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Il passeggiatore solitario

Di

Editore: Adelphi

4.0
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 60 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845920739 | Isbn-13: 9788845920738 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ada Vigliani

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nato in Germania, W. G. Sebald (1944-2001) è vissuto dal 1970 in Inghilterra,dove ha insegnato Letteratura tedesca contemporanea presso la University ofEast Anglia a Norwich. Tra le sue opere sono da ricordare: "Vertigini","Storia naturale della distruzione", "Austerlitz". "Il passeggiatoresolitario" è apparso per la prima volta nel volume "Logis in einen Landhaus".
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  • 0

    "Come interpretare d'altronde un autore che, pur così minacciato dalle ombre, sapeva infondere a ogni pagina una luce tanto amabile, un autore che stilava racconti umoristici per pura disperazione, che scriveva quasi sempre le medesime cose, ma non si ripeteva mai, un uomo al quale i suoi stessi ...continua

    "Come interpretare d'altronde un autore che, pur così minacciato dalle ombre, sapeva infondere a ogni pagina una luce tanto amabile, un autore che stilava racconti umoristici per pura disperazione, che scriveva quasi sempre le medesime cose, ma non si ripeteva mai, un uomo al quale i suoi stessi pensieri affinati sulle minuzie diventavano incomprensibili, che era in tutto e per tutto con i piedi per terra e si librava senza ancoraggio nell'etere, uno scrittore la cui prosa ha la peculiarità di dissolversi alla lettura, sicché già dopo poche ore quasi non ricordiamo più i personaggi, gli eventi e gli oggetti effimeri di cui parlavano le pagine appena lette?"

    ha scritto il 

  • 5

    s.o.s. (stefano oh stefano)

    "Benjamin è stato l'unico tra i commentatori dello scrittore elvetico che abbia cercato di cogliere più a fondo il carattere anonimo e fuggevole dei personaggi walseriani. A suo giudizio essi verrebbero dalla follia, e da nessun'altra parte. Sono figure che hanno la follia alle spalle e perciò re ...continua

    "Benjamin è stato l'unico tra i commentatori dello scrittore elvetico che abbia cercato di cogliere più a fondo il carattere anonimo e fuggevole dei personaggi walseriani. A suo giudizio essi verrebbero dalla follia, e da nessun'altra parte. Sono figure che hanno la follia alle spalle e perciò restano sempre impregnate di una superficialità così lacerante, così totalmente disumana, così imperturbabile."

    (certi amici davvero ti salvano la vita
    e ci mettono anche una certa creatività
    tu lanci un s.o.s. disperato
    e loro ti raccattano rapidamente ovunque tu sia
    e mica ti portano a bere o a mangiare un gelato
    no, loro ti portano ad un raduno di rosa croce sull'appennino)

    ha scritto il 

  • 3

    poche pagine di bellezza: sebald racconta walser e il risultato è una flanerie obliqua e a tratti struggente in cui si mescolano ricordi, analisi letteraria, spunti biografici, citazioni, foto che narrano quasi quanto le parole. prezioso.

    ha scritto il 

  • 5

    Che cosa significano queste analogie, queste sovrapposizioni, queste corrispondenze? Sono solo scherzi della memoria, solo inganni dei sensi o allucinazioni, o evocano invece schemi di un ordine a noi incomprensibile, inseriti secondo un programma nel caos dei rapporti umani e tali da estender ...continua

    Che cosa significano queste analogie, queste sovrapposizioni, queste corrispondenze? Sono solo scherzi della memoria, solo inganni dei sensi o allucinazioni, o evocano invece schemi di un ordine a noi incomprensibile, inseriti secondo un programma nel caos dei rapporti umani e tali da estendersi parimenti ai vivi e ai morti?"

    ha scritto il 

  • 5

    Ogni articolo, racconto, romanzo di Sebald è perfetto. Queste poche pagine bastano a richiamare le atmosfere sognanti, razionali, poetiche di tutti i suoi scritti. Inoltre : quale viatico migliore per tornare a leggere Robert Walser ?

