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Il penultimo pericolo

Una serie di sfortunati eventi, vol. 12

Di

Editore: Salani

4.1
(420)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8884517877 | Isbn-13: 9788884517876 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Daniele ; Illustratore o Matitista: Brett Helquist

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
"Se questo è il primo libro che avete trovato mentre cercavate la vostra prossima lettura, allora la prima cosa che dovete sapere che questo penultimo libro è la prima cosa che dovete mettere via. Purtroppo, questo volume contiene la penultima cronaca della vita degli orfani Baudelaire, e non è penultimo a nessuno in quanto a tristezza, disperazione e spiacevolezze.Probabilmente la penultima cosa che avete voglia di leggere è una storia con un cannone sparafiocina, un solarium sul tetto, due iniziali misteriose, tre trigemini non identificati, un famigerato criminale e un curry insipido. Le penultime cose sono le prime da evitare, perciò consentitemi di raccomandarvi di mettere via per prima cosa questo penultimo libro, e trovare qualcos'altro da leggere. Come per esempio il penultimo libro di un'altra cronaca, o una cronaca che contenga altre penultime cose, in modo che questo penultimo libro non diventi l'ultimo libro che leggerete."
Età di lettura: da 8 anni.
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  • 4

    Dopo il precedente volume concentrato più sulla parabola evolutiva dei personaggi che non sulla trama, i Baudelaire tornano alle loro movimentate disgrazie (stavolta come concierge/flaneur) e Lemony Snicket firma quello che è uno dei migliori titoli della serie. Ne Il penultimo pericolo il ...continua

    Dopo il precedente volume concentrato più sulla parabola evolutiva dei personaggi che non sulla trama, i Baudelaire tornano alle loro movimentate disgrazie (stavolta come concierge/flaneur) e Lemony Snicket firma quello che è uno dei migliori titoli della serie. Ne Il penultimo pericolo il girovagare degli orfani prende i toni del teatro dell'assurdo, con palazzi storti, mad tea party, gemelli malvagi, surreali moscacieca e grandi numeri dipinti ovunque, ma, e qui sta il genio dello scrittore, contemporaneamente si assiste allo squarcio del sipario: più il mondo esterno diventa folle, e più il mondo interno dei personaggi diventa reale, drammatico, tragico, in un parallelismo di grande forza. I rapporti fra i personaggi si fanno più tesi, antichi livori tornano a galla, e la domanda del Conte Olaf a pagina 196 incrina tutte le convinzioni sviluppate negli 11 libri precedenti. A questo si aggiunge la tecnica di scrittura che mai come in questo volume sfrutta i dialoghi in funzione drammaturgica, numerosi ambigui doppelgänger imperscutabili al lettore/spettatore, e l'uso di espedienti narrativi brillanti come la non-sequenzialità narrativa. Sul palcoscenico delle vite dei Baudelaire le luci sono puntate dritte su di loro, e fra poco si chiuderà quello che resta del sipario strappato.

    ha scritto il 

  • 0

    La giustizia è out. L'ingiustizia è in. Per questo si chiama ingiustizia.

    Penultimo episodio in cui ricompaiono più o meno tutti i personaggi dei precedenti volumi, compreso il signor Poe che dà sempre grande prova della sua potenza di encefalo. C'è un hotel organizzato con la classificazione Dewey, delle giganti palette usate dai camerieri dell'hotel per girare i clie ...continua

    Penultimo episodio in cui ricompaiono più o meno tutti i personaggi dei precedenti volumi, compreso il signor Poe che dà sempre grande prova della sua potenza di encefalo. C'è un hotel organizzato con la classificazione Dewey, delle giganti palette usate dai camerieri dell'hotel per girare i clienti che stanno prendendo il sole sui lettini, un concierge molto wildiano che sia chiama Ernest o Frank, la definizione giusta di "dispute teologiche" (sono come i litigi tra ciechi che discutono su un elefante che nessuno di loro ha mai visto) e anche corvi che portano messaggi, come nei Sette Regni. Tutto questo e una critica sottile (e delicata come un elefante - che nessuno ha mai visto - in una cristalleria) al sistema giudiziario, fanno sì che, dopo un deludente undicesimo volume, il genio di Snicket sia di nuovo in piena forma!

    La Corte Suprema, come molte Corti, non era coinvolta nella creazione delle leggi, ma nell'interpretazione delle leggi, che è sconcertante e imperscrutabile, come la loro creazione, ed è una di quelle cose che non dovrebbe essere vista, come l'interpretazione delle salsicce.

    ha scritto il 

  • 3

    Spionistica rimpatriata di fine serie

    L'Hotel Climax, col suo sali e scendi d'ascensori (il tutto molto "climatico") non risponde a quasi nessuno degli interrogativi che un audace ( quante volte l'autore ci ha suggerito di abbandonare la lettura? ) e perseverante lettore della saga si pone da ormai svariete centinaia ...continua

    L'Hotel Climax, col suo sali e scendi d'ascensori (il tutto molto "climatico") non risponde a quasi nessuno degli interrogativi che un audace ( quante volte l'autore ci ha suggerito di abbandonare la lettura? ) e perseverante lettore della saga si pone da ormai svariete centinaia di pagine passate.

    Sebbene non apporti nessun cambiamento nell'intricata matassa degli enigmi dei Baudelaire, qualche pregio ce l'ha: per esempio non vi sono irritanti personaggi che fanno "Oi" ogni tre parole, inoltre con le sue avventure contemporanee (tre capitoli sono da leggere nell'ordine che preferiamo perché tutti contemporanei) Snicket ci dà la possibilità di fare una veloce carrellata di quasi tutti i personaggi incontrati nelle serie anche se purtroppo questo non farà che aumentare il senso di frustrazione dovuto all' aumento dei misteri irrisolti.

    Un po' fuori luogo in un quasi ultimo capitolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione comune a tutta la saga di "Una serie di sfortunati eventi"

    Una collana simpaticissima e dalla scrittura semplice ma molto figurativa. Ovviamente sono consigliati ai bambini tra i 7e i 12 anni ma è divertente leggerlo anche in età più avanzata.
    Unico neo: troppe spiegazioni dei termini "difficili" inseriti nella narrazione che spezzano un po' l'armo ...continua

    Una collana simpaticissima e dalla scrittura semplice ma molto figurativa. Ovviamente sono consigliati ai bambini tra i 7e i 12 anni ma è divertente leggerlo anche in età più avanzata.
    Unico neo: troppe spiegazioni dei termini "difficili" inseriti nella narrazione che spezzano un po' l'armonia della storia, anche se spesso questi termini sono "interpretati" in maniera molto simpatica.
    Questi libri si leggono in un soffio perchè sono molto corti ma viene la voglia di leggerli in fila tutti e 13 per sapere quali altre disavventure capitano a questi sventurati ragazzi Baudelaire! Ecco, se posso darvi un consiglio: non fatelo!
    Dopo aver letto anche gli altri decisamente consiglio la lettura ad un pubblico di bambini perchè le storie sono un pochino ripetitive e in alcuni casi ci si dilunga più in spiegazioni di termini e modi di dire che nella storia.
    Sono rimasta un pochino delusa perchè il primo libro è carino, gli altri riprendono tutti lo stesso schema. Sarà perchè ho 30 anni e questa collana è fuori target per me! :-)
    Forse è carino leggerli come libri leggeri tra un mattone e l'altro!

    ha scritto il 

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