Il pendolo di Foucault

Di

Editore: Bompiani

4.0
(7182)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 509 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Svedese , Olandese , Polacco , Catalano , Ungherese , Portoghese , Lettone , Sloveno , Ceco , Greco

Isbn-10: A000172186 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Piacerebbe all'editore annunciare che amore, passione, morte, satanismo, salvezza, perversione (il tutto sotto le palme di Jim della Canapa) si intrecciano in questo libro che on ha lasciato dormire l'autore. Ma la cosa è purtroppo più complessa......
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  • 2

    AUTOCOMPIACIMENTI o l'Arte del Dar Sfoggio

    Siamo negli anni '70, a Milano, negli uffici della casa editrice Garamond.
    Siamo in compagnia di tre bizzarri figuri spocchiosetti e intellettuali che disquisiscono su quanto poco siano intellettuali, ...continua

    Siamo negli anni '70, a Milano, negli uffici della casa editrice Garamond.
    Siamo in compagnia di tre bizzarri figuri spocchiosetti e intellettuali che disquisiscono su quanto poco siano intellettuali, cosa che li rende ancor più spocchiosetti: Casaubon che è l'io narrante, Diotallevi e Jacopo Belbo.

    La Garamond si sta aprendo alle pubblicazioni esoteriche e proprio dalle considerazioni ironiche o seriamente preoccupate dei tre, prende respiro una delle linee guida del romanzo.
    I nostri tre intellettualotti si lanciano in un gioco, un po' per noia e un po' per esercizio di stile, a cui danno nome Il Piano: reinterpretare gli ultimi sei secoli di storia umana nell'ottica di complotti e macchinazioni che sarebbero iniziati con le Crociate e il destino dei Cavalieri Templari.

    Inizialmente il gioco è un passatempo gradevole (per Eco e per i suoi personaggi... per noi lettori un po' meno), poi le teorie del complotto diventano sempre più claustrofobiche, vicine, pericolose. Tutto diventa spiegabile... pare acquisire un inquietante senso. E si arriva verso scenari da thriller meritevolissimo.

    E mentre la storia prende respiro, da lei si dipanano altri fili che ci avvicinano un po' a quei tre figuri, ché li rendono meno astratti e saccenti e più umani e fallibili, coi loro amori terreni, le loro malattie, i loro ricordi d'infanzia. I fallimenti, i sorrisi, le lacrime, gli studi... le loro strade comuni.
    Ci si allontana dalle assurde congetture complottistiche e ci si avvicina alla realtà della vita umana. E a tratti commuove.

    Fa da scenario, un'Italia in mutamento perenne, immobile al centro degli eventi che la attraversano quasi di striscio... ché Eco sceglie di non approfondire ma solo di sussurrarcelo quasi per caso quello che sta succedendo.

    A me Eco non piace. La spocchia - cazzo, la spocchia. L'autocompiacimento di essere (stato) uno che "ne sa abbestia".
    Hai studiato, ti sei fatto il culo... nessuno lo mette in dubbio.
    Però non è che in tutti i tuoi libri devi dar prova di essere un pezzo da novanta!
    Sarà che io stimo molto di più chi vola un po' più basso. Chi conosce la sacra arte del provarsi senza sfoggio. Senza scadere nel presuntuoso.
    Partivo mooolto prevenuta.

    Inaspettatamente, l'incipit mi ha attratta tantissimo... Però, bastano poche pagine, e tocca smollare il colpo. Non posso più.
    E ci perde un sacco, ché per due terzi la lettura del libro si fa pesante e poco scorrevole. Ripetitiva. Accademica. Senza respiro. E annoia tantissimo. Fa venire il mal di testa. Perdere il filo.

