Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il persecutore

Di

Editore: Einaudi (L'Arcipelago, 19)

4.0
(156)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 103 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806165011 | Isbn-13: 9788806165017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Cesco Vian

Genere: Fiction & Literature , Musica

Ti piace Il persecutore?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1959, "Il persecutore" fa rivivere la figuradi Charlie Parker in un racconto che è al tempo stesso biografico einterrogazione in forma narrativa sull'irriducibile alterità del genioartistico. La figura tragica di Charlie Parker, rinominato Johnny Carter, siincrocia nel racconto con quella cinica e razionale di Bruno, il criticomusicale affascinato dall'artista maledetto, ma anche desideroso dicannibalizzarlo, di appropriarsi della sua magia.
Ordina per
  • 3

    Ennesima dimostrazione di quanto sia difficile scrivere di jazz (soprattutto dei grandi dell'era d'oro del jazz) senza continuare a mitizzare su personaggi ed episodi. A ogni modo, ben scritto, per carità.

    ha scritto il 

  • 4

    Parlare di musica è come ballare di architettura (attribuita a F.Z. ma trattasi di M.M. che ha rubato a T.M.) (così dice G.G.)

    e Cortazar ti piazza lì dei grand jeté alla Le Corbusier o dei pas de buorreé (qualunque cosa siano) alla Mies van der Rohe che lèvati. anche se, secondo me, il suo campo è sostanzialmente il balletto d’interni. sarà che leggerlo mi ha dato un certo piacere. dentro.

    ha scritto il 

  • 4

    "This summer buries a spring bird" (Dylan Thomas)

    Adesso ho capito perché Onetti spaccò uno specchio appena finito di leggere questo libro (lo racconta lo stesso Cortazár in una lettera). Brutta bestia l'invidia.


    [questo episodio c'è nel libro ed è raccontato benissimo (come del resto fa il grande Clint). Sembra di sentire C.P. suonare "i ...continua

    Adesso ho capito perché Onetti spaccò uno specchio appena finito di leggere questo libro (lo racconta lo stesso Cortazár in una lettera). Brutta bestia l'invidia.

    [questo episodio c'è nel libro ed è raccontato benissimo (come del resto fa il grande Clint). Sembra di sentire C.P. suonare "in un modo, te lo giuro, che non avevo udito mai":
    http://www.youtube.com/watch?v=oNL30u1jbDM ]

    ha scritto il 

  • 4

    L'insostenibile Genio che è in Charlie Parker

    ... Per un istante non ci fu altro che sempre... E io non sapevo che era menzogna, che quello succedeva perchè ero sperduto nella musica, e che appena avessi finito di suonare,[...] in quello stesso istante sarei precipitato a testa in giù in me stesso...

    ha scritto il 

  • 4

    che anima!

    una grande passione per il jazz e per un uomo che è sempre stato tormentato dall'oscuro passeggero... un testo che regge gli anni, che non cede al patetismo, una notevole prova letteraria...


    IN RILETTURA PER BIBLIOAP. SU CHARLIE PARKER 11/2012


    una scrittura dall'interno, un'immersio ...continua

    una grande passione per il jazz e per un uomo che è sempre stato tormentato dall'oscuro passeggero... un testo che regge gli anni, che non cede al patetismo, una notevole prova letteraria...

    IN RILETTURA PER BIBLIOAP. SU CHARLIE PARKER 11/2012

    una scrittura dall'interno, un'immersione nel mondo interiore dello specchio (Bruno) che non può essere l'immagine integrale di Johnny (Charlie P.)... in ultimo restano le parole che non riescono a esaurire la musica xè son un altro codice, un altro mondo rispetto ai voli di note parkeriani

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi è mai capitato di amare tanto un libro che parli di musicisti. Al contrario, in genere li trovo molto distanti dal modo in cui la musica viene sentita e vissuta, sbagliati, retorici. Ma "Il persecutore" è davvero un'eccezione. Ancora non riesco a credere quanto sia perfetto il modo in cui ...continua

    Non mi è mai capitato di amare tanto un libro che parli di musicisti. Al contrario, in genere li trovo molto distanti dal modo in cui la musica viene sentita e vissuta, sbagliati, retorici. Ma "Il persecutore" è davvero un'eccezione. Ancora non riesco a credere quanto sia perfetto il modo in cui Cortazar (scusate la pigrizia con gli accenti) ha colto il punto delle inquietudini e delle ossessioni che tormentano un genio suo malgrado.

    ha scritto il 

  • 5

    Folgorante "racconto lungo" sulle ossessioni dei jazzmen e dei loro seguaci

    E'disperante che sia di nuovo fuori catalogo questo libretto di Cortazar che è una delle quattro o cinque cose migliori che si possono leggere sul jazz nell'ambito della narrative (ci metto insieme L'uomo invisibile, Il sax basso, e The Bear Comes Home - non mi riesce neppure arrivare a cinque). ...continua

    E'disperante che sia di nuovo fuori catalogo questo libretto di Cortazar che è una delle quattro o cinque cose migliori che si possono leggere sul jazz nell'ambito della narrative (ci metto insieme L'uomo invisibile, Il sax basso, e The Bear Comes Home - non mi riesce neppure arrivare a cinque). Autobiografico più che biografico, Cortazar si specchia in un Charlie Parker fittizio capovolgendo la prospettiva consueta, come un selvaggio messia è Parker che perseguita il mondo, e non l'opposto: dopo la sua morte le acque della vita tranquilla, da lui sconvolte, si richiudono placide. Da leggere e meditare per tutti gli appassionati di jazz.

    ha scritto il 

Ordina per