    ha scritto il 

  • 3

    Talmente lontane l’una dall’altra sono le scene della vita di Walser giunte sino a noi, che non si può propriamente parlare di una storia o di una biografia, quanto piuttosto – direi – di una leggenda.
    Sebald è stato un grande camminatore. I suoi percorsi a piedi sono memorabili. “Gl ...continua

    Talmente lontane l’una dall’altra sono le scene della vita di Walser giunte sino a noi, che non si può propriamente parlare di una storia o di una biografia, quanto piuttosto – direi – di una leggenda.
    Sebald è stato un grande camminatore. I suoi percorsi a piedi sono memorabili. “Gli anelli di Saturno”, che in copertina ritrae un viandante solitario in un viottolo in mezzo alla campagna, è lì a testimoniarlo. Chi meglio di lui poteva quindi capire un altro passeggiatore come Robert Walser (1878-1956)?
    Nell’autunno del 1925, per esempio, andò a piedi da Berna sino a Ginevra, seguendo in larga parte l’antico sentiero dei pellegrini che conduce al santuario di Santiago de Compostela.
    In una sessantina di pagine W.G. Sebald tratteggia magistralmente e con affetto la figura del poeta e scrittore svizzero, cui una solitaria passeggiata il giorno di Natale del 1956 fu infine fatale.
    Quando vedo queste fotografie di Walser scattate mentre passeggiava, quando vedo la stoffa del suo abito con gilè, il colletto floscio sulla camicia, il nodo alla cravatta, le macchie sul dorso della mano dovute all’età, i baffi sale e pepe ben curati, l’espressione quieta dello sguardo, quando vedo tutto questo, mi sembra ogni volta che il nonno sia lì, davanti a me.
    Sebald si sofferma sul sistema di scrittura di Walser, fatto di microgrammi diffcili da decodificare, pagine e pagine di prosa e poesie con caratteri così minuti da rasentare il limite della visibilità. Dei ‘pizzini’ si direbbe oggi. Ma il sistema dei foglietti volanti e del lapis è anche un’opera di difesa e di consolidamento unica nella storia della letteratura, opera all’interno della quale le cose minute e più innocenti dovevano potersi salvare dal declino incombente nell’epoca grandiosa che andava allora annunciandosi.
    E commentando una brano in cui Walser descrive un suo volo in mongofiera sopra il fiume Elba, Sebald conclude: Robert Walser era nato, credo, per un viaggio silenzioso come questo, un viaggio nell’aria.
    E’ un libretto delicato, per chi – come me – ama Sebald, e che ora mi impone di approfondire Walser.

    ha scritto il 

  • 0

    liturgia

    parlare di un libro che racconta una biografia si finisce facilmente a immaginare la vita di quella persona.
    walser è sempre stato uno scrittore emarginato, un'autore che ha descritto benissimo l'emarginazione attraverso il metro smisurato della follia.
    fusione di estrema involontarie ...continua

    parlare di un libro che racconta una biografia si finisce facilmente a immaginare la vita di quella persona.
    walser è sempre stato uno scrittore emarginato, un'autore che ha descritto benissimo l'emarginazione attraverso il metro smisurato della follia.
    fusione di estrema involontarietà e suprema intenzione, diceva di lui benjamin, esplorare i processi creativi di quest'uomo vuol dire tratteggiarne il carattere che aveva lo sguardo del 'flaneur'.
    nei suoi racconti ci sono figure che non hanno la retorica del poetico ma il brivido, l'eros, la seduzione, la tenerezza, il disincanto delle figure della vita che appaiono e svaniscono nella melodia anonima e straziante di una fiaba.
    la grazie dei suoi racconti possiedono epifanie, stupore, e freddezza tedesca e condiscono quasi con vanità la provvisorietà del viandante, il suo destino.
    le stagioni maturano sulla pelle delle parole che usa per raccontare le sue storie, veri e propri bozzetti che provano a descrivere l'equilibrio precario di una felicità.
    sebald, l'autore di questo ritratto fa emergere la solitudine culturale dove egli vive, e le foto presenti nel libro un album che racconta le escursioni nei paesaggi dell'anima che ha fatto walser lasciandoci cadere in un inevitabile empatia.

    ha scritto il