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Il passato è una terra straniera

Bestseller italiani, 6

Di

Editore: RCS Quotidiani - Corriere della Sera

3.7
(3755)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 262 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000007490 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Studente modello, figlio di intellettuali borghesi, Giorgio conduce la vita normale di un qualunque ragazzo di ventidue anni. Fino a quando una sera incontra Francesco. Bello ed elegante, Francesco esercita su uomini e donne un fascino misterioso e oscuro. Per vivere gioca a carte, sa vincere, ma più che fortunato è un abile baro e sembra avere in mano le chiavi per il successo. I tavoli da gioco si spostano da ville sontuose a bettole senza nome, gli avversari possono essere ricchi industriali o miserie umane. In una Bari dai contorni sfocati, in cui ambienti segreti e torbidi fanno da sfondo a una quotidianità tranquilla e rassicurante, Giorgio diventa suo amico e complice. Passando da partite truccate a viaggi reali e immaginari, imparando a muoversi nei luoghi dove la buona e la cattiva società sembrano confondersi, Giorgio vede l’immagine di se stesso sgretolarsi per lasciare il posto a qualcosa di sconosciuto, che fa paura ma contemporaneamente lo attrae. L’amicizia di Giorgio e Francesco avanza incontro a un finale che spiazza il lettore in balia di segnali a doppio taglio. Insieme percorrono un viaggio nei territori della mente, in quel tempo fragile e misterioso che separa la giovinezza dall’età adulta. Nel frattempo un tenente dei Carabinieri indaga su una serie di violenze sessuali che segnano a fuoco la vita di giovani donne passate bel posto sbagliato al momento sbagliato. La matassa degli indizi lo porta verso una soluzione catartica, una verità inaspettata che dà una scossa anche alla sua vita. Narratore che ha stupito pubblico e critica, Carofiglio ci regala un thriller psicologico che, con stile asciutto e avvincente, si trasforma anche in un doloroso romanzo d’iniziazione al male e alla vita.

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  • 0

    Classico romanzo scorrevole in grado di incuriosire il lettore e farlo procedere velocemente nella lettura per scoprire come andrà a finire la storia ben introdotta fin dalle prime pagine.


    Da notare l'apparente incoerenza del protagonista che, se osservata da fuori, sembra molto irrazional ...continua

    Classico romanzo scorrevole in grado di incuriosire il lettore e farlo procedere velocemente nella lettura per scoprire come andrà a finire la storia ben introdotta fin dalle prime pagine.

    Da notare l'apparente incoerenza del protagonista che, se osservata da fuori, sembra molto irrazionale e lascia prevedere con facilità le conseguenze negative alle quali infine certamente confluirà. Eppure i suoi comportamenti non possono essere considerati di pura fantasia, in quanto il mondo è pieno di soggetti che si affidano agli eventi della vita intraprendendo strane senza alcuna riflessione, lasciandosi andare al momento senza tentare di prevedere o ragionare anche solo sui perchè di quelle scelte, che di fatto neanche vengono operate, trascinandosi in avanti passivamente e per inerzia.

    Notevole il ragionamento sulla manipolazione ed il modo con il quale l'amico poco raccomandabile del protagonista riesce a fare della morale in favore del barare.

    Voto: 7/10

    ha scritto il 

  • 3

    da leggere anche se difficilmente lo attribuirei a lui se non sapessi che fosse lui l'autore...

    non ho letto tutti i romanzi di Carofiglio ma questo, secondo il mio parere, esce da coro, perché è uno scritto molto crudo, che ricerca il lato oscuro dell'essere umano, nelle sue manifestazioni più bieche, però io lo vedo come "un thriller", il cui finale si può già intravedere molto prima dell ...continua

    non ho letto tutti i romanzi di Carofiglio ma questo, secondo il mio parere, esce da coro, perché è uno scritto molto crudo, che ricerca il lato oscuro dell'essere umano, nelle sue manifestazioni più bieche, però io lo vedo come "un thriller", il cui finale si può già intravedere molto prima della fine, e come sempre è apprezzabile l'identikit psicologico che egli ritaglia per ciascun personaggio, che è poi la caratteristica che più mi piace dei suoi libri, quindi se non l'avessi ancora letto... lo leggerei.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, ma non perfetto.
    Ben curata la spirale discendente del protagonista, ma la lettura è un pò lenta.
    L'intreccio con la parte poliziesca poi, avviene troppo tardi, e quando arriva quasi disturba.

    ha scritto il 

  • 5

    Sconvolgente. In un crescendo che da situazioni apparentemente innocue prende il lettore per il bavero e lo porta a congetture, interrogativi più o meno domabili, fino ad un finale davvero con fuochi d'artificio. Per come delinea i tratti dei personaggi, per come si rivelano alla fine. Per come s ...continua

    Sconvolgente. In un crescendo che da situazioni apparentemente innocue prende il lettore per il bavero e lo porta a congetture, interrogativi più o meno domabili, fino ad un finale davvero con fuochi d'artificio. Per come delinea i tratti dei personaggi, per come si rivelano alla fine. Per come si svolge l'epilogo. Lo si finisce di leggere con una sensazione simile alla soddisfatta sazietà di quando ci si alza da tavola dopo aver ben mangiato e ben bevuto, eppure ci si sente incredibilmente lucidi e pieni di energie. La bravura del cuoco si riscontra durante la digestione.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo che leggo di Carofiglio in cui non c'è Guerrieri come protagonista. Lo stile è lo stesso.. ed è lo stile che amo.
    Non l'ho trovata così scabrosa come storia.. forse il fatto che la parte di Giorgio fosse narrata in prima persona, con relativo vortice di stati d'animo..
    Il fil ...continua

    Il primo che leggo di Carofiglio in cui non c'è Guerrieri come protagonista. Lo stile è lo stesso.. ed è lo stile che amo.
    Non l'ho trovata così scabrosa come storia.. forse il fatto che la parte di Giorgio fosse narrata in prima persona, con relativo vortice di stati d'animo..
    Il film invece.. era meglio se non lo giravano..

    ha scritto il 

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