", la morte in agguato dietro ad ogni cespuglio, l'eroismo e la paura. I capi che danno ordini sapendo che questi significheranno il sacrificio di molti uomini.

    Sofferenze e privazioni, vita durissima nell'inverno delle Langhe. Partigiani e fascisti, anche questi ultimi dipinti se non certo con affetto almeno con compassione. Mandati a morire gli uni e gli altri.

    Libro bello ed intenso.

    Ho trovato spiazzante, ed a tratti fastidiosa, la mania di Fenoglio di inserire qua e là parole inglesi (a volte anche a sproposito) che spezzettano e rendono difficile la lettura, senza un motivo preciso a dire il vero.

    ha scritto il 

  • 5

    stupendo

    Non conoscevo Fenoglio e ne sono rimasto entusiasta. Romanzo storico di grande spessore, che mi ha fatto conoscere la vita dei partigiani a partire dagli aspetti più concreti della loro vita. Bellissi ...continua

    Non conoscevo Fenoglio e ne sono rimasto entusiasta. Romanzo storico di grande spessore, che mi ha fatto conoscere la vita dei partigiani a partire dagli aspetti più concreti della loro vita. Bellissime le descrizioni del vissuto emotivo del protagonista. Fenoglio sfodera un linguaggio modellato sulle sue conoscenze multilingue: spesso si hanno fatto o termini italiani inglesizzati o viceversa. Fenoglio gioca con la lingua e la sintassi.... da leggere con un dizionario a portata di mano.

    ha scritto il 

  • 3

    L'esperienza di Fenoglio è stata chiaramente travagliata e turbolenta. Sia in "Primavera di bellezza" che in questo libro traspare tanto l'inesperienza bellica degli italiani così come la poca fiducia ...continua

    L'esperienza di Fenoglio è stata chiaramente travagliata e turbolenta. Sia in "Primavera di bellezza" che in questo libro traspare tanto l'inesperienza bellica degli italiani così come la poca fiducia che serpeggiava trai civili e la loro paura di schierarsi chiaramente da una parte o dall'altra.
    Dalla lettura di questo libro, si capisce, meglio che in qualunque manuale storico, la vera differenza trai partigiani badogliani e quelli Stella rossa ma soprattutto si capiscono le attese che questi gruppi avevano nel formare un nuovo governo una volta vinta la guerra. Tant'è che gli stessi azzurri, o badogliani, hanno poco da condividere con il secondo governo formatosi dopo l'8 settembre da Pietro Badogliani; e quelle vaghe speranze che avevano degli alleati inglesi, il più delle volte, si rompono e si dimostrano dei completi fallimenti. Entrambi le bandiere partigiane erano illuse, senza esperienza e con poche armi e munizioni pretendevano il dominio delle colline piemontesi. Più di una volta si descrivono tafferugli e risse trai badogliani e Stella rossa, dimostrando come tra gli stessi partigiani non c'era un amor comune di patria bensì un amor proprio di bandiera. Ho completamente cambiato idea sui partigiani e soprattutto sulle battaglie collinari. Da Fenoglio ho avuto più volte l'impressione di incapacità logistica e immaturità. Pochissimi erano degli uomini e lo stesso Johnny il più delle volte si dimostra un coniglio, tant'è che lui stesso confessa di avere troppa fortuna in battaglia e di aver visto morire fin troppe persone che combattevano al suo fianco.
    Credo che ci sono fin troppe differenze tra "Primavera di bellezza" e "Il partigiano Johnny"; oltre alla morte del personaggio che avviene in due distinti modi. Nel primo libro muore per mano dei tedeschi ma in quest'ultimo muore solo dopo due mesi prima della liberazione in un contrattacco ai fascisti. La vera differenza sta nell'atteggiamento di Johnny. Se in "Primavera di bellezza" si nota il suo malcontento nell'esercito regolare italiano ma il suo coraggio e determinazione nei Stella rossa, nel "Il soldato Johnny" invece si nota il suo scontento nella Stella rossa, il suo grande amore per la libertà e la lotta partigiana e l'odio per le camicie nere. Fenoglio ha cambiato direzione? No, non credo. Credo che nei due libri non si stia parlando dello stesso Johnny e che se in "Primavera di bellezza" muore ma in "Il partigiano Johnny" torna miracolosamente in vita è dovuta alla scelta di voler snocciolare per il meglio questa realtà bellica molto comune nei soldati regolari dopo l'8 settembre. Non sono infatti fuori questo percorso le altre opere di Fenoglio che parlano di eventi bellici autobiografici come questo ma soprattutto non sono lontani dal Neorealismo.

    ha scritto il 

  • 5

    a masterpiece about the italian civil war

    spinto da un'entusiastica recensione mi sono rituffato nella lettura di questo libro che giaceva in attesa del momento propizio. confesso che un precedente tentativo si era arenato di fronte a this ne ...continua

    spinto da un'entusiastica recensione mi sono rituffato nella lettura di questo libro che giaceva in attesa del momento propizio. confesso che un precedente tentativo si era arenato di fronte a this new way of mixing english and italian words.
    la partenza è giustamente lenta e per questo non favorisce lettori casuali ma sono fondamentali per entrare nel mood e vivere a fianco di questi EROI, conoscerli da vicino, rendergli il meritato tributo per aver avuto il grande coraggio di alzarsi in piedi e contrastare il regime che tanti danni ha causato.
    innovativo per lo stile.
    onesto, coinvolgente, drammatico ma vivo, se mi è permesso di una "vita eterna" simile a quella a cui presumibilmente si riferisce il cattolicesimo, in questo libro c'è la scintilla che gli spiriti liberi e indomiti si tramandano.
    lettura imprescindibile (traduzione mia unprexindible, Fenoglio mi guarderebbe molto male!)

    ha scritto il 

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