    Io non ce la faccio a dare un voto alto a un libro per la stima che posso nutrire per l'autore. Questo libro, capolavoro sotto millemila aspetti, da me si becca solo DUE STELLETTE su cinque, equivalenti a MEDIOCRITA' E DELUSIONI.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche in questo caso mi trovo a parlare di un libro letto un'eternità di anni fa e che ricordo, ma per sommi capi. Di nuovo - ma questo è un po' l'effetto che mi fanno tutti i romanzi di Eco che ho le ...continua

    Anche in questo caso mi trovo a parlare di un libro letto un'eternità di anni fa e che ricordo, ma per sommi capi. Di nuovo - ma questo è un po' l'effetto che mi fanno tutti i romanzi di Eco che ho letto - la cosa che ricordo più vividamente è il percorso di "espiazione" che la lettura comporta: la pesantezza dello stile rende molto difficile, all'inizio, la calata nell'azione. Eppure - e anche questa è una costante di Eco - a un certo punto succede la magia e ci si ritrova catturati dalla trama. Si può trovare discutibile questo meccanismo quasi suicida. Ai tempi, ricordo di averlo giustificato in ottica un po' settaria: se uno non è disposto a pagare il prezzo della lettura, non merita di godersi poi i frutti di quella stessa lettura. Oggi - forse mi sarò impigrita - la vedo un po' diversamente. In ogni caso, la storia vale la fatica che si fa a leggerla. E personalmente trovo tutto l'escursus sulla storia dei Templari un gioiello che, da solo, varrebbe l'acquisto del libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Non male, ma prescindibile

    Letto su consiglio del grande Gianroberto Casaleggio, mi struggo nell'affermare che non ho trovato appagante la lettura.
    Purtroppo non ho modo di dire né a lui né a Umberto Eco quanto ho trovato pesan ...continua

    Letto su consiglio del grande Gianroberto Casaleggio, mi struggo nell'affermare che non ho trovato appagante la lettura.
    Purtroppo non ho modo di dire né a lui né a Umberto Eco quanto ho trovato pesante questo romanzo, sudando sette camiciole per giungere, stremato, alla conclusione.

    Però, capisco perché a Gianroberto sia piaciuto così tanto: forse perché, a lui, i templari non sono mai andati a genio.

    Consigliato comunque a chi ha amato il celebre - e molto più riuscito - "La pasta al Bohr" di Aldemiro Masonelli.

    ha scritto il 

  • 4

    'La risposta chiave del sapere è no. C'è qualcosa di vero ed è che non solo la parola magica non c'è ma neppure la sappiamo. Ma chi sappia ammetterlo può sapere qualcosa'. [683]

    Mi sono sempre chiesta ...continua

    'La risposta chiave del sapere è no. C'è qualcosa di vero ed è che non solo la parola magica non c'è ma neppure la sappiamo. Ma chi sappia ammetterlo può sapere qualcosa'. [683]

    Mi sono sempre chiesta perché Eco non abbia vinto il Nobel per la Letteratura, alla fine credo che il motivo è che molti non lo abbiano compreso. Leggendo i suoi saggi sono stata affascinata dalla sua spiegazione di come, nei suoi romanzi, spesso 'faccia l'occhiolino' al lettore: cosparge i suoi testi di riferimenti e allusioni consapevole che, se uno è fortunato, ne comprenderà almeno il 60%.

    La sua cultura mi sconvolge, come nel Pendolo, passa dalla letteratura, alla storia, all'ermeneutica, alla fisica, alla matematica, nello stesso capitolo, paragrafo, rigo.
    Chiudendo questo libro lo ringrazio, mi ha insegnato molto con un racconto e mi domando quanti occhiolini non abbia colto.
    Ecco perché i libri di Eco possono e devono essere letti più volte nella vita, non perché siano difficili, ma perché ogni volta è come leggerli una seconda volta.

    Saluto Belbo e Causabon, Diotallevi e Agliè che mi hanno fatto seguire il loro piano e chi sa se, come loro, conoscendolo anche io ormai non sia in pericolo...

