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Il pensiero obliquo

La strada più breve spesso non è una linea retta

Di

Editore: Codice Edizioni

3.8
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875782652 | Isbn-13: 9788875782658 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elisa Dalgo

Genere: Non-fiction , Social Science

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Descrizione del libro
Se avete in mente una certa destinazione, la strada migliore da percorrere potrebbe essere quella che inizialmente vi porta nella direzione opposta. Questo, in sostanza, è il pensiero obliquo. Potrà sembrare paradossale, ma se si tratta di superare un ostacolo, risolvere un problema, vincere una battaglia o raggiungere un obiettivo economico, la storia ci dice che un approccio indiretto quasi sempre garantisce un maggiore successo. Attraverso una serie di aneddoti, esempi e consigli pratici che spaziano dal mondo degli affari alla pianificazione urbana, dal calcio allo spegnimento degli incendi boschivi, John Kay dimostra come le aziende con i maggiori profitti non siano quelle più orientate al profitto, come le persone più ricche non siano quelle più attaccate ai soldi, e le più felici non necessariamente quelle che cercano ad ogni costo la felicità.
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  • 5

    "Buttarsi, e basta" ovvero Critica della Ragion Diretta

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    Una disamina convincente del pensiero diretto e del pensiero obliquo, e le (ottime) ragioni per privilegiare quest'ultimo.
    E uno di quei rari esempi in cui un libro riesce a tradurre, come fosse stato vergato di tua mano, quello che ti passa per la testa, per filo e per segno.


    Chi d ...continua

    --- Una disamina convincente del pensiero diretto e del pensiero obliquo, e le (ottime) ragioni per privilegiare quest'ultimo. E uno di quei rari esempi in cui un libro riesce a tradurre, come fosse stato vergato di tua mano, quello che ti passa per la testa, per filo e per segno.

    Chi decide con approccio diretto percepisce una connessione immediata tra intenzioni e risultati; chi invece decide con approccio obliquo è convinto che l'intenzione non sia né necessaria né sufficiente per garantire il risultato. Il primo passa in rassegna tutti i risultati possibili; il secondo riduce la scelta a un gruppo molto più limitato. Il primo raccoglie tutte le informazioni disponibili. il secondo riconosce i limiti della propria conoscenza. Il primo massimizza gli obiettivi; il secondo si adatta in continuazione. Il primo può sempre trovare una spiegazione per le sue scelte; il secondo a volte trova soltanto la risposta giusta. Il primo è convinto che l'ordine sia il prodotto di una mente che dirige; il seconod riconosce che l'ordine spesso si manifesta in modo spontaneo, senza che nessuno lo governi. Il primo insiste sulla coerenza, sull'affrontare sempre allo stesso modo lo stesso problema; il secondo non incontra mai due volte uno stesso identico problema. Il primo sottolinea l'importanza della razionalità del processo decisionale; il secondo è convinto che il processo decisionale sia per forza di cose soggettivo, e preferisce valorizzare le buone valutazioni. > p.108

    ha scritto il 

  • 4

    "Non è necessario essere esperti di finanza per capire perché queste aziende abbiano avuto un breve successo finanziario seguito , a lungo andare, dal fallimento commerciale: una cultura aziendale che esalta l'avidità è, in fin dei conti, incapace di proteggersi dai suoi stessi dipendenti." ...continua


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    "Non è necessario essere esperti di finanza per capire perché queste aziende abbiano avuto un breve successo finanziario seguito , a lungo andare, dal fallimento commerciale: una cultura aziendale che esalta l'avidità è, in fin dei conti, incapace di proteggersi dai suoi stessi dipendenti."

    Per non parlare della politica e dei cittadini. Bel libro in cui, tutto sommato, si spiega che, alla fine, quello che conta è il viaggio [il flusso] verso qualcosa e non la ricchezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Per spiegare il pensiero obliquo l'autore ricorre spesso a confronti con lo sport:


    Ed Smith, giocatore di cricket e scrittore, esprime questo concetto molto bene: "Non dico che lo sviluppo personale sia più importante della vittoria; al contrario, dico che godere del viaggio alla scoper ...continua

    Per spiegare il pensiero obliquo l'autore ricorre spesso a confronti con lo sport:

    Ed Smith, giocatore di cricket e scrittore, esprime questo concetto molto bene: "Non dico che lo sviluppo personale sia più importante della vittoria; al contrario, dico che godere del viaggio alla scoperta di sé, rimuovendo parte della pressione e delle angosce associate alla vittoria a tutti i costi, aiuta a vincere più spesso".

    Bob Rotella autore di 'Golf is not a Game of Perfect' spiega che si può riuscire a fare un buono swing soltanto se non ci si pensa. Rotella ha fatto carriera convincendo il pubblico che questo principio non vale solo per il golf, ma ha un'applicazione molto più ampia.

    E così Beckam quando tira in porta non fa prima calcoli differenziali, tira perché ha inconsapevolmente fatto una serie di valutazioni frutto della sua esperienza, che gli fa presumere che probabilmente sarà un goal .

    Ecco, questo è il pensiero obliquo. Processi decisionali che sono presi in modo eclettico e pragmatico perché le condizioni sono così complesse che un'analisi razionale non consente di avere tutte le variabili sotto controllo, anzi è questa presunzione di totale controllo che induce a fare errori madornali.

    Kay ripropone in questo libro quello che già avevo trovato in Do The Work, ma con una forma un po' più attorcigliata anche se più analitica. Ho ricopiato una tabella interessante che mette in parallelo il pensiero lineare con quello obliquo su alcuni punti chiave come: obiettivi e traguardi, interazione, complessità, problemi incompleti e pervasi da incertezza, astrazione, intenzionalità, confronto limitato, informazione, eclettismo, adattamento, esperienza, direzione, coerenza, razionalità del processo, che mostrano l'approccio diverso alla soluzione dei problemi. Potrebbe tornarmi utile.

    ha scritto il 

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