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Il peccato

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(325)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807813386 | Isbn-13: 9788807813382 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ruth, l'io narrante del romanzo, è un mostro di freddezza. Cova da sempre uncupo rancore verso Elizabeth, cugina rimasta orfana a nove mesi e adottata daisuoi genitori, considerata da lei usurpatrice di affetti familiari. Ruth sivota alla sua distruzione: come da bambina le rubava i giocattoli, da grandecerca di ammaliare i suoi uomini. Alla fine capisce però che la distruzione diElizabeth comporta anche la propria.
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  • 4

    Questa è una storia di frammenti di una vita, di più vite. Soprattutto si Ruth e di Elizabeth.
    Come romanzieri delle nostre vite, noi raccontiamo delle storie, fabbricandoci con pezzi di altre persone ...continua

    Questa è una storia di frammenti di una vita, di più vite. Soprattutto si Ruth e di Elizabeth.
    Come romanzieri delle nostre vite, noi raccontiamo delle storie, fabbricandoci con pezzi di altre persone, usando vivi e morti per dire la nostra, così Ruth Garton, vive la sua vita in quella di Elizabeth Ashbridge.
    Ruth è l'altra. L'addizione a Elizabeth. L'essenza di Elizabeth.
    Elizabeth, la vittima della tragedia, la vedova,
    infinitamente più interessante di Ruth, per il semplice fatto del suo dolore e del modo in cui lo sopportava.
    In quella casa a Lexington, lei era stata così buona. Così buona, per tutta la vita.
    Perché sapeva fin da quando era piccolissima, che non era proprio la sua casa. Era lì a causa di una morte. Aveva ereditato un dolore.
    Ma era amata. Tanto amata. Eppure non aveva mai avuto la baldanza di essere difficile o di dare un dispiacere. E quando nacque Ruth sembrò ancora più importante. Più lei diventava Ruth, Ruth la monella, Ruth la scatenata, la pericolosa, la brillante più lei, Elizabeth, doveva essere brava e buona.
    Un modo di vivere, ormai. Un'abitudine. Non conosceva altri modi di essere. Le mancava il coraggio, la grinta … sì, le mancava il coraggio di fare quello che avevano fatto gli altri, di quello che aveva fatto Ruth.

    « Sei come una bambina, Ruth. Devi distrug-gere ciò che non puoi avere. Questa voglia di distruggere ha rovinato tutto quello che avevi, e che hai !» le ripeteva Elizabeth.

    Piccole cattiverie, piaceri maliziosi, piccole crudeltà, portate poi all'estremo da Ruth, attraverso la menzogna.

    «Elizabeth giaceva sconfitta dentro la sua sottoveste nera. Che non gli avrei permesso di levare. Mi tornò in mente una frase da gran tempo dimenticata. Je suis un autre. »
    «Ma Elizabeth, per quanto io possa somigliarle, non ricambia le mie occhiate. E nemmeno Ruth.
    E' stata Elizabeth a crearmi? O Ruth a creare lei? L'ho forse sognata? Sono Elizabeth adesso? Non sono né Ruth né Elizabeth. Solo un riflesso.
    Brandelli dell'una. E brandelli dell'altra. Avevo avuto un aborto e quell'aborto ero io, Ruth. »
    E' la prima bugia che distrugge la Verità. Il primo adulterio che spezza l'unione.
    Dopo c'è solo la ripetizione. E dopo, naturalmente, è sempre ripetizione.
    Quando la perfezione è contaminata, è difficile resistere ai piaceri della distruzione, e delle menzogne, e della concupiscenza.
    Con gli anni, la menzogna diviene un'abitudine ed il rosso diventa nero. E Stephen e William affogavano di nuovo. La seconda volta, per loro.

    «Oh, che crudeltà! Far loro inghiottire di nuovo quell'acqua. Vedevo i loro occhi, gli occhi di Elizabeth … e tutto il dolore. E tutto l'amore. E tutta la bontà. E rivolsi la lama contro me stessa. Naturalmente. E finalmente.
    Poi mi lasciò libera, a poco a poco.
    E se non l'avessi mai incontrata, sarei stata buona? Perché, alla fine, è l'unica cosa che conta. Siamo qui per dare il nostro contributo alla somma della bontà umana. Per dimostrare che la cosa esiste. ».

    ha scritto il 

  • 3

    Libro breve e scorrevole. Seppur mi è piaciuto particolarmente lo stile, non l'ho trovato sempre chiaro nella descrizione degli eventi (un pò confusionario in certi punti). La storia si basa su un odi ...continua

