Il pellegrinaggio in Oriente

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 01)

3.6
(653)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 96 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8845901556 | Isbn-13: 9788845901553 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ervino Pocar

Disponibile anche come: Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Il pellegrinaggio in Oriente (1932), il più perfetto dei romanzi brevi di Hesse e quasi lo stemma di tutta la sua opera, racconta un’esperienza unica e inaudita, che ha luogo, non a caso, in quel «periodo torbido, disperato, e tuttavia così fertile che seguì la prima guerra mondiale». Uniti in una misteriosa Lega, le cui regole paradossali e sapienti ripetono – riflesse nello specchio del Bund romantico – quelle di antichi gruppi iniziatici, uomini disparati si mettono in cammino verso una meta che non è un luogo ma una dimensione altra della realtà. Ricercatori del tao e della kundalini, silenziosi aiutanti, il pittore Paul Klee, lo stesso Hermann Hesse, che è il protagonista, e tanti altri personaggi partecipano a questo singolare viaggio che non ha certo inizio con loro ma è un incessante movimento che percorre il tempo da sempre, e in cui tutti i nomi della storia possono comparire quali momentanei compagni. Ma questo è solo il primo dei molti e conturbanti segreti che incontrerà il lettore nei meandri di una favola che insegna un nomadismo radicale da una realtà che ci è imposta verso un’altra, sfuggente, beffarda e piena di tranelli, che però poi si rivelano essere mezzi pedagogici di un violento svezzamento, usati per dissolvere le ultime, tenaci resistenze al viaggio senza ritorno verso Oriente. Non meraviglia – dato questo schema e la felicità con cui è sviluppato – che il piccolo libro sia stato riscoperto ed esaltato in questi ultimi anni da tanti che hanno sentito di soffocare nell’aria in cui erano nati.
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    Riletto a distanza di anni, ma per me rimane ancora un mistero dalle varie interpretazioni.
    La vita è un gioco?

    "Disperazione è il risultato di ogni serio tentativo di sostenere la vita con la virtù, ...continua

    Riletto a distanza di anni, ma per me rimane ancora un mistero dalle varie interpretazioni.
    La vita è un gioco?

    "Disperazione è il risultato di ogni serio tentativo di sostenere la vita con la virtù, con la giustizia, con la ragione, e di soddisfare le sue esigenze. Al di qua di questa disperazione vivono i fanciulli, al di là i risvegliati."

    ha scritto il 

  • 3

    FAVOLA

    Una bella favola per adulti avventurosi, frutto credo della voglia di rinascita che sempre segue ad una grave sconfitta militare, sociale, sentimentale o di qualsivoglia tipo.

    ha scritto il 

  • 4

    Istruzioni per l'Hesse

    Per il ponte del 25 aprile ho approfittato per rileggere tutto d'un fiato (tre ore di apnea) questo romanzetto che mi stava molto a cuore dai tempi in cui studiavo letteratura tedesca al liceo e mi in ...continua

    Per il ponte del 25 aprile ho approfittato per rileggere tutto d'un fiato (tre ore di apnea) questo romanzetto che mi stava molto a cuore dai tempi in cui studiavo letteratura tedesca al liceo e mi innamorai di Hesse. A 20 anni fu l'unica delusione che l'autore mi diede. Non l'avevo capito minimamente, mi aspettavo tutt'altro.
    Amavo i viaggi e mi convinsi che Il pellegrinaggio in Oriente fosse un on-the-road. Ovviamente non lo era, e non riuscii a capire cosa invece fosse.

    Dieci anni dopo, posati i paraocchi, ci trovo invece un illuminante labirinto, una metafora delle capriole mentali che devono affliggere i poeti, impossibilitati a mettere sulla carta l'esperienza vissuta.
    La metafora scelta (la fede, la devozione) però, se non riconosciuta subito, rischia di essere totalmente fraintesa e scambiata per moralismo.

    Un tale livello di astrazione è invece campo fertile per l'esercizio della prosa miracolosa del premio Nobel tedesco. E è questa prosa musicale e suggestiva (che goduria dovrà essere leggerla in tedesco!) che vale la pena di immischiarsi nella storia volutamente inconclusa, confusa, divagante (è questa confusione il tema stesso del libro).

    Sarà pure appagante scoprire le cronache spirituali di Hesse da adolescenti, ma lo è ancora di più ritrovarlo da adulti, quando si può ammirarne la prosa con maggiore distacco e conoscere di più la vita e l'opera dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo senza dubbio particolare e di interpretazione controversa, sia per i molteplici significati e simboli disseminati nelle varie pagine. Certamente come hanno detto molti c’è il tema del “viaggi ...continua

    Romanzo senza dubbio particolare e di interpretazione controversa, sia per i molteplici significati e simboli disseminati nelle varie pagine. Certamente come hanno detto molti c’è il tema del “viaggio”, così caro ad Hesse, come pure il richiamo all’Oriente, culla e madre di ogni vita spirituale. Io però nel libro di Hesse ho visto essenzialmente il trionfo del mondo della fantasia, che trascina gli artisti nelle loro creazione. Una fantasia travolgente che si espande nel tempo e nello spazio dove tutto e tutti vengono trascinati come da un flauto magico.. . Ma ciò che gli artisti creano diventa immortale più che l’autore stesso..<<i personaggi erano senza eccezione molto più vivi, più belli e più allegri e in certo modo più giusti e reali degli stessi poeti e creatori…>>. Ed ecco che l’autore vorrebbe far parte di questa “fantomatica” Lega che sembra riunire in sé artisti, pensatori, personaggi… e alla quale hanno appartenuto e tuttora appartengono tutti i più grandi, artisti e personaggi di fantasia e di realtà. Ma per un artista, ed è questo che Hesse continua a dire continuamente, non è facile descrivere la realtà perché essa sfugge, i particolari si dilatano e diventano inafferrabili. Così come è inafferrabile il mito dell’Oriente! Di un artista rimane il suo personaggio, che diventa un mito, in quanto racchiude in sé le caratteristiche della perfezione! L’uomo, ahimè, è imperfetto!! E così pure gli artisti!

    ha scritto il 

  • 1

    E' una sofferenza leggere questo racconto lungo

    pretenzioso, noioso, trama esile. Scrittura spesso poco chiara e involuta. Una sofferenza portare a termine la lettura di questo romanzo breve, ma troppo lungo per la sopportazione umana.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo averlo letto, come tutti i romanzi di Hesse, mi sono ritrovata a rifletterci su: non è una lettura che comprendi immediatamente, è abbastanza profonda. Lo consiglio per tutte le persone che non s ...continua

    Dopo averlo letto, come tutti i romanzi di Hesse, mi sono ritrovata a rifletterci su: non è una lettura che comprendi immediatamente, è abbastanza profonda. Lo consiglio per tutte le persone che non si fermano a una lettura superficiale di un romanzo, ma amano riflettere e approfondire ciò che leggono.

    ha scritto il 

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