Il patto

"Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato."

Di ,

Editore: Chiarelettere

4.4
(100)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861900747 | Isbn-13: 9788861900745 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Marco Travaglio

Disponibile anche come: eBook

Genere: Criminalità , Storia , Politica

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Descrizione del libro
"Molti attentati addebitati a Cosa Nostra non sono stati commessi da noi ma dallo Stato. Voi lo sapete benissimo."
Luigi Ilardo, l'infiltrato. Le sue rivelazioni sono alla base del processo in corso a Palermo a carico dell'ex capo del Sisde e del Ros, generale Mario Mori, per la mancata cattura di Provenzano nel 1995.

Sembra un film ma è una storia vera, e inedita, di cui pochissimo si è scritto e parlato. Un infiltrato dentro Cosa nostra negli anni delle stragi e all'inizio della Seconda repubblica. Un uomo d'onore al servizio dello Stato. Oggi le rivelazioni di Ilardo - raccolte dal colonnello Michele Riccio - sono alla base di un processo in corso a Palermo che vede come principale imputato il generale Mario Mori. Ilardo parla di patti e di arresti di capimafia ("In Sicilia i capi o muoiono o si vendono"). Fa i nomi. Cita Marcello Dell'Utri: "un esponente insospettabile di alto livello appartenente all'entourage di Berlusconi". Sembra una storia sudamericana, ma accade in Italia. Meno di venti anni fa. E oggi, dopo le rivelazioni del figlio di Vito Ciancimino, molti all'improvviso parlano. Ilardo nel 1994 nessuno lo ascolta - a parte il colonnello Riccio, che registra tutto. Ed è incredibile perché proprio l'infiltrato porterà gli uomini del Ros nel casolare di Provenzano. Perché il boss non fu arrestato? Dice Mori ai magistrati di Palermo: "Non ricordo... tenga presente che io ero responsabile di una struttura quindi avevo una serie di problematiche...". E il suo vice Mario Obinu: "Abbiamo localizzato il casale... (va considerata) la difficoltà tecnica di entrare, in quanto era costantemente occupato da pastori, mucche e pecore". Risultato? Provenzano continuerà a trattare con i nuovi referenti politici della Seconda repubblica. E Ilardo sarà ammazzato dalla mafia nel 1996, pochi giorni prima di diventare ufficialmente pentito. Oggi si parla di misteri e ombre dietro le trattative tra Stato e mafia. Ma non ci sono né misteri né ombre. Basta mettere in fila i fatti, come fanno gli autori in questo libro. Basta ascoltare Ilardo (ci sono i nastri con la sua voce). È difficile da credere ma è tutto clamorosamente chiaro.
http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/il-patto.php
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  • 5

    Come funziona in Italia la lotta alla mafia

    Libro straordinario, che raccontando la vicenda di un infiltrato ad alto livello nell'organizzazione mafiosa, svela parecchi retroscena dell'Italia contemporanea.
    La storia principale racconta la coll ...continua

    Libro straordinario, che raccontando la vicenda di un infiltrato ad alto livello nell'organizzazione mafiosa, svela parecchi retroscena dell'Italia contemporanea.
    La storia principale racconta la collaborazione di Luigi Ilardo con il tenente colonnello Riccio del ROS dei Carabinieri.
    Si tratta di una collaborazione particolare perchè Ilardo non ha lasciato Cosa Nostra come pentito, ma contribuisce alle indagini rimanendo affiliato, e ad un livello altissimo.
    Siamo nella prima metà degli anni '90 e questa indagine consente di perseguire personaggi che si sentono intoccabili, assestando con una serie di arresti, colpi decisivi a cosche molto influenti.
    La difficoltà nasce quando Ilardo rende possibile l'individuazione del covo segreto della latitanza del boss dei boss Bernardo Provenzano.
    E quì casca l'asino, perchè Provenzano sta conducendo la ormai celeberrima trattativa con il ROS dei Carabinieri attraverso la mediazione di Vito Ciancimino, l'ex sindaco DC del sacco di Palermo.
    A questo punto il destino di Ilardo e del colonnello Riccio è segnato, dimostrando che in Italia la lotta alla mafia è delegata alla buona volontà di singoli funzionari dello stato, siano essi militari, magistrati o altre figure non istituzionali.
    Ma questa lotta deve essere stroncata in ogni modo quando finisce per confliggere con le manovre degli uomini del potere.
    Questo aspetto è descritto molto efficacemente e questo è il merito primo di questo libro, ma non solo.
    Contrariamente a molti altri testi di questo tipo i nomi non sono affatto taciuti. Nomi di magistrati, militari, parlamentari, avvocaticchi e azzeccagarbugli di varia natura che attraverso azioni od omissioni manovrano per neutralizzare la collaborazione di Ilardo quando alza troppo il tiro.
    Telefonate fatte in ritardo, oppure omesse, documenti che spariscono o vengono notificati a chi non ha titolo per riceverli, inchieste senza fondamento avviate per togliere di mezzo e intimidire chi infastidisce, polemiche accese ad arte per distrarre l'opinione pubblica disinformata, campagne di stampa compiacenti.
    Sarete voi stessi a giudicare chi sta con chi e da quale parte a seconda delle sue azioni.
    Queste sono le manovre dell'italietta che si muove nel sottobosco del potere, quello vero.
    E questo libro le descrive benissimo con dovizia di particolari.
    Leggetelo e nessuno potrà più raccontarvi della trattativa stato-mafia come di una faccenda presunta e come scrive Travaglio nella prefazione, sarà sufficiente mettere in fila i fatti e i nomi limitandosi a fare due più due.
    Gli italiani che non vogliono tapparsi occhi e orecchie e sapere, non devono cercare sulla Luna, basta leggere libri come questi.

    ha scritto il 

  • 5

    Dentro il marcio....

