Il perché di tutto sommato

Di

Editore: Marcos y Marcos

3.9
(219)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Catalano , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8871681061 | Isbn-13: 9788871681061 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Maneri

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Siamo poi sicuri che ottenendo quel che vogliamo troveremo davvero la felicità?Leggendo queste micro storie sembrerebbe di no, sembrerebbe che la felicità possa manifestarsi solo nella ricerca, solo nei nostri sogni, perché la realtà ci disilluderà.Cos" il principe azzurro finalmente trova il rospo che si trasformerà nella principessa della sua vita, ma una volta che ce l'ha di fronte non sa più cosa dirle. E l'uomo cui uno gnomo consente di esprimere un desiderio, paralizzato dalla scelta, non sa far altro che prender tempo facendo apparire un altro gnomo, e poi un altro ancora, e se necessario cos" via finché non avrà risolto il suo dilemma. Se mai riuscirà.Un altro dei cardini su cui girano questi flash di vita è la mancanza o l'impossibilità di comunicazione, di chiarezza fra uomo e donna, persino fra uomo e universo.Una docente universitaria a cena con un collega scambia per avance le riflessioni di lui sulla sua bellezza ormai evidentemente sfiorita; un uomo si presenta al marito della propria amante chiedendogli consiglio su come liberarsi di lei. Il rapporto idilliaco di una coppia non resiste alla promessa di dirsi sempre e comunque la verità. Un illuso (o un sognatore) è convinto di poter insegnare a parlare a una pietra e vi si dedica con pazienza e amore fino all'inevitabile delusione.
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  • 1

    E' piaciuto a tutti - moltissimo - meno che a me.
    Azzarderei che è la più brutta raccolta di racconti che abbia mai letto in vita mia.
    Il principe si tromba le sorellastre di cenerentola.
    Tom finalmen ...continua

    E' piaciuto a tutti - moltissimo - meno che a me.
    Azzarderei che è la più brutta raccolta di racconti che abbia mai letto in vita mia.
    Il principe si tromba le sorellastre di cenerentola.
    Tom finalmente abbrustolisce Jerry e si sente felice.
    Il principe da un bacio alla bella addormentata e si accorge che poco oltre ce n'è una schiera, di belle fanciulle dormienti.
    Un uomo cerca di far dire ad una pietra "pa" e, mancando l'obiettivo, la scaglia via e questa schiantandosi sul suolo fa un rumore che sembra "pa"...

    Di che vuole parlare costui? Delle disillusioni della vita, dell'amore, di tutto quanto?
    A parte che mi son proprio rotta le balle di tutta questa infelicità e disillusione, ma la si può raccontare pure molto, ma molto, ma molto meglio!

    P.s.: Monzò è lo sceneggiatore di qualche film di Bigas Luna... che poi, a me, m'è mai garbato Bigas Luna?? Mah.

    ha scritto il 

  • 5

    È un libro che contiene 30 piccole storie, si legge tranquillamente in poche ore tanto che ti prende. Ognuno potrebbe rileggersi in una delle storie, infatti alla fine si comprende quale sia lo scopo ...continua

    È un libro che contiene 30 piccole storie, si legge tranquillamente in poche ore tanto che ti prende. Ognuno potrebbe rileggersi in una delle storie, infatti alla fine si comprende quale sia lo scopo dello scrittore: far riflettere sulle proprio vicende. Inoltre, oltre a dare spunti di riflessione, è anche divertente. Consigliatissimo a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Le oscillazioni amorose di Monzó

    http://www.roarmagazine.it/libri/il-perche-di-tutto-sommato-le-oscillazioni-amorose-raccontate-da-quim-monzo.html

    Ci si diverte, si pensa a quanto, a volte, siamo sciocchi, a quanto soffriamo; ma che, ...continua

    http://www.roarmagazine.it/libri/il-perche-di-tutto-sommato-le-oscillazioni-amorose-raccontate-da-quim-monzo.html

    Ci si diverte, si pensa a quanto, a volte, siamo sciocchi, a quanto soffriamo; ma che, nonostante ciò, continuiamo a fare i medesimi errori.

