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Il pensionante

Di

Editore: Sellerio (La memoria; 444)

3.6
(55)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 345 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838915237 | Isbn-13: 9788838915239 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Rosalia Coci

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il signor Sleuth è magro, alto, indossa il mantello e porta uno strano cappello a cilindro. E per giunta ogni volta che esce dalla camera presa in affitto dai coniugi Bunting, il Vendicatore affonda i suoi colpi mortali in una Londra dall'aria nebbiosa e piovigginosa. Ce ne sarebbe abbastanza per trasformare quel signore allampanato in uno dei tanti Jack lo Squartatore di cui la letteratura è zeppa. Ma i dubbi dell'ex maggiordomo Robert Bunting, della moglie Ellen, della figlia di lui e del suo fidanzato su quel "pensionante", che paga in anticipo garantendo la sopravvivenza della famiglia, possono anche non diventare certezza.
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  • 2

    Imbarazzante...

    Mi sono chiesto se non fosse impietoso stroncare un giallo che ha sulle spalle un secolo tondo tondo di vita; troppe differenze di gusto, di stile, di cultura per paragonarlo ad analoghe letture contemporanee. Tutto vero, però anche con tutti gli alibi resta una storia scialba, con un finale che ...continua

    Mi sono chiesto se non fosse impietoso stroncare un giallo che ha sulle spalle un secolo tondo tondo di vita; troppe differenze di gusto, di stile, di cultura per paragonarlo ad analoghe letture contemporanee. Tutto vero, però anche con tutti gli alibi resta una storia scialba, con un finale che fa cascare la mandibola, senza la minima suspence, senza arguzia, senza invenzioni. Nonostante l'analoga età, i gialli di Agatha Christie sono infinitamente più piacevoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Come dentro un film del primo Hitchcock

    Bello, il racconto ti fa sentire come dentro uno di quei film in bianco e nero così enormemente affascinanti. Come dentro un buon film Hitchcock, insomma. Pellicola che esiste davvero, peraltro, col titolo "The Lodger" e che ora devo assolutamente trovare!!

    ha scritto il 

  • 2

    É forse il destino di tutti i romanzi antichi che non hanno avuto nel tempo la dignità di classici quello di sembrare un po' datati. Questo inoltre sembra meno avvincente di tanti romanzi gotici di tradizione anglosassone .

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura avvincente. Non lo definirei un thriller ma c'è molta tensione e trasmette anche una certa angoscia! Però allo stesso tempo sembra quasi un po' scanzonato. Mi sarebbe piaciuto solo un finale più sorprendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Dubbio e tensione

    Questo romanzo è un bacio perugina perfetto da gustarsi in una fredda sera d'inverno, con una tazza fumante da una parte e un lume dall'altra.
    Uno di quei tanti libri dimenticati (trovato non a caso, fra i remaninders in una catena di librerie dell'usato) e che forse, anche per questo, si gusta a ...continua

    Questo romanzo è un bacio perugina perfetto da gustarsi in una fredda sera d'inverno, con una tazza fumante da una parte e un lume dall'altra. Uno di quei tanti libri dimenticati (trovato non a caso, fra i remaninders in una catena di librerie dell'usato) e che forse, anche per questo, si gusta ancora di più. La storia, oscillante tra il giallo classico e il gotico di cui ricalca, alla perfezione, le atmosfere nebbiose di una Londra presumibilmente vittoriana, è quella di una coppia, i Mr e Mrs Bounting, che affittano una stanza della loro pensione a un eccentrico e misterioso gentiluomo, Mr. Sleuth: un manna dal cielo per loro che da tempo vivevano in ristrettezze economiche. Mr Sleuth paga puntualmente, e si dimostra un uomo distinto e gentile, seppur con delle abitudini un po' insolite...una di queste, consiste nell'uscire di notte, per passeggiare misteriosamente nella fredda Londra. Peccato che, proprio in concomitanza con le sue uscite notturne, delle donne vengano rinvenute assassinate negli angoli più disparati della città. In realtà, di azioni, nel romanzo della Belloc Lowndes ce ne sono ben poche: tutto è giocato sulla tensione psicologica che si crea nei coniugi Bounting, i quali vivono giorno per giorno consapevoli dentro di sè che il loro pensionante è l'assassino che terrorizza la città, seppur non se lo confidano, in un terrore che li paralizza. Ma è davvero così? Io sono rimasta fino alla fine col dubbio e mi sono così goduta appieno quel filo di tensione che rende il romanzo così gustoso. Da provare!

    ha scritto il 

  • 4

    “In cima ai tre gradini che conducevano alla porta c’era la sagoma lunga e allampanata di un uomo, che indossava un mantello di Inverness e un antiquato cappello a cilindro. Questi attese per qualche secondo battendo le palpebre, forse abbagliato dalla luce della lampada del corridoio. I sensi al ...continua

