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Il passato davanti a noi

Di

Editore: Guanda

4.0
(137)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 507 | Formato: Altri

Isbn-10: 8882469123 | Isbn-13: 9788882469122 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In un paese alla periferia di Napoli, negli anni '70, un gruppo di ragazzivive l'ultima grande stagione degli ideali e delle lotte politiche, fa i conticon una realtà difficile, minacciata dalla criminalità organizzata, e nelfrattempo affronta il suo particolare percorso di formazione, che passaattraverso gli amori, le tensioni familiari, le vacanze vissute all'avventurae termina con il fallimento degli stessi ideali da cui aveva preso le mosse.Le scelte dei protagonisti sono state, a partire da quel punto, le piùdiverse: e adesso c'è chi vive una vita del tutto normale, con moglie e figli,e chi invece si trova a fare i conti con il proprio passato di militanzaarmata.
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  • 4

    Un tuffo nel passato guidati dalla voce narrante del protagonista, una sorta di fratello maggiore che racconta l'Italia degli anni '70 vista da un ragazzo di sinistra impegnato nel movimento operaio prima e nell'autonomia poi. Tantissima carne al fuoco, tra il privato del diventare adulti, di ill ...continua

    Un tuffo nel passato guidati dalla voce narrante del protagonista, una sorta di fratello maggiore che racconta l'Italia degli anni '70 vista da un ragazzo di sinistra impegnato nel movimento operaio prima e nell'autonomia poi. Tantissima carne al fuoco, tra il privato del diventare adulti, di illusioni e disillusioni, dell'amore e del sesso, dell'amicizia ecc ecc e il pubblico del compromesso storico, del terrorismo, delle lotte operaie, del femminismo. A quel passato Arpaia alterna il piano del presente, in cui l'autore/narratore, ormai uomo di mezz'età, torna al paese natio per ricostruire quel passato da mattere sulla pagina scritta, entrando in contatto con tutti i suoi compagni di strada di trenta e passa anni prima. Evidente come per Arpaia dal passato non sia possibile distaccarsi, e quanto invece esso sia da coltivare non solo nella memoria ma come chiave interpretativa del nostro presente che ancora dà frutti fecondi, in un paese dove leggi degli anni 70 e ti sembra tutto praticamente uguale ad oggi. Se non per il fatto che ti guardi attorno e ragazzi/uomini come i protagonisti di questo libro non riesci a vederli. E speri che ce ne siano, anche se i tempi forse li costringono ad operare al coperto.

    ha scritto il 

  • 5

    quando eravamo noi

    questo libro parla dell'esperienza di militanza politica di un gruppo di giovani negli anni settanta nel napoletano
    ma lo consiglio a chiunque abbia esperienza di militanza politica, a chi in quegli anni c'era e a chi è arrivato a provare a continuare a costruire sulle macerie lasciate da quell'e ...continua

    questo libro parla dell'esperienza di militanza politica di un gruppo di giovani negli anni settanta nel napoletano ma lo consiglio a chiunque abbia esperienza di militanza politica, a chi in quegli anni c'era e a chi è arrivato a provare a continuare a costruire sulle macerie lasciate da quell'esperienza, credendo nel suo valore a chi ha vissuto un "noi" e oggi si ritrova orfano di se stesso

    ha scritto il 

  • 5

    Io che in quegli anni sono arrivata sempre un pò in ritardo, io che in quegli anni sono stata "distratta" dal mio vivere quotidiano, da un "io" pieno di problemi, io che quegli anni avrei voluto viverli con una coscienza diversa, io che forse sarei stata come loro, che hanno creduto che cambiare ...continua

    Io che in quegli anni sono arrivata sempre un pò in ritardo, io che in quegli anni sono stata "distratta" dal mio vivere quotidiano, da un "io" pieno di problemi, io che quegli anni avrei voluto viverli con una coscienza diversa, io che forse sarei stata come loro, che hanno creduto che cambiare era possibile, ma poi sono emerse le degenerazioni e la lotta di classe è diventata una lotta armata, con tutte le sue aberrazioni, che alla fine non ci hanno risparmiato dalla famosa "Milano da bere"!! Un romanzo scritto con maestria, la cui protagonista è la cronaca degli anni 70, anni di speranze, sangue e delusioni, dove, Gattopardescamente, tutto cambia perchè nulla cambi. E nel romanzo ci accompagnano Gaber, Lolli, Guccini, cantori oggi anacronistici per i più, rimpianti da pochi. Un'altra storia. Libro scoperto casualmente in biblioteca, ma consigliato per chi oggi si sente, come me, disorientato e alieno in questo Circo surreale... chiedo scusa ai clown di professione che tanto fanno divertire i nostri bambini.

    Forse la valutazione reale sarebbe stata una mezza stella in meno, ma mi ha coinvlto molto

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato!!

