Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il pensiero selvaggio

Di

Editore: Net

3.9
(58)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 323 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8851520755 | Isbn-13: 9788851520755 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Paolo Caruso

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Philosophy , Social Science

Ti piace Il pensiero selvaggio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato alla metà degli anni cinquanta, questo saggio è considerato un classico dell'etnologia. Nel segno del distacco dall'etnologia tradizionale, Lévi Strauss sceglie come tema di queste ricerche un attributo universale dello spirito umano: il pensiero allo stato selvaggio presente in tutti gli uomini, contemporanei e antichi, vicini e lontani. L'antropologo si avvicina ai miti, alle credenze accantonando ogni idea di esotismo.
Ordina per
  • 4

    Non letto interamente ma (mea culpa) molto funzionalmente per esplorare il concetto di bricoleur. Sotto questo punti di vista, estremamente utile.

    ha scritto il 

  • 5

    Levi- Strauss, un antropologo

    Serviva Levi- Strauss per dare poesia ad una Scienza che anche se "umana" è sempre a rischio di diventare sterile. Dovrebbe essere usato come un manuale, anche nelle università, mentre invece si da per la parte monografica. Il limite sul significato di "strutturale" è stato ormai più volte discus ...continua

    Serviva Levi- Strauss per dare poesia ad una Scienza che anche se "umana" è sempre a rischio di diventare sterile. Dovrebbe essere usato come un manuale, anche nelle università, mentre invece si da per la parte monografica. Il limite sul significato di "strutturale" è stato ormai più volte discusso, così anche che si pensi in termini binari, tuttavia Levi- Strauss è un maestro riconosciuto, ed invincibile per le sue scoperte che un animale totemico non è buono da mangiare ma "buono da pensare". Scoperta fatta due anni prima della pubblicazione di quest'opera in "Il totemismo oggi", manda al tappeto una volta per tutte il pregiudizio che sta alla base dell'Occidente: i Selvaggi sono degli spiriti semplici, e vivono allo stato di Natura, a differenza di noi, che abbiamo scienza e cultura. I suoi anni di ricerche nelle Americhe hanno fatto di lui, uno dei più grandi antropologi di ogni tempo. Grazie a lui, la battaglia contro l'etnocentrismo è diventata un valore della migliore antropologia. Capolavoro, perché lo stile di Levi Strauss è superiore alla saggistica. Essendo un conoscitore delle lingue dei popoli che ha incontrato non poteva che assorbirne la poetica.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro non solo datato (la polemica con Sartre nell'ultimo capitolo puzza davvero di stantio) ma forse anche sopravvalutato. Di tutto il libro rimane più che altro, credo, il primo capitolo (La scienza del concreto) col suo richiamo all'importanza del linguaggio per dare concretezza alla realtà ...continua

    Un libro non solo datato (la polemica con Sartre nell'ultimo capitolo puzza davvero di stantio) ma forse anche sopravvalutato. Di tutto il libro rimane più che altro, credo, il primo capitolo (La scienza del concreto) col suo richiamo all'importanza del linguaggio per dare concretezza alla realtà. Concetto, peraltro, già ben presente in Witggenstein...

    ha scritto il 

  • 2

    Etnologia classica

    Lévi-Strauss definisce in questa, che è una delle sue opere più conosciute ed apprezzate, cosa si definisce per "pensiero primitivo". Analizzando i comportamenti di svariate tribù, popoli e gruppi etnici, spiega come probabilmente doveva ragionare tutta la popolazione umana della protostoria. Il ...continua

    Lévi-Strauss definisce in questa, che è una delle sue opere più conosciute ed apprezzate, cosa si definisce per "pensiero primitivo". Analizzando i comportamenti di svariate tribù, popoli e gruppi etnici, spiega come probabilmente doveva ragionare tutta la popolazione umana della protostoria. Il concetto di scienza, che passa dall'utilitarismo ad una forma più elevata, le distinzioni categoriche tra gli esseri viventi, i raggruppamenti in clan naturali, e così via, vengono approfonditi mediante i numerosi esempi esposti. Il che è, a mio modo di vedere, sia il punto di forza che di debolezza del libro; se si cerca un testo rigoroso nel linguaggio, con numerosi diciamo così, aneddoti, etnografici, sui comportamenti, i vizi e le virtù delle particolarità altrui, questo è perfetto. Ma se si cerca un trattato del tipo più, diciamo, generico, sul linguaggio, l'astrazione, e il pensiero selvaggio, ci si può perdere, in tutti quei numerosissimi esempi. In definitiva, leggero come un mattone. Dipende dal punto di vista.

    ha scritto il