    “In cima ai tre gradini che conducevano alla porta c’era la sagoma lunga e allampanata di un uomo, che indossava un mantello di Inverness e un antiquato cappello a cilindro. Questi attese per qualche secondo battendo le palpebre, forse abbagliato dalla luce della lampada del corridoio. I sensi allenati della signora Bunting le dissero immediatamente che, nonostante il suo strano aspetto, quello era un gentiluomo, appartenente per nascita alla classe con la quale il suo vecchio lavoro l’aveva messa in contatto”. Un inquilino per Ellen Bunting, ex cameriera, e per suo marito Robert, ex maggiordomo, anziani coniugi che dopo una vita al servizio di padroni altolocati sono in miseria. Hanno una bella casa i Bunting, arredata con gusto cercando le occasioni e battendo i mercatini e le aste giudiziarie, ma non riescono ad affittare le camere e saltano i pasti, escono soltanto per impegnare le poche cose di valore che hanno conservato, rinunciano al riscaldamento, e l’ex maggiordomo al giornale e al tabacco. Un inquilino per Ellen Bunting. Un gentiluomo, ma strano, più eccentrico della media. Che paga generosamente, in sovrane d’oro, per tutte le stanze disponibili ma occupa soltanto le più spoglie. Che non vuole quasi essere servito, non ha bagaglio, mangia quasi solo verdure e latte, sta quasi sempre in casa, conduce misteriosi esperimenti, legge compulsivamente la Bibbia, soprattutto le pagine più colme di violenza misogina. Il pensionante si chiama Sleuth ed esce di notte, furtivamente. Il mattino dopo queste passeggiate, puntuali e chiassosi, gli strilloni annunciano un nuovo delitto del Vendicatore, un assassino senza nome e senza volto che colpisce soltanto le donne. Tra le donne, soprattutto le ubriacone. A intuire che il Vendicatore è lui, l’inquilino cortese e bizzarro, è Ellen mentre il marito, morbosamente attratto dai resoconti dei giornali, pur continuando a parlare ossessivamente di quei delitti non si accorge di niente. Come niente sospetta il giovane poliziotto Joe Chandler, frequentatore assiduo dei Bunting, dei quali corteggia la figlia. Apparso nel 1913, “Il pensionante” è un gioiello ed è, forse, il romanzo più famoso ispirato da Jack lo Squartatore, il serial killer mai identificato che nell’autunno 1888 uccise cinque prostitute (ma il numero dei delitti era forse maggiore: c’è chi è arrivato ad attribuirgli fino a venti vittime) a Whitechapel, nelle viuzze proletarie dell’East End londinese. Romanzo di atmosfere, psicologie ed ossessioni, non ha niente del classico mystery, del giallo enigma: l’assassino, è vero, deve essere rivelato, ma si intuisce subito e quel che conta è altro. E’ la prosa lenta e ipnotica, avvolgente, che fa scivolare la nebbia, il lastricato umido e la luce gialla dei lampioni tra le pagine. E’ l’interno piccolo-borghese e vittoriano, decoroso e squallido, fatto di sentimenti trattenuti e nevrosi occultate, dei Bunting. E’ il clima di isteria collettiva, amplificato dalla stampa, che circonda le imprese del Vendicatore (pagine da antologia sono quelle ambientate in tribunale e al museo di Madame Tussauds). E’ la reticenza di Ellen, che intuisce l’identità dell’assassino ma lo protegge, in preda a una fascinazione fatta di terrore quanto di protettività quasi materna. E’ il tema, poi divenuto ricorrente ma qui espresso con largo anticipo su “Arancia meccanica” et similia, della Bibbia come libro di testo obbligato per maniaci religiosi, fanatici e disadattati. Marie Belloc Lowndes (1868-1947), figlia di un avvocato francese e di una femminista inglese e sorella del più celebre Hilaire Belloc, fu una scrittrice prolifica tuttora pubblicata in Inghilterra. In Italia invece, oltre a questo libro, di lei restano altre due opere largamente fuori catalogo (“La dama di compagnia”, Mondadori, 1930; e “Mi fidavo di lei…”, Salani, 1973) e un racconto (“Corsa con la morte”) apparso in un’antologia del 1942. Eppure, ai suoi tempi, Marie Belloc Lowndes inventò un detective (il francese Hercules Popeau) che Agatha Christie avrebbe sgraffignato, trasformandolo nel più celebre (e belga) Hercules Poirot. E questo romanzo di nebbie delitti e maniaci religiosi ha un suo curioso record: ha ispirato ben cinque riduzioni cinematografiche: di Maurice Elvey (1932), John Brahm (1944), Hugo Fregonese (1953) e David Ondaatje (2009). La più celebre, “Il pensionante-Una storia della nebbia di Londra”, segnò nel 1926 il debutto cinematografico di Alfred Hitchcock.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    magistrale! nella Londra terrorizzata dai delitti di Jack the Ripper un ex maggiordono e un'ex governante che, sposandosi, pensavano di riucire a condurre un'esistenza dignitosa e rispettabile, si trovano invece costretti, per far quadrare il bilancio, ad affittare una camera in casa loro a...un ...continua

    magistrale! nella Londra terrorizzata dai delitti di Jack the Ripper un ex maggiordono e un'ex governante che, sposandosi, pensavano di riucire a condurre un'esistenza dignitosa e rispettabile, si trovano invece costretti, per far quadrare il bilancio, ad affittare una camera in casa loro a...un misterioso e riservato signore che paga puntuale, in contanti, in anticipo ma...non si sa cosa faccia e dove vada, esce di sera con una misteriosa borsa e, guarda caso, il giorno dopo le sue uscite gli strilloni per le strade annunciano atroci delitti...sarà mica...??

    ha scritto il