    Libro breve e scorrevole. Seppur mi è piaciuto particolarmente lo stile, non l'ho trovato sempre chiaro nella descrizione degli eventi (un pò confusionario in certi punti). La storia si basa su un odio profondo, dettato dall'invidia, della protagonista Ruth (che il lettore odia sin da subito) per la sorella Elisabeth (sinceramente non ho amato neanche questo personaggio). Si assiste così al susseguirsi di eventi di cattiveria, vendetta, tradimento...descritti in alcuni punti in modo molto elegante ed emozionante. Il problema per me sta nell'esagerazione di questi sentimenti. Ho trovato molte parti veramente poco realistiche, sia da un punto di vista "psicologico" sia di "sfortuna". Il finale risolleva la storia e i personaggi. Consiglio comunque questo libro a chi vuole leggere qualcosa di non troppo impegnativo e di veloce lettura;)

    ha scritto il 

  • 4

    Ero stata avvisata da chi mi ha prestato questo libro: iniziato e finito nel tempo di una nottata, senza riuscire a prendere sonno anche dopo ore. Libro molto duro, non risparmia nulla della tristezza ...continua

    Ero stata avvisata da chi mi ha prestato questo libro: iniziato e finito nel tempo di una nottata, senza riuscire a prendere sonno anche dopo ore. Libro molto duro, non risparmia nulla della tristezza e infelicità umana.
    Dal prologo:
    "Esistono molti modi di avere un'infanzia poco felice. Uno di essi consiste nell'essere troppo fortunati. Questa consapevolezza, omaggio del tempo, si forma lentamente. Dicono che il velo dietro il quale si nasconde il nostro futuro è stato tessuto da un angelo misericordioso. Ma cos'è che ci rende ciechi davanti al nostro imprevedibile passato? Perché portiamo una benda sugli occhi mentre frughiamo tra le sue rovine, invischiati nell'intricata ragnatela delle cause e degli effetti? Romanzieri delle nostre vite, raccontiamo delle storie, fabbricandoci con pezzi di altre persone, usando vivi e morti per dire la nostra."

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro con cui la Hart racconta come l'odio e il rancore finiscano per logorare, sino a distruggere, unicamente coloro che nutrono simili sentimenti.
    Capolavoro introspettivo di spiazzante intensità ...continua

    Un libro con cui la Hart racconta come l'odio e il rancore finiscano per logorare, sino a distruggere, unicamente coloro che nutrono simili sentimenti.
    Capolavoro introspettivo di spiazzante intensità.

    ha scritto il 

  • 4

    scrittura forte ed efficace

    Sorpredente la scrittura di Josephine Hart in questo piccolo bel romanzo.
    Ricca di immagini e metafore, carica di tensione e sottintesi, è una scrittura quantomeno inconsueta quella che racconta il fo ...continua

    Sorpredente la scrittura di Josephine Hart in questo piccolo bel romanzo.
    Ricca di immagini e metafore, carica di tensione e sottintesi, è una scrittura quantomeno inconsueta quella che racconta il forte odio di una sorella minore per la maggiore.
    Qualche esempio?
    "Io mi tenni stretta alle sbarre di me stessa e non fallii"
    "Urlando corsi lungo il corridoio di me stessa. Cercando un'ultima porta."
    Una scrittura forte ed efficace per una storia che altrimenti sarebbe risultata banale.
    Ma in realtà è un crescendo di fatti, sentimenti, e tensione verso la tragedia finale, vendetta e riscatto di un destino crudele.

    ha scritto il 

  • 1

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    ...................................................................................................... questo il mio encefalogramma mentre lo leggevo. Una noia mortale, insulso, senza capo nè coda. Le ...continua

    ...................................................................................................... questo il mio encefalogramma mentre lo leggevo. Una noia mortale, insulso, senza capo nè coda. Lei è cattivissima (senza motivi validi, è solo così di natura) e fa di tutto per rovinare la vita all'altra che, ovviamente, è buonissima fino a risultare fastidiosa. Due fastidiose a confronto...per fortuna che è breve.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro è uno strazio totale.
    La protagonista riesce a farsi odiare fin dalle prime pagine con il suo continuo tentativo di sovrastare la sorella solo per dimostrare di essere migliore di lei.
    La ...continua

    Questo libro è uno strazio totale.
    La protagonista riesce a farsi odiare fin dalle prime pagine con il suo continuo tentativo di sovrastare la sorella solo per dimostrare di essere migliore di lei.
    La sua vanità la porta a compiere una serie di atti discutibile e il culmine lo si raggiunge quando alla fine seduce il marito di sua sorella e si renderà, se possibile, ancora più detestabile.
    Non consiglierei questo libro neppure al mio peggior nemico.

    ha scritto il 

  • 3

    Va letto due volte, "Il Peccato".
    Perché la prima volta potresti non cogliere le riflessioni, a volte intense a volte lente, sull'amore e i sentimenti.
    Al centro due, prima bambine e poi donne, che so ...continua

    Va letto due volte, "Il Peccato".
    Perché la prima volta potresti non cogliere le riflessioni, a volte intense a volte lente, sull'amore e i sentimenti.
    Al centro due, prima bambine e poi donne, che sono una l'opposta dell'altro.
    C'è Ruth, il diavolo, la maligna bambina.
    C'è Elizabeth, l'angelo, la buona cugina orfana, bisognosa d'affetto.
    Intorno ci sono genitori inadeguati, le difficoltà della vita normale e eventi tragici.
    Hart si supera in certi momenti, in altri non riesce a mantenere quella tensione familiare, ma è sempre precisa sui sentimenti.

    ha scritto il