    Un gran bel saggio, molto ben scritto che getta luce su due dei nomi che troppo spesso in Italia si ha paura ad accostare ad attività illecite:Berlusconi e Dell'Utri.

    Incredibile leggere questa odisse ...continua

    Un gran bel saggio, molto ben scritto che getta luce su due dei nomi che troppo spesso in Italia si ha paura ad accostare ad attività illecite:Berlusconi e Dell'Utri.

    Incredibile leggere questa odissea che un pentito e un ufficiale dei carabinieri hanno dovuto sostenere praticamente da soli per operare nel nome della giustizia....No...un attimo...siamo in Italia...."forse" non è strano....

    Leggetelo e riflettete...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Da leggere

    Un libro inchiesta che ti tiene incollato fino all'ultima pagina! Da leggere per chi vuole approfondire certi argomenti che fanno parte della storia della Repubblica italiana.
    Ps: sarebbe consigliato ...continua

    Un libro inchiesta che ti tiene incollato fino all'ultima pagina! Da leggere per chi vuole approfondire certi argomenti che fanno parte della storia della Repubblica italiana.
    Ps: sarebbe consigliato scrivere recensioni nn riassunti della lettura

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante sopratutto per la prima parte in cui si racconta la storia di Luigi Ilardo, un boss mafioso che aveva fornito informazioni fondamentali per la cattura di Bernardo Provenzano già alla fine ...continua

    Interessante sopratutto per la prima parte in cui si racconta la storia di Luigi Ilardo, un boss mafioso che aveva fornito informazioni fondamentali per la cattura di Bernardo Provenzano già alla fine del 1995. Non fu ascoltato e fu lasciato solo finché la mafia non lo uccise.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione di Grapana:

    Vi si racconta la triste vicenda di Luigi Ilardo un mafioso pentito ed infiltrato che non ha fatto in tempo a diventare un effettivo pentito di mafia perché freddato qualche ora ...continua

    Recensione di Grapana:

    Vi si racconta la triste vicenda di Luigi Ilardo un mafioso pentito ed infiltrato che non ha fatto in tempo a diventare un effettivo pentito di mafia perché freddato qualche ora prima ( sì esattamente poche ore prima ) di lasciare con la famiglia la nativa Catania ed entrare così nel programma di protezione accordatagli dallo stato. Ucciso dunque da chi? Dalla mafia naturalmente! Eh no, la verità potrebbe essere molto più inquietante ed è proprio questo l'aspetto da brivido ossia la teoria che permea tutto il libro secondo la quale la mafia non sarebbe un corpo estraneo allo stato ma in qualche modo ne farebbe parte. E così ecco sfilare un sequenza impressionante di pezzi di stato deviato e corrotto, carabinieri che non fanno il loro dovere e che anzi pensano di intavolare trattative con quegli stessi delinquenti che dovrebbero mettere in carcere, politici che in realtà agiscono da infiltrati del malaffare, giudici che se fanno il loro dovere vengono ammazzati e che in altri casi diventano complici di quelli che dovrebbero condannare aiutati in questo da parti deviate dei servizi segreti, agende che spariscono, computer da cui vengono cancellati tutti i dati, covi di mafiosi che una volta scoperti vengono lasciati incustoditi. Insomma un verminaio a cielo aperto di cui tutti saremmo a conoscenza se libri come questo trovassero una maggiore diffusione. Marco Travaglio nella prefazione dice che di fronte a tutte le prove esposte in questo testo i diretti interessati dovrebbero essere radiati per manifesta incompetenza o per intelligenza col nemico a meno che, naturalmente, non si sia trattato ogni volta di una pura e semplice coincidenza. Eh già quanto è forte oggi in Italia il potere della coincidenza!!!

    Se vuoi visitare la libreria di Grapana clicca qua:

    http://www.anobii.com/grapana/books

    ha scritto il 

  • 5

    inquietante

    come da titolo, uno spaccato dei nostri ultimi 20 anni di storia percorsa come la corrente percorre il cavo di un detonatore, per arrivare dritta al cervello se avete ancora la forza per pensare, dopo ...continua

    come da titolo, uno spaccato dei nostri ultimi 20 anni di storia percorsa come la corrente percorre il cavo di un detonatore, per arrivare dritta al cervello se avete ancora la forza per pensare, dopo, e connettere, e rileggere, e poi è una specie di inquietudine, occhi aperti su tutto...

    ha scritto il 

  • 0

    Il patto, di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci

    http://www.booksblog.it/post/6332/il-patto-di-nicola-biondo-e-sigfrido-ranucci

    Sono passati diciotto anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui, è bene ricordarlo, nella prima, persero la v ...continua

    http://www.booksblog.it/post/6332/il-patto-di-nicola-biondo-e-sigfrido-ranucci

    Sono passati diciotto anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio, in cui, è bene ricordarlo, nella prima, persero la vita Giovanni Falcone – sua moglie e parte della scorta – e, nella seconda, Paolo Borsellino – e la sua scorta –, e proprio in questi giorni si discute una legge sulle intercettazioni.

    ha scritto il