    Però, come ogni storia d'amore che si rispetti, anche l'andamento del libro accusa un indebolimento verso gli ultimi racconti. Di contro, come la cotta che si avverte verso uno che si incontra in metro, nei primi c'è una carica esplosiva, pungente e sfacciata.

    ha scritto il 

  • 0

    Nel lessico della mia famiglia, per chi durante un pasto dice qualcosa come ”non amo il maiale”, “non mi piacciono i peperoni” oppure “non mangio il muggine”, da almeno tre generazioni esiste una risp ...continua

    Nel lessico della mia famiglia, per chi durante un pasto dice qualcosa come ”non amo il maiale”, “non mi piacciono i peperoni” oppure “non mangio il muggine”, da almeno tre generazioni esiste una risposta ormai automatica: “È perché non hai assaggiato di quelli buoni”. In qualche occasione, quando qualcuno o qualcuna dei miei congiunti vuol proprio fare lo sborone può anche arrivare a dire “È perché non hai mai provato quelli che faccio io!”
    Naturalmente, per disinnescare la possibile sfumatura arrogante o di superiorità e riportare tutto al clima conviviale, la frase va accompagnata da un gran sorriso e detta con tono (auto)ironico; però quando la pronunziamo ci mettiamo anche un fondo di convinzione.

    Forse è per questo riflesso condizionato: ogni volta che qualcuno inizia un commento con “a me non piacciono i racconti” - e le volte sono numerosissime - spontaneamente mi viene da pensare “è perché non ne hai letto di quelli buoni”. Con un sorriso e con tono (auto)ironico, beninteso :)

    Ecco, questi racconti sono di quelli buoni. Tanto da farmi derogare al proposito di non commentare più - di regola - i libri che leggo in spagnolo.

    Quim Monzó è di Barcellona e scrive in catalano. Ha giusto sessant’anni. Io l’ho letto in castigliano; in italiano è stato tradotto qualcosa di suo, soprattutto da Marcos y Marcos, ma non è molto conosciuto (almeno, sinora io non lo conoscevo). Da noi è noto soprattutto tra i cinefili, per aver scritto i dialoghi del film Prosciutto prosciutto (Jamón jamón) di Bigas Luna.

    Questo libriccino di 138 pagine contiene racconti brevi, secchi, tutti di sapore tra acido e amaro.
    L’immancabile paragone con Borges e Kafka, ritualmente suggerito nella quarta di copertina com'è d'obbligo per qualsiasi libro di racconti, per una volta non suona affatto spropositato.

    Alla fine lui, Monzó, non mi è per nulla simpatico.
    È uno di quegli autori capaci d’uno sguardo spietato sui moventi degli esseri umani ai quali Hornby ha ricordato che, in fondo, un po’ di pietà non ha mai fatto male a nessuno.
    Ma le sue situazioni, spesso brevissime, a volte con elementi decisamente fantastici, raccontate in modo scabro e apparentemente sommario ma con una precisione impeccabile nell’offrire i pochi dettagli necessari, finiscono quasi sempre con una rivelazione accecante.
    Così quelle situazioni schematiche e a volte assurde, raccontate in modo algebricamente esatto e freddo, diventano letteratura vera ed esperienza di carne e sangue, di quelle che lasciano un segno a lungo.

    Storie sentimentali, spesso, quasi tutte con un tocco tragicomico, e sempre d'una lucidità dolorosa nello spiegare Il perché delle cose. Anche il titolo è azzeccatissimo e annuncia l’esame sui motori (irrazionali e incontrollabili) delle nostre azioni che costituisce la materia del libro. Non capisco perché la traduzione italiana l'abbia voluto cambiare in "Il perché di tutto sommato" che non significa nulla.

    Un libro intenso, importante. Di quelli che viene voglia di rileggere e di consigliare a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    La seconda metà stanca per eccesso di descrittivismo

    La prima metà è asciutta e potente. Se avesse mantenuto questo livello per tutto il libro avrei dato cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Imaginatiu. No és pot negar l'aportació d'enginy i ocorrència de l'autor a l'hora d'explicar petites històries, aparentment quotidianes, sobre les que d'una manera natural, mai no hi posaríem la més m ...continua

    Imaginatiu. No és pot negar l'aportació d'enginy i ocorrència de l'autor a l'hora d'explicar petites històries, aparentment quotidianes, sobre les que d'una manera natural, mai no hi posaríem la més mínima atenció. Però... també cal dir que potser trenta contes en un llibre, són massa contes i d'això se'n pot deduir fàcilment, que no tots acaben tenint el mateix nivell.

    ha scritto il 

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