    Gli ingredienti perchè il lbro mi piacesse c'erano tutti, però man mano che mi addentravo nella lettura mi sono accorto che più di 3 stelline non avrei potuto dare.
    Non sono riuscito ad entrare in sintonia completa con i personaggi che al termine del libro non sentivo come dei compagni di viaggio ...continua

    Gli ingredienti perchè il lbro mi piacesse c'erano tutti, però man mano che mi addentravo nella lettura mi sono accorto che più di 3 stelline non avrei potuto dare. Non sono riuscito ad entrare in sintonia completa con i personaggi che al termine del libro non sentivo come dei compagni di viaggio ma come dei conoscenti alla lontana. Tutto ciò dipende sicuramente dalla complessità di quegli anni così difficili da capire se non vissuti in prima persona.

    ha scritto il 

  • 4

    resoconto, dall'interno, della vita di un ragazzo di provincia negli anni '70, che ha vissuto il sogno di un altro mondo è possibile, e a seguire tutto quello che è successo: stragi, terrorismo, ritorno all'individualismo.

    E per ogni fase, luci e ombre.

    Bello, e tristissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli anni Settanta, gli ideali, le battaglie libertarie, il post-68, il femminismo,le esperienze collettive, il riflusso, la lotta armata.Questo e altro ancora in un bellissimo romanzo generazionale ambientato a Napoli nel periodo più confuso e ricco di fermenti sociali della nostra storia recent ...continua

    Gli anni Settanta, gli ideali, le battaglie libertarie, il post-68, il femminismo,le esperienze collettive, il riflusso, la lotta armata.Questo e altro ancora in un bellissimo romanzo generazionale ambientato a Napoli nel periodo più confuso e ricco di fermenti sociali della nostra storia recente.Consigliatissimo a tutti i giovani di oggi che vogliano addentrarsi nelle dinamiche sociali e politiche di quegli anni per capire un po' cosa siamo stati e soprattutto perchè ora siamo così.E' il classico caso felice in cui un romanzo può raccontare e spiegare meglio di tanti saggi pedanti.E soprattutto, è un romanzo che favorisce il nascere del dubbio dentro ognuno di noi.Non ci sono prese di posizioni nette, ma angosciosi tormenti esistenziali che portano spesso il lettore a chiedersi: come mi sarei comportato di fronte a quell'evento? Avrei parteggiato? Mi sarei astenuto? Avrei discusso? Mi sarei defilato? Mi sarei incazzato?

    ha scritto il 

  • 4

    "Da fuori, dalla strada, si sentì nitidissima la voce di una donna che cantava I' te vurria vasà..."

    Un bel viaggio nei ricordi, nella scrittura, nelle idee, nelle scoperte, negli entusiasmi, negli anni in cui una densa passione accendeva gli animi di giovani alla ricerca di un'identità in un "periodo in cui, invece che insistere tanto sull'«Io», come oggi, si poteva ancora dire «Noi», ...continua

    Un bel viaggio nei ricordi, nella scrittura, nelle idee, nelle scoperte, negli entusiasmi, negli anni in cui una densa passione accendeva gli animi di giovani alla ricerca di un'identità in un "periodo in cui, invece che insistere tanto sull'«Io», come oggi, si poteva ancora dire «Noi», in cui tutto sembrava riguardarci, c'era la sensazione di un'appartenenza, non si era soli nella massa come adesso"(Bruno Arpaia).

    Un noi che è rimasto e scava, lascia in giro detriti e sedimenti.

    I ricordi continuano a assalirti come dei ritornelli di canzoni tristi. Chissà com'è che certi stanno a galla e certi affondano, chissà chi è a decidere quale va risparmiato e quale va colato a picco. Bravo chi sa fermarli, in ogni caso. Perchè anche i più belli ti fanno nostalgia.

    ha scritto il 

  • 2

    Io sono una nostalgica e spesso mi capita di avere nostalgia anche di periodi in cui neppure c’ero. Gli anni 70 non li ho vissuti, ci sono nata a metà, ma non potevo capire tutto quello che stava accadendo. E allora mi piace sentirmeli raccontare o forse immaginarmeli a modo mio.
    Questo poteva e ...continua

    Io sono una nostalgica e spesso mi capita di avere nostalgia anche di periodi in cui neppure c’ero. Gli anni 70 non li ho vissuti, ci sono nata a metà, ma non potevo capire tutto quello che stava accadendo. E allora mi piace sentirmeli raccontare o forse immaginarmeli a modo mio. Questo poteva essere uno di quei libri appassionanti che fanno venir voglia di avere una macchina del tempo per tornare indietro e vedere coi propri occhi quello che succedeva. Poteva essere un romanzo che fa sentire almeno l’eco di quelle sensazioni, ma purtroppo non lo è stato, non per me. Un buon libro, scritto bene, ma che rimane freddo e non coinvolge affatto. Troppi eventi, troppi nomi. La politica che sovrasta tutto. Un protagonista neppure così protagonista, uno fra i tanti; personaggi sullo sfondo a cui non ci si affeziona neppure per sbaglio. Ho fatto fatica a leggerlo e ho sbadigliato un po’ troppo. Ma forse è proprio perché quegli anni non li ho vissuti e non mi piace come Arpaia me li ha raccontati.

    ha scritto il 

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