    Perché basta guarda esaminare ciò che sta accadendo per capire che 'bisogna sempre attribuire a qualcuno i propri fallimenti, le dittature trovano sempre un nemico esterno per unire i propri seguaci' [352]

    ha scritto il 

  • 3

    Bella idea, non molto riuscita

    L'idea è molto bella, ed è di costruire la storia verosimile di un enorme complotto templare fino ai giorni nostri, interpretando in questa chiave personaggi e fatti storici.
    Purtroppo Eco si perde, e ...continua

    L'idea è molto bella, ed è di costruire la storia verosimile di un enorme complotto templare fino ai giorni nostri, interpretando in questa chiave personaggi e fatti storici.
    Purtroppo Eco si perde, e fa perdere l'interesse del lettore, in approfondimenti, dettagli, arguzie che solo un dottissimo ricercatore di storia potrebbe forse apprezzare. Le dimostrazioni di smisurata cultura annoiano, uccidono la scorrevolezza e fanno perdere il filo.
    Dopo una prima parte dal sapore Lovecraftiano, arriva una serie di minuziose ricostruzioni maniacali che sembra non finire mai, poi un finale da Feuilletton seguito infine da auliche riflessioni.
    In definitiva, un collage di generi che non mi ha proprio convinto. Mi mancheranno soltanto le esilaranti iperboli del personaggio Garamond.

    ha scritto il 

  • 0

    Non male, ma prescindibile

    Letto su consiglio del grande Gianroberto Casaleggio, mi struggo nell'affermare che non ho trovato appagante la lettura.
    Purtroppo non ho modo di dire né a lui né a Umberto Eco quanto ho trovato pesan ...continua

    Letto su consiglio del grande Gianroberto Casaleggio, mi struggo nell'affermare che non ho trovato appagante la lettura.
    Purtroppo non ho modo di dire né a lui né a Umberto Eco quanto ho trovato pesante questo romanzo, sudando sette camiciole per giungere, stremato, alla conclusione.

    Però, capisco perché a Gianroberto sia piaciuto così tanto: forse perché, a lui, i templari non sono mai andati a genio.

    Consigliato comunque a chi ha amato il celebre - e molto più riuscito - "La pasta al Bohr" di Aldemiro Masonelli.

    ha scritto il 

  • 1

    Molto scadente

    Libro inutile. Non trovo giusto recensire in modo esageratamente negativo l'opera altrui se non altro per l'enorme lavoro che sta dietro alla scrittura di un libro ma quando quest'ultimo non è altro c ...continua

    Libro inutile. Non trovo giusto recensire in modo esageratamente negativo l'opera altrui se non altro per l'enorme lavoro che sta dietro alla scrittura di un libro ma quando quest'ultimo non è altro che un monumento allo scrittore stesso allora ci sta.
    Ho abbandonato questo libro dopo più di 100 pagine che sono state un'agonia. La storia è imbarazzante, la narrazione bloccata, il nesso logico e temporale quasi assente. Il peggior libro della mia vita.

    ha scritto il 

  • 2

    Abbandono... e sono anche recidivo

    E' la seconda volta che tento di leggere questo libro nel giro di 6 mesi e mi trovo nuovamente ad abbandonare. Ho letto un centinaio di pagine e non riesco ancora ad esserne coinvolto perché ho la sen ...continua

    E' la seconda volta che tento di leggere questo libro nel giro di 6 mesi e mi trovo nuovamente ad abbandonare. Ho letto un centinaio di pagine e non riesco ancora ad esserne coinvolto perché ho la sensazione che ci si perda in infiniti approfondimenti e che una vera e propria trama non ci sia o faccia fatica a prendere forma. Perciò, anche se non credo sia una lettura del tutto sgradevole, credo che investirò il mio tempo libero in qualche altra lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    我接到圖書館的通知,有人預約了這本書,希望我趕快還。看哪,中央大學的師生還真的在前仆後繼地讀這本「名著」呢。我很後悔花費那麼多時間把它「啃」完,我已經不必靠它來「證明」自己什麼了呀;就是因為孩童時期留下來的「壞」習慣吧:拿給你的書一定要讀完,就好像盛給你的飯一定要吃完那樣。

    More on http://shann.idv.tw/Lite/book/templars.html ...continua

    我接到圖書館的通知,有人預約了這本書,希望我趕快還。看哪,中央大學的師生還真的在前仆後繼地讀這本「名著」呢。我很後悔花費那麼多時間把它「啃」完,我已經不必靠它來「證明」自己什麼了呀;就是因為孩童時期留下來的「壞」習慣吧:拿給你的書一定要讀完,就好像盛給你的飯一定要吃完那樣。

    More on http://shann.idv.tw/Lite/book/templars.html

    ha scritto il 

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